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BLOGGERS FOR BURMA: UNITI Per La BIRMANIA

Chi sono i Bloggers for Burma? Sono 16 bloggers che vogliono far sentire la loro voce a sostegno di chi lotta pacificamente per la libertà. O, forse, solo 16 pazzi utopici che credono ancora che i diritti umani e la democrazia siano e debbano essere dei valori cardine del mondo di oggi e di quello di domani.

blogger_for_burma
Queste le nostre parole:

“I diritti umani, la libertà e la democrazia sono la linfa della società in cui noi viviamo. Diritti acquisiti e forse un po’ scontati per quelli nati, come me, dopo la nascita della Repubblica che ne hanno sentito il profumo nell’aria, per la prima volta, inspirata.
I diritti umani, la libertà e la democrazia sono, invece, per molti popoli concetti astratti di cui è persino vietato parlare. Per il Popolo Birmano una ragione valida per farsi massacrare.
Pacificamente, senza opporre resistenza.
In tempi di fanatismi religiosi che costano vite innocenti e minacciano i fondamenti della società civile, i monaci buddisti si uniscono al loro Popolo per chiedere il rispetto della loro grandissima dignità di uomini, di cittadini.
Non lasciamo che la loro giusta e onorevole protesta resti confinata in una piccola regione del mondo. I diritti umani, la libertà e la democrazia devono essere patrimonio di tutta l’umanità.
E perciò in un abbraccio mondiale gridiamo: “Free Burma!”
ArabaFenice

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“Non entro in argomentazioni socio-politiche essendoci sicuramente persone più competenti e preparate del sottoscritto a farlo.
Preferisco soffermarmi su quelle che sono le sensazioni e analizzare l’incedere di questi accadimenti.
Spero tanto di sbagliarmi ma le trovo molto simili a quelle già vissute per il Darfur.
Un’ondata iniziale di sdegno, accompagnata da immagini crude (si pensi all’esecuzione di quel giornalista o ai monaci investiti dai camion militari senza troppi complimenti!), da notizie che facevano crescere sempre di più l’angoscia, da una preoccupazione sempre crescente per quelle popolazioni. All’inizio aperture di Tg, radio, prime pagine dei quotidiani ed oggi invece? … Oggi niente di più di qualche trafiletto “riempitivo” nell’home page di qualche sito e nulla più. Al radiogiornale delle 8.30 neanche menzione. Aldilà di tutte le parole e le elucubrazioni che si possono fare relativamente alla vicenda, la mia preoccupazione è che però stavolta non ci si dimentichi di loro perchè quando si comincia a dimenticare chi soffre si diventa complici dei loro aguzzini!”
Chit.

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“Quando la mattina, aprendo gli occhi, sancisco la nascita di un nuovo giorno, ringrazio chi di dovere per questo dono.
Quando, attraverso i giorni che si susseguono, sono artefice della mia vita e del mio destino, ringrazio i miei Avi.
Li ringrazio per il dono che mi hanno fatto. Li ringrazio per la libertà di cui oggi godo.
Ogni giorno che passa, ogni istante che vivo, mi rendo conto della fortuna che ho. Sono un uomo libero.
Non per tutti è così. Il popolo della Birmania, guidato dai monaci buddisti, lotta per la libertà.
E’ una lotta fatta attraverso la parola, attraverso la pace. Parole di libertà e di pace che si scontrano contro armi e intolleranza.
Diamo un’eco a quelle parole. Non lasciamoli soli. Insieme si può. Libero uomo in libero Stato”.
Davideelle

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“Finchè ci saranno uomini di guerra pronti a colpire, soffocare, uccidere ed imprigionare uomini di pace, noi ci saremo ad additarli, a condannarli, a non dimenticare.
Contro tutti i regimi di ogni colore urliamo l’urgenza di vedere la Birmania libera.
Finazio.

