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Archivi per la categoria ‘Attualità ’

Crederci a prescindere

Oggi finalmente era di nuovo il giorno, il giorno dopo qualche tempo di riaffacciarmi su queste pagine e condividere i miei pensieri.

Il primo era per Vik ma non è un pensiero di circostanza. Oggi, complice il calendario, è solo un po’ più forte di tutti gli altri giorni, di ogni volta per esempio che decido di leggere cosa capita a Gaza e non ci sei più tu a raccontarmelo o di quando guardo la tua mail che da quel maledetto giorno di un anno fa è appesa in ufficio accanto al monitor.

Non so se avrei scritto qualcosa su di lui perchè su e di persone come Vik parla chiaro la storia e quello che hanno fatto e ci hanno lasciato in eredità. Ma l’oggi viene dopo il ieri e quello appena passato è un giorno che lascia inevitabilmente dentro una profonda tristezza per quanto accaduto a Piermario Morosini.

Io non voglio far parte di quell’Italia e di coloro che senza sapere parlano, scrivono, eruttano dotte analisi e magici consigli. Certo, ho un pensiero ben preciso tra l’altro vissuto nel mio piccolo sulla mia pellaccia, ma non me la sento di parlarne qui ed in quest’occasione.

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Fermo: venduta e stuprata per debiti di gioco ma lo Stato pensa a curare il giocatore!

Da qualche giorno in Italia si parla molto di gioco d’azzardo, non fosse altro perchè più i nostri governanti si impegnano a distruggere il (rimanente del) mercato del lavoro, più le persone sono costrette ad ingeniarsi per sopravvivere. E come si sa, ahinoi non tutte sono bravo a farlo…
Così capita (e questo è già un segnale inequivacabile del pericolo imminente) che c’è chi proponga di rendere più “trasparenti”, qualcun’altro addirittura (e vai a dargli torto) di eliminare del tutto, gli spot che imperversano su tv e radio nazionali e che promettono facilissime vincite miliardarie e cambi di vita grazie a vincite mirabolanti.

La malattia, perchè di questo si tratta, si chiama ludopatia, significa «dipendenza dal gioco d’azzardo» e si calcola che i cosidetti giocatori patologici in Italia siano ad oggi circa un milione. Cifra destinata sicuramente a crescere di pari passo con la perdita della speranza di guadagnarsi da vivere con un lavoro onesto!

Egoisticamente verrebbe da pensare come in molti altri casi “bè, cavoli loro, noi cosa possiamo farci in fondo?” come oggi m’è successo di sentire parlandone casualmente proprio con una persona.

Corrupt Tour: da Praga ecco un’idea per il rilancio del turismo in Italia

La storia di rilanciare il turismo nel nostro Paese in questi ultimi anni è piena di tentativi a 360° ma con risultati, a sentire le varie associazioni del settore, a dir poco insoddisfacenti.

Il primo tentativo in pompa magna di far conoscere il patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese risale al 2007 con un massiccio investimento di 45milioni di €uro per la realizzazione del portale www.italia.it.  Un sito che ben presto si rivelò incompleto, pieno di inesattezze ed errori geografici e non, anche se l’errore più grande fu quello di affidare all’allora Ministro per i Beni e le attività Culturali Francesco Rutelli lo spot di presentazione. Il video risulta ancora ad oggi uno video CUL-t più cliccati sul web. Con il senno di poi vien da pensare che avessero affidato lo stesso a Edvige Fenech forse avremmo avuto qualche visita in meno sul web ma (grazie alla pronuncia) qualche visita in più nel Paese. Peccato!

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Marchionne e il (suo) concetto di opportunità

E’ di ieri un’intervista radiofonica, di cui purtroppo non ho trovato traccia in rete, di Marchionne in merito alle notizie per cui Fiat nel solo mese di febbraio ha subito un calo del 16,5% delle vendite in Europa. Ha definito fisiologico questo calo fornendo però subito, da buon e navigato top-manager, una ricetta per per uscire dalla crisi economica.

