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Archivi per la categoria ‘Ricorrenze’

Auguri natalizi… in periodo di crisi

 

L'(in)utilità del ricordo del torri gemelle

Si sa, i media hanno spessi ritmi e tempi di divulgazione delle notizie che a volte risultano difficili da comprendere. Così come per il Natale cominciano a rompere gli zebedei ai primi di ottobre non c’è da stupirsi se su molti quotidiani da qualche giorno è partito il tam-tam mediatico della commemorazione dell’11 settembre 2001.

Personalmente credo e penso che il ricordo vada mantenuto vivo quando è lontano o nel tempo o dalla realtà.

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Speriamo l’indignazione duri anche a San Valentino

Come molti di voi sanno, oggi, è la giornata in cui le donne scenderanno in piazza per… credo per sfinimento , per saturazione mediatica di un’immagine di se stessa spesso relegata ad oggetto o strumento più che a persona. Ed è curioso  che gli eventi abbiano fatto scegliere per questa giornata il giorno prima di San Valentino, festa degli innamorati. Ma andiamo per ordine.

Leggendo e ascoltando i media pare che oggi, buona parte delle donne, sfilerà nei cortei e seguirà nelle varie piazze, gli  appuntamenti organizzati in questa manifestazione che prende il titolo di ‘un urlo per difendere la dignità‘.  Manifestazione giusta, sbagliata? Ognuno può pensarla come vuole, personalmente ritengo ogni manifestazione civile giusta, anche se mi avvalgo della facoltà di non condividerne magari modi e finalità. Quello che mi preme come sempre  è più che altro vedere una consecutio logica tra pensieri e comportamenti, quindi  ben vengano manifestazioni di questo tipo anche se  quest’atteggiamento mi piacerebbe tanto tanto durasse nel tempo, non necessariamente a lungo, magari anche solo fino a domani.

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17 marzo 2011: è vacanza!?!

Un piccolo spiraglio di luce in questo anno da più parti segnalato come “funesto” per coloro, ahimè sempre meno, ma pur sempre ancora in essere, che rientrano ancora nella categoria dei lavoratori.
Ammetto, non ne ero a conoscenza ma apprendo e condivido con piacere che stamane il Capo dello Stato a conclusione della stesura del calendario definitivo dei festeggiamenti (alla faccia dei legaioli!?) a comunicato ufficialmente che:

Il 17 marzo è la data in cui Vittorio Emanuele proclama nel 1861 il Regno d’Italia. Sarà celebrato solo quest’anno, poi tornerà una data normale, ricordata nei libri di storia, ma non celebrata ufficialmente.

E’ un giovedì quindi per i più fortunati c’è anche la possibilità di un “ponte”, uno dei pochi dell’anno appena iniziato.

L’unica cosa che mi fa un po’ girar le palle è il pensiero di dover essere riconoscente di questo ad un Savoia… almeno ci fosse stato anche  ‘Pupo’ con lui.

Jan Palach 1969-2009

    
… per non dimenticare …

(clicca per vedere la vignetta)

Il 19 gennaio 1969 moriva a Praga Jan Palach. Era uno studente universitario di ventuno anni.
Si era dato fuoco tre giorni prima in piazza San Venceslao per protestare contro l’occupazione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia avvenuta nell’agosto dell’anno prima e (come si legge tra gli appunti ritrovati su un suo quaderno) per “scuotere la coscienza del popolo … sull’orlo della disperazione e della rassegnazione”.

Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l’odio fra denti;
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti …
(Francesco Guccini – “Primavera di Praga”)

Al suo funerale parteciparono centinaia di migliaia di persone.

Dimmi chi era che il corpo portava
la città intera che lo accompagnava
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga

Altri dopo di lui si tolsero la vita nello stesso modo. Di loro non si ebbe però notizia. La censura fece in modo che non ci fossero altri martiri da dover giustificare.

Tutto questo accadeva quaranta anni fa.

Anche se da allora molta storia è passata, di quanti altri Jan Palach non sapremo mai nulla?

Testo e vignetta a cura del brother.

[tags]Cecoslovacchia, jan palach,ricorrenze[/tags]

Uno strano concetto di volontarietà

In questo ponte del 2 giugno, festa della Repubblica italiana o almeno di quel che resta di essa, mi sono preso un piccolo break dalla blogosfera. Ma un buon blogger deve tenere sempre le antenne dritte (giusto?) quindi m’è capitato di ascoltare una dichiarazione di Ignazio La Russa circa la necessità di riavvicinare i giovani all’esercito:

…trovando i modi con cui volontariamente si possano riavvicinare le nuove generazioni ai valori che promanano dalle Forze Armate

Per fare questo parla di ‘stage estivi’ di un paio di mesi… o anche meno, sai mai che magari si avvicinino troppo!? Ebbene, credo che qualcuno dovrebbe spiegare a Igny che attualmente è già previsto per i giovani la possibilità di arruolamento volontario, ma veramente volontario cioè scelto liberamente dall’individuo, presso le Forze Armate. Il suo concetto di ‘volontarietà’ al contrario mi sembra del tutto personale e velatamente costrittivo ma, forse sbaglio…


25 aprile: io non lo dimentico

25aprileUn piccolo ma sincero post per RICORDARE questa data senza polemiche e senza volerla trasformare in argomento politico, ma con il preciso intento di RICORDARE e RINGRAZIARE ancora una volta tutti coloro che con il loro sacrificio ci hanno permesso di poterla festeggiare. Mai come quest’anno si sente la mancanza di qualcuno che difenda questo passo storico davanti a chi vorrebbe sminuirlo o ridurlo a “episodio”. Credo invece che la storia meriti pieno ed incondizionato rispetto e il significato di queste poche righe è appunto quello di ribadire che qualsiasi cosa succederà in futuro, qualsiasi cosa verrà (ri)scritta sui libri di storia ebbene…

IO NON DIMENTICO!

