CIAO PIRATA

Era il 14 febbraio 2004, sabato sera tardi e stavo apprestandomi ad andare a dormire. Non c’è mai un “bel modo” per scoprire la morte di qualcuno, ma quello che la ruota della vita mi riservò quella sera fu veramente vigliacco. Infatti fu così, facendo velocemente zapping, che mi imbattei nella notizia della morte di un grande campione del ciclismo. Il suo nome era MARCO PANTANI!

In questi anni media e giornalisti, persa forse l’ultima vera fonte d’ispirazione per scrivere, hanno più volte processato lui, la sua carriera, la sua vita ponendo sempre come alibi il “dovere di cronaca”.
Io non voglio esprimere pareri in merito QUI e OGGI.
Voglio solo ricordare un ragazzo che il 20 ottobre 1995 conobbi personalmente, in una stanza del C.T.O. di Torino, dopo che per l’ennesima volta la sfiga gli si era abbattuta addosso. Lui era all’indomani dell’intervento alla gamba, triste per la carriera forse definitivamente compromessa e con mille altri dubbi che gli affollavano la mente.Ero passato a portargli un bigliettino d’incoraggiamento, lo consegnai all’infermiera che mi disse “aspetti qui“.
Entrò nella stanza del pirata e ne uscì 1 minuto dopo dicendomi “Prego, si accomodi…ma non stia molto“.
Come “si accomodi”????? mica gli volevo parlargli, ma chissà perchè qualcosa o forse “qualcuno” (che si chiama Cinzia ndr) mi disse “vai” e così feci. Avevo 15 metri di corridoio di “tempo” per pensare a qualcosa di intelligente da dire. Non molti. Non so se la scelta fu felice ma entrando in camera esordii con un “Scusaci Marco ma non tutti i torinesi guidano così sai…“. Lui e Secchiari (compagno d’incidente e di stanza) sorrisero e da lì partì una chiacchierata simpatica e spontanea di cui ricordo ancora oggi attimo per attimo, sguardo per sguardo. Ricordo soprattutto la preoccupazione e la paura che in quel momento c’era in lui non tanto per il ritornare ad una vita da atleta, ma prima di tutto quella di non poter più camminare. Parlammo a lungo della sua fortuna nella sfortuna di vivere in Emilia, terra che a livello sanitario ha nulla da invidiare a nessuno. Ne parlavo visto che avevo vissuto l’esperienza di mio fratello, al Rizzoli prima e a Modena dopo e mi congedai con un “ci vediamo in cima alla prossima vetta Campione!
Da quel giorno non ebbi più tempo e modo di andarlo ad aspettare di persona in cima alle vette sulle quali è scollinato. E ne ha superate tante. Riuscii solo a seguire in tv le sue gesta, la sua perenne rincorsa alla sfiga, la sua ascesa e (senza voler entrare in inutili polemiche) la sua ‘forzata’ caduta del 5 giugno 1999.
Mi ritengo una persona abbastanza obiettiva e dotata di un buon sesto senso e continuo a credere a quegli occhi che guardai seppur pochi minuti ma intensamente. Mi diedero l’idea di una persona che faceva della determinazione e della testardaggine (in senso buono intendo) il suo vero doping.
Inutile dire che da allora di gare di ciclismo ne ho seguite ancora molte (pressochè tutte perchè amo gli sport di fatica) ma, spero nessuno si offenda, se confesso che… non è più “lo stesso sport”!? E non vado oltre.

Ci manchi Marco e so che non è nulla, ma sappi che in questo giorno, in questo blog ci sarà sempre un piccolo pensiero per te.

Ciao PIRATA!

