Archivio di febbraio 2009
Denunciato Berlusconi!
L’avevo conosciuta e mi era piaciuta sia come persona che come politico per semplicità di linguaggio e chiarezza di idee, caratteristiche alquanto rare nei politici italiani. Ora scopro che l’On. Anna Paola Concia insieme alla parlamentare europea Donata Gottardi hanno denunciato il nostro Premier alla Corte Europea di Strasburgo, uno dei pochi posti dove i suoi “ministri-scagnozzi” non sono ancora arrivati, con la seguente motivazione:
“Denunciamo Silvio Berlusconi, in qualità di presidente del Consiglio dei ministri italiano, alla Corte europea di Strasburgo per violazione degli art. 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo a causa delle continue e ripetute dichiarazioni di disprezzo sulla vita e la dignità delle donne.”
Sinceramente di dovermi scusare prima con gli americani, poi con gli argentini ed ora con i francesi per le belinate che quello va dicendo in giro per il mondo in qualità di Presidente del Consiglio del nostro Paese, non so voi, ma io mi sono proprio stufato!
Vi lascio il link al blog di Anna Paola dove, se anche voi d’accordo, sarebbe carino credo farglielo sapere e sono contento ancora di più che finalmente si cominci a sentire qualche voce fuori dal coro.
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Ronde & rondaioli
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Web: si salvi chi può
Già tempo fa si era parlato di un web in emergenza e vicino al collasso, poi altre “emergenze” avevano attratto l’attenzione dei media ed il discorso era andato nel dimenticatoio.
Però, come Freddie Kruger insegna e come da tradizione dei migliori horror, i problemi… a volte ritornano.
E’ di ieri infatti l’annuncio di Roberto Gaetano, vicepresidente del Cda dell’ICANN (ossia l’organizzazione che gestisce gli indirizzi e i domini Internet) che entro il 2011 c’è il rischio concreto che si raggiunga la cifra massima di 4 miliardi di pc “indirizzabili”, come da limite del protocollo Ipv4 ormai in vigore dal 1981. In molti stanno spingendo verso il cambio di portocollo ed il passaggio ad un Ipv6 che consentirebbe un numero massimo di 280.000.000.000.000.000 terminali ma i provider sono abbastanza scettici. Questo infatti richiederebbe un cambio di tecnologia (quindi costi sicuri) a fronte di ricavi tutt’altro che certi quindi prendono tempo. Inoltre con il nuovo sistema gli indirizzi IP (cioè quelli dei nostri pc quando navighiamo) potrebbero essere comparati ai dati personali per cui le società che utilizzano gli indirizzi dovrebbero chiedere il consenso al loro trattamento.
Insomma, un bel problema che dimostra come l’ICANN, così come Veltroni… non Can!!
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Proprietà commutativa e informazione
Ve la ricordate vero? Quella secondo la quale “cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia“.
Vista la rilevanza data a questa notizia devo dedurre che la seguente proprietà nel mondo dell’informazione non è applicata. E dispiace!
p.s. in tema di ingiustizie mi segnalano ora quest’iniziativa alla quale ho aderito e che Vi segnalo.
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Sanremo e polemiche Povia-gay: la mia risposta.
So che ne avete le scatole piene con le polemiche e quindi provo a farvi sorridere. Anche perchè su questo tema credo abbia già detto tutto e molto bene Benigni. Dopo di lui, obiettivamente, è difficile riuscire a dire di più e meglio e quindi non ci provo nemmeno con delle parole.
Non l’ho seguito il Festival escluso appunto Benigni la prima sera. Ho letto di giudizi positivi sull’organizzazione, meno sulla qualità delle canzoni. Vista anche la “polemica” (quanto reale e quanto costruita ad arte?) Povia-gay mi permetto, per par-condicio, di proporre al sig. Bonolis per la prossima edizione anche questi due artisti. Si chiamano Olgese e Margiotta e… ascoltateveli un po’.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=g7LljMLkQ3Q[/youtube]
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Perchè…
Può succedere che nell’arco della propria esistenza, se si è curiosi, ci si ritrovi in situazioni particolari di fronte alle quali ti senti di dover fare qualcosa, o almeno provarci. Un giorno uno pensa di aprire un blog, crede quello potrà essere un luogo dove dire la sua su questo o quel argomento. Ma i blog sono anche luoghi d’incontro e di aggregazione giusto? Posti dov’è possibile entrare in contatto con persone e situazioni tra le più disparate che ognuno di noi metabolizza e poi vive a modo suo.
