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Caro Barack, dopo Mad Max toccherà a Rambo?

La storia insegna che, piaccia o non piaccia, gli Stati Uniti fanno spesso tendenza. Lo fanno in tema di moda, di scelte politiche, insomma finiscono per essere spesso i precursori di quello che poi succederà o potrebbe succedere nel resto del pianeta. Poco più di un anno fa proprio negli States, s’insediava Barack Obama, l’uomo nel quale un po’ tutti (un po’ per disperazione un po’ per mancanza d’alternative) vedevano come ‘il nuovo‘, come colui che incarnava una nuova politica che si discostasse da quelle del recente passato soprattutto per quel che riguardava lo sviluppo di nuove tecnologie e nuove fonti di energia.

A dare il giudizio finale sul suo operato sarà il tempo, io per ora mi limito a prendere atto che dopo aver fatto di questo un suo cavallo di battaglia (e non era un pony! ndr) nella campagna elettorale ultimamente il buon Barack deve aver un po’ perso la bussola se non più tardi di un mese fa ha candidamente dichiarato adi esser pronto al ritorno al nucleare, pur senza abbandonare le buone intenzioni espresse in campagna elettorale s’intende. Una svista, un ‘incidente diplomatico’ o cos’altro?

Ed allora mi torna in mente la frase iniziale di un film di qualche anno fa, ambientato in Australia (siamo o non siamo in un mondo globale?) che iniziava con un “A few years from now…” e cioè ‘a pochi anni da adesso’ e narrava la storia di una società che così com’è oggi costituita non esiste più. Le strade sono in balia di criminali psicopatici che guerreggiano contro gli ormai pochi tutori dell’ordine. Il protagonista del film si chiama Mad Max ed era interpretato da un giovanissimo Mel Gibson che a bordo della sua V8 Interceptor, scorrazzava per scenari desertici cercando di riportare ordine e disciplina in un mondo sempre più in preda all’anarchia. Per questo quando stamattina ho letto della presentazione in pompa magna della nuova auto della polizia denominata, guada caso, Interceptor bè… una toccatina di palle me la sono data. Nel frattempo ho deciso che comincerò a preoccuparmi seriamente quando saprò che come prossimo ministro della difesa Barack & Co. stanno pensando a John Rambo.

Battute a parte visto che è passato alla storia come il Presidente 2.0 con le tenologie dovrebbe avere un po’ di dimestichezza. Forse non sarebbe una cattiva idea mandargli il dvd della puntata di Presa Diretta della scorsa settimana in cui si parlava di energia pulita (e magari il link a qualche suo video preelettorale su Youtube) tanto per rinfrescargli la memoria e dargli qualche input di come altrove siano già più che a buon punto per un mondo se non migliore almeno un po’ più pulito.

 



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13 Commenti a “Caro Barack, dopo Mad Max toccherà a Rambo?”

  • Caro Barack, dopo Mad Max toccherà a Rambo?…

    La storia insegna che, piaccia o non piaccia, gli Stati Uniti fanno spesso tendenza. Lo fanno in tema di moda, di scelte politiche, insomma finiscono per essere spesso i precursori di quello che poi succederà o potrebbe succedere nel resto del pianeta….

  • Caro Barack, dopo Mad Max toccherà a Rambo?…

    La storia insegna che, piaccia o non piaccia, gli Stati Uniti fanno spesso tendenza. Lo fanno in tema di moda, di scelte politiche, insomma finiscono per essere spesso i precursori di quello che poi succederà o potrebbe succedere nel resto del pianeta….

  • Oh ma sarà una centrale molto pacifica, un nucleare per niente sporco, non per niente ci ha pure il nobel vero…
    😛

  • Il problema del povero Obama è che, per quante buone intenzioni avesse, deve comunque render conto alle potenti lobby che in realtà governano il paese. Potrà cercare di cambiare qualcosa ma a tirar troppo deve aver capito che può facilmente fare la fine di Kennedy.

