Archivio di luglio 2007
Ma che senso ha?!
Sono 39 anni che mi trovo davanti a questa casa e mi chiedo il senso di questo balcone

(Foto scattata a Gravere, provincia di Torino)
Qualcuno di voi può aiutarmi?
Vi anticipo; non c’è mai stata porta, ne ho le prove in altre foto d’inizio secolo.
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Politici at work
Ebbene si, di rientro dal tour di questi giorni da una rapida lettura dei quotidiani online constato con molto piacere che i nostri beneamati politici non hanno smesso di occuparsi degli italiani. Chi con toccanti appelli per la sicurezza sulle strade (ma siamo poi convinti che trasmettere la voce di Prodi o Fini non possa avere l’effetto contrario su chi guida?) e chi prendendosi cura di un paio di ragazze durante un festino in un albergo.
I risultati sono: più di 20 morti in due giorni sulle strade ed una delle due ragazze ricoverate in ospedale per overdose. E se i politici ricominciassero a farsi i c…. propri?!
Autostrada, pensieri e musica
Ciao amici, causa trasferta familiare per qualche giorno starò lontano dal blog e dal web. Mi spiace ma per una volta credo questa lontananza possa essere positiva. Sono giorni di pensieri, dubbi, scelte e la piacevole monotonia di un’autostrada (in assenza di code ndr) ne facilita l’analisi. Immancabile un buon cd, la mia musica. Sono le 6.45, la prima canzone quasi un monito, è del Liga e le sue parole dicono:
“Cosa vuoi che sia,
passa tutto quanto,
solo un po’ di tempo
e ci riderai su…”
Siccome si dia il caso che ho voglia di ricominciare a ridere in fretta, ora il dilemma è; attendere il progredire degli eventi o affrontarli drasticamente? Voi avete qualche consiglio in merito?
Intanto l’auto mangia l’asfalto e la ricerca della soluzione del rebus il tempo del viaggio.
Siamo arrivati e…. ci rileggiamo lunedì.
O stallone o gay…
La notizia è di qualche giorno fa ma ne sono venuto a conoscenza solo oggi.
Il mercato stalloniero è il fulcro economico del galoppo mondiale. War Emblem però, sarà anche vincitore di titoli importanti, ma in quanto a stallone lascia a desiderare. Il morello, infatti, in cinque anni di tentativi ha dimostrato disinteresse per l’altro sesso. Alla Shadai Farm, fattoria giapponese che ne detiene la proprietà, gli sono state messe di fronte ben 10 fattrici che lui ha snobbato. Il sospetto è che sia gay.
Nel 2004, primo anno di monta, solo 4 nascite, l’anno successivo 40, ma fu una faticaccia. War Emblem, infatti, fu abbastanza schizzinoso nella scelta e gli venne “presentata” ogni volta una cavalla di taglia, colore e caratteristiche sempre diverse. Poi il crollo verticale negli ultimi due anni. Un calo del desiderio che ha portato a questi (terribili) risultati: 500 fattrici proposte, una sessantina montate e solo 46 ingravidate e nel galoppo è obbligatoria la monta naturale, della serie: se mi piaci ok, altrimenti niente da fare.
Alla fine a fare il suo lavoro c’ha pensato il suo amico Deep Impact, altro cavallo di proprietà della Shadai Farm, che ha chiuso la sua prima annata con ben 230 monte. Lui si che è uno stallone vero, ma ovviamente, non lo dite a War Emblem.
Il “metro” di giudizio sembra essere: sei stallone nella misura in cui trombi. E se invece lui lo facesse solo per vero amore?
Che brutta cosa esser giudicati per la quantita’ ….
Fonte notizia: TgCom
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7 meraviglie del mondo moderno
Vengo nominato da mio nipote, per un meme che avevo già visto circolare in giro per alcuni blog. Con “molto” piacere lo riprendo e… cerco di dare qualche risposta che non sia “inflazionata”
- Internet, forse “scontato” ma senza di lui non saremmo qua
- la Jamaica
- il cerchio e tutto ciò che ne deriva (palla, ruota, etc.)