C’è un problema ad esempio in Darfur o in Birmania? Sono italiano che cosa posso farci? Un post, magari un’offerta la prossima raccolta fondi stile 30 ore per la vita che colpiscono così tanto la sensibilità collettiva. E ci può stare se il problema è “lontano” geograficamente, non perché non interessi ma perché, obiettivamente, è difficile far qualcosa da più da qui.
Ma quando il problema è sotto casa nostra? Quando ti accorgi che a vivere una situazione di disagio sono persone tali e quali a te, che oggi magari non conosci, ma tra le quali domani potresti ritrovare un tuo parente, un tuo amico o chissà chi? Eh già, lì diventa un problema perché non ci sono offerte che possano metterti in pace con il tuo carattere e la tua coscienza. Lì sei ad un bivio; fare o non fare?!?
Si perché, ammettiamolo, tra di noi ci si scrive, ci si legge, si dibatte, si cerca di… ma poi nessuno di noi è Beppe Grillo, nessuno di noi da quel che mi è dato a sapere campa di blog e quindi spesso ci si sente intrappolati in un voglio ma non posso che alla lunga può rischiare di consumarti. Ma la vita ‘stile-Jalisse’ (quelli dei “fiumi di parole” per intenderci) non fa per me anche se, come dice il proverbio, tra il dire ed il fare c’è di mezzo…
Ognuno di noi credo nel mezzo abbia trovato qualcosa. Nel mio caso, nel mezzo di questo percorso, il destino mi ha dato l’opportunità di entrare in contatto con delle persone, che mi hanno permesso di conoscere più a fondo un mondo ed una realtà di cui ignoravo l’esatta portata e che non ho faticato a prendere a cuore. Come un po’ tutte le situazioni, e sono tante!, in cui ti accorgi che quel che ti vogliono far credere o sapere non è proprio la verità.
E non è difficile che tra persone con ideali comuni nasca spontanea l’idea di fare qualcosa insieme (si perché loro in realtà sono anni che silenziosamente già fanno!) e quindi che il Chit di turno si ritrovi invitato ad un loro corso di formazione e capita anche che ci si ritrovi a pensare insieme su come esser utili. Ci si incontri, ci si scriva, ci si confronti, si analizzino i problemi e le sfere d’intervento possibili e sia subito chiaro un ostacolo che è quello dell’informazione.
p.s. disabilito i commenti in questo post perchè mi piacerebbe li lasciaste di là…
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Chi lascia e…
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Il Facebook che non ti aspetti
La mia iscrizione a Facebook risale a fine 2006, come sempre più per curiosità che per altro visto che il tempo da dedicare al cazzeggio già scarseggiava. Ma le novità, soprattutto in questo campo vanno sempre esplorate, non fosse altro perché poi ci si ritrova a parlarne qua o là ed è bene saperne almeno qualcosa.
L’impressione immediata, confermata con il passare del tempo, è stata quella di una macchina infernale concepita per far passare il maggior tempo possibile lì dentro, aspetto peraltro simile a molti altri siti che fanno della frequentazione il loro business. Insomma, come spesso succede, più o meno un’arma in mano ad ognuno degli iscritti di cui ognuno può fare l’uso che ne preferisce. Per questo quando ho letto di gruppi pro-mafia, pro-pedofili, pro-nazisti non mi sono stupito o indignato più di tanto. In fondo anche nella vita di tutti i giorni incontriamo persone con cui siamo in disaccordo o che non ci piacciono e non per questo siamo alla guerra armata no? Esiste l’opzione di ignorare queste persone e personalmente fin che posso me ne avvalgo. Possono darmi “fastidio” ma se non invadono il mio habitat che esistano pure.
Quello invece che non mi va molto a genio di FB, è la loro insindacabile discrezionalità nel cancellare con un click mesi di lavoro senza che fosse commesso nessun abuso. Lo dico non solo perché l’ho provato sulla mia pelle ma proprio come idea di “giustizia telematica”. Così mi sono informato, ho scritto ai gestori chiedendo spiegazioni (mai ricevute!) ma ho scoperto che non sono l’unico a cui è successo senza motivo. In più, leggendo, ho scoperto e ritengo giusto segnalarvi il post di Giovy perchè… se si sta in qualche comunity è bene sapere le regole no? Queste ultime, lo ammetto, le ignoravo e le trovo vergognose!
Chissà quanti abitanti del sesto “Paese” del mondo sanno queste cose?
Inizialmente pensavo di cancellarmi anche da lì, ora sto pensando di creare un gruppo, che ne so “quelli che hanno qualcosa da ridire su FB e non sanno come riuscirci“… dite che cacciano anche me oppure divento il primo dissidente di social-network?
Decreti e Costituzione
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Prove e dogmi
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