Archivio di maggio 2007
Aspettando la verità su Federico Aldrovandi
Stamattina voglio parlarvi di un fatto avvenuto nel lontano settembre 2005 a Ferrara che ha portato alla morte di un ragazzo di soli 18 anni in circostanze alquanto oscure. Il suo nome era Federico Aldrovandi e questi, brevemente, i passi salienti della sua vicenda.
All’alba del 25 settembre 2005 Federico, 18 anni, torna a casa dopo aver trascorso una serata in compagnia d’amici. Così ricostruiva i fatti una nota della questura: «Alle 6.25 personale di Polizia interveniva su segnalazione di alcuni cittadini che avevano riferito del comportamento strano di un giovane. Poco dopo, il giovane è stato colto da malore». Caso chiuso. Morto per cause naturali, durante il trasporto in ospedale. Overdose, si dirà poi.
Tre mesi dopo Patrizia, la mamma di Federico, apre un blog per chiedere nuove indagini. Emergono testimonianze che parlano di un controllo piuttosto energico da parte degli agenti intervenuti. Secondo i consulenti della famiglia ci sarebbe stata una violenta colluttazione tra quattro agenti e Aldrovandi, sottoposto ad una immobilizzazione forzata con schiacciamento della cassa toracica. Il 9 gennaio 2007 c’è la richiesta di rinvio a giudizio per quattro poliziotti. Il 20 giugno prossimo si terrà l’udienza preliminare durante la quale si deciderà se mandare a processo i quattro agenti accusati di omicidio colposo.
Ma, e questa è la novità più eclatante e per molti versi inquietante, dalla questura arrivano nuovi reperti, sconosciuti agli atti dell’inchiesta. Dagli «originali » delle telefonate ai tamponi imbevuti del sangue del ragazzo. E con essi affiorano dubbi e sospetti, ai quali d corpo il legale della famiglia del giovane: «È la prova di come in questa inchiesta il materiale di indagine sia stato accuratamente selezionato, dato o non dato a seconda della convenienza. Per fortuna qualcosa è cambiato»
Perchè ho deciso di trattare oggi quest’argomento? Perchè, chi mi conosce e mi legge lo sa, sono una persona che non sopporta ingiustizie, abusi e disinformazione. Se poi, come sembra in questo caso, mi ritrovo questi tre fattori”casualmente” tutti insieme bè, non posso non fermarmi a riflettere. Ciò che mi ha ulteriormente convinto a trattare l’argomento è una foto del cadavere di Federico pubblicata nel 2006 da ‘Liberazione’ che lascia decisamente poco spazio all’immaginazione circa l’accaduto. A volte in questo blog ho trattato argomenti e postato immagini e video “forti”; questa volta ometto volontariamente la pubblicazione di questo documento che tuttavia ognuno di noi può tranquillamente cercare (e trovare facilmente) su google. In questi ultimi due giorni ho letto molto riguardo a questa vicenda e mi son chiesto se non fosse il caso di dare anch’io nel mio piccolo il mio contributo a mantenere viva l’attenzione su una vicenda triste che, questo è il fatto sconvolgente, domani potrebbe toccare ad ognuno di noi. E se quel qualcuno, vicino a se, non avesse l’amore e la pazienza della mamma di Federico chiss come finirebbe quella vicenda…
Temo che il rischio più grave in questi casi sia che la notizia cada nell’oblio o nell’indifferenza, pertanto ringrazio fin da ora chiunque abbia voglia e contribuisca a non far spegnere i riflettori su questa vicenda, grazie.
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Bush e l’uccello della Pace
Qual’è l’uccello simbolo della pace? La colomba. Ebbene io voglio pensare che sia stata proprio una di esse a fare al Presidente George W. Bush ciò che molti di noi vorrebbero
[youtube]F9NWSqW_h9w[/youtube]
E’ proprio il caso di dirlo; il presidente, la pace ed i suoi simboli non vanno proprio per niente d’accordo!
Un uomo non vede altro, nuova pubblicita Fx tv… sarà vero?
Che scopo principale di una pubblicità sia quello di “colpire” il pubblico e far comunque parlare di se (bene o male che sia) è fatto ormai noto dai tempi delle campagne di Oliviero Toscani per Benetton. Ebbene, guardate un po’ la nuova campagna pubblicitaria che da qualche giorno campeggia sui muri delle città di Fx tv, il nuovo canale Sky dedicato (così dicono loro) “all’universo maschile” :
Penso che dopo un naturale e spontaneo sorriso, sia doveroso anche qualche attimo di riflessione. Al termine, Vi confesso, personalmente mi sono un po’ incazzato. L’unica cosa è che non ho ancora capito se per la mancanza di gusto o per l’aver letto una verità su un cartellone pubblicitario!?
