Birmania, appunti dell’ultimo viaggio

Sono passati solo cinque mesi dalle prime agenzie stampa che parlavano della rivolta in Birmania. Il mondo dei media così come quello dei blog si mobilitò per loro ma cosa sta succedendo laggiù ora che i riflettori si sono spenti e non filtrano più notizie?
Esistono due possibilità; provare ad immaginarlo (ma il rischio è di immaginare sempre “troppo poco”) o avere la fortuna di chiederlo a chi quelle zone le conosce e le frequenta da anni. E’ una persona convinta come me che il bene si fa e non si racconta ed ho dovuto insistere un po’ per avere il racconto del suo ultimo viaggio di un mese fa. Spero avrete tempo e sopratutto la voglia di leggerlo perchè credo se lo meriti lui e se lo meritino anche loro per sentirsi meno soli, meno abbandonati.

[Per un errore di copia-e-incolla in fase di pubblicazione mancava la prima parte, scusate]

Durante un viaggio abbastanza particolare o butti giù al volo le sensazioni, i pensieri, gli incubi oppure questi si annacquano nel tempo…..
Ho imbrattato qualche foglio mentre gli accadimenti mi seppellivano ma certo non sono stato capace di raccoglierli tutti…..perchè c’è la rabbia dell’impotenza….. perché il cuore ti scoppia dentro…. perché……La maglietta del CHE sgualcita e strappata su una spalla sta appesa ad un giovane canuto e bruciato dal sole, regalo di qualche turista o, più improbabile, raccattata negli immondezzai delle stradine che portano al mare e che costeggiano i molti alberghi tutti orfani di turisti. Laggiù niente di utile viene buttato via….
Non sarà per codardia o per timidezza che non scriverò il mio nome, nomi di persone a me care, nomi luoghi, sarà per salvaguardare gli amici che vivono la, dove è gia tutto programmato dai potenti e dove le cose non cambieranno mai, e se cambieranno, cambieranno in peggio, anzi è gia da molti anni che l’inferno si sta avvicinando, e raccapricciante è il riuscire con facilità a paragonare la sopravvivenza delle persone a dei topi che cercano di scappare da un allagamento o da un incendio, anzi non riescono a scappare, si ammucchiano mentre le pareti della stanza si avvicinano sempre più per stritolarli.

La pentola di acqua bollente è instabile se appoggiata su un pavimento sospeso, fatto di canne di bambù e non di legno; un bambino di 4-6 anni saltella per giocare e si ritrova pochi secondi dopo sbucciato come una banana, l’acqua bollente sul pene, sui testicoli, sulla pancia e sulle gambe fa male… le urla di dolore eccome si sentono, anche di più le urla silenziose della nonna che si vede rifiutare il ricovero nel piccolo “buco sporco di ospedale” del piccolo buco di villaggio….perchè loro troppo poveri. Estraggo a fatica un rotolo di Kyat e il bambino vi si aggrappa come se capisse che quella potrebbe essere la sua salvezza, poi si lascia abbandonare sul grembo della nonna. Qualcuno, essendo un villaggio di pescatori, gli ha spalmano un po d’olio mah… Le urla della nonna sono contro il mondo non contro il destino, sono decine di anni che giro e la globalizzazione l’ho vista solo nella povertà, ho gli occhi umidi e cattivi e sono rivolti al cielo c’è l’ho con qualcuno…… no, non voglio essere scurrile mentre scrivo, anche se spesso lo sono, le parolacce tolgono l’attenzione, anche se le ho tutte conficcate come spilli sulla punta della lingua.

