Archivio di novembre 2007
Il colmo della sfiga
Credo che il Sig. Michael Carney, di 41 anni, a tutto (o quasi) avesse pensato a tutto escluso un’epilogo di questo tipo. Accusato del reato di atti osceni per aver mostrato i suoi genitali ad alcune donne vicine di casa, l’uomo in tribunale ha adottato una linea difensiva “particolare”. Ha infatti contestato tale imputazione sostenendo che il suo membro è di dimensioni troppo ridotte perchè si possa configurare tale “reato”. A riprova di quanto sostenuto ha distribuito in aula foto dettagliate del suo membro alla Corte ed ai giurati.
Alla fine l’uomo è stato comunque condannato e il suo “piccolo segreto” svelato direi che …. peggio di così non gli poteva andare no? (Fonte Bbc News)
E pensare che se se andava da Carolina (non la mucca ndr!) non avrebbe avuto nessun problema anzi, faceva anche … del “bene“.
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I miei primi 40 anni
Si lo so che il titolo l’ha già usato la Ripa di Meana ma… ebbene si, tant’è!
Buone maniere e comune usanza imporrebbero un post festoso e gioioso ma spero non me ne voglia nessuno se, tanto per uscire un po’ dall’ordinario, il Chit si chiama “fuori” e come sempre va per la sua strada.
Chi mi conosce lo sa benissimo; nel lontano 1985 il destino o chissà che (come dice il Liga in una sua canzone) ha voluto ‘bastardamente’ associare a questo giorno un grande, grandissimo dolore che ancora oggi, giusto o sbagliato che sia, oscura di gran lunga qualsiasi gioia per un banale compleanno. Ho sempre pensato infatti che una vita spezzata valga molto di più di una festa, soprattutto, negli anni, ho imparato che il dolore non va dimenticato ma va prima di tutto rispettato. Per questo motivo non trovate in nessun post degli anni passati cenno del mio compleanno e così probabilmente sarebbe stato anche quest’anno se, potere della “notorietà“, alcuni lettori ai quali tengo molto non avessero ”scoperto” questa data e mi aspettavano qui al varco. “Quest’anno devi” scherzosamente mi è stato detto.
Li accontento, magari non nei termini in cui forse si aspettano ma… è o non è il mio compleanno??
Penso che quarantanni siano un bel pretesto per bilanci e progetti. Io, forse perché “ragioniere, perito commerciale e programmatore” (così recita il titolo di studio) bilanci e progetti sono abituato a farli periodicamente giocoforza. Non credo di essere uno che vive “per inerzia” neanche quando le cose, come in quest’ultimo periodo, puzzano un po’ di mezza sconfitta e verrebbe voglia di lasciarsi andare. Chi mi conosce bene dice che la realtà è spesso ben diversa da come io la veda, che sono io che sono sempre troppo esigente con me stesso e questo, inevitabilmente, mi porta a soffrire. Invece io preferisco pensare che così vivendo, di EMOZIONI, alla fine il tempo che avrò passato in questa dimensione terrena l’avrò comunque vissuto cercando di capire, lottando, confrontandomi e cercando stimoli per andare avanti e mai indietro.
Ma t’accorgi che un bel pezzo di strada l’hai già fatto in quarant’anni, non lo dico io, lo dicono le statistiche. La posso chiamare “vita” il tempo trascorso e mi accorgo che, in una parola è raccolto tutto! Il tempo mi ha insegnato a viverla intensamente, la vita. Attimo per attimo, a volte combattendo “le regole”, facendo il più possibile ciò che volevo per divertirmi e per provare gioia. Ho imparato sulla mia pelle la cattiveria e l’umiliazione e così col tempo ho imparato a saper esser cattivo, ad umiliare… si in quarant’anni ho provato gusto anche ad odiare, non me ne vergogno a dirlo e ne sono soddisfatto. Ho amato tanto ma spesso mi chiedo se non lo sia stato più da alcuni altri e questo mi fa molto incazzare e mi spinge ad amare di più. Si, in quarant’anni ho sofferto, ho sofferto veramente molto e non lo dico io ma lo dice la storia; ho anche fatto soffrire ma credo che qui la bilancia non lasci scampo ai dubbi. Alla fine in una sintesi estremizzata è come se mi ritrovassi con amore e odio, due sentimenti opposti, strani… due sentimenti che in una fredda analisi ti accorgi scandiscono la tua vita…così diversi nell’esprimersi e così uguali per gli squilibri interiori che ti provocano. Per un attimo in questi anni me ne son fatto una ragione ed ho pensato che erano anche entrambi a modo loro piacevoli, ma non credo sia così. E’ l’abitudine che generano gli eventi che allontana spesso dalle verità.