  • P.S.: quella macchina della polizia è fighissima: ne vorrei una anch’io (Mad Max è stato un gran film della mia gioventù) 🙂

  • Chit:

    @amatamari: per la pace quello e… devo ancora “capirlo” 🙄
    @Giulio GMDB©: vero, però quella sul nucleare mi sembra una toppata non da poco. Riguardo a Mad Max bè… sfondi una porta spalancata :mrgreen: Bella trilogia, indubbiamente, li ho ancora in vhs… ma non dirlo a nessuno, molti non saprebbero cosa sono 😉

  • Mat:

    Il problema è che tendiamo sempre ad affidarci al Grande Capo che dovrebbe risolvere tutto. In epoche passate nella tradizione popolare il re era buono e giusto e doveva essere sempre allo scuro delle oscure macchinazioni dei suoi ministri sul quale ricadeva invece tutta la colpa.
    La verità è che Obama come chi lo ha preceduto è parte di un sistema di un tipo di società che impone modelli e comportamenti. Una società che dovremmo deciderci a superare, invece di illuderci per qualche Salvatore dell’Umanità.

  • si hai ragione a distanza di un anno non si vedono ancora molti frutti dell’obamapensiero… vero anche che il potere delle lobby in america è davvero notevole e bisogna vedere quanto sia la volontà dei democratici di fre certe scelte… l’uscita sul nucleare è una grande delusione.
    Speriamo ancora cmq
    un saluto

  • Chit:

    @Mat: ed infatti proprio questo superamento era stato una sua bandiera pre-elettorale, evidentemente l’ha dimenticata da qualche parte e ora ne sventola altre…
    @Ernest: una delusione si, altrochè…. 🙁

  • Io ero rimasto al buon Barack che aveva annunciato un progressivo disarmo nucleare del Paese. Ma è anche vero che nelle ultime settimane ho letto (e visto) moooooolta poca cronaca estera. E nazionale.

  • Curiosa in effetti la scivolata di Obama sul nucleare. Forse con il nucleare si fa prima a produrre energia per mandare avanti le fabbriche di armi….. ops ma non può esser così lui é un pacifista 😈

    In realtà non lo e affatto ma lui non si é mai neanche fregiato di questa “onorificenza”: in campagna elettorale lui ha sempre dichiarato che la guerra in Iraq era una guerra assurda, sbagliata e che doveva finire. Aggiungeva altresì che lui era assoulutamente convinto che si doveva invece tornare con più decisione nella culla del terrorismo ossia l’Afghanistan. E così sta facendo.

    Per cui, scivolata sul nucleare a parte, lui la sta seguendo (anche in campo della riforma sanitaria va detto…) la sua linea politica dichiarata in campagna elettorale. Per cui, lo si può condividere o meno ma, al contrario di tanti voltagabbana nostrani, non lo si può tacciare di incoerenza. Frase sul nucleare a parte che ripeto trovo molto strana.

    Ciao Chit!
    Daniele

  • Sto rinviando da un paio di giorni il commento perchè per stare in tema con il tuo post volevo ricordare in quale film fosse comparso Swarzenpaper come presidente degli USA. E’ “Demolition man” uscito anni prima della candidatura del governatore della California, a testimonianza che pure un film di serie inclassificabile, può a volte essere profetico della realtà. La citazione non è casuale, perchè è proprio lui il personaggio politico che mi ha sorpeso di più negli ultimi anni, sarà per l’influenza della moglie democratica, una Kennedy, ma le proposte più innovative in tema di sanità e ambiente sono arrivate da lui. Come a confermare che troppe aspettative causano spesso delusione, nessuna aspettativa può provocare sorprese 🙂

  • Chit:

    @Giangidoe: ottima scelta nell’ottica di una vita serena e senza preoccupazioni…
    @Rockpoeta: considerando che però è stato il primo Presidente americano dal dopoguerra ad oggi ad essere eletto con l’appoggio totale degli ambientalisti la scivolata mi pare non ‘da poco’…
    @Trippi: io continuo a concedergli il beneficio del dubbio ed aspetto di valutare sul campo la coerenza tra parole e azioni.

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