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Archivi per la categoria ‘Impegno sociale’

Gardaland: parco divertimenti ma non per tutti!

Prendo spunto da un post dell’amica Mizaar per portare alla vostra conoscenza una regola che riguarda il famoso parco divertimenti di Gardaland  sintetizzata magistralmente da Antonella per conoscere anche la vostra di opinione.

La mia, sapendo come affronto il tema delle discriminazioni in genere, penso la possiate immaginare.

Da un lato riconosco all’organizzazione il diritto di tutelarsi nei confronti di possibili incidenti o altro possa accadere ai loro ospiti ma credo anche che, se così misericordiosamente “buona” e preservativa è la finalità della loro scelta, sia un gran peccato che non venga estesa a tutti i fruitori dei loro servizi.

Giusto quindi richiedere un certificato di sana e robusta costituzione o di idoneità allo sport a tutti e non solo dare per scontato che le disgrazie possano accadere solo a persone con marcati tratti somatici.

Spero e mi auguro tutte le persone che leggeranno queste righe e che si dichiarano socialmente sensibili, si ricordino questa vicenda la prossima volta che metteranno piede in questo luogo o, meglio ancora, da oggi abbiano un motivo in più per non andarci!

Buon divertimento invece a tutt* coloro che continueranno ad andarci e un piccolo invito a godere appieno di tutto il divertimento perchè trattasi di privilegio a quanto pare che non hanno tutt*!

Affido al vostro buon cuore la diffusione di quanto accaduto, grazie.

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Sesso e documenti nei continenti

Non sempre l’anzianità è sinonimo di saggezza, lungimiranza e quant’altro di positivo l’esperienza dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) portare.

Capita così che il vecchio continente europeo si ritrovi, soprattutto in tema di diritti civili, ad inseguire scelte e decisioni di altri continenti.

Per carità, non che mi lamenti! Credo nell’effetto emulazione o domino delle leggi e quindi è con molto piacere che ho accolto la notizia che, dopo l’Australia, anche la Gran Bretagna ha allo studio una legge che se non tutela perlomeno fuoriesce dallo stereotipo uomo/donna e permette alle persone transessuali di identificarsi con una “x” accanto alle ordinarie definizioni di maschile e femminile.

E qui si aprono due scenari: quello che vede questa notizia in un’ottica ottimista (finalmente vedono riconosciuto il loro status) e chi inorridisce al solo pensiero reputando questa un’ulteriore discriminazione.

Personalmente sono dell’opinione che ognuno dovrebbe potersi chiamare, vestire e vivere come più e meglio crede, chiaramente nei limiti del rispetto altrui, ma credo che obbiettivamente questo sia un piccolo, piccolissimo segnale che va in una direzione giusta. E chi segue le tematiche legate all’identità di genere sa che i segnali ed i passi sono sempre molto misurati e piccoli quindi si finisce gioco forza per “gioire” o trarre positività da tutto quello che autorizza a farlo.

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Discriminiamoli ancora un po’, è per il loro bene…

Abbiamo perso un’altra occasione buona ieri sera…

Così inizia il testo di una famosa canzone di Vasco Rossi e più o meno così ho pensato ieri dopo aver saputo che la Camera ha bocciato con 293 sì, 250 no e 21 astenuti il ddl contro l’omofobia che mirava ad introdurre l’aggravante di omofobia da aggiungere nel codice penale.

Si potrebbe discutere e molto sull’opportunità di un disegno di legge di questo tipo, a mio avviso né più né meno di tanti altri filati via lisci come quello (sacrosanto vista la buzzurraggine di molti, lo dico da fumatore) del divieto di fumo nei locali pubblici o tanti altri esempi in cui, con un minimo di buonsenso e sensibilità, non ci sarebbe stato bisogno di decreti, votazioni, leggi e quant’altro.