Ma non può non esserci stato anche altro, cazzate ne ho combinate uh si si. Ho bevuto (poco), ho fumato molto di più, sono stato male, mi sono ficcato in guai inenarrabili sempre mosso dall’amore per qualcosa o qualcuno, raramente me stesso e così facendo mi sono ritrovato anche ad odiare il male, me è stato tutto sommato bellissimo. Il cuore ha pulsato di paura, di gioia, d’emozione, di rabbia ma ho imparato a conoscerlo, a conoscermi e non ho più paura. Adesso non ho più paura di niente, quasi niente, portandomi avanti negli anni con la mente mi rendo conto forse di avere solo più paura della morte, perché oggi so che con essa finirà tutto.
Spirito…Dio… la vita dopo la morte… non sono ancora pronto per considerare queste eventualità.
Qualcuno una volta mi disse “Dio è il dolore che nasce davanti alla morte”. Non vorrei sembrarvi blasfemo, ma oggi la penso più o meno così. A questo però, con permesso, non voglio pensarci adesso. Sarà anche un giorno malinconico ma non dev’essere necessariamente premonitore di sfiga. Quando toccherà a me, solo allora, spero di avere il tempo per pensarci davvero sul serio. E se poi scoprissi che Dio esiste veramente?!
Beh in quel caso «Dio mi perdonerà: è il suo mestiere.»
Grazie a coloro che avranno avuto la voglia e la pazienza di leggersi sto “mattone” ma avevo promesso di esserci e così è stato anche se forse in modo inusuale.
Per coloro a cui non piacciono i post lunghi e vanno subito alle ultime righe, come si dice in questi casi … da domani riprenderò le normali trasmissioni scusandomi per l’interruzione di questi giorni per i sopracitati motivi.
Simboli e significati
E’ di oggi un articolo su La Stampa con i simboli utilizzati dai ladri per “marcare” il tipo di casa ed abitazione. Se rientrate a casa e vi ritrovate sulla porta un simbolo come questo
sappiate che non è un omaggio della Lila bensì la vostra abitazione è segnalata come “redditizia“.
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Lotta all’evasione ed italiche sentenze
E’ di stamattina la notizia che la Commissione Tributaria della Lombardia ha condannato una ex-prostituta a pagare circa 70 mila euro tra tasse e sanzioni non essendo stata in grado di dimostrare il suo reddito.
Ora, mi domando e chiedo; non trovate tutto questo un terribile controsenso? Se si tratta di un lavoro “illecito“, cioè non riconosciuto nè inquadrato in nessuna casistica, allora non dovrebbe essere prevista tassazione giusto?
Se invece lo si ritiene un lavoro “lecito” allora occorrerebbe prevedere anche il relativo sistema previdenziale e pensionistico alla pari di quello di un professionista, quindi dovrebbe generare il diritto ad una pensione. Su una cosa non c’è discussione e cioè se non è lavoro usurante questo! Infatti se prendiamo la tabella A del DLgs relativo e le sue successive modifiche scopriamo che le ‘caratteristiche’ per essere considerato tale ci sono tutte o quasi, anche se mi sono fermato ai primi punti:
- Lavoro notturno e continuativo
- Lavoro in linee di montaggio con ritmi vincolati
- Lavori eseguiti in spazi ristretti
Insomma… non si farebbe molto prima a LEGALIZZARE il tutto e finirla di impegnare tribunali, corti d’appello e commissioni varie nel dibattere su questi NON-problemi quando il Paese ne ha di ben più seri ed urgenti?
