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Con la prossima manovra via alla protezione (in)civile!

Il rapporto tra attuale governo e Protezione Civile è da tempo sotto i riflettori. Tralasciando polemiche, illazioni e teorie dovute a persone come i vari Anemone, Balducci & Co. resta il dato di fatto di un organo che, con legge nº 225 del 1992 è posto direttamente sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri proprio per via della vastità e della variegata tipologia di interventi ai quali è chiamato. Vien quindi da pensare che la Presidenza del Consiglio dei ministri, ovvero lo stesso organo che in queste ore dovrebbe varare la “dolorosa” manovra, sia anche solo minimamente al corrente di quello che un dipartimento a loro sottoposto segnala.

Siccome per un attimo m’è venuto un piccolo dubbio di cosa esattamente la Protezione Civile dovrebbe occuparsi sono andato sul loro sito a vedere cosa dicono e leggendo si scopre che:

La Protezione Civile gestisce le reti di monitoraggio per la previsione, prevenzione, valutazione e mitigazione dei rischi e definisce le procedure di intervento e le azioni comuni a tutto il sistema. Sostiene le attività di formazione sul territorio nazionale. Promuove, infine, la diffusione della cultura di protezione civile per sensibilizzare l’opinione pubblica e favorire la crescita dell’associazionismo in questo campo.
[link al report completo]

So già che a qualcuno di voi passeranno per la mente i pensieri (e probabilmente gli insulti) più disparati ma questa dovrebbe essere la loro missione. E con un pizzico di stupore vi posso pure assicurare che in genere lo fanno, perché per fortuna al suo interno ci sono molte, moltissime persone che con i sopra citati personaggi non hanno nulla a che fare, nè come relazioni nè tanto meno come modus operandi. Ed infatti a fine 2009 di concerto con Legambiente ha pubblicato il report 2009 sui rischi dell’ecosistema attuale del nostra Paese.

E devono aver lavorato bene, con cura, tant’è che a pagina 4 della relazione segnalano che:

Le recenti tragedie di Messina e di Ischia mettono in luce l’urgenza di assicurare al Paese un piano complessivo di riassetto idrogeologico con il quale affermare una nuova cultura del suolo e del suo utilizzo, scegliendo come prioritaria la sicurezza della collettività e mettendo fine agli attuali usi speculativi  e  abusivi  del  territorio.

Quindi come sia possibile che con il 70% del territorio nazionale segnalato a grave rischio idrogeologico (tabella a pag. 5) qualcuno stia pensando ad un condono edilizio mi fa riflettere (oltre che incazzare, chiaramente). Credo che non ci sia altra spiegazione che forse il suddetto report o non sia stato letto dalle grandi (de)menti che stanno predisponendo i dettagli dell’attuale manovra oppure che siamo talmente nella merda che si “scava” ovunque in cerca di qualche €uro.

E questo nonostante il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi sul sito del PdL proprio ventiquattrore fa dichiarasse:


Ma in fondo siamo o non siamo il paese delle libertà?? Si, ed allora libertà sia!

Libertà di sparare impunemente cazzate a tutti i livelli così come anche  libertà di porre solide basi anche a future disgrazie il tutto però…  “a norma di legge”!



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18 Commenti a “Con la prossima manovra via alla protezione (in)civile!”

  • Con la prossima manovra via alla protezione (in)civile!…

    Questo il primo (tra i tanti) pensieri leggendo i contenuti della manovra di governo in tema di condono edilizio. Leggetevi questo report di fine 2009 di Legambiente e poi ditemi se non sorge anche a voi questo dubbio……

  • Questa cosa è uguale a quella dell’evasione fiscale, prima condonano (a prezzi di favore) e adesso fanno la parte di quelli che daranno la caccia senza scampo agli evasori.
    Sì, come no.

  • …e com’è possibile che “con il 70% del territorio nazionale segnalato a grave rischio idrogeologico”, si vogliano realizzare centrali nucleari, perforazioni petrolifere, perforazioni per estrazioni gas con rischio Vajont (vedi Abruzzo) e mega strutture varie?
    Eh, è la legge del profitto…

  • Il problema è che o condoni o fai abbattere… Ovviamente la politica migliore sarebbe quella di vigilare e non permettere di costruire dove non si deve ma quello non lo ha mai fatto nessuno da sempre.

