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Archivi per la categoria ‘Tv e radio’

L’Ordine dei giornalisti contro la libera informazione?

Quello della libertà d’espressione in rete e della legge bavaglio (nelle sue varie versioni) è argomento da sempre dibattuto che torna d’attualità più o meno ogni volta ci sia bisogno di una ‘merce di scambio’ tra i politici per appoggiare o meno questa o quella legge.

Per questo la notizia di quanto accaduto a Pordenone qualche giorno orsono non mi ha sul momento stupito più di tanto. Una Web tv, PN Box ed il suo titolare (che rischia ora fino a 6 mesi di carcere) sono stati denunciati per  aver  diffuso [cito]

gratuitamente notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale specie riguardo ad avvenimenti di attualità, politica e spettacolo”.

Ovvero per aver fatto quello che più o meno chiunque di noi che ha un blog fa periodicamente, cioè scrivere prendendo più o meno spunto dalla realtà quotidiana.

Storia vecchia mi state dicendo? Vero, ma con un particolare ‘nuovo’ e, se confermato, a mio avviso un tantino inquietante: a muoversi stavolta non è stato il soggetto “vittima” dell’eventuale cattiva informazione quanto, udite-udite, pare proprio lo stesso Ordine dei Giornalisti che ha accusato il sito di “esercizio abusivo della professione” non essendo lo stesso iscritto all’Ordine e quindi NON avendo l’abilitazione  a fare informazione.

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, interpellato da un giornalista,  ha risposto (per chi ci crede) che:

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Vittime sacrificali in periodo pasquale

Come periodo, sia storico che di calendario ci siamo quasi…

E’ stato osannato per aver fatto quello che pochi prima di lui avevano fatto, per aver fatto vedere e credere che tutto fosse possibile, anche i miracoli.

Forse ci aveva creduto anche lui o più semplicemente faceva comodo crederci.

Per lungo tempo è stato seguito da folle di seguaci che credevano in lui, nelle sue parole ed in quello che raccontava e predicava.

E’ stato messo in discussione ma non ha mai rinnegato le sue idee, le sue convinzioni, il suo credo. Diceva che lo faceva per noi  e che forse noi stessi l’avremmo capito non subito, ci sarebbe voluto tempo, soprattutto sarebbe stato tutto molto più chiaro quando lui non sarebbe più stato con noi.

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Contro Jersey Shore si scaglia the italian… (la rima fatela voi)

In attesa che la censura americana provveda a selezionare le (parole loro) atrocità che prossimamente con molta probabilità invaderanno i nostri schermi, ecco bella e pronta una nuova polemica italo-americana.

Oggetto del contendere, un reality dal titolo Jersey Shore, che non conoscevo assolutamente e per parlare del quale prendo a prestito (dandole per buone visto che non l’ho mai visto) le parole dell’articolo de ‘Il Corriere’: «Il famosissimo e controverso reality show è stato ambientato finora nelle coste del New Jersey e interpretato da giovani italo-americani di seconda e anche terza generazione. Il programma descrive la vita di ragazzi superpalestrati, tatuati, appassionati di birra e macchine e le loro storie con ragazze, anche loro di origine italiana, stratruccate, con tacchi a spillo e minigonna. Per il linguaggio spesso volgare, a tratti violento, la serie ha provocato nei mesi scorsi le proteste di molte associazioni italoamericane.»

Protagonista della protesta colei che da un po’, peraltro senza nessun rimpianto (almeno da parte mia), non appariva sui vari media ovvero quella nipote-famosa che porta il nome di Alessandra Mussolini. Lei, evidentemente, la serie la segue e la conosce perchè di fronte alla disponibilità di Firenze a far girare alcune puntate nel capoluogo fiorentino s’è mobilitata definendo l’iniziativa “deprimente“, minacciando perfino un’interrogazione parlamentare sulla vicenda per scongiurare l’arrivo delle truppe cinematografiche. E qui sarebbe il caso che qualcuno spiegasse alla suddetta che  ci sono ‘truppe’ e… truppe. Ma la sua reazione ha motivazioni ancora più profonde ovvero [cito testualmente l’agenzia]:

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L’ultima parola e i suoi sondaggi senza Paragone (anche se lui c’è)

Da tempo andiamo andati avanti con quelli del partito dell’amore che incolpano quelli del partito dell’odio di fare cattivo uso e di sperperare fondi e risorse pubbliche per trasmissioni come Annozero, Ballarò e similari. Quanti dibattiti, quante parole, quante opinioni differenti sul tema senza che mai cambiasse nulla (anche perché a ben vedere sono soldi pubblici anche quelli che pagano le multe per continuare a mandare in onda Rete4 ndr).