“Mattone su mattone”, “Passo dopo passo”, due affermazioni talmente cretine che ritengo cretino anche chi le pronuncia; viaggiare aggrappandosi con i 5 sensi all’’ambiente che ti circonda che sta crollando come una casa senza fondamenta, può far capire quanto non siano vere; metti su un mattone ne cadono tre, fai un passo e ti ritrovi indietro di chilometri.
Grandi paroloni, ore e ore di programmi televisivi e radiofonici costruiti sul nulla di fatto, artisti e non, pasciuti di essere al centro di discussioni o proclami sgonfi e spenti come i loro occhi.
Basta parlarne! Bisogna tenere vivo l’argomento! Non bisogna distogliere gli occhi! Cretinate niente altro che cretinate che si perdono nel nulla di fatto, che si perdono nei loro “ticket di presenza”.
Filmati ne ho fatti a decine alcuni di questi per i forti di cuore, non li farò vedere certo ai tizi su menzionati, non perchè voglio tenerli per me ma perché non li capirebbero, bisogna vivere le situazioni prima di trarre delle conclusioni.

Anno maledetto per questo paese dalle migliaia di pagode dorate, oltre ad avere i suoi problemi è soggetto da anni al terrorismo mediatico, che fa fermare i turisti nel paese vicino, che ha più luci, più servizi più …… e ti fa sentire casa tua, ma se vai in un posto dove ti senti come casa tua perché non ci rimani casa tua e risparmi denaro.
Turisti non ce sono, qualche cretino ha detto che questo paese è pericoloso, io spero che lo sia per loro se una volta ci andranno, sono più pericolosi loro con i loro articoli e trasmissioni.
Una grossa percentuale di inservienti negli alberghi nei ristoranti e operatori del settore turistico e probabilmente di tutto l’indotto, sono stati mandati a casa, o se va bene gli viene data la percentuale sul “nulla”…gli inservienti hanno famiglia moglie e 1 o 2 figli e il pavimento rialzato della capanna “di fogli intrecciati di foglie di palma”. Se prima avevano uno stipendio da fame adesso hanno la fame come stipendio.

Embargo di cosa?! Non c’è niente da “embargare” si una cosa ci sarebbe: la povertà!!!!! I GRANDI hanno pensato bene di “embargare” le poche cose di esportazione che questo paese ora offre e moltissimi lavoratori che gia percepivano stipendi da fame adesso la fame ce l’hanno come stipendio. Per un attimo mi chiedo se questi GRANDI hanno rimorsi di coscienza….. sono proprio scemo.

Le discariche ci sono! Le persone per pulire no! Lo Stato forse non offre questo tipo di lavoro. I rifiuti diventano pian piano il terreno sul quale camminare.
I pugni nello stomaco e nei denti si prendono anche se nessuno te li dà e fanno molto male, bestemmi come un ossesso contro tutto e tutti osservando l’ambiente che ti circonda e poi e poi ti senti sfinito.

Con che cosa si misura la povertà per poveri? E’ un unità di misura che non ho ancora scoperto e sono sicuro che non la scoprirò, mi viene da rimettere dal nervoso e dalle numerose bestemmie. Quando comincio a bestemmiare finisco tutto il repertorio e garantisco che è molto lungo.
2 coperte, 3 coperte, 4 coperte, 1 longy, 2 longy…dipende da quanti individui “abitano” nei “fogli intrecciati di foglie di palma” ti invitano a sederti, dove??!!, e rimangono senza fiato quando vedono apparire dallo zaino una coperta lussuosa da 1 euro e 10 cent, o un longy da uomo di 80 cent o un longy da donna o studente da 60 cent.
Mingalaba (ciao)..Kycesutenbade (grazie) te lo dicono dopo aver respirato a fondo e dopo aver scoperto dopo 30 o 40 anni gli arriva qualcosa “gratis” senza spaccarsi la schiena per giorni interi.

La parola “gratis” non è giusta se la sono meritata la roba è certo che se la sono meritata!!!!
Qui le famiglie non hanno 10 figli, è una mentalità antica, al massimo ne hanno 3 non di più, non se li possono permettere per loro la vita è importante non fanno figli per gioco, e non hanno la televisione come preservativo.
Hanno al massimo un longy sgualcito e la pentola per bollire l’acqua per il thè cinese o per cucinare 4 chicchi di riso.

Un metro per un metro e 50 è la misura di una capanna di paglia di due vecchi “50anni” escono con la schiena dolorante piegata avanzando come cani, chi gli dà da mangiare? Prendono le due coperte e le infilano nel “buco” guardano per terra, qualcuno mi dice che sono contentissimi, sarà ma mi viene difficile crederci gli occhi bassi mi danno l’impressione di remissione al mondo non al destino.

