Che Guevara, 40 anni fa moriva l’uomo e nasceva il mito
Quarantanni fa moriva Ernesto Guevara de la Serna noto ai più con il soprannome affibiatogli dai suoi compagni di lotta di Che Guevara.
Era nato in Argentina, a Rosario, ed era il primo di cinque fratelli di una famiglia tutto sommato benestante. Ernesto era un personaggio eclettico e da giovane, nonostante dei problemi di salute (soffriva di asma), non rinunciò a praticare sport alternandolo con altri hobby come quelli degli scacchi, della poesia e della fotografia. Nel 1951 il Che ed un suo amico partirono a bordo di una motocicletta per un giro nell’America del Sud con il duplice scopo di conoscere meglio la vita di quelle zone e compiere azioni di volontariato. Al termine di quel viaggio, il Che rimase molto colpito della povertà delle masse e, influenzato dalle letture sulle teorie marxiste, giunse alla conclusione che ll’America del Sud non andava vista come unione di Stati ma come un unico grande Stato. Quando ritornò in Argentina si affrettò a concludere gli studi dopodichè ripartì in sella alla sua motocicletta per viaggi che lo portarono in tutti i paesi dell’America del Sud. Si fermò a lungo in Bolivia, e poi sispostò in Messico dove il Che venne in contatto con un gruppo di esuli cubani. Tra questi vi era Fidel Castro, uomo nel quale la leggenda narra il Che vide il capo rivoluzionario in grado di guidare la rivolta e così aderì al Movimento del 26 luglio. Combattè a fianco di Castro e dei cubani tanto da essere nominato Ministro dell’Industria, carica con la quale nel 1964 tenne un discorso all’Assemblea Generale dell’Onu. Subito dopo quel viaggio il Che rientrò a Cuba dove pochi mesi dopo si ritirò a vita privata, alcuni dicono per gli insuccessi come Ministro dell’industria, altri sostengono che fu Castro stesso sotto forti pressioni ad allontanarlo da lui per paura di essere messo in cattiva luce dalla sua politica filo cinese. Castro arrivò addirittura al punto di rendere ‘pubblica’ una lettera scritta (presumibilmente) dallo stesso Che nella quale annunciava di dimettersi da tutte le cariche che occupava, nel governo, nel partito e nelle forze armate. Rinunciò anche alla cittadinanza di Cuba perchè “Altri paesi nel mondo necessitano dei miei modesti sforzi”.
Successivamente partecipò alla campagna d’Africa e, dopo un breve ritorno a Cuba, si rifugiò con l’aiuto di Castro in Bolivia dove alcuni sostengono aiutò a organizzare una rivoluzione nel Paese, altri invece sostengono che la utilizzò solo per base logistica delle truppe a lui fedeli per andare a combattere nella ”Sua” Argentina. E’ sulle alture della Bolivia che il Che venne catturato (con l’aiuto fondamentale della Cia americana) e condannato a morte. Sulle modalità dell’esecuzione esistono più versioni e diverse tesi, fatto sta che nel pomeriggio del 9 ottobre 1967 il Che fu assassinato da un soldato dell’esercito boliviano tirato a sorte (Mauro Teràn) ed il suo corpo portato a Vallegrande in elicottero e mostrato alla stampa. Subito dopo un medico militare amputò le mani al cadavere, l’esercito boliviano fece sparire il corpo, rifiutandosi di rivelare se i resti fossero stati sepolti o cremati.
Negli anni c’è chi lo ha visto come un freddo,violento, spietato e rigido, un ideologo degno della Cina maoista o del regime di Pol Pot in Cambogia, frenato nel suo delirio solo dalla lungimiranza di Castro. Altri, al contrario, lo vedono come eroe per eccellenza, senza patria e senza bandiera che non sia quella della libertà. Sicuramente fu un leader ed un personaggio di grande carisma e tante volte mi sono chiesto; chissà come sarebbe stata Cuba sotto la sua guida anzichè quella di Castro?