Ciò premesso, la cosa che più di tutte mi ha infastidito è la coglionaggine o la sindrome da poca memoria di molti parlamentari al momento in cui è stato chiesto loro un commento sulla votazione. A chi fossero sfuggite ne riporto qualcuna:

“Noi non abbiamo nessun atteggiamento omofobo e la nostra posizione di fondo è quella di considerare i gay come dei cittadini uguali agli altri e proprio per questo contestiamo ogni trattamento giuridico specifico… “ [Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl]

“La norma non è di per sé da rigettare e pone un problema serio che è quello della discriminazione, ma così come è scritta è in contrasto con un principio cardine, quello della parità…” [Gaetano Pecorella, Pdl]

Per la cronaca entrambi i personaggi citati sono attivi e fattivi sostenitori delle norme ad uso e consumo del loro “capo” evidentemente da loro considerato più diverso o meno uguale degli altri e questo più di ogni altra cosa forse fornisce l’esatta misura della loro coerenza.

Capitolo chiuso quindi? Pietra tombale posta sulla questione?

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A Genova lottiamo insieme contro le tutte le discriminazioni!

Premessa: questo post funge anche da “giustificazione” per la mia latitanza di questo ultimo periodo dalla blogosfera.

Come sapete qualche anno fa è cominciata la mia esperienza nel mondo del volontariato attraverso la collaborazione con l’Associazione Trans Genere.

Un’esperienza che mi ha regalato moltissimo in tema di conoscenza dei vari aspetti e delle varie tematiche legate al mondo lgbtqi e non solo.
Sopratutto un’esperienza che mi ha dato l’opportunità di entrare in contatto con persone con le quali il feeling è stato immediato, credendo anche loro indefettibilmente nell’opera di sensibilizzazione ed informazione come unica vera strada attraverso la quale provare a risvegliare un po’ certi valori nelle persone, non ultimo quello della lotta a tutte le varie forme di discriminazione.

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UGUALI si, ma da alcuni sono diverso!

IMG_4794Rientro dopo qualche giorno di latitanza dovuta alla totale mancanza di tempo da dedicare a questo blog in queste settimane passate. Non voglio dirvi in che “misura” l’organizzazione della manifestazione UGUALI di Roma m’ha visto impegnato, ma, credetemi, così è stato.
Nelle intenzioni avrei voluto parlarvi e raccontare a chi non c’era la giornata di sabato, ma per una volta mi dichiaro dubbioso di riuscire a trasmettervi anche solo una parte delle sensazioni e delle emozioni che ho provato. Quindi chi fosse interessato lo rimando al sito di pdcitv sul quale potete trovare i filmati degli interventi sul palco. Non ci sono culi e tette da vedere ma ci sono esperienze di vita vera. da ascoltare. Non troverete il minuto di raccoglimento per le vittime di Messina, che la conduttrice ha chiesto ed ottenuto essere di VERO silenzio e dispiace perché vi avrebbe fatto capire il clima e l’atmosfera che regnavano sabato in piazza della Repubblica. Non troverete neanche purtroppo quella di Dino (il ragazzo accoltellato a Roma) e il lungo, lunghissimo e sincero applauso che ha seguito il suo intervento e ha emozionato non solo lui ma un po’ tutti i presenti.

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Forze dell’ordine ed impunità

Ormai è cosa risaputa, nonostante le promesse pre-elettorali le forze dell’ordine restano tra le categorie più danneggiate dalla (di)gestione finanziaria di questo governo. Prima si sono visti tagliare i fondi, poi si sono visti affiancare per “manifesta incapacità” dalle ronde insomma, non un bel periodo per loro. Quasi un anno fa di questi tempi erano in piazza a rivendicare tutto questo e se ne occuparono anche tv e giornali.

In questi giorni invece i media sono impegnati a rimbalzare le parole di questo o quel capo di Stato all’assemblea dell’Onu. Parole in genere condite di buonismo, incoraggianti, concilianti (nostri partner esclusi chiaramente), di speranza per un futuro ed un mondo migliore.