Hai 400 euro da spendere e compri coperte e longy e poco altro, ..il bello è distribuire. come? A chi? Chi ti dice chi è veramente povero tra i poveri? Per me lo sono tutti.

Fortuna, nella prima famiglia che riceve “il nulla” c’è un giovane “disoccupato” che si presta a portarmi le borse ed accompagnarmi nelle baracche dei “meno ricchi”. Lo fa per 3 giorni di fila e alla fine quasi quasi non vuole neanche i 4000 Kyat (2 euro) che gli lascio, mi dice che è stato un dovere.
Una giovane coppia con un bambino appena nato, (21 anni 19 anni 3 mesi) quindi lasci 2 coperte 1 longy,….. due coppie con 3 figli in una sola capanna quindi lasci 3 coperte e 2 longy, …. una coppia 2 figli 1 vecchio quindi lasci 2 coperte e 2 longy……e così avanti… e….devo stare attento ai pozzi scavati vicino alle capanne non hanno argine e sono quasi tutti ricoperti da erba non tagliata.

Un bonzo gracchia preghiere dal vicino monastero, i bonzi pregano e basta, le preghiere bastano per aiutare? Delle sue preghiere non so cosa farmene e probabilmente non sanno cosa farsene neanche queste persone hanno la fame da combattere e in questo momento, e me ne dispiace, vedono me come una “cosa” importante.
Il padrone dell’albergo mi aveva promesso di aiutarmi a portare le borse con la roba e di farmi da guida in mezzo alle capanne, oggi è Natale domani torno nella capitale e di lui e del suo aiutante neanche l’ombra… Kysutenbade (grazie).
Non voglio fotografare, anzi si !!! un mio amico fa qualche foto di nascosto non vuole che la cosa sia dimenticata, giusto? Sbagliato? Viene da vomitare a pensare: “ ora ho qualche foto, ma non sono orgoglioso.

In città, qualcuno crede di essersi fatto furbo sporcandosi il viso con la polvere e portando sulle spalle un sacco vuoto sporco di fango, chiede soldi facendo il gesto di portarsi la mano alla bocca ma se tu gli dai un dolce o un frutto e poi giri l’angolo vedi che lo butta via….ci sono molti turisti che ci cascano è un mestiere che rende.
In città, c’e’ un cane buono ma ogni tanto morde, 1 volta,2 volte, 3 volte, “un volontario” gli dà un colpo in testa, non muore…., gli dà un secondo colpo e rimane secco. Lo cucina per cena. Chiedo: “ Ma voi mangiate cani?” “No mai ma dipende dalla fame”.

Sono un bastardo! Una sera mi arrabbio moltissimo con i miei amici perché loro avevano cenato prima di me e nella “mia” ora di cena loro avevano fatto finta, sforzandosi, di mangiare un piatto di riso saltato con dentro un po di carne di porco. Loro cenano alle 5 di sera io dalle 7:30 in poi.
Sino ad allora avevano sopportato il mio orario ma quella sera non avevano resistito.
Sono un bastardo! Gliene ho dette di tutti i colori, loro mi guardano e non capiscono e più mi sfogo e più non capiscono…alla fine una frase cortissima ma tagliente come un rasoio

“Please, don’t get angry, we were in hungry so we had dinner”. In Italia, ma la cosa si sta perdendo, si usa mangiare assieme, qui, nel paese dalle migliaia di pagode, si mangia quando si ha fame; il riso con un po’ di verdura o pezzetti di pollo gonfia ma contiene poche calorie, quindi le scadenze dei pasti sono impellenti e frequenti.

Il Bethel quello si che non manca con 2000 Kyat (1 euro) si comprano 91 pezzi, con 1 decimo di euro 9 pezzi.
Denti rossi, scatarrate e sputacchi rosso mattone si sentono continuamente come i tuoni di un temporale violento. I primi momenti ti viene da rimettere, poi… ti ci abitui e non ci fai più caso…. fino a quando non ti arriva una bella sputacchiata rossa sui piedi, o quando ti svegli presto la mattina senti quello vicino che fa gli esercizi di spatolamento gola, ed è tutto un programma.