  • Chit:

    @Dalle8alle5: quasi da crederci vero, difficile solo da “capire”… 🙄
    @Minuccio: e loro la applicano molto molto bene mi pare
    @Giulio GMDB©: non per interesse diretto ma, non riuscendo o volendo vigilare, sarei comunque per abbatterle anche se concordo esser problema non dei soli ultimi anni. Diciamo che negli ultimi anni l’impressione è che farsi “i ca..i propri” sia un po’ più legale però…

  • inutile dirti NUOVAMENTE non ho parole vero? :/

  • Riescono a farti sentire uno stupido se rispetti le regole..

  • Mah, in Portogallo ho visto quartieri “popolari” (per usare un eufemismo) sorti spontanemanete e senza regole che venivano abbattuti per costruire grandi palazzi in cui trovassero posto le stesse persone. I tempi di costruzione erano piuttosto rapidi, e per chi nel frattempo non aveva dove stare era lo Stato a pensare a una sistemazione. Portogallo, eh, non Svezia…

  • Chit:

    @daisy: ormai si fatica a trovarne di originali….
    @duhangst: e ci riescono pure molto bene!
    @elipicottero: ti ricordo che qui siamo in Italia, non Svezia o Protogallo 🙄

  • ciao chit
    vengono in mente i fotogrammi di quella montagna che si muove, con la gente che urla, viene in mente messina e le sue lacrime. Il governo gioca con le nostre libertà e i nostri diritti… e in questo caso anche con la vita della gente.
    Poi se penso a uno come lupi…
    un saluto

  • A me vengono in mente tutte le case costruite alle pendici del Vesuvio… Non sono poche e non sono state costruite l’altroieri. Eppure sono zone ad alto rischio dove non dovrebbe venir costruito nulla. Non ci sarebbe stata alcuna difficoltà a controllare e proibirne la costruzione subito. Ora cosa si può fare? Abbatterle tutte è impossibile, idem far spostare di lì tutta quella gente. Eppure se il Vesuvio si sveglia cosa succederebbe? Ed è solo un piccolo esempio della situazione italiana…

  • Chit:

    @Ernest: evidenziamolo, denunciamolo e… non pensiamoci troppo a gente come quello 😉
    @Giulio GMDB©: “abbatterle tutte è impossibile” dici, e perchè? ti chiedo io. Forse lungo, forse costoso, forse “”scomodo” ed impopolare, ma vedere un esecutivo che per una volta abbaia e morde non sarebbe un brutto segnale. Invece non sento più neanche abbaiare… 🙁

  • Tina:

    Chit, avere in mano la protezione in-civile significa stabilire quanti soldi si possono fare “dopo” la disgrazia e quanti se ne possono fare “prima”

    Intervenire dopo rende il triplo e poi, vuoi mettere come ritorno di immagine?

  • Chit:

    @Tina: che il business non sia nella prevenzione ma nella ricostruzione hai perfettamente ragione

  • che poi, quanto può rendere un condono edilizio, dal momento che se una casa è regolarizzata, giustamente pretende che vengano costruite anche le varie urbanizzazioni?

  • I finanziamenti stanziati per la messa in sicurezza dei siti a rischio idrogeologico non sono adeguati che per una piccola parte. Si potrebbe impiegare un sisteme brevettato recentemente, molto economico e semplice,che richiede meno spesa dei sistemi tradizionali. Posso dare spiegazioni dettagliate in merito a chi ne sia seriamente interessato.
    Genova

  • Chit:

    @Oscar Ferrari: dalle tue parti le regole sono queste, altrove Oscar, credimi, funziona in modo completamente più anarchico
    @Aldo Cannavò: benvenuto e…. una sola domanda: se è stato brevettato non capisco il perchè di tanta segretezza, sarebbe bello così come ne hai parlato pubblicamente procedessi anche ad una spiegazione 😉

  • @ chit
    Grazie per l’interessamento,ma non volevo fare pubblicità del mio brevetto.
    L’economicità del sistema consiste nell’incorporare i r.s.u. o altri inerti, in blocchi di cemento,che si possono fare con forme adattabili a molti impieghi e con misure che possono andare da quelle di un mattone a quelle di un container. Si risparmia quindi evitando l’incenerimento e le discariche, sistemi molto costosi,oltre che inquinanti. Per la messa in sicurezza dei siti a rischio idrogeologico o dissestati,le misure dei blocchi potranno essere di ca. m. 2 x 1 x 1, ma si possono anche variare.
    Se non basta quanto detto,potrai chiedermi altre spiegazioni. Ciao.

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