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“Una comunità internazionale “distratta” in tutti questi anni ha ampiamente ignorato la Birmania e quello che vi succedeva.
In pochi hanno però ignorato le possibilità economiche che offre questo paese.
Non è un mistero che, a dispetto delle condanne ufficiali, fra i maggiori investitori in Birmania ci siano Francia, USA e Gran Bretagna.
Compiamo tutti un gesto concreto per aiutare il popolo birmano.
Chiediamo con forza che l’Unione Europea applichi sanzioni economiche severe; nel frattempo ognuno faccia un piccolo significativo gesto boicottando le multinazionali che sfruttano le risorse energetiche del paese”.
Franca.

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“Abbiamo imparato qualcosa da Piazza Tien an men? I monaci birmani, oggi, da soli non possono farcela.
Siamo noi, quelli che non verranno incarcerati o torturati se protestiamo, che dobbiamo aiutarli a liberarsi della dittatura che soffoca il loro desiderio di libertà.
Restiamo uniti per la Birmania e non dimentichiamola”.
Luca.

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“I Paesi Democratici di tutto il mondo non possono tacere sulle nefande azioni repressive dell’attuale governo birmano. Ci vogliono azioni concrete a sostegno della popolazione oppressa.
La diplomazia da sola non basta a salvaguardare il rispetto dei diritti umani, tanto più in questo caso dove le relazioni di opportunità tra governi sembrano prevalere sulla salvaguardia dei diritti umani fondamentali”.
Mariad.

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“Quello che accade in Myanmar, ma noi preferiamo parlare di ex-Birmania, è la palese dimostrazione che la libertà di parola e di manifestazione del proprio pensiero, come è nel diritto di ogni essere umano, è continuamente minata e minacciata da chi usa e abusa del suo potere.
Il nostro contributo vuole essere perciò una sorta di marcia che simbolicamente avviene di pari passo assieme a quella degli straordinari monaci birmani e dei tanti cittadini che con ammirevole forza e determinazione hanno deciso di non arrendersi e sono scesi pacificamente in piazza per opporsi alla dittatura e affermare con coraggio i valori della democrazia e della libertà. Un sacrificio per un grande e nobile ideale che sta avendo però degli orribili risvolti di dura e inaudita repressione e violenza che stanno superando il varco dei crimini contro l’umanità.
Noi scegliamo di dare voce al loro urlo soffocato da meschini e sanguinari criminali. Noi siamo con loro.
Il nostro è perciò un grido che vuole e deve andare al di là di qualunque interesse economico, oltre qualunque pregiudizio culturale e politico.
Aiutaci anche tu.
Diamo voce al gesto dei monaci birmani…alla loro libertà. Alla pace”.
Mimmo.

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“Marciando in silenzio abbiamo fatto sentire la nostra voce
Ora tocca agli altri gridare”
Osteria dei Satiri

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“La Libertà e la Democrazia sono dei valori assoluti, nessun fucile o manganello potranno mai soffocarli.
Aldo Moro diceva ai suoi sequestratori: -“se mi ucciderete farete di me un Martire della Democrazia”.
La Storia diede ragione a Moro, il suo sacrificio divenne un martirio in nome della Libertà e divenne la Tomba Politica del Terrorismo Brigatista!!!
Il popolo birmano grazie ai suoi martiri vincerà la tirannia militare, il sacrificio dei monaci e del popolo è stato un esempio mondiale e ha acquisito una Forza Politica molto importante per la democrazia e la libertà della Birmania”.
Polis.

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“Quando un Paese non è una grande potenza, non ha una forza economica sufficiente, viene da una storia di occupazione e sfruttamento coloniale, chi lo può difendere dagli appetiti degli Stati “avanzati” o emergenti?
Quando un popolo non ha mai conosciuto la democrazia, o ha visto soffocare la sua breve stagione di democrazia perchè il leader che si era scelto non era quello gradito a chi decide le sorti del mondo, chi lo può aiutare?
Quando qualcuno di quel popolo e di quel Paese riesce a trovare la forza ed il coraggio di esporre la propria vita al rischio di vedersela strappare, pur di risvegliare le coscienze e di interrompere una tirannia ultradecennale, sopportata e supportata da interessi economici esterni, chi può fargli sentire che non è solo?
Per noi che la democrazia la conosciamo e la viviamo, è un dovere morale non tacere su ciò che succede in Birmania, come in Darfur.
Per uno Stato come l’Italia e per un’entità come l’Unione Europea dovrebbe essere un dovere premere in ogni modo per porre fine alla dittatura, anche con misure plateali.
Io vorrei che l’Italia desse un segnale fortissimo a chi sta lottando per liberarsi, boicottando le Olimpiadi di Pechino”.
Raser