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Violenza sulle donne: spot a confronto

L’inghilterra da tempo è sensibile alla violenza, in particolare a quella perpetrata nei confronti di bambini e donne. E’ di qualche tempo fa il video di Emma Thompson nel quale denunciava la prostituzione in uno spot a mio avviso di rara efficacia comunicativa. Qualche giorno fa invece è stato bloccato perchè ritenuto “troppo violento” il video di Women’s Aid contro la violenza domestica sulle donne intitolato Intitolato «The Cut» in cui compare l’attrice Keira Knightley. Il video racconta di una donna che torna a casa la sera e subisce la reazione del suo fidanzato per un presunto tradimento. Questo lo spot (dura 2 minuti):

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ctoZbeD-GlY[/youtube]

E mi chiedo, e lo chiedo anche al Ministro delle Pari Opportunità, quando in Italia avremo il privilegio di poter vedere uno spot di questo tipo? Perchè ora come ora, da noi si dovrebbe far parlare di questi argomento con spot di questo tipo.

Io credo che quando si affrontano determinate tematiche, sopratutto come questa della violenza domestica o sulle donne in generale, per forza di cose non le si possa presentare come “sit-com” o “spot” ma occorra essere incisivi.

Anche perchè, per  riuscire a parlarne, occorre fare breccia nelle menti sempre più anestetizzate di una società sempre più indifferente a ciò che non la tocca direttamente.

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Qualcuno di voi…

…conosce e sta seguendo quello che al momento è un mio “impegno” e cioè aiutare a fare informazione su quello di cui si parla poco e, spesso, male. Lo so, il mio può sembrare quasi un parere di parte visto che ormai son di più su loro blog che qui (e nei vostri e me ne scuso). Ma spero non me ne vogliate se invece del post semi-idiota pre weekend vi linko altrove. Un’avvertenza però, andateci solo se:

  • avete voglia di qualcosa di serio;
  • avete tempo, circa una decina di minuti (ahò, l’informazione vera è sacrificio, altrimenti vi guardate Fede);
  • se siete disposti ad indignarvi.

Altrimenti, magari, mettetevi da parte il link e ve lo vedete poi in un momento in cui pensiate che in Italia siamo fortunati perchè c’è si la crisi ma abbiamo ancora dei diritti. Sicuri che valga per tutti questo?

Che veniate o meno a trovarci , che siate qui per caso o curiosita bè… buon weekend a tutti e grazie dell’attenzione.

Firmiamo e impariamo

Ricevo stamane l’invito a firmare (fatto!) e diffondere l’appello promosso dalla ACP (Associazione Culturale Pediatri) per tentare di fermare la proposta della Lega Nord di abolire le cure primarie ed essenziali agli immigrati, compresi i bambini, sprovvisti di permesso di soggiorno. Non aggiungo altro e chi fosse interessato clicchi qui per saperne di più e firmare l’appello.

Una piccola nota. Questo ed altri appelli girano con “associata” questa poesia attribuita a Bertold Brecht:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)

Ebbene, invito tutti a non citare ‘ad minkiam’ testi altrui e leggersi questo breve passaggio di un nostro amico blogger tanto per non fare come… Mastella con Neruda, no!?

I LOVE TRANS: io c’ero e ci sarò, voi ci sarete?

Ed eccomi di ritorno dal corso di Viareggio organizzato dall’Associazione Trans Genere che ringrazio fin da subito per l’opportunità concessami. No, non tanto quella di parlare, spero di non aver detto troppe belinate!, quanto soprattutto di poter ascoltare e conoscere.

Ne approfitto anche per dare qualche delucidazione a coloro che pubblicamente ed in privato mi hanno chiesto “lumi” circa questo mio nuovo ‘impegno’. Chi mi legge e segue da tempo sa della mia sensibilità riguardo a certe tematiche riguardanti il sociale. Grazie a questo sono entrato in contatto con molti di voi e proprio grazie a questo sono entrato in contatto con l’Associazione da cui è nata l’idea di invitarmi a parlare per illustrare le potenzialità che blog e blogsfera possono avere in tema di “comunicazione”. Si conoscono infatti molto bene le mirabolanti avventure di questo o quel vip, ma poco e male si sa di quel che non si vuole far sapere. L’importanza di informare correttamente, me ne rendo conto ogni giorno di più, sta diventando sempre più importante di fronte a mezzi di comunicazione sempre più piatti ed inaffidabili, capaci ormai di un informazione copia-e-incolla con scarsa finalità informativa.