[Post citato da LiberoBlog come argomento di discussione del giorno (link)]
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Berlusconi, stai a vedere che….

[clicca sulla vignetta per ingrandirla]
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Paese che vai, procedure che trovi!
Vuoi vedere che noi italiani, in confronto, siamo ‘fortunati’ e non lo sapevamo?! ….
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Come sei diventato blogger?
Torno da una settimana di latitanza dal web e mi tocca pagare pegno. Il Capitano, Remyna, Romano e mi perdonino quelli che ora non ricordo, mi hanno tirato in mezzo per un meme e quindi… eccomi anch’io.
Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog ?
Delle origini del mio esser blogger avevo già parlato per esteso in un meme precedente. Riassumendo posso dire che sono sicuramente un mix di casualità e scelta precisa. Casualità per come mi ritrovai “proprietario” di un blog (su MsN per la precisione) senza manco rendermene conto, di scelta precisa per come tempo fa “dovetti” scegliere di dedicare il tempo che inevitabilmente professione ed hobbies, mi portano a passare davanti al pc.
Il tuo primo post
I post in realtà, essendo due i blog, dovrebbero essere due:
- quello su MsN, nel quale “sposavo” e riportavo quella che è una possibile visione del ciclo della vita. Splendida (a mio avviso) ma, credo, letta da non più di un paio di persone… un vero peccato;
- quello, non ‘tecnico’, su questo dominio che è di una banalità estrema ma come dice il titolo… da qualche parte dovevo pur iniziare no?
Il post di cui ti vergogni di più
confesso che ho dato una veloce ripassata ai cari post e, vi sembrerà strano ma non l’ho trovato. Ci può essere il giorno che posti concetti più o meno impegnati, giorni in cui i concetti latitino proprio del tutto ma solitamente pondero ciò che scrivo ed è comunque sempre frutto di un mio pensiero più o meno profondo quindi… perchè vergognarsene?
Il post di cui sei più fiero
Al contrario qui sono almeno tre ‘a memoria’ e tutti e tre per motivi diversi:
- quello per Annalisa, una ragazza di Orbassano vicino Torino, malata di artrite reumatoide a cui era stato tolto il pulmino che l’accompagnava negli spostamenti. Quel giorno ero a casa ed ebbi modo di “rompere” a sufficienza le scatole alle mie scarse conoscenze blogghistiche del tempo. Alla fine, tutti insieme, ce la facemmo a farglielo riavere;
- quello di fine 2006 nel quale elencai brevemente tutti i principali eventi dell’anno e ricevetti (inaspettatamente) i link su due forum e un paio di altri blog. Solo dopo scoprii che era stato un post originale tanto che lo “brevettai” e me lo rigioco nei prossimi anni… e guai a chi mi ‘frega’ l’idea.
- quello sugli assorbenti ed il ‘Grillo pensiero’ di cui rinunciai la mia solita replica ai commenti per forzata inconsistenza di argomenti (essendo uomo). Ma il post era una “provocazione” e colpì nel segno tanto da bruciare in due giorni tutta la mia banda di traffico mensile del sito.
Regola di ogni meme imporrebbe che conclusa con delle nomination ma arrivo in terribile “ritardo” e quindi non so proprio a chi passare la palla. Conto su qualche volontario ed attendo curioso di leggere anche la sua storia di blogger.
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Calendario hostess Ryanair
Anche Ryanair ha stampato per beneficenza il calendario 2008 delle hostess. Subito dopo però sul sito ufficiale della compagnia è comparsa questa pagina inquietante: che siano le nuove procedure d’imbarco?!?