Personalmente non credo sia il taglio o la parzialità di una trasmissione lo strumento di giudizio, bensì semmai gli argomenti, i contenuti, i dati che le stesse propongono.
E mentre quando si parla di leggi, decreti legge, proposte di legge (ci sarebbero anche i fuori-legge ma di quelli chissà perché non se ne parla mai) mi trovo in difficoltà a ribattere con immediatezza, quando si parla di statistiche, sondaggi e matematica la mia mi sento di esprimerla. Anzi, più che esprimerla io, chiedo a Voi parere di quello che è andato in onda venerdì 30 aprile nel corso de L’ultima parola. Questi qui sotto sono i dati relativi ai primi 4 sondaggi argomento di discussione:

E poi dicono che la satira è solo di sinistra… perché questa è satira vero??

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Dormire fa perdere l’ultima parola (non che sia male)

oppure ‘L’ultima parola non ti fa dormire’, insomma il titolo del post potrebbe essere palindromo. Premetto che ultimamente dormo veramente poco e nella mia ricerca di qualcosa che aiuti allo scopo. Essendo però venute meno trasmissioni a me molto gradite come ‘P come protestantesimo‘  o le lezioni di Fisica2 su NettunoSat, mi ritrovo talvolta a fare zapping. Ed è così  facendo che venerdì sera mi sono imbattuto su Rai2 in L’ultima parola.

Non so se avete mai visto questa trasmissione, comunque potete tranquillamente farne a meno. Ve ne faccio io un piccolo sunto.

Partiamo dal conducente, conduttore, insomma chiamatelo come volete ma per favore non moderatore perché sarebbe l’unico vocabolo fuori luogo.
Quest’uomo, pardon, “questo”, si chiama Gianluigi Paragone è l’ex direttore del quotidiano La Padania, già conduttore (scopro ora) di una trasmissione dal titolo ‘Malpensa Italia’, ora vicedirettore di Rai2 nonché [definitelo voi] de ‘L’ultima parola’ una trasmissione (cito la loro home page) nata:

per affrontare – da un punto di vista diverso – l’attualità e i suoi problemi.

… mica pizza e fichi ragazzi!? Ed effettivamente il punto di vista è sicuramente ‘diverso‘, almeno dal mio e provo a spiegarvi il perché.

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Canone tv: in Svezia diventi eroe e in Italia?

Parliamoci chiaro; tolto qualche politico (sicuramente coglione e comunista!) e qualche altra mosca bianca pagare le tasse non è che piaccia molto, almeno questa è la mia impressione. Quello che forse rende ‘indigeste’ queste uscite è spesso la sensazione che quanto versato non lo si ha indietro nè sotto forma di qualità nè di servizi.

Quando poi si parla di televisione e del famigerato canone Rai alias canone di possesso della tv ogni ulteriore commento o precisazione risultano superflui. Perchè dai, a chi è che non girano le palle versare dei soldi per ricevere indietro trasmissioni della qualità del Tg1 di Minzolini o trasmissioni come il Grande Fratello o similari? Se poi si pensa che lo spot è di questo tipo bè passa quasi del tutto la voglia di pagarlo.

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Simona Ventura ovvero la Sharon Stone di noialtri

Di confronto Usa-Italia ne avevo già fatto uno ma a volte è bene rimarcare le differenze… e non parlo dell’abbronzatura del Premier che è una delle poche cose “simili” che hanno i due Paesi.

Alzi la mano chi di voi, donne e uomini, non ricorda la famosa scena di ‘Basic Instinct’ dell’accavallamento di gambe di Sharon Stone durante un interrogatorio. Bene, potevamo esser da meno noi italiani? No, anche se non stiamo parlando di un film e… qualche distinguo va comunque fatto.

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Proprietà commutativa e informazione

Ve la ricordate vero? Quella secondo la quale “cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia“.

Vista la rilevanza data a questa notizia devo dedurre che la seguente proprietà nel mondo dell’informazione non è applicata. E dispiace!

p.s. in tema di ingiustizie mi segnalano ora quest’iniziativa alla quale ho aderito e che Vi segnalo.

[tags]italia,romani,immigrazione,clandestini,incidenti,attualità,informazione,disinformazione,tv,radio,associazione trans genere[/tags]

Geografia mutante o giornalisti ignoranti?

 
 
Questo è stato il mio dubbio quando ad agosto avevo letto la notizia di due alpinisti morti sotto la neve sul Col del Lys. Poi per varie vicissitudini avevo accantonato la notizia ma si sa, un buon blogger non dimentica giusto?