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CHE GUEVARA, 40 anni fa moriva l’uomo e nasceva il mito!…
Ricordo del Che a quarantanni dalla sua morte…….
c’è chi lo considera un terrorista;per me è un difensore di deboli
Io sono tra quelli che “lo vedono come eroe per eccellenza, senza patria e senza bandiera che non sia quella della libertà”.
Ciao Claudio, buona domenica
non ho mai seguito molto il suo mito, ma da quel poco che so’, lo ritengo un eroe di altri tempi!CIAO CIAO.
Hasta la Victoria Siempre!
non è questione politica ma di libertà!
Un abbraccio Chit e buona domenica!
Solidea
ma scusa…non è morto il 9 ottobre??
comunque è davvero un mito e devo sempre decidermi a leggere la sua biografia “Senza perdere la tenerezza”
@vique: concordo anch’io
@Giuseppe T.: forse proprio il fatto che abbia scelto questa come bandiera anzichè quella di un Paese lo rende unico!
@tuttapepe: sicuramente uno che ‘ci ha messo del suo’ per un mondo diverso…
@Fabio: siempre!! Grazie della visita e buona domenica
@SolideaVitali: infatti, è questo che lo rende unico credo…
@kit: il 9 ottobre 1967 fu mostrato alla stampa. Il 7 ottobre ricorre invece l’ultima sua apparizione in pubblico.
Cuba non avrebbe mai potuto essere sotto la guida di Che Guevara perché lui moriva lentamente dietro il lavoro burocratico della “politica d’ufficio”. Ci ha provato ma era contro natura per lui, infatti, a dispetto del consiglio di Fidel è voluto partire per la Bolivia senza essere sicuro del consenso popolare, nè del sostegno del Partito comunista che poi lo ha abbandonato. Un idealista muore a confronto con la pratica quotidina che però non è meno necessaria: se a Cuba si curano gratuitamente, vi si laureano in medicina i poveri di molti paesi, fra cui l’America, se nessuno muore di fame nonostante l’embargo, se l’istruzione è pubblica e gratuita, è merito di Fidel. Io non giudico quest’uomo che in una situazione difficile è riuscito comunque a fare molto per il suo popolo. Il lavoro sporco l’ha fatto lui. Con l’america sul collo, era difficile fare meglio di quello che ha fatto.
Io ho letto molti libri sul Che, ma consiglio sempre “che. Una vita rivoluzionaria” di Anderson perché racconta l’uomo più che il mito (a partire dalla falsa data di nascita del Che e dal buffo aneddoto dell’astrologa a cui si era rivolta la madre), è di una dolcezza e una apiacevolezza commoventi e le 1050 pagine di cui è composto se ne vanno via una dopo l’altra quasi fossero caramelle.
Avrei voluto che oltre all’esempio ci fosse rimasto anche l’uomo.
Già, è proprio vero, adesso non nascono più nemmeno i miti e quindi nemmeno muoiono.
Ho fatto la seconda parte di “pubblicità progresso” spero ti insegni qualcosa il mio piccolo blog.
A mi dimenticavo invece il 4 c.m. era il compleanno di IBRA
Credo che, viste le affinità esistenti tra Fidel e Guevara, (anche oggi Fidel ricorda l’amico con commozione e la voce spesso gli si incrina quando parla di lui) non si sarebbero avute troppe differenze.
Un giudizio sereno su Cuba lo si potrebbe dare solo se non avesse subito i decenni di embargo.
La sopravvivenza di un paese così piccolo che ha dovuto lottare contro il colosso americano, può avere avuto bisogno di un regime più forte di quello che avrebbe voluto.
Per me rimane un eroe affasciante e burbero, con accenno di sorriso e con quel sigaro in bocca, e pronto a lottare per chi è solo…Un’immagine di uomo, politico e compango indimenticabile legata alle letture di Roberto Massari e alle canzoni di Guccini…
Essendo comunque argentino di nascita non credo avrebbe mai potuto diventare leader di Cuba…a parte che non sarebbe stato facile liquidare Fidel…comunque la Storia non si fa coi se e i ma…
L’immaginario collettivo ha sempre bisogno di miti, specie di quelli che muoino giovani, con grandi ideali, ma che se visti da vicino erano comunque sempre e soltanto uomini, con pregi e difetti. magari amplificati.