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Russia: il nuovo concetto di ‘Democrazia’ – parte seconda
Dopo una pausa nel weekend riprendiamo stamane il normale ritmo settimanale. Ero indeciso sul tema del post d’apertura della settimana, ma una dichiarazione del nostro ex-premier tanto “amico” di Putin mi ha tolto dall’impaccio. Pertanto, senza entrare in merito alla notizia già ampiamente trattata in questi giorni, mi limito solo a postare queste immagini che trovo abbiano decisamente poco a che fare con il mondo gay:
Ne avevo già parlato poco più di un mesetto fa in un post ma, visti “gli sviluppi”, caro Vladimir, tu rifai la stessa cazzata, io rifaccio lo stesso post!
E vi confermo ancora una volta che di “questa nuova Democrazia’, ho sempre più paura.
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Blocco dei conto correnti per i morosi; soluzione o furto?
Il blocco dei conti bancari è realtà anche nello Stato italiano con la legge 286/2006, che consente all’Erario di prelevare dai conti correnti bancari e postali le somme dovute o presunte, senza l’avallo della Magistratura. È sufficiente infatti una qualsiasi sanzione per autorizzare gli agenti del fisco a prelevare direttamente le somme senza possibilità di contraddittorio e senza poter far valere le proprie ragioni.
Attualmente nella sola provincia di Grosseto sono stati pignorati già 120 conti correnti ad opera delle società nominate per la riscossione ( nel caso specifico Equitalia – società controllata da Agenzia delle Entrate e da Inps, prima chiamata Riscossione) che può accedere ai conti correnti ed effettuare autonomamente l’escussione senza chiedere l’autorizzazione del giudice, come avveniva in passato, per il fermo del conto corrente e il successivo esproprio. La legge prevede che tale procedura possa applicarsi solo nel caso di una morosità superiore ai 25 mila euro, ma il pignoramento è possibile anche per cifre inferiori. Le procedure: nel caso di errori scusabili Equitalia invia al contribuente un avviso di irregolarità che dà 60 giorni di tempo per pagare le imposte con sanzioni ridotte ed interessi; poi la cartella di pagamento che dà altri 60 giorni. Invece, per le morosità più gravi si può avere un controllo formale o uno di merito. Per quello formale sarà inviata subito la cartella di pagamento che dà solo 60 giorni per saldare. Per quello di merito ci sarà prima l’avviso di accertamento (60 giorni di tempo) e poi la cartella (altri 60 giorni). Il cittadino che crede di aver subito un ingiusto accertamento e quindi una richiesta di pagamento infondata può impugnare gli atti fino al giorno prima del pignoramento, mentre se il contribuente decide di pagare per evitare il blocco del suo conto bancario, allora potrà chiedere la rateizzazione a Equitalia. I conti vengono bloccati di diritto al momento dell’emissione della cartella esattoriale, o inseguito ad un accertamento, che avrà tra le sue aree di investigazione anche la situazione patrimoniale dell’impresa o del singolo contribuente. Questo è stato reso possibile proprio grazie all’utilizzo incrociato dei database, che dà accesso ai controllori ad un vasto insieme in modo da costruire un tracciato completo delle attività svolte dal contribuente, sia finanziamenti che investimenti, e stabilire con maggiore precisione il reddito prodotto. Tali meccanismi renderanno senz’altro il fisco più efficiente in termini di controllo e di lotta all’evasione, ma implicherà per il contribuente un forte aumento dei costi legati al pagamento delle tasso. Anche nel caso di errore nel calcolo della cartella di pagamento, non si potrà fermare il prelievo, ma solo contestarne successivamente la legittimità dell’espropriazione. Le implicazioni sono più gravi di quanto si possa pensare, soprattutto in considerazione del fatto che l’eventuale prosciugamento dei fondi bloccherà l’attività del contribuente, impedendogli così di onorare gli impegni aziendali, sostenere le spese processuali per contestare l’appropriazione indebita, o ancora peggio, di garantire la sussistenza alla vostra famiglia. [continua]
Io resto dell’idea che se uno paga ciò che deve, questi ventilati problemi resteranno solamente lontane preoccupazioni, certo è che in Italia gli eccessi sono sempre all’ordine del giorno; si passa dalla più completa inpunità al blocco dei beni. Forse, come sempre, le vie di mezzo restano le soluzioni migliori… che ne dite?
