Archivio di febbraio 2007
CIAO PIRATA
Era il 14 febbraio 2004, sabato sera tardi e stavo apprestandomi ad andare a dormire. Non c’è mai un “bel modo” per scoprire la morte di qualcuno, ma quello che la ruota della vita mi riservò quella sera fu veramente vigliacco. Infatti fu così, facendo velocemente zapping, che mi imbattei nella notizia della morte di un grande campione del ciclismo. Il suo nome era MARCO PANTANI!
In questi anni media e giornalisti, persa forse l’ultima vera fonte d’ispirazione per scrivere, hanno più volte processato lui, la sua carriera, la sua vita ponendo sempre come alibi il “dovere di cronaca”.
Io non voglio esprimere pareri in merito QUI e OGGI.
Voglio solo ricordare un ragazzo che il 20 ottobre 1995 conobbi personalmente, in una stanza del C.T.O. di Torino, dopo che per l’ennesima volta la sfiga gli si era abbattuta addosso. Lui era all’indomani dell’intervento alla gamba, triste per la carriera forse definitivamente compromessa e con mille altri dubbi che gli affollavano la mente.Ero passato a portargli un bigliettino d’incoraggiamento, lo consegnai all’infermiera che mi disse “aspetti qui“.
Entrò nella stanza del pirata e ne uscì 1 minuto dopo dicendomi “Prego, si accomodi…ma non stia molto“.
Come “si accomodi”????? mica gli volevo parlargli, ma chissà perchè qualcosa o forse “qualcuno” (che si chiama Cinzia ndr) mi disse “vai” e così feci. Avevo 15 metri di corridoio di “tempo” per pensare a qualcosa di intelligente da dire. Non molti. Non so se la scelta fu felice ma entrando in camera esordii con un “Scusaci Marco ma non tutti i torinesi guidano così sai…“. Lui e Secchiari (compagno d’incidente e di stanza) sorrisero e da lì partì una chiacchierata simpatica e spontanea di cui ricordo ancora oggi attimo per attimo, sguardo per sguardo. Ricordo soprattutto la preoccupazione e la paura che in quel momento c’era in lui non tanto per il ritornare ad una vita da atleta, ma prima di tutto quella di non poter più camminare. Parlammo a lungo della sua fortuna nella sfortuna di vivere in Emilia, terra che a livello sanitario ha nulla da invidiare a nessuno. Ne parlavo visto che avevo vissuto l’esperienza di mio fratello, al Rizzoli prima e a Modena dopo e mi congedai con un “ci vediamo in cima alla prossima vetta Campione!”
Da quel giorno non ebbi più tempo e modo di andarlo ad aspettare di persona in cima alle vette sulle quali è scollinato. E ne ha superate tante. Riuscii solo a seguire in tv le sue gesta, la sua perenne rincorsa alla sfiga, la sua ascesa e (senza voler entrare in inutili polemiche) la sua ‘forzata’ caduta del 5 giugno 1999.
Mi ritengo una persona abbastanza obiettiva e dotata di un buon sesto senso e continuo a credere a quegli occhi che guardai seppur pochi minuti ma intensamente. Mi diedero l’idea di una persona che faceva della determinazione e della testardaggine (in senso buono intendo) il suo vero doping.
Inutile dire che da allora di gare di ciclismo ne ho seguite ancora molte (pressochè tutte perchè amo gli sport di fatica) ma, spero nessuno si offenda, se confesso che… non è più “lo stesso sport”!? E non vado oltre.
Ci manchi Marco e so che non è nulla, ma sappi che in questo giorno, in questo blog ci sarà sempre un piccolo pensiero per te.
Ciao PIRATA!
Vedi Vicenza e poi muori! (dicono)
E’ notizia di ieri di una lettera inviata dal Consolato americano in Italia a tutti i suoi cittadini che si trovano in questo momento nel nostro Paese e pubblicata sul sito ufficiale nella quale mettevano in guardia i propri connazionali circa il pericolo di trovarsi nella zona di Vicenza in concomitanza per la manifestazione di sabato 17 febbraio. Questa la traduzione di un passaggio della lettera:
“… Le autorità di polizia valutano che saranno possibili fino a 70.000 partecipanti, composti da un certo numero di gruppi opposti all’espansione. Anche se la violenza non è prevista, alcuni dei gruppi che possono partecipare alla protesta sono stati disgregativi nel passato….”
