Cosa non si fa per un po’ di nucleare
Che i media non siano affidabili non lo scopriamo oggi, vero è che anche se non sono un avvocato credo che in certe occasioni di configuri il reato di ‘procurato allarme’ o quello di ‘reitarata presa per il culo’ che non so se esiste ma altrimenti andrebbe introdotto nell’ordinamento giuridico.
Ne ho avuto riprova stamattina, quando su La Stampa ho letto che in Italia saremmo “Sotto la minaccia di diecimila Vajont“. A dichiararlo Lucio Ubertini l’ex presidente del Gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche che parla del rischio di sismicità di molte zone in cui sono situati gli invasi.
Premesso che a volersi preoccupare in Italia oggigiorno le minacce si sprecano, sono comunque per scrupolo andato a vedermi la mappa di rischio idrogeologico ed effettivamente sembrerebbe dargli ragione ma qualcosa continua a non quadrarmi lo stesso. Nel caso del Vajont, ormai mi sembra appurato, la colpa è stata di un po’ tutti gli attori di quella vicenda, fuorchè della sismicità, e gradirei si smettesse di tirarla in ballo se non altro per rispetto alle vittime. Quello che mi stupisce di più dell’affermazione del sig. Ubertini è che se da un lato potrebbe (condizionale d’obbligo) anche esser vero ciò che scrive, dall’altro mi risulta difficilmente risolvibile il problema perchè non mi sembra sia realizzabile una diga in pianura padana o a livello del mare. Eppure sono sicuro che gran parte degli italiani leggerà questa notizia, subito dopo le dichiarazioni di Scajola e… fanculo a tutte le energie pulite!
Comunque, vi confesso che non avrei mai pensato qualche tempo fa che sarebbe stato più facile vedere un presidente americano di colore piuttosto che un mondo un po’ più verde.
Technorati Tags: Attualità, energia, scajola, nucleare, idroelettrico
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paz83 scrive il 10 novembre 2008 alle 12:09
solo che si decidano…mi sembra che si contraddicano ogni volta che aprono bocca. Poi se il rischio idrogeologico c’è e per colpa del modo criminale con cui hanno costruito e distrutto
Franca scrive il 10 novembre 2008 alle 12:49
Sono d’accordo con te sul fatto che i giornalisti (non tutti ma molti) sono colpevoli del reato di “reiterata presa per il culo”…
Richard Gekko scrive il 10 novembre 2008 alle 13:58
Chit, che la gente si lascia suggestionare è un dato di fatto… se la gente fosse un po’ meno cretina si ricorderebbe che quest’estate ci fu allarme per carenza idrica perchè una grossa percentuale di invasi non contiene più di un terzo dell’acqua per cui erano stati progettati. che rischio di esondazioni sarebbe?
Chit scrive il 10 novembre 2008 alle 14:45
@paz83: si contraddicono?? Naa, tutta una tattica; arriva uno, la spara e poi semmai arriva l’altro e dice che è stato frainteso
@Franca: andrebbe inserito vero come reato!?
@Richard Gekko: rischio d’esondazioni a ’secco’
nadiaflavio scrive il 10 novembre 2008 alle 14:51
Be’ caro amico non ci sei andato lontano, in fondo hai toppato solo di una preposizione articolata….il mondo e’ sempre piu’ al verde..almeno per quello che riguarda le famiglie Italiane.
Alianorah scrive il 10 novembre 2008 alle 17:56
Non dimentichiamo che Obama è un uomo, e come tale ha tutti i difetti degli esseri umani. Quando vedrò una quercia eletta alla casa bianca comincerò a pensare che qualcosa è cambiato
romano scrive il 10 novembre 2008 alle 19:45
Ognugno dovrebbe pagare per i propri peccati e non per quelli degli altri. Noi infatti, in questo caso, paghiamo i loro.