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“Non riesco a trattenere le lacrime, le parole non escono, vorrei aggiungere solo una citazione che mi accompagna da sempre e che ho scolpito nel cuore; mi ha sempre guidata, come un maestro:
Libertà vo cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta.
Dante Alighieri

Cercando in rete mi rendo conto che non abita solo il mio cuore
http://www.flickr.com/photos/barbarageraci/1442930561/
Remyna in preghiera”.
Remyna

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“Da bambino mi piaceva ambientare le mie fantasie di principesse e castelli suntuosi, elefanti giganti e monaci che lottano contro le tigri, in Birmania.
Non sapevo esattamente dove fosse collocato geograficamente quel paese e questo toglieva ogni limite alla mia fantasia.
Ora sono diventato grande, ho imparato esattamente dove si trova la Birmania. Tra confini delineati con il sangue e la violenza.
Sogno che i bambini, nati sotto la dittatura militare, il prima possibile tornino, a loro volta, a fare sogni di luoghi incantati, sotto un cielo di riacquisita libertà”.
Richard Gekko

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Non si muore soltanto quando si cessa di vivere, ma anche quando il terrore invade l’esistenza quotidiana, e la possibilità d’esprimere liberamente le proprie opinioni viene brutalmente stroncata.
Nessuno ha il diritto d’uccidere la libertà altrui.
Romina

————————————–
E’ impensabile che nel III millennio ci siano ancora posti dove vengono calpestati i diritti umani e dove non c’è libertà, ma purtroppo è così.
Quello che stà succedendo nell’ex Birmania lo dimostra. L’esempio dei monaci è da seguire: la democrazia esce dai monasteri che sono da sempre espressione di moralità, tradizione, cultura.
Spero che il popolo birmano riesca nel suo intento di liberarsi dal regime in modo non-violento con l’ausilio della sola forza di risorse apparentemente intangibili come moralità, cultura, conoscenza, informazione libera, ma che però sono i veri pilastri di un sistema democratico.
I monaci, con la loro protesta pacifica, sono convinti che la democrazia potrà essere ristabilita senza lotte violente o spargimento di sangue.
Auspico che abbiano ragione e che si possa concludere tutto nel migliore dei modi pacificamente. Per far questo occorre far sì che non si distolga l’attenzione da ciò che accade da quelle parti e fare pressioni affinché la Comunità internazionale non si dimentichi di loro; a telecamere spente si possono compiere crimini orribili.
Non smettiamo di parlare del Burma, della sua storia e di quello che sta accadendo. Noi, insieme ai blogger di tutto il Mondo possiamo davvero rappresentare un grande aiuto per il popolo birmano. FREE BURMA!!!
Salpetti.

—————————————–

Never Alone

Aria acre
pungente
odora di zolfo
puzza di stantio.

Cenere avvolge
I cieli morenti di Rangoon

Vuoto, Deserto, Nulla Assoluto,
Riempiono con suono assordante
luoghi un tempo vivi
Allietati dal silenzio
E da raggi di sole arancione in preghiera.

Ed ecco un altro Tibet
Un altro Cile
Un’altra Cambogia
Un altro Darfur
Un altro Nazismo.

Ecco altro odio.

E questo mio tenue respiro
Per non lasciarvi soli MAI!

Daniele Verzetti, Rockpoeta.
——————————–

Come avrete potuto osservare leggendoci, tanti modi diversi di sentire e raccontare questa tragedia, ma in gola, ciascuno di noi, ha un solo urlo: FREE BURMA!

F.to: BLOGGERS FOR BURMA.