Il mio CERMIS dieci anni dopo

Siccome credo che spesso noi italiani siamo più bravi a dimenticare che ad incazzarci oggi vi racconto una storiella. Era un martedì di dieci anni fa, per me l’ultimo giorno di lavoro prima di una settimana di vacanza da passare ad Arabba nel magnifico scenario delle Dolomiti.

Ero appena tornato in ufficio dalla pausa pranzo e stavo lasciando le ultime consegne ai miei colleghi, la radio in sottofondo trasmetteva musica e il mio ufficio era un viavai di persone che passavano a salutarmi. Difficile mantenere l’attenzione e la concentrazione ma d’altra parte la testa era già in ‘off-mode’, spenta e desiderosa solo di partire. Qualcosa però improvvisamente catturò la mia attenzione e mise in secondo piano tutte le altre voci e le presenze che avevo attorno. La radio non trasmetteva più musica ed una voce che non era quella del buon Giacomo Valenti sembrava stesse dicendo qualcosa di serio. Istintivamente alzai il volume e assistetti in diretta alla lettura dell’Ansa che annunciava la caduta della cabinovia del Cermis.”purtroppo pare ci siano alcuni morti, le cause sono incorso di accertamento” così si concludeva l’agenzia.

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Stazione di Bologna, per non dimenticare

Seppur in “colpevole” ritardo (di solito certi post li pubblico giorni prima ndr) mi sono ricordato che stavo lasciando scivolare via questa giornata dimenticandomi di ciò che succedeva 26 anni fa alle 10,25 del mattino.
Una delle pagine più buie della storia della Repubblica Italiana che ci lascia in eredità 85 morti, oltre 200 feriti (se non ricordo male) ma soprattutto TANTA TANTA RABBIA!!
All’epoca avevo 13 anni e “realizzai” poco dell’accaduto. Quattro anni dopo il destino mi portò a Bologna, dove con un po’ più di maturità mi soffermai a leggere la lapide con i nomi e le date di nascita. Era il periodo del “chit scrittore”. Quadernetto tascabile e matita erano sempre pronti nei miei viaggi on the road e venne fuori questo bozzetto.
Non sarà un granchè ma… le ripoto ugualmente qui sotto.

UN RAGAZZO

Quando senti
di un ragazzo che muore,
un ragazzo della tua età
che muore perchè si trovava in una stazione
mentre scoppiava una bomba,
non puoi non fermarti a pensare.
Pensare alla vita,
a quella lotteria che comincia
con un atto d’amore
e termina nel momento in cui
una causa accidentale
blocca ogni pensiero.
Ma la morte di quel ragazzo
va aldilà
di queste fredde considerazioni
sulla vita.
La sua morte
ti fa rabbrividire
perchè assurda;
perchè incomprensibile e vigliacco
è il gesto che l’ha determinata.
Ma il tempo passa,
la vita continua
e il tuo dolore svanisce.
Di lui non resterà
che il ricordo
di una data
e una lapide.
Il mondo non si ferma
e non potrebbe essere altrimenti,
ma in te resta la rabbia
per quella morte assurda
e per esser passato, tu,
attraverso questa vita
senza aver potuto
far niente per lui,
per impedire quella morte.

PER NON DIMENTICARE…

[post già inserito nel blog precedente, chiedo scusa a chi lo avesse già letto ma ci tenevo a riproporlo]

[tags]Italia, Bologna, stragi,[/tags]

Buon compleanno Tricolore

La bandiera italiana oggi compie 210 anni.

Infatti venne adottata per la prima volta il 7 gennaio 1797, dai deputati delle popolazioni di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara, seduti nel Parlamento della Repubblica Cispadana, (nulla a che fare con Bossi & Co. ndr) voluta da Napoleone nell’ottobre 1796, che comprendeva appunto i ducati di Modena e Reggio e le ex legazioni pontificie di Ferrara e Bologna. L’assise decretò in quella occasione di ‘rendere universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori: verde, bianco e rosso’, allora a bande orizzontali.
Ma la bandiera in sè, in quell’epoca, più che rappresentare un segno dinastico o militare era il simbolo di ideali di libertà e indipendenza che si andavano formando non solo in Italia, ma anche in altre nazioni. Ideali soffocati dal Congresso di Vienna e dalla Restaurazione. Nel corso degli anni successivi al Tricolore furono associati (nella maggior parte dei casi all’interno della fascia bianca) altri stemmi compreso quello della corona reale. La bandiera quale oggi la conosciamo e che campeggia sui Palazzi istituzionali è quella voluta dall’Assemblea costituente che si riunì dopo la nascita della Repubblica, il 2 giugno del 1946. Il 24 marzo 1947 una successiva assemblea sancì che “La bandiera della Repubblica è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso a bande verticali e di uguali dimensioni”. All’approvazione, raccontano le cronache dell’epoca, sia i rappresentanti della Costituente che il pubblico presente si alzarono in piedi per una lunga e calorosa ovazione.

Noi italiani spesso ci ricordiamo di lei solo in occasione dei mondiali o di eventi di portata nazionale e non lo ritengo giusto. Per quello oggi il tricolore sventola fuori dalla mia finestra. E dalla Vostra invece ?

italia_flag.png

 

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