Non mi ritengo un “sapientino” o un “tuttologo”, prova ne sia che non sono mai stato ospite a Porta a Porta o altre pantomime dell’informazione su quello ‘stile’. Mi ritengo tuttavia una persona curiosa, che pensa ancora che la conoscenza ed il sapere possano essere una valida alternativa al rincoglionimento celebrale che pare sia diventato l’unico vero obiettivo dei nostri governanti. Per questo affronto le varie tematiche sempre in punta dei piedi, conscio del “sapere” riguardo a quel tema, ma certo che esiste sicuramente chi ne sa quanto se non (spesso) più di me. Ed è con questo spirito che ieri sono andato a questo corso e di questo vi parlerò nelle righe che seguono.

Quando si parla di transessualità o di tematiche collegate il tema è più che mai delicato. Come detto prima pensavo di saperne “abbastanza”, ma la realtà è che questa spesso è una sensazione. Se non ci si ‘confronta’ può diventare addirittura anche convinzione, ma lo è solo fino a quando non si ha la fortuna di conoscere persone che ne sanno di più e si propongono di aiutarti a conoscere ed a capire il perché di certe “battaglie”. Quella legata ai pregiudizi, di qualsiasi tipo, mi trova come molti di noi sempre molto attento e pronto. Per questo penso e spero questa due giorni sia solo l’inizio di un percorso. Ho trovato persone molto obbiettive, tutt’altro che illuse che sia un percorso che possa portare vantaggi pratici a “noi” perché trattasi di battaglia lunga e faticosa. Ma ho trovato tutti, me compreso per quel che può valere, sicuri che questa battaglia vada comunque combattuta se non altro per coloro che devono ancora nascere! Sembra poco ragazzi, ma in un mondo sempre più egoista scoprire che c’è ancora chi ha voglia di fare per chi ancora deve arrivare più che per se stesso è motivo di grande gioia.
Oltre che di ammirazione, si!

Non è mia abitudine fare classifiche o distinzioni quindi le righe che seguiranno sono un brevissimo excursus di una giornata che posso solo augurarmi ognuno di voi abbia un giorno la fortuna di vivere. E lo dico perché ormai conosco bene tipologia e lettori di questo blog e so che appagherebbe il desiderio di sapere e conoscere di molti di voi in tema.

Parto con due frasi che da sole più di mille mie parole possono darvi l’idea dell’argomento:

…si vive nella condizione di dover dimostrare la propria innocenza
(Nicole De Leo, MIT)
c’è più tolleranza che volontà di comprensione
(Bert D’Aragon, pres. Arcigay)

Mi conoscete, mi piace dare ‘spunti’ quindi il post lo potrei chiudere qui e potrei lasciare a voi le conclusioni. Ma vi voglio raccontare anche del mio incontro con i due psicologi del consultorio Chiara e Massimo. A loro va il mio pubblico plauso per il lavoro di volontariato (leggasi GRATUITA’!) che prestano presso il consultorio e per avermi permesso di avere un’altra conferma dell’esistenza di un’Italia che non si perde in chiacchiere ma silenziosamente FA! Splendido il loro intervento (da quel poco che ho potuto conoscerli, splendidi anche loro!) di cui la sola prima slide penso dica già molto. E’ un racconto di un loro colloquio con un ragazzo:

Carlo, 16 anni.
Sono qui perché mi sta crescendo la barba e non mi piace. La mia voce sta cambiando, è sempre più maschile, e non mi piace. Non capisco cosa mi sta succedendo. Non mi sento in questo cambiamento fisico. Il mio corpo si sta ingrossando e non mi piace. Le mie amiche si truccano e io non posso. Le mie amiche hanno un corpo longilineo, hanno il seno e io sono completamente piatto. Mio fratello continua a dirmi ‘andiamo, si va a beccare’, ma come faccio a dirgli che a me le donne non piacciono? Mio fratello va in palestra per ingrossare i muscoli e mi dice ‘andiamo che ti fa bene’, ma come faccio a dirgli che tutto questo non mi appartiene, che quando lui la sera esce io di nascosto prendo i trucchi di mamma e i suoi vestiti e mi trasformo? Provo un forte senso di vergogna, e ogni volta provo a dirglielo ma poi mi tiro indietro, ho paura che non mi voglia più bene. Allora dottoressa non sono normale?
Sono malato
?”

Rabbrividisco al pensiero di far parte di una società che possa portare una persona a porsi una domanda del genere!

Ricorderò bene l’intervento di Alessandro, che ha parlato del suo percorso facendomi riscoprire l’importanza della spontaneità grazie alla quale è riuscito ad emozionarmi. Il suo intervento lo ricorderò a lungo, così come qualche breve frase scambiata all’addiaccio (giusta punizione per noi fumatori!). Faccio il mio pubblico plauso anche a Federica per un intervento di rara, rarissima, chiarezza ed incisività sulle legislatura italiana in tema. Brava Jasmine, ad illustrare il problema della trasgenitorialità e una menzione anche a Letizia, giornalista e blogger che ha condiviso con me la parte riguardante la comunicazione. E brava anche Katia Bellillo relatrice di un intervento sulle pari opportunità.
Apro una parentesi; durante il suo breve lavoro al ministero delle pari opportunità in questo blog non ne avevo mai parlato e questo può voler dire due cose; o non ha fatto nulla oppure ha lavorato bene. Dopo averla conosciuta personalmente e posso dirvi senza ombra di dubbio che la motivazione non può che essere la seconda. Ho infatti conosciuto una persona molto sensibile, attenta e SINCERAMENTE interessata a queste tematiche. Vado a pelle e di solito non sbaglio.
La sera c’è stata poi la cena nel corso della quale ho avuto modo di conoscere meglio anche gli altri volontari e collaboratori del consultorio e tutte le persone che lavorano attorno a questa realtà. Ho toccato con mano l’esistenza di quell’Italia operosa di cui nessuno parla ma che esiste e che FA e questo mi ha dato molta forza perché so non essere una realtà unica.

Ah si, al corso c’ero anch’io vero. In teoria il mio ruolo era parlare di “comunicazione” ed io, inevitabilmente, ho parlato dei blog, della possibilità oggi come oggi di riuscire solo attraverso a questo strumento a dare un’informazione diretta. Ho parlato molto di quella costante che ritrovo in un po’ tutti i nostri blog e cioè l’attenzione e la sensibilità per le problematiche sociali. Si, mi sono “sbilanciato”; ho detto a tutti che la blogosfera è pronta per certe tematiche. Poi mi sono detto: l’ho combinata grossa forse ragazzi!
Inevitabilmente, mi sono anche venuti dei dubbi ma sono convinto che qualcuno che leggerà questo post mi dirà come altre volte “conta su di me” perché oltre a loro anche attraverso questo blog ho conosciuto persone che quando è stata ora la sua parte l’hanno sempre fatta eccome e so che lo faranno ancora.

Perché non sono il solo a pensare che ciò che dicono media è la LORO VERITA’, ma non LA VERITA’ vero?

A chi fosse sfuggito segnalo anche la video-inchiesta di Saverio Tommasi dal titolo “Guarire si deve: chiesa e omosessualità“, che documenta un seminario a Bergamo promosso da una comunità cattolica con la partecipazione di preti esorcisti. Il video è stato oscurato su Youtube dopo 12 mila click, è comunque possibile vederlo a quest’indirizzo. Ognuno tragga le sue conclusioni e se ha voglia di pensare a qualcosa di utile da fare si faccia avanti che ogni idea ed ogni aiuto sono ben accetti.

Link all’articolo si ViareggiOk

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