@guccia: tutto giusto anche se, da quel che so, tra luie Fidel non andava tutto d’amore e d’accordo…
@isabelinda: o forse siamo noi che non li ‘riconosciamo’
@Franca: vero è che poi l’emabargo mi risulta essere stato inasprito da Fidel stesso…
@mariarosaria: sicuramente colui che nel tempo ha impersonificato meglio il mito della lotta per la libertà!
@aldo: molte azioni e molte persone sono state amplificate al momento di essere narrate, ma poi non tutte hanno resistito nel tempo. Il fatto che il mito del Che sia ancora d’attualità forse è dimostrazione che c’era qualcosa di più (credo). Grazie della visita e a rileggerci.
chit, noi non lo sappiamo. Io dalla commozione con cui Fidel ricorda il Che ai discorsi e nelle interviste non credo che non andassero d’accordo. Di sicuro vedevano in modo diverso la rivoluzione del sudamerica, il Che era più idealista, Fidel più pratico. Secondo me è solo una voce che vuole destabilizzare ancora di più il vecchio comandante.
Comunque il TG2, dopo rom e rumeni, è riuscito addirittura a sputare sul ricordo del Che… Io ho cominciato a boicottarlo, tanto più che mi schifisco ogni volta che lo guardo…
Dopo decenni di embargo americano a Cuba l’istruzione e la sanità sono gratuite e garantite per tutte.
All’ingresso di L’Avana c’è un cartello che dice: “Dei milioni di bambini che nel mondo vivono per strada nessuno è cubano!”
Io credo fermamente che se non ci fosse stata l’ingerenza americana, Cuba poteva diventare un esempio.
Un popolo che è costretto a difendersi in continuazione dal 1959 ad oggi, purtroppo qualche scotto lo ha dovuto pagare, ma di Cuba bisogna parlare con i cubani non con coloro che vivono a Miami al soldo degli americani!
P.S.
Il commento precedente è il mio non di Guccia che è qui in vacanza e usa il mio computer sconvolgendo tutti gli indirizzi
Che Guevara era un uomo che lottava per la liberta e per un ideale meraviglioso. Il suo corpo purtroppo e’ morto il 9 ottobre 1967, molto giovane, ma Che Guevara non morira mai. Sta sempre con noi ogni volta che proviamo le ingiustizie, sta con noi quando non abbiamo le risposte per la vita in momenti difficili. E’ una stella che guida nella vera strada della liberta e dell amore vero.
Hasta la victoria siempre…
a volte mki chiedo cosa succederebbe se ci fosse oggi qualcuno in grado di stravolgere un paese.. di portare il popolo in cima alla montagna e non gli uomini con il portafoglio pieno.. io credo fermamente nel che..da anni e ormai il mio mito.. anche se non mancano le volte che mi chiedo se abbia ammirato anche la politica di stalin(che secondo e ha poco a che fare con ideali di liberta che invece caratterizzano il che non credete?)
Che Guevara, Fidel… CUBA!!!
Mi ha sempre affascinato Cuba. Più o meno dovrebbe avere le dimensioni dell’Italia (cosi mi hanno detto) eppure è riuscita e riesce tuttora a tenere testa ad un colosso come gli Stati Uniti…
Certo ogni medaglia ha due lati: da un lato Cuba, pur essendo un DITTATURA, garantisce cibo, cure mediche ed istruzione a tutti (cose che dovrebbero essere scontate anche nelle tanto blasonate democrazie dove invece sappiamo benissimo che, se si è uguali sulla carta, in realtà sono i soldi a fare la differenza e a renderci persone migliori o peggiori) dall’altro lato invece manca la libertà di espressione che non è poco…. e poi mi chiedo come mai tanti cubani rischino la vita sfidando il mare per approdare in Florida.