Calendari, segno dei tempi che cambiano
I calendari sono nel loro piccolo un segno dei tempi che cambiano. Rappresentano ormai per molti un appuntamento fisso alla pari di una festività, prova ne sia che nei vari media vengono inseriti nella sezione “Spettacolo e cultura”
Quand’ero piccolo gli unici calendari che si vedevano appesi nelle case erano quello di Frate Indovino e Suor Germana. Il calendario erotico ‘storico’, per definizione, è il calendario Pirelli, da sempre una raccolta di 12 scatti d’autore in cui più che i soggetti conta sicuramente la valenza artistica dei fotografi. In principio degli anni ’90 cominciò tuttavia a dilagare la moda dei calendari. Pioniere in questo campo in Italia fu sicuramente il settimanale Max che esordì con gli scatti di Cindy Crawford (1993) seguiti da quelli della splendida Eva Herzigova (1994). Si trattava, ammettiamolo, di belle foto e bei calendari con personaggi non ancora ‘bisturati’. Capito il business in base al detto “piatto ricco mi ci ficco” ben presto cominciarono anche altri mensili per uomini come GQ, Maxim, Capital e via dicendo. L’apparire su un qualsiasi calendario permetteva alla protagonista visibilità per i successivi 12 mesi e sicura fama oltre ad essere anche un’attestazione di notorietà. Discutibile se vogliamo ma così era tant’è che ben presto cominciarono per par-condicio ad essere stampati anche calendari di bei maschietti.
Aumentando l’offerta del prodotto, inevitabilmente si corre il rischio di abbassarne la qualità tant’è che in questi ultimi anni si finisce spesso per fare prima un calendario e poi (magari) diventare famosi. Così il rischio è per gli afecionados del genere di trovarsi appeso per dodici mesi una persona qualsiasi. Ultima dimostrazione in ordine di tempo il calendario di Francesca Zenobi che dopo il tempo delle Mele ha evidentemente deciso di darsi a quello delle pere… le sue.
E’ proprio il caso di dirlo, il mondo sta andando a puttane, pardon… a escorts!
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I discorsi passano, i cadaveri rimangono
Come preannunciato al termine del post di ieri questa settimana sarò lontano da casa e con problemi di connessione. Approfitto di una possibilità solo per ribadire, anche a mente fredda, quello che è stato il mio pensiero fin da subito non appena appresa la notizia dell’uccisione di Gabriele e cioè che stavolta il calcio e lo sport non c’entrano una beata fava!
E’ stato ucciso un ragazzo che era seduto in una macchina ferma in un autogrill a 400 km dallo stadio;
“come” lo spiegheranno le indagini,
il “perché” non esiste quindi inutile ricercarlo.
La storia della rissa, del calcio violento, dei problemi della società, etc. etc. stavolta NON C’ENTRANO a meno che non le si vogliano far entrare lo stesso. Per questo nel mio post di ieri ho parlato, seppur a malincuore, di calcio e per questo sono incazzato nero con giornalisti, media e tutti coloro che continuano a parlare di “tifoso ucciso”.
E’ come se qualcuno finisse per parlare dell’abbigliamento della donna uccisa a Roma cercando una qualsivoglia causa o interpretazione ad un atto vile e vigliacco; questi sono particolari che non cambiano gli accadimenti ma, al contrario, rischiano di sviare dalla cruda realtà e mi fa arrabbiare che ci sia così tanta gente che accetta tutto questo così “passivamente”.
Perché se si aspetta di collegare ogni omicidio a questo o quel problema, si corre il rischio di dimenticarsi di altre morti meno “famose” che comunque chiedono giustizia, come quella recente di Aldo Bianzino.
In un paese civile le morti, “certe morti” vanno sempre e comunque spiegate, in modo rapido e possibilmente credibile. Altrimenti c’è il rischio che quelli di Gabriele e Aldo diventino solo due croci in più in qualche cimitero e un valido motivo per qualche trasmissione e questo, con tutto rispetto per coloro che la pensano diversamente, a me non interessa.
Non è più il momento di indignarsi e poi dimenticare ma di chiedere e sentire VERITA’ anzi, due cadaveri mi sembrano un “valido” motivo per pretenderle.
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