Il rosso bethel sembra quello delle tuniche dei bonzi che ormai hanno finito la loro storia.
Lotta di classi: la casta dei bonzi e la casta del regime, la rivoluzione è pacifica, sicuramente pacifica ma, certamente non pulita.
La povertà non consente alla gente di dare ai bonzi il contributo giornaliero per il loro approvvigionamento, e la casta del regime ha diminuito i suoi contributi di regali favolosi ai monasteri o ai bonzi più famosi, comprese auto di lusso e altro (tutte cose che la gente normale non si sogna nemmeno).
Ecco che allora che qualcuno della classe dei bonzi pensa di scendere in piazza, peccato che non abbia chiesto il parere del Premio Nobel per la pace, e anche peccato che dietro loro ci siano andate persone normali che speravano nella democrazia e che ne stanno pagando le conseguenze.
I bonzi non c’entrano con il popolo, una alta percentuale ha molti privilegi, ho visitato troppi monasteri per non esserne convinto.
La gente normale non ha privilegi, ha molti doveri tra i quali quello di cercare di sopravvivere. Certo ci sono anche monasteri e bonzi poveri paragonabili ai nostri parroci di piccoli paesi.
La differenza fondamentale però è che i nostri parroci aiutano materialmente per come possono, i bonzi non muovono un dito, cantilenano e basta, l’aiuto materiale non esiste!

Si!! posso dire di non essere un loro simpatizzante come non lo sono della dittatura.
Il popolo sì, quello si che amo e cercherò di aiutare con il supporto di alcuni amici italiani, fino a che campo.
Non ho mai parlato di politica con i locali e, non lo farò mai.
Sono cresciuto in Italia e non ho il loro punto di vista, parlare di politica sottintende conoscere tutto quello che circonda la cultura di un popolo.

Quando sono là, sono a casa mia, conosco a naso: furbetti, ricchi e poveri, ormai posso essere “fregato” assai raramente, ma tra sentirsi casa propria e intavolare discorsi politici ce ne va, ce ne va della propria dignità; bugie non le ho mai dette proprio per mia natura, e le favole alla gente che è indifesa non le ho mai raccontate.

Grazie di avermi sopportato.

Ed un altro grazie lo aggiungo anch’io a chi avrà avuto la volontà di arrivare fino a questo punto.

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    Attualmente 31 commenti

    • nadiaflavio scrive il 12 febbraio 2008 alle 09:03

      Ho letto Chit e non mi viene da dirti niente se non grazie di avermelo fatto leggere!
      Buona giornata
      Flavio

    • Dolcelei scrive il 12 febbraio 2008 alle 09:09

      Mi stavo chiedendo come andassero le cose in Birmania. Il silenzio è calato e nessuno sembra interessarsene. Gli appunti del viaggio sono molto chiari..Chi è povero passa il tempo a pensare a cosa mangerà, e se mangerà..e il Bonzi pensano a cantalinare.
      Un bacione e buona giornta a te 8)

    • La Tela di Aracne scrive il 12 febbraio 2008 alle 09:27

      …è utile ricordare…a volte semba che ci siano delle mode anche nelle notizie…
      Buona settimana caro:-)

    • Oby scrive il 12 febbraio 2008 alle 09:59

      E’ incredibile quanto il potere dell’informazione sia in mano alle testate giornalistiche..e quanto poco a noi.

    • spes scrive il 12 febbraio 2008 alle 10:44

      Su questo blog se ne parla sempre da mesi. Anche lui ci è stato.

      1972.splinder.com

    • Lisa72 scrive il 12 febbraio 2008 alle 12:04

      Complimenti e grazie Chit!
      Un abbraccio, Lisa

    • Richard Gekko scrive il 12 febbraio 2008 alle 13:22

      E’ sempre molto utile sentire anche altre campane, sentir raccontare le vicende anche da un altro punto di vista.