 
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Naturismo, rime e scandali di stagione

Viviamo in un’epoca in cui quello che dicono i media spesso è legge e se anche non lo è, lo diventa. Può succedere così che con l’arrivo dell’estate, l’esercito dei bigotti e dei razzisti culturali si scateni e le notizie (qui, qui e qui solo quelle lette oggi) comincino ad essere manipolate ad arte a loro uso e consumo. Si perchè in un Paese che va a rotoli, in cui non si arriva spesso alla terza (altrochè quarta settimana), in cui occorre “per forza” trovare un nemico su cui veicolare ire, attenzioni e quant’altro di negativo (e i Rom cascano a fagiolo), dove la regola della moralità vale sempre e solo per la plebe (Cosimo Mele & Co. sono esentati ndr) ebbene… vuoi mettere quanto fastidio diano i naturisti???

Ma chi sono costoro? I naturisti per alcuni (i più ignoranti) sono quelli che mangiano sono cose naturali, per altri sono persone che stanno al sole senza vestiti e siccome per molti, nudi, ci si lava o si tromba ecco che l’associzione naturismo-scambismo viene “automatica”. Il tutto in barba al fatto che le rime sono una cosa, la realtà spesso tutt’altro. I naturisti invece altro non sono che delle persone che si rifanno alle regole ed ai dettami di un movimento nato negli anni ’20 in Germania con la sigla FKK (“Freikörperkultur” ovvero “cultura del corpo libero”). Il fenomeno visse in semi-clandestinità durante la seconda guerra dove, giustamente, alla cultura del corpo si privilegiava il salvarsi la pelle. Terminato il conflitto il naturismo si è diffuso nella maggior parte dei paesi democratici nel mondo e sono oltre 30 i paesi ad avere una federazione nazionale affiliata alla International Naturist Federation (INF/FNI). Se volete saperne qualcosa di più sicuramente Wikipedia vi può essere d’aiuto.

Pur vivendo in una famiglia fortemente cattolica ho sempre avuto con la nudità un rapporto normale. La prima volta che mi recai in spiaggia naturista con i miei fratelli avevo sedici anni e non vi nascondo che faticai a tenere a bada tutti gli ormoni. Poco tempo dopo ci traferimmo a Torino dove, obbiettivamente, praticare il naturismo non era facile così ripresi a praticarlo durante le ferie in Croazia del 1992 coinvolgendo allora anche la mia dolce metà. Avendo la fortuna di avere la possibilità di scelta avendo sia spiagge “tessili” che naturiste vicino a casa, e cercando principalmente da una spiaggia la pace prima ancora della comodità e degli accessori, da quanto nel 2001 siamo tornati qui le spiagge tessili le vedo solo in presenza di ospiti. La scelta della pratica del naturismo parte da un senso di libertà, di pulizia (nelle spiagge naturiste è usanza portarsi via i rifiuti) e di rispetto verso il prossimo, che si manifesta in vari modi, principalmente attraverso silenzio e discrezione. Inoltre il non avere vestiti addosso evita (per la gioia di chi, come a me dà fortemente fastidio) esposizioni di questo o quel indumento o gadget estivo. Insomma il fatto di essere tutti “come mamma ci ha fatti” ci rende ancora più uguali. Per altri invece la nudità e sintomo di delinquenza, perversione e quanto di peggio si possa pensare. Non a caso (come scritto nel post dello scorso anno) fin dagli anni ’90 ogni proposta di legge arriva fino ad un certo punto poi… no  nsi riesce mai a concludere l’iter, che sfiga!

Per carità, non pretendo che ora il mondo si converta al naturismo (anche perchè, egoisticamente, meno gente viene a rompere i maroni in spiaggia meglio stiamo!?); quel che mi piacerebbe però è che si cominciasse a CONOSCERE prima di giudicare. Dopodichè si possono avere pareri differenti, si può appoggiare o meno questa pratica, ma indignarsi e condannarla a prescindere questo non lo accetto! Anche perchè se ci si vuole indignare per qualcosa oggigiorno, soprattutto in Italia, i motivi validi a ben vedere sono ben altri, checchè Rete4 e gli altri media ne dicano…

Per chi non volesse far parte di questa mandria di giudici senza nozioni lascio il link della Federazione Naturita italiana

[tags]italia, naturismo, nudismo, fkk[/tags]

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nei prossimi anni non ho intenzione di partecipare al concorso quindi il secondo posto è libero


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Con molto orgoglio…