Le possibilità sono due; o questi sono dei veggenti (ed allora che ci sono andati a fare in Iraq?) oppure “menano gramo“. Vero che in un Paese in cui è la Chiesa a dettare tempi e spazi per le riforme in tema di famiglia non c’è da stupirsi che l’ordine pubblico sia gestito da altri. Certo che una simile posizione dei “nostri alleati” mi lascia basito. Ho come l’impressione che invece di ‘stemperare’ i toni, si cerchi quasi di fomentarli e tutto questo non lo capisco. Infatti mi risulta che ultimamente gli unici a causare “danni” a cittadini stranieri in Italia sono stati proprio quelli della Cia (chiedere ad Abu Omar ndr)… o no?
Fonte notizia: LaRepubblica.it
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Panda: baby-boom in Cina
Le possibilità sono due; cominciare commentando un po’ di “dotte esternazioni” ascoltate ieri in merito ai DiCo oppure cercare qualche argomento come dire, più “leggero”. Propendo per la seconda opzione e con molto piacere, condivido con voi una notizia che ho letto ieri su www.wwf.it. La buona (per una volta) notizia è che il 2006 è stato l’anno del “baby boom” per i panda: le nuove nascite hanno portato a 217 il numero dei panda in cattività . Trentaquattro sono stati concepiti con l’inseminazione artificiale, e 30 di essi sono sopravvissuti: un record, in entrambi i casi, per una specie minacciata. Per chi volesse vedere il video clicchi qui. Qui di seguito invece qualche immagine di questi splendidi animali:
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Fonte notizia: LaRepubblica.it
FOIBE, il giorno della memoria
Oggi giornata della momoria delle vittime della pulizia etnica del popolo giuliano-dalmata. Questa fu scatenata da un moto di odio e furia sanguinaria e un disegno annessionistico slavo che prevalse innanzitutto nel trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel Giorno del ricordo delle vittime delle foibe, le cavitè carsiche nelle quali, tra il 1943 e il 1945, vennero fatti sparire migliaia di oppositori al regime di Tito. Non dobbiamo tacere – ha aggiunto il presidente, che al Quirinale ha incontrato gli eredi delle vittime -, assumendoci la responsabilità di aver negato o teso ad ignorare la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica il dramma del popolo giuliano-dalmata. Una tragedia, ha spiegato, rimossa per calcoli dilomatici e convenienze internazionali. Oggi che in Italia abbiamo posto fine ad un non giustificabile silenzio, e che siamo impegnati in Europa a riconoscere nella Slovenia un’amichevole partner e nella Croazia un nuovo candidato all’ingresso nell’Unione – ha sottolineato il capo dello Stato -, dobbiamo tuttavia ripetere con forza che dovunque, in seno al popolo italiano come nei rapporti tra i popoli, parte della riconciliazione, che fermamente vogliano, la verità . Quello del Giorno del Ricordo è precisamente un solenne impegno di ristabilimento della verità. Non credo ci sia altro da aggiugere.
Per chi volesse saperne di più: LeFoibe.it e Centro Studi della Resistenza
La sveglia che scappa
Ve lo ricordate il post sulla Sveglia che vola?
Probabilmente devono aver letto le eccezioni e le perplessità sollevate da alcuni lettori di questo blog. Così, a distanza di un mesetto ecco bella e pronta la versione 2.0 della famiglia delle “sveglie rompiballe” (dicasi ‘rompiballe’ la sveglia che “obbliga” a svegliarsi ndr).
Il principio infatti è lo stesso; una sveglia che non possa essere ridotta al silenzio tanto facilmente. Evidentemente quella che ‘volava’ deve aver fatto qualche danno di troppo, adesso si è passati alla sveglia che cammina. Si chiama “Clocky“. Niente più scuse per i dormiglioni: con questa sveglia è impossbile rimanere sotto le coperte. Suona come le altre, come le altre dà una seconda chance con lo “snooze”. Ma poi non perdona: esaurito l’allarme canonico, scende dal comodino e scappa in tutta la casa, costringendo a saltare giù dal letto per acchiapparla e spegnerla. “Clocky” è stata progettata da uno studente del Mit. E’ disponibile anche con pellicciotto marrone (forse per mimitizzarsi da animale domestico).
Prezzo di vendita: $ 49,99 (circa € 38,45)?

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Cerimonia o…?? (guarda il video)
Il matrimonio è un avvenimento di per se unico e gioioso. A volte, con un po’ di “fortuna”, può diventare veramente unico. Come? (vi chiedete) Bè, guardate il video che segue e poi sappiatemi dire… (anticipo che il colpo di scena verso il minuto e 55)
Ed a voi è mai capitato qualcosa di comico ad un matrimonio??
Duemila blogger italiani
Segnalo quest’iniziativa di cui sono venuto a conoscenza sul sito di Gidibao:
Sul sito di Sid05 è possibile iscriversi ad una simpatica iniziativa di aggregazione di bloggers chiamata ’2000 blogger italiani’. Lo scopo è quello di realizzare un collage di immagini che non sarà altro che la raccolta dei duemila avatar e indirizzo web dei partecipanti.