Giangidoe scrive il 10 novembre 2008 alle 20:21
Bel post. Soprattutto il finale: ogni tanto, una nota di colore non guasta
CastenasoForever scrive il 10 novembre 2008 alle 21:56
io, alla speranza di un mondo più verde, ci ho già messo da mo’ una pietra sopra! Io continuerò a fare nel mio piccolo tutto il possibile, però è ora che anche i governi, i paesi facciano qualcosa e SUL SERIO! (rabbrividisco innanzi a quelle belle idee del nostro governo circa i protocolli sulla riduzione delle emissioni del gas serra!)
curly scrive il 10 novembre 2008 alle 22:19
Io… che dire? Rimango sempre più senza parole…
Anna scrive il 10 novembre 2008 alle 23:15
Ciao, che bella foto!. Prima non ti conoscevo.
Io, lo so, sono controcorrente ma, penso che l’unica energia sostenibile è la nucleare.
Laura scrive il 10 novembre 2008 alle 23:25
Se uno è scemo a costruire dove c’è il rischio idrogeologico o sismico allora può succedere davvero una catastrofe, certo. Per questo prima della progettazione bisognerebbe fare una lunga serie di analisi approfondite quali Analisi del rischio, Studio di Impatto Ambientale….che se fossero fatte da gente competente darebbero i suoi frutti. Il problema è che in Italia spesso si fanno le cose alla cavolo.
Dolcelei scrive il 10 novembre 2008 alle 23:54
Penso che viviamo sul filo del rasoio..ho sentito di quel sommergibile nucleare affondato..poteva essere una catastrofe. Oggi ci siamo e domani chissà. Oggi sono pessimista
@enio scrive il 11 novembre 2008 alle 01:15
non siamo a rischi Vajont ma ogni picsiatella del tempo oggi fa un casino gigantesco.
Daniele Verzetti, Rockpoeta. scrive il 11 novembre 2008 alle 02:18
Con tutte le schifezze che hanno fatto all’ambiente il rischio idrogeologico esiste anche se diecimila Vajont mi sembra una stima eccessiva
Quanto al nucleare….. si torna indietro come sempre….. E con i rischi di sempre
Chit scrive il 11 novembre 2008 alle 09:41
@nadiaflavio: dici che è solo questione di preposizioni?


Benvenuto!

@Alianorah: vero!
@romano: noi mi sa che siamo diventati pagatori di iun po’ tutti i conti…
@Giangidoe: mettiamocelo in questo mondo grigio!
@CastenasoForever: fai bene e non sei l’unico per fortuna
@curly: non sempre servono
@Anna: un po’ datata e costosa forse ma… Grazie piuttosto per i complimenti, li “giro” subito alla mamma
@Laura: sante parole!
@Dolcelei: no dai, ci pensa già il mondo a mettere pessimismo…
@enio: guarda caso però quasi sempre nelle città. Che ci sia ogni tanto da pulire i tombini??
@Rockpoeta: dicono sia più sicuro (e più costoso)
Vittore scrive il 11 novembre 2008 alle 11:21
Purtroppo i media italiani (e non) vivono e speculano sulle disgrazie altrui, e più sono vicende tragiche e più sembrano godere del loro operato. Sanno che l’italiano medio segue con curiosità, più che interesse vero, quello che può essere una strage o una vicenda legata a fatti di cronaca, basti vedere le 1000 trasmissioni di Vespa, Mentana, Santoro etc..etc.. su Cogne, la strage di Erba, Meredhit, o i fenomeni del momento, come il bullismo, stragi della strada o vicende a sfondo raziale. Alcune volte fa ribrezzo quando chiedono alle vitime il giorno dopo, o addirittura il giorno stesso, se sono disposti a perdonare il loro aguzzino, o coloro che gli hanno procurato un danno, solo perchè sanno che questo tipo di risposta genera maggiore interessa. Io sinceramente metterei come giornalista una di quelle voci meccaniche, che danno un senso di freddezza, ma che almeno non possono mentire su quello che realmente è il loro arbitrio.
Chit scrive il 21 novembre 2008 alle 20:09
@Vittore: rimarrebbe il problema dei testi da farle leggere però?