Fonte: http://etleboro.blogspot.com/search?q=legge+286%2F2006
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Serie B 40a giornata: Juventus – Mantova

2 - 0
(Trezeguet, Nedved)
con due gol nella ripresa “vendichiamo” la sconfitta dell’andata
nel giorno dell’addio di Deschamps (pare). Per ora tante voci
e poca ufficialità, ma comunque vada e qualsiasi sia il futuro
GRAZIE DIDIER!
Non molte persone, e tante lo hanno dimostrato,
avrebbero accettato questo “bagno d’umiltà”
+77 in classifica…
(n.b. in questo blog le classifiche si fanno senza sconti)
Scoperto al mare con l’amante dalle telecamere del Giro
Il Giro d’Italia ha scoperto una tresca amorosa a Marinella. In diretta tv, grazie alle telecamere dell’elicottero al seguito della carovana rosa, un quarantenne spezzino è stato mostrato al mare in compagnia di una donna che non era la moglie. È stato il cognato ignaro, a complimentarsi con la moglie, che credeva essere la bagnante a fianco dell’uomo, un quarantenne rappresentante di commercio ben ripreso dalle telecamere. La donna è caduta dalle nuvole, ma ormai aveva scoperto la tresca del marito. E il rientro dell’uomo, con i segni evidenti della tintarella, ha fatto il resto. Quello sulla battigia di Marinella, sul litorale del Comune di Sarzana, era proprio lui. La storiella ha fatto il giro della vallata del Magra, ove si è registrato l’infortunio amoroso.
Diciamo che in questo caso per l’involontario protagonista, più che di “passione per la bici” si può parlare di “passione“… e basta!?
Fonte: Repubblica.it
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La verità del capitano Ultimo
In questi giorni si parla molto di mafia ed è dell’altra settimana la notizia della prossima messa in onda su Canale 5 della fiction ‘Il Capo dei Capi‘ sulla cattura di Totò Riina. La sceneggiatura è basata su un libro di Attilio Bolzoni, uno degli accusatori del capitano Ultimo, colui che davanti ai giudici dichiarò di “non potersi esprimere perchè non ricordava niente e voleva proteggere le sue fonti”. Evidentemente, dietro lauto compenso, gli è tornata la memoria e oggi riesce ad infischiarsene delle sue fonti.
Il 3 maggio c’è stata la replica del capitano Ultimo, ripresa ieri da alcuni siti vista la non troppa importanza data al tempo alle sue dichiarazioni. La querelle di base nasce dalle insinuazioni fatte da taluni personaggi circa il merito e le modalità dell’arresto del boss, sostenendo che non fu un lavoro di intelligence bensì un patto con Provenzano a consegnarlo alla giustizia. A sostenere questa tesi Claudio Fava, il parlamentare europeo figlio di Poppo Fava, che e’ tra le firme della sceneggiatura… guarda caso…
“E’ davvero giunto il tempo - aggiunge Ultimo – di ribellarsi alla dittatura di una certa antimafia di salotto e di potere che, invece di attaccare i criminali, offende e sovraespone quelli che hanno rischiato e rischiano la propria vita per combattere la mafia sulla strada, lontano dai soldi e dai privilegi. Al dottor Fava, con amarezza, si chiede che provi se non a rispettare, almeno a non insultare quelle persone che esponendosi personalmente hanno lottato con purezza contro gli assassini di suo padre”. (ANSA)
A carico del capitano Ultimo, direttamente o indirettamente, ricordo che sono tuttora pendenti ben 4 processi.
Credo che oltre al doveroso ricordo di figure come quelle di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e i ragazzi delle loro scorte tragicamente e vigliaccamente assassinati, sia nostro preciso dovere di cittadini difendere la memoria e l’opearato di chi ancora oggi tenta di combattere la mafia e le sue infiltrazioni. Per una volta ricordiamoci dei morti ma…
non dimentichiamo i vivi!!
Fonte notizia: censurati.it
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Che fine ha fatto Mario Scaramella?
Ve la ricordate ‘Meteore‘, quella trasmissione di Italia1 in cui si parlava dei personaggi famosi di una volta? Ebbene, da oggi, sperando che non se la prendano a male per il “furto” del titolo, inauguro l’omonima categoria. Parlerà di quei fatti e quei personaggi che hanno fatto notizia e di cui poi (come spesso accade) non s’è più sentito parlare.