      In effetti, chi ne parla più di quello che succede in Birmania? Per quello che importa ai media italiani potrebbero essere morti tutti laggiù.

      Ignoro cosa sia il Bethel…

    • Fabioletterario scrive il 12 febbraio 2008 alle 15:10

      Come sempre, quando cala la notizia, cala anche l’attenzione… No?

    • giovanna scrive il 12 febbraio 2008 alle 15:42

      tutto passa..proprio stamattina in edicola parlavo con una gentile signora e dicevo:non si parla piu’ della franzoni, ne’ della birmania, ne’ di garlasco…cosi tanto per fare notizia ed i risultati che tanto attendiamo dove sono ? forse ci sono e non lo sappiamo??

    • Chit scrive il 12 febbraio 2008 alle 16:07

      @nadiaflavio: grazie a te!
      @Dolcelei: in linea di massima è così…
      @La Tela di Aracne: spesso purtroppo.
      @Oby: esatto ma quella del blog a volte è una buona difesa ;)
      @spes: andrò a curiosare, grazie della dritta.
      @Lisa72: grazie a te.
      @Richard Gekko: questa vuole appunto essere una piccola testimonianza.
      @Fabioletterario: purtroppo si!
      @giovanna: la moda mediatica cambia rapidamente amica mia…

    • Alianora scrive il 12 febbraio 2008 alle 16:10

      Bel post. Le testimonianze dirette aiutano a vedere le cose da punti di vista differenti e a formare opinioni più complete.

    • Romano scrive il 12 febbraio 2008 alle 16:27

      Ma scusa Chit: ci hanno preso in giro? I monaci stavano/stanno con il popolo o no? Li abbiamo visti pure feriti..Non capisco :roll:

    • maviserra scrive il 12 febbraio 2008 alle 16:51

      E’ davvero triste e spesso leggere dà un senso di colpa enorme. Potrei scrivere tante cose ma mi viene da pensare che anche io non sto facendo nulla e non soltanto per quanto riguarda la Birmania… Si possono tingere i blog di rosso, ma non è certo questo che aiuta, no?
      Bravo Chit, è un post bellissimo e io ho un debole per i racconti di viaggio.

    • polloncina scrive il 12 febbraio 2008 alle 17:02

      grazie chit per questo spaccato di realtà

    • flo scrive il 12 febbraio 2008 alle 17:17

      Già, non se ne parla già più, non fa mica audience come il gossip su Carla Bruni e Sarkozy! la colpa è anche di tutti noi che stiamo appresso alle stupidaggini…

    • kit scrive il 12 febbraio 2008 alle 18:38

      grazie acco….aspettavo di leggerlo….. :cry:

    • Chit scrive il 12 febbraio 2008 alle 19:12

      @Alianora: infatti, concordo!
      @Romano: evidentemente ci sono delle eccezioni …
      @Maviserra: mi spiace solo non aver incollato la prima parte, spero torni a rileggerla :oops:
      @polloncina: grazie a te per averla letta ;)
      @paz83: amico mio, hai carta bianca per diffondere!
      @flo: infatti questo è un modo come un altro per non farlo
      @kit: di nulla O’f

    • eddy scrive il 12 febbraio 2008 alle 19:14

      e vogliamo parlare del fatto che c’erano pure le televisoni? cmq giardando al tuo post e come se mi avessi passato la palla, perchè invece di parlare di cose serie, ci mettono nebbia sugli occhi, facendoci vedere appunto valentino rossi all’agenzia dell’entrate……ciao chit

    • Daniele Verzetti, Rockpoeta. scrive il 12 febbraio 2008 alle 19:51

      Romano mi ha tolto la domanda che avevo anch’io. Io so che la popolazione aiutava perfino questi monaci.

      Hai fatto una gran cosa a postare questo passo. Ti chiedo un favore: pubblica questo post se non l’hai già fatto anche sul blog unitario Bloggers for Burma.

      Ciao Chit
      Daniele

    • e. scrive il 12 febbraio 2008 alle 20:54

      Scusa ma chi è l’autore?