BLOGGERS FOR BURMA are:
(rigorosamente in ordine alfabetico di nick e di apparizione nel post)

Anna Maria Stufano, “ArabaFenice” del blog “Non solo Giovinazzo” http://nonsologiovinazzo.blogspot.com
Claudio Chittaro, “Chit”, de “Il Blog di Chit” http://www.chitblog.net/
Davide Longo, “Davideelle” del blog “Bar Mario” http://davideelle.blogspot.com/
Ignazio Finizio, “Finazio”, del blog “Finazio, la musica che gira intorno” http://finazio.blogspot.com
Franca Bassani, “Franca” del blog “Francamente” http://franca-bassani.blogspot.com/
Luca Zerbato, “Luca” del blog “Libero di pensare” http://liberodipensare.blogspot.com
Maria D’Ordia, “Mariad” del blog ” Non solo sogni” http://mariad-nonsolosogni.blogspot.com
Mimmo, del blog “Cliccare Mimmo” http://mimmoworld.blogspot.com/
Max, “Osteria dei Satiri” del blog omonimo: “Osteria dei Satiri” http://osteriadeisatiri.blogspot.com/
Francesco Spallacci, “Polis” del blog omonimo “Polis” http://polisfs.blogspot.com/
Stefano Ravasio, “Raser” del blog omonimo “Raser” http://raser.ilcannocchiale.it/
Marina Remi, “Remyna” del blog “Remyna’s blog” http://marinaremi.wordpress.com/
Richard Gekko, del blog “Parole di un maniaco omicida” http://richardgekko.altervista.org/
Romina, stesso nick, del blog “Intersezioni” http://intersezioni.awardspace.com/
Salpetti, stesso nick, del blog “La forza del blogging” http://salpetti.wordpress.com/
Daniele Verzetti, “Rockpoeta” del blog “L’agorà” http://agoradelrockpoeta.blogspot.com



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23 Commenti a “BLOGGERS FOR BURMA: UNITI Per La BIRMANIA”

  • GRAZIE Chit so quanto eri anche indaffarato

    Sappi che non dimentico chi pur non indossando alcuna tunica lotta per vedere riconosciuta la Giustizia.

    Daniele

  • Gianni:

    Senza alcun timore sottoscrivo i vostri pensieri e ribadisco con forza che la negazione dei diritti umani fondamentali è da considerare un crimine contro l’Umanità.
    Invito me stesso e Voi tutti a far sì che non cali l’attenzione sul problema, a non lasciarsi prendere dallo sconforto e dalla voglia di mollare, a vigilare affinché l’assuefazione, che “colpisce” a volte anche le menti più elevate, non affievolisca la forza della nostra civile protesta contro un tale abominio.
    Avete dimostrato che è possibile unirsi attorno ad una causa giusta, sono certo che nessuno potrà disgregare questa alleanza.

    Gianfranco Guccia, Palermo, Consulente dell’Autorità Giudiziaria.

  • kit:

    Sono molti di più [tra i quali anche io]
    Qua puoi vedere un po’ (tanti) post di blogger italiani che si sono interessati alla questione.

  • E’ importante l’iniziativa dei blogger..ho partecipato con un post sul mio blog “Free Burma”.
    Sarà una goccia nell’acqua, ma spesso la goccia assieme alle altre diventa torrente!
    Ciaoo!

  • Chit:

    @Rockpoeta: non avevo dubbi?!?! 😉

    @Gianni: grazie Gianni, anche se, dovendo scegliere, questa onda la lascio volentieri cavalcare da altri anche perchè è molto trendy la Birmania in questo periodo. Ma io sono uno di quelli che ha pazienza e…ne riparliamo tra qualche anno.

