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Ambiente: in un anno è cambiato solo il colore ma non la sostanza!

Circa un anno fa, nel golfo del Messico, si consumava con il tranquillizzante beneplacito della compagnia petrolifera BP e dei vari organismi di controllo preposti, uno dei maggiori disastri ecologici (di cui siamo venuti a sapere ndr).
Più di 5 milioni di barili di greggio si riversarono in mare con conseguenze e effetti che definire  disastrosi è dire poco. Eppure è bastato buttare qualche cariolata di sabbia “nuova” ed intonsa sulla spiaggia e quasi non se ne parla più.

Eppure noi italiani dovremmo almeno un pochino preoccuparci viste le nostre capacità di gestione e manutenzione delle infrastrutture e visto che recentemente sono state autorizzate le trivellazioni al largo delle isole Tremiti alla ricerca dell’oro nero.

 

Poche settimane fa, dall’altra parte del mondo, in Giappone è successo quello che tutti sappiamo. In questi giorni se ne parla poco perché come spesso accade passata l’onda emotiva si tende a dimenticare. Eppure anche qui, nonostante le tranquillizzanti notizie della Tepco, sembra che la fuga radioattiva in mare abbia compromesso forse irrimediabilmente flora e fauna marina per parecchi millenni. Per chi avesse memoria un po’ quello che è successo a Mururoa dopo che qualcuno aveva deciso di andare a giocare con petardi nucleari da quelle parti.

Insomma, si è passati con disinvoltura da una marea all’altra, da quella nera a quella gialla dimostrando di aver capito poco o nulla da questi segnali mentre i margini per dare un po’ più di respiro alla salute di questo mondo diventano sempre più esigui.

E se quella dei Maya per il 2012 più che un’apocalisse alla fine fosse solo un’eutanasia annunciata??

 



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23 Commenti a “Ambiente: in un anno è cambiato solo il colore ma non la sostanza!”

  • la cosa inquietante è che poi queste notizie si perdono, si ferma l’idignazione che viene convogliata su altre cose che a loro volta verrano dimenticate

  • All’inizio tutti indignati, poi si dimentica di quanto successo e le multinazionali che hanno fatto il disastro ritornano a fare fortune economiche ed a distruggere l’ecosistema. E’ stato il caso della BP, sono sicura che sarà anche il caso della Tepco…. 😐

    • Chit:

      Purtroppo spetta ai comuni cittadini il compito di “controllo” che non attuano le autorità preposte. E per fare questo è importantissimo, appunto, non dimenticare!?

  • di questo passo comincio a crederlo pure io 🙁

  • Concordo con te e gli altri commentatori che il grosso problema è proprio che, passata l’indignazione iniziale, nessuno ne parla più. Effettivamente sta già diventando un problema trovare notizie aggiornate su come è la situazione a Fukushima (e ci ho appena scritto un post http://giuliogmdb.blogspot.com/2011/04/come-ne-usciamo-da-fukushima.html ) figuriamoci su un avvenimento “così vecchio” come il disastro della BP. Hai fatto bene a rammentarlo per risvegliare almeno qualche coscienza.

    • Chit:

      il problema è che le notizie oltre ad esser poche arrivano pure ‘filtrate’. Occorre avere la voglia e la pazienza di andarsele a cercare altrove le notizie sulla reale situazione 😉

  • La comunicazione al giorno d’oggi è così. Passato l’impatto emozionale del disastro ci si dimentica di quello che è stato, anche se il disastro continua.

  • Il guaio è quello che dite Voi: un surplus d’informazione che rende tutto passato in pochi giorni, figuriamoci in un anno.
    Ho visto un servizio, oggi, sulle coste del disastro: la gente è tornata a lavorare e il mare è pulito, ma (perchè c’è sempre un “ma”) non hanno ancora capito nel lungo periodo cosa succederà. Sul fondo è un disastro…
    [Accetto la tua mozione, Chit, ma il nostro Parlamento è un immondezzaio: non tutto, ma un buona parte sì. Scusami, ma io la penso così].
    😀

    • Chit:

      non c’è bisogno di scusarsi, io ti consigliavo solo di non affannarti troppo a scavare perchè non è detto che ci trovi del buono, NEANCHE UN PO’… tutto qui!?! 😉
      Ergo: credo penso stiamo dicendo e pensando la stessa cosa,
      un abbraccio

  • Naturalmente erano “scuse” tra Noi, dette solo per chiarimento.
    Grazie della tua attenzione, come sempre.
    Un abbraccio a te.

  • A nessuno fotte niente di ciò che fanno con l’ambiente. è una società stronza ed egoista.

  • Siamo scimmie che cercano il cibo e arraffano quello che trovano senza curarsi se l’albero resterà senza frutti: le più furbe si portano via direttamente tutta la pianta lasciando il nulla e le altre si accontentano di non caderci dentro…E’ un sistema primitivo che la tecnologia non ha migliorato: perché mai dovremmo ritenere che tutto questo continui ad esistere all’infinito? Ma il pensiero umano non riesce a toccare questa verità, a trasformarla in un modello sociale, economico e politico diverso, e si vive nell’immediata soddisfazione dei bisogni magari facendo gli scongiuri…
    Grazie per questo tuo post, restiamo svegli, non ci addormentiamo…
    😉

  • Nessuna premunizione infatti, solo un’oggettiva analisi della nostra razza che tracolla, non dimentichiamo… per mani nostre!

  • Ho visto anch’io oggi un servizio in tv che faceva il punto della situazione dopo un anno. I danni all’ambiente hanno lasciato il segno, la situazione non si è aggiustata e chissà quando e se succederà. Giustamente questa lezione dovrebbe servire a farci riflettere per non ripetere gli stessi errori, ma è la solita questione: i soldi rimuovono ricordi e dubbi dalle coscienze e si fa finta di niente. Almeno fino al prossimo disastro… 🙁

  • Avevo visto la notizia, oltretutto il petrolio che potrebbero trovare e di scarsissima qualità e non basterebbe per molto tempo. Succedesse una cosa del tipo BP, io (Ancona) e te (Trieste) ci ritroveremmo in un mare di petrolio.. e non è una buona cosa.
    La sicurezza non è solo dai migranti, anzi probabilmente è da queste altre cose che avremmo molto più bisogno di protezione.. E questo il governo se lo dimentica sempre più spesso..

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