- la Nutella
- gli animali
- il mare
- la Juventus
Siccome voglio bene ai miei lettori, NON nomino nessuno (anche perchè arrivo tardissimo) e mi rimetto al vostro buon cuore se riprendere la presente o meno. Buona settimana a tutti.
Nuove lauree, arriva quella in prostituzione
In Italia si parla da tempo di riforma delle università per renderle più attuali. Ebbene in Nuova Zelanda il Governo ha avanzato l’ipotesi di offrire corsi di studio in prostituzione attraverso le università del Paese. La proposta fa parte di un pacchetto di iniziative intese a rendere più “pertinente” al mondo attuale l’offerta del sistema educativo nazionale.
Sorrido e penso alle “prove” d’ammissione….
Fonte: The Age
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Niki is back!
Ore 17.25, sono in ufficio e suona il cellulare. Rispondo e sento: “E’ TORNATA”!
Questo è un piccolo esempio di come un episodio cambia una giornata e forse anche di più.
Qualcuno di voi ne era al corrente ed è con grande, grandissima gioia che comunico a gianfranca1801, a minpepp e a kit che Niki è tornata a casa!
Chi è Niki? Per chi ancora non lo sapesse Niki è una delle mie due gatte, una di quelle che mi e vi fanno compagnia ogni qualvolta aprite questo blog e mancava da casa ormai da 16 giorni. E’ una gatta trovatella che abbiamo dal 2002 ed sempre stata libera di andare e venire da casa. Troppo forte il suo istinto felino per esser chiuso tra quattro mura. E troppo lontano dalla mia mentalità limitare chicchessia nel suo vivere. Così spesso succedeva che al mattino mi accompagnasse nel bosco che attraverso per andare da mio fratello per venire al lavoro, mi salutava e si inoltrava nelle sterpaglie. E’ capitato che sparisse per 4, 5 a volte 6 giorni anche, ma 16 (sedici) giorni mai!
In questi giorni sono andato a cercarla, chiamarla ed in cuor mio ho sperato che potesse tornare, anche se come spesso accade in questi casi, il passare dei giorni non alimentava di certo la speranza.
Vi sembrerà assurdo ma ho con questa gatta un legame unico quasi fosse una figlia. L’idea di averla persa mi dava un senso di tristezza fortissimo per la sensazione di non esser stato capace di proteggerla. Idiota forse, lo so, ma questa era la sensazione. Per questo quando stasera è suonato il cellulare ed ho sentito quelle due parole che da tanto tempo speravo di sentire una lacrimuccia sul mio viso è scesa. BENTORNATA a casa NIKI
(clicca per ingrandire l’immagine)
Palermo è fimmina
Ieri come molti di voi sanno è stato l’anniversario della morte di Paolo Borsellino. Penso sia impossibile parlare di una persona senza tener conto del contesto nella quale la stessa ha operato e vissuto. Questa la descrizione a mio avviso più vera che ho trovato ieri girovagando per i blog. Rappresenta molto bene quella Sicilia che non ha e non vuole abbassare la testa.
Ci sono città che le attraversi e non senti niente: i ponti, le strade, le piazze…torni a casa e già ti sei scordato tutto…manco un pezzo di cielo o un albero o una nuvola ti è rimasta nella memoria. Eppure il cielo, gli alberi e le nuvole sono dappertutto. Però succede. Città piene di traffico, di luci, di rumori, ma vuote, talmente vuote che sembrano immaginate. Vero è. Ti può capitare. Pensaci.
A Palermo no. Palermo è diversa.
Palermo è fimmina.