    @kit: si si, è molto popolare in questo periodo la Birmania…

    @Dolcelei: io NON avevo partecipato a nessuna iniziativa e non credo parteciperò ad altre. Ho scritto queste poche righe approfittando dell’occasione che mi ha dato Daniele, dopodichè continuerò ad occuparmi in silenzio di altri casi che fanno “meno audience”. 🙄

  • Dobbiamo continuare così…

  • io ho messo post e banner da un po’
    si vede che non l’hai notato 🙂

  • Miky:

    io ho dedicato quel tocco di rosso che fa parte del mio blog anche a loro,mettendo un bannerino per l’ccasione. Come tutti mi auguro che le Nazioni Unite si facciano sentire,ma davvero, perchè sembra che si debba necessariamente intervenire nelle cose solo quando c’è un interesse sovranazionale, se vengono uccisi 300monaci per adesso non interessa a nessuno o per lo meno non in maniera da organizzare qualcosa che smuova le acque.
    grazie x gli auguri 🙂
    bacio

  • Qualcuno sentira’ la nostra voce? Speriamo non finisca tutto nel dimenticatoio! Bacioni.

  • Chit:

    @Davide: sicuramente!

    @Artemisia65: l’ho notato, ho solo 40 anni mica 80! 😉

    @Miky: ognuno agisce come gli dice il cuore credo. Per quanto riguarda gli auguri quest’anno in retardo ma il prossimo, promesso, non manco! 😛

    @tuttapepe: speriamo… 😕

  • Tardivo ma sicuro… ho postato con 8 ore di ritardo!

  • E’ un bell’happening virtuale. E’ stato bello farne parte.

  • Nel mio piccolo qualcosa farò anche io, e non perché è di moda 😉

  • Chiunque voglia aiutarci sappia che cerchiamo come il pane bloggers che vogliano pubblicare integralmente il nostro post per far sentire a più individui sul web la nostra voce.

    Se siete intenzionati fatelo sapere in modo tale che vi si possa anche ringraziare 🙂

    Daniele

  • Chit:

    @Richard Gekko: prima o dopo l’importante è arrivare! 😉

    @Finanzio: si, una bella occasione d’incontro 😉

    @Alianora: sono sicura che lo fai già qualcosa …

    @Rockpoeta: spargerò la voce 😛

  • Nel suo commento mia figlia (Guccia) ha scritto: “spedirei il post ai telegiornali, ai quotidiani e alle più alte cariche politiche per provare a dargli maggiore visibilità.”.
    Che ne pensate?

  • per le forchette se vuoi facciamo a metà!!!
    super sorriso 🙂
    p.s. poi ripasserò per leggere tutto quello che mi sono persa… appena riesco ad aver tempo!!! 😉

  • errata corrige:
    per chi usa flickr) scusate ho segnalato il link sbagliato, il vero riferimento è questo:
    http://www.flickr.com/photos/openspacecreativity/1443433622/
    per iscriversi al gruppo invece clickare qui:
    http://www.flickr.com/groups/531398@N23/

  • Concordo con Franca anche se non so quanta visibilità e ascolto avremo.

    Credo sia necessaria una mail unitaria proprio come unitario è stato il nostro post. Un testo standard più o meno adattabile a tutti di poche righe e con rinvio al post.

    Decidendo a favore della mail ai pezzi grossi, potremmo riportare chi sono i Bloggers for Burma e poi scrivere nella mail tutti i blog che ci hanno dato appoggio esterno ossia hanno pubblicato il nostro post sul loro blog.

    Il tutto condito da poche brevi righe per spiegare chi siamo.

    Nel mentre ho creato su yahoo la mail:

    bloggersforburma@yahoo.it

    Attende solo di essere usata :-)))

    Io proporrei, come ho già detto, una mail unitaria ovviamente per darci maggiore forza e compattezza

  • […] 161. Il blog diChit: Blogger for Burma: uniti per la Birmania. […]

  • Non so se da queste parti sia arrivato il Free Burma day terminato qualche giorno fa: http://www.free-burma.org . Le vostre parole sono belle: per avere aggiornamenti di notizie riguardo la Birmania abbiamo organizzato un piccolo aggregatore al seguente indirizzo.

    http://www.pageflakes.com/freeburma

  • ci sono anche io adesso con il mio blog!..siamo in 17 ora! 😉
    e spero saremo sempre di più a sostenere la Birmania

    Margy

  • […] 161. Il blog diChit: Blogger for Burma: uniti per la Birmania. […]

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logo del premio
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Con molto orgoglio…