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    Attualmente 13 commenti

    • sara scrive il 14 febbraio 2007 alle 10:19

      Emozione nel leggerti.
      Lui le legger? le tue parole,
      anzi le avra’ gia lette.
      ciao

    • pibua scrive il 14 febbraio 2007 alle 14:09

      Proprio un bel ricordo, di quelli da custodire in un angolino del cuore…
      Buon San Valentino a te e a Cinzia ;-)

    • rosarossa scrive il 14 febbraio 2007 alle 14:50

      grande post Claudio
      complimenti
      non ho altre parole
      e sai questo è un gran segno d’amore
      kiss
      rosarossa

    • Chit scrive il 14 febbraio 2007 alle 14:52

      @sara: grazie Sara, spero di si :oops: Grazie del passaggio ;)

      @pibua: infatti è proprio da lì che è uscito ;) Ciaooo

      @rosarossa; io credo che le “grandi persone” inevitabilmente suscitino sempre grandi reazioni;
      per me, il Pirata, era un grande! ;)

    • Giuseppe T. scrive il 14 febbraio 2007 alle 19:40

      Ciao Claudio,
      bellissimo post, e non ti nascondo che invidio il tuo incontro con lui.
      Avevo quindici anni quando è iniziata la leggenda del Pirata, correvo anch’io in bici e avevo un et? per la quale in genere esistono ancora i miti, e Pantani è stato il mio ultimo mito.
      Sono d’accordo il ciclismo negli ultimi anni ha perso molto, e non solo perchè mancano interpreti come Pantani, Bugno, Miguel Indurain, Cipollini e Adriano De Zan (la mitica voce del ciclismo). Però amo troppo questo sport per rassegnarmi all’idea di non provare ancora delle emozioni nel seguirlo, e sono convinto che molti ragazzini hanno intrapreso questo sport e come mito hanno Marco Pantani. Mi mancher? , grazie Pirata.

      Ciao.

    • valentina scrive il 15 febbraio 2007 alle 14:11

      omaggio al mitico Pantani!!Bravo!!
      Riguardo me…ti ringrazio per gli auguri di Buon Onomastico!!
      Kiss Vale

    • gattanera scrive il 15 febbraio 2007 alle 20:55

      Che emozione deve essere stata.
      Ed io credo che i veri campioni siano tutti così…
      sinceri, quasi modesti…
      persone vere che non si credono Dio.

      Un abbraccio…

      Paola

    • curly scrive il 15 febbraio 2007 alle 22:13

      Mi unisco al tuo ricordo!

    • S I L V I A scrive il 15 febbraio 2007 alle 22:17

      … Bravo Claudio.
      Hai avuto la fortuna di conoscere un grande campione, ricordandolo nel modo migliore….

      SILVIA

    • Chit scrive il 16 febbraio 2007 alle 10:43

      @giuseppe T.: anch’io in quel periodo correvo in bici. Mtb non da strada ma poco importa, la fatica è fatica e “accumuna” sempre. :?

      @valentina: grazie a te del passaggio e dei complimenti.

      @gattanera: credo fosse proprio questo il suo problema, avere dei sentimenti e viverli in un mondo in cui l’unica logica è il prevalere sul prossimo, a qualsiasi costo. :S

      @curly: grazie :oops:

      @SILVIA: grazie Silvia, avendogli voluto bene ed avendo sempre tifato per lui credo fosse doveroso ;)

    • paz83 scrive il 14 febbraio 2008 alle 21:08

      Davvero un bellissimo ricordo Chit, e mi pare di capire, uno di quegli incontri che nella vita non capitano spesso, grazie per avermi indirizzato a questo vecchio post. Ho molto apprezzato.
      Un saluto.
      Paz!

    • Chit scrive il 14 febbraio 2008 alle 23:14

      @paz83: l’avevo immaginato leggendo le tue parole, grazie a te.

    • Gisella scrive il 6 giugno 2008 alle 22:02

      Ho letto questo speciale incontro che tu hai avuto la fortuna di fare Claudio , sono felice che tu hai conosciuto Marco e leggere questa pagina mi ha commossa……grazie .
      A presto
      Gisella

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