… sacrificio, flessibilità e attenzione a tutte le nuove e possibili opportunità.

Evito e tralascio ogni commento in merito che sarebbe comunque poco elegante. Ricordo solo a Marchionne & Co. che se queste regole valessero universalmente forse, in questi ultimi anni, con qualche sacrificio, maggiore flessibilità e un po’ più attenzione alle nuove opportunità potevano abbassare un po’ i costi dei loro “prodotti” visto che aumentano già, e di parecchio, gli oneri accessori (leggi; carburanti, assicurazione e manutenzione).

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Tu chiamali se vuoi… incidenti sul lavoro

Stamattina camminando per la quasi ultimata nuova galleria del Palazzo Tergesteo a Trieste ho sentito uno strano rumore proveniente dal soffitto che ha catturato la mia attenzione.

Alzando lo sguardo ho assistito a questa scena (chiedo scusa per la qualità delle immagini ma la situazione mi dava inquietudine ed ho preferito scattare e fuggire):

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Pecorella esci dal gregge per favore

L’argomento che toccherò oggi probabilmente non mi porterà solidarietà, notorietà o altro ma avvalendomi del fatto di non puntare a cariche politiche e quindi di non avere bisogno del consenso largo ed incondizionato, mi permetto di dire la mia su un fatto accaduto qualche giorno fa in Val di Susa.

Premetto che non voglio entrare (essendo impossibile vista la complessità del discorso) in elucubrazioni circa il fare o non fare la Tav. Quello è compito di altri e non Vi nascondo mi piacerebbe tanto lo facessero, magari in un confronto pubblico anche se credo faccia più comodo la DISINformazione piuttosto che l’INformazione. Comunque, come detto e scritto in passato e lo ribadisco anche stavolta, anche il sottoscritto è contrario all’opera, per tutta una serie di motivi che per non dilungarmi vi risparmio. Vi basti sapere che conosco molto bene la zona e sapere che a 45 anni l’elenco degli sprechi nella mia memoria merita di fermarsi qui.

Detto questo, siccome però sono anche contrario al detto machiavellico che “il fine giustifica i mezzi” desidero esprimere anch’io il mio parere su un episodio che avrei voluto volentieri lasciare nel dimenticatoio non fosse stato ‘cavalcato’ dalla puntata di ieri di Servizio Pubblico.

Sto parlando del  video in cui si documenta come un manifestante provoca un carabiniere in servizio a Bussoleno dandogli della “pecorella”.

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Dico si al braccialetti elettronici a patto che…

Ci siamo, l’emergenza carceri s’avvicina e, sappiatelo, non c’è nulla di cui stare allegri perchè ormai dovremmo sapere bene come come nel nostro Paese vengono gestite le emergenze, giusto? E siccome la parola d’ordine adesso è RISPARMIO certe emergenze si preferisce non considerarle e… farle maturare ancora un po’.

Cosa me lo fa pensare. No, non i 186 morti dello scorso anno (Fonte Associazione Antigone) o i 10 di questi primi 47 giorni dell’anno 2012, ma il recente tam-tam mediatico con cui, tra una farfallina (volante o tatuata) e un reddito online (ma davvero pensate dichiarino tutto qui in Italia?), s’è cominciato a mettere sul tavolo della discussione il tema e riconoscere quello della situazione delle carceri italiane un vero problema. Giocata nel 2006  la carta dell’indulto, gli ultimi governi più di una volta hanno parlato a più riprese di ampliamento delle carceri, revisione delle pene, etc. senza però mai riuscire a dare l’impressione di trovare o voler trovare il bandolo della matassa.