Lo senti dall’odore che ti piglia allo stomaco, alla bocca, al naso su fino a riempirti la testa. Ti può capitare di sentirti ‘mbriacu camminando a Palermo. T’imbriachi di sale, di mare, di sole, di frittola e di meusa; t’imbriachi di scirocco, di scruscio di tamburi, di campane che rintronano, di vuci martellanti, di zoccoli di cavalli e di robbi stinnuti…
Palermo è fimmina e ti rapisce, manco te ne accorgi e sei già suo, perso dentro i suoi colori: ti tinge di rosso corallo e di viola, di azzurro mare e di blu notte, di giallo arraggiato e di bianco accecante, di virdi scuzzuni e di virdi spiranza… spiranza di vita, di aria, di luce, di ciauru di gelsomino e di basilicò…
Palermo è fimmina quannu chiovi e trema tutta che sembra non volerla finire più…
Palermo è fimmina sempre: quannu agghiorna e già all’alba sai che pioverà fuoco e suderanno pure i muri, quanno scura e il sole si va ad astutare piano piano dentro il mare…
Palermo è fimmina quando si apre a ridde di spettatori che la invadono e lei si lascia prendere muta, mentre li abbraccia per farli suoi per sempre…
Palermo è fimmina la notte, nel bordello assordante delle stratuzze chine di picciotti e di birra…
Palermo è fimmina di giorno quando i picciriddi iocanu o’ palluni…
Palermo è madre quando, piegata sui ginocchi, la testa scarmigliata, piange lacrime più amare del veleno a lavare il sangue rubino dei suoi figli ammazzati in mezzo alle strade che si tingono di nero vergogna.
N.d.r. (nota di Rosalio): questo post verrà letto durante la veglia dell’anniversario della strage di via D’Amelio.
di Maria Cubito
Fonte: rosalio.it
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Eliminiamo i pannolini agli umani e li mettiamo agli asini; che mondo è?
Questo è il colmo!?
Tempo fa pubblicai un post relativamente lo smaltimento di pannolini e assorbenti e la proposta di Beppe Grillo, post che fu poi ripreso ed inserito in home page di Libero (con ben 1.165 commenti) e portò al blocco del mio sito da parte del provider per eccesso di utilizzo di banda.
La mia era volutamente una provocazione che portò comunque alla ribalta un problema reale e cioè quello dello smaltimento di questi rifiuti su cui quasi tutti convenirono occorreva agire e trovare soluzioni.
Ebbene, è di oggi la notizia che mentre qui da noi si cerca di andare in una direzione, in Kenya con un decreto, è stato imposto di mettere il pannolino agli asini con la giustificazione che “…gli operai che possono spazzare per terra. E’ per questo che paghiamo le tasse…”.
Spero per i kenyoti che il Comune non abbia a libro paga dei patologi perchè se così fosse … comincerei seriamente a preoccuparmi.
Fonte notizia: BBC News
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Funerali e mode
Ieri sera dopo tempo immemore m’è capitato di sedermi a tavola con la tv sintonizzata su un tg, tg5 per la precisione. Essendo estate e mangiando sul balcone vi confesso che non avevo nessuna voglia di alzarmi a cambiare canale e quindi mi sono beccato le prime notizie e relativi servizi. Due di questi riguardavano funerali, i funerali di Claudia (quella ragazza 16enne morta investita) e di quei due ragazzi di Fiumicino morti nello schianto dell’auto giudata dall’amico, minorenne tra l’altro (ma questo è irrilevante visto che ‘forse‘ era sotto effetto di hashish ndr).
Ebbene, in entrambi i casi, la gente applaudiva il feretro con una foga incredibile, manco fossero alla prima della Scala. Vi confesso che questa “moda”, così come quella di applaudire durante i minuti di silenzio (se si chiamano “di silenzio” che t’applaudi a fare?!), mi sta parecchio indigesta e la trovo pure di cattivo gusto.
Secondo voi trattasi di usanza diffusa o succede solo in presenza dei media?


