Per partecipare all’iniziativa basta aggiungere un commento a quest’articolo indicando
- il vostro nome
- l’indirizzo del vostro Weblog
- il link alla vostra immagine (dim. 55X70 pixel, formato jpg/png/gif)
Nel sito di Sid05 c’è una pagina dei 2000 blogger italiani è possibile visualizzare un blogroll mosaico nel quale compariranno tutti gli iscritti.
Io ci sono già … e tu?!
Essendo un lavoraccio, per il quale rinnovo i complimenti agli autori, ritengo corretto e doveroso oltre a partecipare anche pubblicizzare l’iniziativa.
Technorati Tags: Blogosfera, Internet, 2000 blogger italiani, duemila blogger
C’era una volta l’aviaria…
Narra la leggenda che…
Luglio 2004; un gruppo di ricercatori americani pubblica un documento relativo allo studio delle reazioni di alcuni topi sottoposti ad esperimento. Constatano un aumento esponenziale negli ultimi 3 anni della virulenza negli animali;
Agosto 2005; l’organizzazione mondiale della Sanità (O.M.S.) pubblica un dossier (in inglese) con uno studio sulla malattia. I punti principali sono: il rischio di pandemia è grande, il rischio persisterà, l’evoluzione del virus non può essere predetta, etc.
E’ allarme!
Settembre 2005; l’O.M.S mette in guardia circa il fatto che “sono solo 15 i Paesi in grado di produrre vaccini influenzali” (vedi elenco); l’Italia, logicamente, non c’è!
Ottobre 2005: il ministro Storace ‘realizza’ il pericolo e ordina immediatamente 32 milioni di vaccini. Per l’acquisto vengono stanziati con decreto d’urgenza 5,5 milioni di euro tanto, oltre alla Tav, al Ponte sullo Stretto, la variante di valico sull’Appennino non c’è molto in Italia alla voce “spese” nel bilancio.
Febbraio 2006; un caso sospetto in Puglia, è mobilitazione. Storace si reca nei luoghi del dramma e dichiara; “momento difficile ma,niente ansie” (tanto teniamo i vaccini ndr).
Marzo 2006; il ministro Storace è “costretto” a dimettersi per qualche “porcheria” combinata durante le ultime elezioni. Il suo posto assunto ad interim da Berlusconi così ora i pericoli per il Paese diventano due! (e per il secondo pare non ci sia ancora il vaccino).
Aprile 2006; il ministero della Salute pubblica un “Piano nazionale in preparazione alla pandemia“. Non si sa ancora se arriverà ma intanto… ci si porta “avanti” con il lavoro, rassicurante.
Giugno 2006; pressochè ovunque si registrano casi della misteriosa malattia. Indonesia, Svezia, Danimarca, Turchia, Azerbaigian, Egitto. Per non “sbagliarsi” ogni volatile presente in quei paesi viene abbattuto, sia esso un uccello o un aeroplanino di carta… non si sa mai.
Settembre 2006; il ministero della Salute ottiene da Bruxelles il via libera alle vaccinazioni in Italia, mancano i vaccini ma… si può mica fare tutto subito no?!
Da questo momento in avanti, incredibile, ma non c’è più traccia del problema “aviaria” in tutto il web fino a questi giorni dove piccoli e vaghi segnali davano l’idea di un ridimensionamento del problema.
Domenica la lieta notizia; il sottosegretario Patta dichiara “Nessun rischio“.
Seppur abbia continuato a mangiare pollo ed odiare, “a prescindere” dal loro status di volatili, i piccioni Vi confesso che la notizia mi ha fatto sorridere ed anche un po’ incazzare. Mi avrebbe fatto solo sorridere se quest’enorme bufala non ci fosse costata tra vaccini, ispezioni, controlli, consulenze d’esperti e quant’altro ben 16 milioni di Euro. Penso che dopo lo sbarco degli alieni sulla terra raccontato da Orson Wells sia stata la più grande bufala mediatica di questo secolo.
Fonte notizia: Ansa.it
BASTARDI ! ! !
Da un paio di giorni la notizia che monopolizza tv, giornali e, credo, blog è quella sugli episodi di Catania. Io non me la sento di aggiungere parole a quanto già detto e ridetto in questi giorni. Rispolvero solo una vecchia mail che rispecchia molto bene cosa dovrebbe essere il calcio e come la penso su “coloro” di cui tanto (troppo a mio avviso!) si parla in queste ore. Io ero uno di quelli che …
Noi che finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa
Noi che ogni goal subito cambiava il portiere Noi che “segnare da oltre centro campo vale? vale… vale tutto!”