Eppure qualcosa a breve bisognerà cominciare a pensare perchè dopo le quote latte, le frequenze televisive e i rifiuti in Campania pare ci stia arrivando dalla Comunità Europea anche questa nuova infrazione. Tanto per non farci mancare nulla in tutti i campi…

braccialetto elettronicoSoluzioni? Incredibile a dirsi ma qualcuna, take-away e pronta all’uso c’è, tanto che recentemente ne ha riparlato anche il ministro Severino salvo poi mandare in cavalleria il discorso una volta che le sono stati ricordati i costi della precedente esperienza, ve la ricordate vero? Ma si dai, quel progetto pilota del 2001 voluto dai ministri Bianco e Fassino che aveva portato all’acquisto di ben 400 braccialetti, di cui ne sono stati utilizzati solo (per fortuna) una decina per un costo di gestione complessivo annuo di (sedetevi)… 11.000.000€  drenati con generosità tipicamente italiana verso  Telecom.

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Io cogito ergo twitto!

Giornate frenetiche queste, anche per chi come me non è occupato nell’organizzazione di improbabili avvenimenti sportivi nella capitale o festival canori.

Un po’ (tanto) il lavoro, un altro po’ stanchezza e (molta) poca ispirazione è da un po’ che non mi affacciavo sulle pagine di questo blog. E chi mi conosce bene sa che questo è per me un grossissimo sacrificio, quasi come chiedere ai vari Giovanardi, Monti e Fornero (tutte e due, madre e figlia, non ne bastava una!!) & Co. di non dire cazzate!

Come vedete, io nel mio piccolo il sacrificio del silenzio l’ho (giocoforza) fatto, loro invece… niente da fare, dev’essere, anzi sicuramente è, più forte di loro; aprono bocca ed eruttano la loro ignoranza (nel primo caso) o insensibilità (nel secondo) ma comunque niente o ben poco che sia in linea con il buonsenso. E non e non parlo del buongusto che ormai se n’è andato da tempo a farsi benedire e non ha più fatto ritorno.

Ma non ho voluto parlarne anche perchè credo che la portanza e l’importanza di certe esternazioni risieda anche nel “peso”, nella considerazione e nella successiva diffusione che gli viene data credo che con queste poche righe io ho espresso il mio parere e fatto il mio dovere di denuncia.

Chi vuol capire capisca, chi vuol intendere intenda e chi non vuole… non volga e si rivolga altrove!

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E chi lo dice che la scuola non è una buona palestra di vita?

Spesso si parla e sparla, a seconda dei relatori, dei contesti e della convenienza del momento (comunque mai o difficilmente di quella del popolo ndr) della scuola, di come con i tagli progressivi, costanti ed implacabili di questi ultimi decenni, siano venuti meno il suo valore formativo ed il suo ruolo educativo. Fino ad arrivare ad un punto in cui, potendo, si potrebbe pensare di citare un’intera classe politica in causa per “dismissione di ex funzione pubblica“.

Tanti sostengono che la scuola negli anni sia finita (o l’abbiamo relegata, punti di vista) sempre più distante dalla realtà. Eppure, leggendo oggi le terribili notizie che provengono dal fronte mercato del lavoro (disoccupazione mai così alta tra i giovani) e guardando qualche immagine presente sui quotidiani io… non l’ho mai trovata così vicina e propedeutica alla triste realtà futura di molti.

Non fosse altro per le modalità in cui entrambe queste realtà ti portano a conoscenza del futuro…

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Concordia, le ragioni del dramma stanno in un proverbio triestino: Ciccio non xe per barca!

Niente da fare, nei detti e nei proverbi, piaccia o non piaccia c’è spesso un fondo di verità, una premonizione, un avvertimento e la storia non risparmia occasione per ricordarcelo.

Qui a Trieste, città e zona dove molti vivono ancora di e per il mare ed anche coloro che non lo fanno ne portano massimo rispetto, fin dal mio arrivo m’ha sempre colpito  un detto:

Ciccio non xe per barca
[tradotto: Ciccio non è adatto alla barca]

Ignorantemente per molto tempo ho identificato ‘ciccio’ come l’identificazione di una persona in carne, sovrappeso, che avrebbe sicuramente dei problemi a muoversi negli angusti spazi che ci sono sulle imbarcazioni e di qui la motivazione per cui le imbarcazioni non facciano per lui.

Ebbene, niente di più sbagliato!

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Con molto orgoglio…