Visualizza post categoria: Arte

Escher rivive con i Lego

Ve lo ricordate il post di qualche tempo fa su Mauritius Cornelis Escher? Oggi ho scoperto che c’è chi si è messo anche a ‘clonare’ le sue opere aggiungendo però, a mio avviso, un valore aggiunto. Già riproporre le sue opere pensavo non fosse cosa facile, rifarle con i Lego direi quasi impossibile. Invece Andrew Lipson ce l’ha fatta, guardare per credere:


  
  

In realtà, come spiega l’artista stesso, il trucco c’è e non ne fa mistero visto che per l’appunto lo spiega costruzione per costruzione. Aldilà di trucchi ottici, prospettive favorevoli e quant’altro per quel che mi riguarda aggiungo di diritto anche costui nella categoria ‘artisti‘. Che ne dite?

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Guido Daniele e Manimali

Da tempo guardavo su? Animal Planet (canale 609 di Sky) questa sigla e mi chiedevo chi fosse il talento in grado di produrre queste? opere:

Immagine anteprima YouTube

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Julian BEEVER e l’anamorfismo

E’ da qualche tempo che gira in internet un file .pps con delle immagini delle opere di Julian Beever. Solitamente i files pps dal sottoscritto vengono immancabilmente cestinati; questo, a differenza degli altri, ha catturato la mia attenzione perchè inoltratomi da una persona “affiadabile” e non vi nascondo che  l’originalità delle opere da lui rappresentate mi ha conquistato.
Mi sono messo un po’ alla ricerca di qualche informazione su di lui e su quest’arte. Su di lui ben poche informazioni e quasi sempre contrastanti, come su quasi tutti gli artisti. Sulla sua arte nessun dubbio, è l’anaformismo. L’anamorfismo è un effetto di illusione ottica per cui una immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, tale per cui il soggetto originale sia riconoscibile solamente guardando l’immagine da una posizione precisa. (da Wikipedia). Si trovano tracce di quest’arte fin dal 1400, tuttavia il termine ‘Anaformismo’ pare venga coniato ufficialmente solo all’inizio del 1600 grazie Giudoubaldo Del Monte che ne parlò nel suo trattato ‘Perspectivae Libri Sex’.

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Oggi inaugurazione del “Museo della Figurina”

Alzi la mano chi di Voi non ha mai avuto a che fare con le mitiche “figu“. Da quelle contenute nelle confezioni Miralanza, alle leggendarie Liebig, ai mitici album dei calciatori o a quelle degli idoli dei cartoni animati. Chi non ha mai giocato a “Muretto” o a “Celo-Celo-Manca”? Chi non ha mai aperto con frenesia una bustina colorata, sperando di trovare la figurina mancante?
Ora a Modena c’è un luogo unico al mondo, un contenitore di ricordi che lega milioni di persone.
E’ il nuovo Museo della figurina che apre al pubblico. Nato dalla passione collezionistica di Giuseppe Panini e donato, unitamente all’azienda, al Comune di Modena, il Museo mostra quel mondo fantastico e sorprendente di piccole stampe che, partendo dalla seconda met? dell’Ottocento fino ai nostri giorni, risveglia memorie, emozioni ma regala anche stimoli e sorprese inaspettate. Il pubblico potr? scoprirle scorrendo le pagine dei grandi “album delle meraviglie” che costituiscono l’originale allestimento del Museo.

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Mauritius Cornelis Escher

Vogliamo dare una valenza minimamente culturale a questo blog? Non ve l’aspettavate dal Chit vero? Allora Vi presento uno dei miei artisti preferiti e qualche sua opera.

Mauritius Cornelis Escher nato il 17/06/1898 a Leeuwarden, capoluogo della provincia di Friesland, nei paesi Bassi settentrionali. Trascorre la giovinezza ad Arnhem e poi ad Haarlem, dove dal 1919 al 1922 studia prima architettura e poi arte grafica con Samuel Jessurum de Mesquita.
Nel 1923, terminati gli studi, si trasferisce a Roma dive rimane sino al 1935. In questi anni ogni primavera intraprende lunghi viaggi in regioni spesso isolate e poco conosciute dell’Italia, prendendo appunti ed eseguendo schizzi che poi, durante l’inverno, utilizza come base per la realizzazione delle opere definitive.
Nel 1935 si trasferisce si trasferisce a Chateux d’Oex, in Svizzera; nel 1937 a Ukkel, vicino Bruxelles; nel 1941 a Baarn, nei Paesi Bassi, dove rimane fino al 1970 quando si trasferisce a Laern. Qui muore nel 1972 dopo lunga malattia.

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