Noi che quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi ci sentivamo i più bravi i più importanti
Noi che l’ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta
Noi che chi arriva prima a dieci ha vinto
Noi che mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma quando incombevano le tenebre, c’era sempre qualcuno che diceva: “chi segna l’ultimo vince” anche se il punteggio in quel momento era 32 a 1
Noi che abbiamo vissuto con terrore l’epoca delle “Espadrillas” con le quali non si poteva giocare a pallone
Noi che poi giocavamo anche scalzi
Noi che il pallone di cuoio sapevamo come era fatto perchè lo vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri
Noi che o il SUPER TELE, o l’ELITE, o il TANGO DIRCEU se andava di lusso nei giorni di festa
Noi che non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale
Noi che il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa e non andava bene nemmeno in porta
Noi che anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era goal. “O è goal o è rigore” metteva sempre tutti d’accordo
Noi che al terzo corner è rigore
Noi che “siete dispari posso giocare?” – “eh non lo so, il pallone non è il mio”
Noi che “mi fate entrare?” – “si basta che ne trovi un altro altrimenti siamo dispari”
Noi che riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c’era scritto il nome
Noi che il n.1 era il portiere, il n.2 ed il n.3 i terzini, il n.4 il mediano di spinta, il n.5 lo stopper, il n.6 il libero, il n.7 l’ala destra, il n.8 una mezzala, il n.9 il centravanti, il n.10 la mezzala con la fascia di capitano perchè era inevitabilmente il più bravo, il n.11 l’ala sinistra possibilmente mancina
Noi che gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo tutti
Noi che dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino
Noi che il calcio in TV lo guardavamo solo la Domenica e il Mercoledì
Noi che la Domenica alle 19 vedevamo un tempo di una partita di calcio commentato da Nando Martellini
Noi che certe squadre dovevano cambiare maglia perchè con la TV in bianco e nero potevano confondersi (il mio era Philips)
Noi che vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Strippoli da Bari
Noi che “la Stock di Trieste è lieta di presentarvi”…papapà ….papapà …papapapapaaaaa…paparap
Noi che Enrico Ameri dal campo principale e Sandro Ciotti dal secondo e Roberto Bortoluzzi dallo studio
Noi che ci ricordiamo i festeggiamenti del n.1000 della Domenica Sportiva
Noi che alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della serie B, il Gran Premio, e un po’ di Tennis.
Noi che Galeazzi l’abbiamo visto magro
Noi che andavamo dall’amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: “dici a Mery se si vuole mettere con me?” il giorno dopo torna e la risposta era sempre la stessa: “Ha detto che ci deve pensare”
Noi che Mery ci sta ancora pensando!
Noi che agli appuntamenti c’eravamo sempre tutti e puntuali, anche senza telefonini
Noi che oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo l’angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta di plastica
Noi che se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo
Noi che tutto questo ce lo siamo visti rubare da quattro teppisti da strada e a loro diciamo
BASTARDI!
Tessere a punti in Chiesa; a quando il gratta e vinci?
Raccogliere punti fedeltà per ottenere in cambio omaggi come al supermercato. E’ questa l’iniziativa di don Antonio Ascione, parroco presso la parrocchia della Trinità a Torre Annunziata, nel napoletano. Per conquistare i fedeli il sacerdote si è inventato le schede “raccogli punti”, promettendo regali a grandi e piccini che avrebbero frequentato assiduamente le messe in programma la domenica mattina.
Con otto “bollini” i fedeli si portano a casa rosari di legno, crocefissi, vangeli formato tascabile, quadri con immagini religiose, bibbie, icone di santi e madonnine. Per ritirare il premio, ovviamente, le otto frequenze devono essere consecutive: non si fanno sconti per nessuno. L’idea della scheda “raccogli-punti” era venuta in mente proprio al parroco della Trinità alla fine dell’ottobre scorso alla vigilia delle quattro settimane di Avvento. Serviva un’iniziativa che stuzzicasse l’interesse dei ragazzi. Dopo averne parlato con le sue catechiste, don Antonio Ascione ha organizzato il concorso, e pochi giorni prima dell’inizio dell’Avvento, ognuno dei ragazzi iscritti ai corsi di preparazione alla comunione (sono poco meno di un centinaio) avevano tra le mani la scheda-fedeltà ed il regolamento da far leggere ai genitori.
E’ da costoro dovrebbero arrivare alte ed illuminate indicazioni su Pacs e quant’altro??? Mah!…..
Fonte notizia: Ansa.it
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