    • Laura scrive il 12 febbraio 2008 alle 22:52

      E’ davvero agghiacciante questo racconto e ci fa capire ancora di più come i giornali non raccontino quasi mai la verità.

    • Franca scrive il 13 febbraio 2008 alle 11:57

      Straziante…

    • Batsceba Hardy scrive il 13 febbraio 2008 alle 17:30

      qualche domanda resta. le verità sono sempre tante e non esiste “la verità”. io cerco sempre notizie, e se si vuole si trovano…
      peace and love

    • Chiara scrive il 13 febbraio 2008 alle 18:41

      Oh dio.
      Questo racconto mi ha un attimo spiazzato..
      devo riflettere adesso.

    • Chit scrive il 14 febbraio 2008 alle 13:49

      @eddy: sviare è più semplice che informare a volte…
      @Rockpoeta: infatti l’ho postato proprio per questo. Sull’altro blog non l’ho ancora fatto, ti chiedo scusa ma sono un po’ di corsa in questi giorni (ma poi posso farlo io?) :roll:
      @e: come scritto è una persona che va lì tutti gli anni ed aiuta alcune famiglie, se hai domande falle pure…
      @Laura: sembrerebbe proprio così!
      @Franca: decisamente.
      @Batsceba Hardy: se le hai e me le mandi gliele giro volentieri, aspetto ;)
      @Chiara: buona riflessione

    • mingalaba scrive il 14 febbraio 2008 alle 15:08

      Ciao
      I bonzi non sono tutti monaci di “professione”. Tutti i buddisti (dai circa 6 anni in poi) prestano il loro servizio nei monasteri, tipo “naia”. Più lungo è questo periodo e più volte lo prestano nella loro vita, più “meriti” acquisiscono. Oltre ai “meriti” ricevono istruzione, vitto e alloggio, anche se il vitto se lo procurano loro camminando la mattina presto per le strade . A manifestare erano sicuramente solo loro (non i vecchi bonzi) con le con le loro teste non ancora “inquadrate”.
      Dove erano i bonzi veri? Aung san su ky (95% di suffragi) è rimasta spiazzata dalla marcia che prima di chiamarla “spontanea” io ci penserei un poco su.
      E’ chiaro che la gente bisognosa di democrazia ha seguito e aiutato questi “chierichetti”.
      Speriamo solo che questa goccia nel mare abbia attivato un colloquio bilaterale tra Il premio nobel e la Giunta.
      Ho voluto portare l’attenzione sia sui “media” (DOVE SONO FINITI?) che sulla “globalizzazione della povertà”. Quest’ultima non riguarda solo la Birmania (ho portato argomenti solo di questo paese perché lo conosco molto bene) e che fa si che noi possiamo vivere “agiatamente”.
      Sicuramente c’è uno studio particolare fatto dai Potenti, con conseguenti azioni sul campo, per mantenere questo “status”. I commenti li ho letti e mi hanno incoraggiato, non pensavo ci fossero tanti amici a pensarla così.
      Un grazie e un saluto di cuore.

    • Chit scrive il 14 febbraio 2008 alle 15:14

      @mingalaba: grazie della precisazione, mi son permesso di metterla in grassetto per evidenziarla di più. Grazie ancora.

    • remyna scrive il 18 febbraio 2008 alle 23:09

      ho scritto un commento lunghissimo… ma poi ci ho ripensato..
      grazie per questa testimonianza… mi ha fatto molto riflettere. non ho simpatia per il clero come non ne ho per la dittatura (ovviamente)… umanamente comprendo la rabbia, la frustrazione, le bestemmie, l’odio ma… non so niente e non sono nessuno per poter giudicare… ma … mi fermo qui. mi piacerebbe tanto saperne di più e parlarne per ore…

    Altri links a questo post

    1. Libru » Birmania, appunti dell’ultimo viaggio — 12 febbraio 2008 @ 08:47

    2. Burma (?? davvero) free at La bottega di kit — 13 febbraio 2008 @ 01:03

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