Inauguro questa categoria con Mario Scaramella, “quello” del Polonio 210, ve lo ricordate? Il suo nome venne alla ribalta delle cronache a novembre 2006 in relazione alla morte in un ospedale di Londra di Alexander Litvinenko, un ex agente segreto del Kgb poco gradito a Vladimir Putin tanto da fuggire in Gran Bretagna. “Chiaramente” laddove ci sono casini, intrighi internazionali e quant’altro di losco non può mancare almeno un rappresentante del nostro belpaese. Quella volta a sorpresa saltò fuori in nome di Scaramella. Costui ebbe modo di incontrare Litvinenko pochi giorni prima della sua morte tanto da essere stato (secondo alcuni) anche lui stesso contaminato. Per alcuni giorni fu messo in isolamento in ospedale a Londra, si temette seriamente per la sua vita, vennero visitate tutte le persone che erano entrate in contatto con lui negli ultimi tempi e che avevano preso il suo volo aereo. Paolo Guzzanti tenne più conferenze stampa in cui denunciò il fatto che Litvinenko, Scaramella e lui erano nel mirino del Kgb per quanto erano venuti a conoscienza durante le indagini della commissione Mitrokhin. Il clima politico si surriscaldò, tornarono i “fantasmi” del regime comunista e poco ci mancò che i due (Scaramella e Guzzanti) fossero promossi a salvatori della Patria.
Poi a fine dicembre catturarono Saddam Houssein e non ci fu più spazio per loro sui media. Le ultime notizie sul caso sono di ieri ed arrivano dalla Gran Bretagna e indicherebbero il (presunto) colpevole dell’omicidio Litvinenko in Andrei Lugovoy, ex agente del Kgb che Putin si guarda bene dal consegnare loro per un interrogatorio. Guzzanti ha ammesso che Litvinenko era stato un suo informatore, così come lo era stato di Anna Politkovskaya, la giornalista russa uccisa qualche mese fa e questo fa ‘pensare’ che Guzzanti… porti leggermente sfiga?!
Come nel copione dei migliori ‘papocchi’ italiani degli ultimi anni, di Scaramella da fine 2006 non si sa più nulla…
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Big Brothers Awards Italia 2007; i risultati

Vi ricordate del Big Brothers Awards di cui vi avevo parlato ad aprile? In Italia, il problema della privacy ci tocca solo quando riteniamo invasa la nostra; altrove invece è dibattuto da anni e, com’è giusto che sia, anche attraverso la satira e è comunque una forma d’espressione. Ebbene sabato a Firenze sono stati assegnati quelli per l’anno 2007. Queste le categorie in concorso ed i vincitori:
- Minaccia da una vita: Parlamento italiano.
Il Parlamento italiano e’ stato premiato per avere approvato in fretta e furia una legge contro le intercettazioni abusive e la loro diffusione solo quando i parlamentari si sono visti in pericolo personalmente. Mirabile esempio di senso civico e interesse per la tutela dei diritti della cittadinanza.
- Peggiore azienda privata; Telecom Italia.
Migliaia di cittadini italiani sono stati intercettati da dipendenti Telecom Italia, titolare dell’unica rete nazionale di telecomunicazioni, senza garanzia costituzionale alcuna e senza esigenze dei servizi segreti o altre eccezioni legate a stati d’emergenza particolare. I loro dirigenti nella migliore delle ipotesi hanno omesso di controllare e di preoccuparsi di cosa facevano i loro dipendenti, nella peggiore … e’ meglio non pensarci.
- Peggiore ente pubblico; Comune di Milano.
E’ stato premiato per aver installato una moltitudine di telecamere nella citta’ e sponsorizzato un’iniziativa privata che propone ai commercianti milanesi un rimborso del 50% per l’installazione di telecamere sul loro pezzo di marciapiede. Per il momento l’iniziativa ha riscosso poco successo. Forse perchè i depliant non sono stati tradotti in cinese?
- Tecnologia più invasiva; Google.
Brin, uno dei fondatori di Google ama ripetere ai suoi dipendenti (o almeno cosi’ si dice) “Don’t be evil.” “Non fate i cattivi”. E’ diventato ormai lo slogan aziendale. Con l’acquisto di Doubleclick.com sembrerebbe che il motto possa ora diventare “Don’t be evil, buy the Devil!”.
- “Bocca a stivale”; Paolo Gentiloni, Ministro delle Telecomunicazioni.
Recentemente ha dichiarato: “Le intercettazioni sono strumento di indagini che come tale non si puo’ eliminare, e’ nel loro diventare pubbliche che nasce il problema. I giornali dovrebbero fare una prima scrematura” – ha detto ancora – “anche se non glielo puo’ imporre la legge.” “Altra questione e’, invece, quella delle intercettazioni illegali nel quale caso cioe’ e ci deve essere un atteggiamento piu’ severo.” “Ai giornalisti in ogni caso, direi che, se anche filtrano dagli uffici giudiziari bisognerebbe pubblicarle se hanno rilevanza per le indagini.”
Parere personale: DA RINCHIUDERE!
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