Delitto di Perugia: e se anche fossero state corna?

Ve lo ricordate l’omicidio di Barbara Cicioni e del figlio che portava in grembo di poche settimane fa? Ebbene la notizia è di una settimana e mi era sfuggita ma ha dell’incredibile e credo valga la pena riprenderla e rifletterci:

«Lunedì (2 giugno ndr) verrà eseguito l’esame del Dna sul feto i risultati potranno forse fare chiarezza sull’ipotesi avanzata da Spaccino, quella che la bimba non fosse sua, e sullo stesso movente dell’omicidio, il più accreditato dei quali sembra proprio la gelosia… »

Ebbene, mi chiedo io, che senso ha? Non lo so e non ho trovato negli articoli quale sia il fine di quest’ulteriore esame. Pare per stabilire una volta per tutte le possibili cause scatenanti dell’omicidio. E se, ipotesi, anche fosse che quel figlio non era dello Spaccino (definirlo marito scusate ma non ci riesco!) porta forse a qualche novità sostanziale alle indagini? Per abitudine sono abituato ad analizzare fatti e non parole: ci sono una madre e suo figlio ammazzati da una persona reo-confessa, per quel che mi riguarda le prove sono più che sufficienti ad assicurargli una permanenza vitalizia nelle nostre patrie galere. Pensare che qualcuno possa accampare come giustificazione alle botte ed alla violenza ‘le corna’ mi lascia esterrefatto e molto molto incazzato.

Fonte notizia: Quotidiano.net

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    Attualmente 17 commenti

    • FulviaLeopardi scrive il 12 giugno 2007 alle 09:27

      almeno tu non sei umbro, qui campeggia ancora su tutte le prime pagine dei giornali 8O

    • La Guressa scrive il 12 giugno 2007 alle 09:53

      e come si fa a dimenticare un fatto del genere…?..Questa delle corna é solo uno stronzissimo e miserabile arrampicarsi sugli specchi di un avv. difensore patetico, é ovvio. ….E cmq, io mi sono fatta tante domande anche su di lei: ma che minkia di meccanismo deve scattare dentro l’animo di una persona che si fa (praticamente) volontariamente vittima di un carnefice? Domanda troppo ingenua la mia?..Cioé, com’é che ti funziona la testa se ti fai menare cosí per anni e lo stai pure a guardare mentre massacra tuo figlio? Ho capito la paura, il terrore, ma non vivevano nelle caverne, no? Esistono strutture oggi pronte ad aiutarti, o no? Vabbé, daccordo, bisogna vedere tutto il contesto famigliare di lei;ma m’é parso pure di intuire che lei fosse una persona abbstanza istruita perdippiú…Ma c’é dell’altro:
      A me lo sai cosa mi ha sconvolta di piú in tutta questa vicenda? Beh, sembrerebbe che tutte ste brave persone di compaesani o concittadini e ancor di piú i parenti, sapessero che tipo era questo quá e come trattava la moglie e il figlio,e allora perché? Perchééé? Perché aspettare che succeda l’irreparabile??? Perché (per dirla alla P&C) questo non é altro che un TMM - un Triste Mondo Malato.
      …E cmq, spesso, per i casi di omicidio, tra appelli condoni e menate, dopo 11 anni sono fuori (forse anche meno).
      …E cmq, buona giornata :)

    • Alianorah scrive il 12 giugno 2007 alle 10:44

      Sempre co’ ste scuse del delitto passionale. Come se la passione potesse giustificare o attenuare tutto, nel bene e nel male.

    • Andrea Opletal scrive il 12 giugno 2007 alle 11:51

      è il mondo dell’informazione!!!???….

      .. quelle non sono notizie che fanno audience … meglio palrare di dove va in vacanza Costantino!!!!!!

      ridicolo :-(

      PS. che fai tu partecipi al mio “contest fotografico”

    • Oby scrive il 12 giugno 2007 alle 12:10

      Lo fanno ovviamente per poterlo scrivere sui giornali settimana prossima, se no di cosa si parla? Ah certo, delle vacanze di costantino, dimenticavo.

    • guccia scrive il 12 giugno 2007 alle 12:30

      Di notizie non date c’è già stata quella, pesantissima della morte di Maria Cervi, certe persone non meritano di essere dimenticate.

      Questa è dimostrazione del fatto che la donna in Italia vive ancora situazioni tremende. Però quando ci sono le botte, non esiste il cercare di salvare la famiglia. Si deve pensare prima di tutto a proteggersi e proteggere i figli. Se ne sarebbe dovuta andare da quella casa, purtroppo ormai è troppo tardi per dirlo.

    • Chit scrive il 12 giugno 2007 alle 14:14

      @Fulvialeopardi: chiedo venia ma fino a stamattina non avevo ancora avuto modo d’incavolarmi :roll:

      @La Guressa: temo ahinoi che quello che hai scritto sia tutte terribilmente ver :?

      @Alianorah: evidentemente così pensano d’impostare la linea difensiva gli avvocati

      @Andrea Opletal: lasciamo stare cosa sia “l’informazione” oggi in Italia.
      p.s. per il contest oggi non riesco ma domani passo a vedere bene di cosa si tratta ;)

      @Oby: e già … :?

      @guccia: di notizie NON date purtroppo ce n’è in quantità industriale :oops:

    • gattanera scrive il 12 giugno 2007 alle 14:23

      Fu una gran brutta storia…
      e gli ultimi dettagli non possono che peggiorarla.
      Ci sarebbero tante domande che vengono spontanee
      ma la prima per me è dov’era finita la solidarietà
      della famiglia, dei vicini, dei compaesani…
      Eppure in un paese piccolo
      tutti sanno di tutto!

      Paola

    • Andrea Opletal scrive il 12 giugno 2007 alle 14:54

      ti aspetto ….!!
      … non puoi mancare… ciao ;-)

    • Chit scrive il 12 giugno 2007 alle 17:04

      @gattanera: solidarietà c’è stata eccome… verso il marito :roll:

      @Anrea Opletal: farò il possibile anche se foto di Trieste ne ho poche poche. Vediamo il da farsi ok? ;)

    • Ado scrive il 12 giugno 2007 alle 17:27

      sono d’accordo. gli avesse anche fatto le corna, non era necessario ammazzarla… poteva piuttosto ammazzarsi :-D

    • Ed scrive il 12 giugno 2007 alle 18:46

      Temo che il mio commento sia finito nello spam perché avevo messo il link al delitto d’onore su wikipedia.
      Delitto che dal 1981 è stato abolito per cui qualcuno deve essere rimasto un po’ indietro nel tempo.

    • gianfranca1801 scrive il 12 giugno 2007 alle 23:22

      :| Avete già detto tutto voi…non mi è rimasto più niente.
      Una cosa posso dire: al posto di quella povera donna io non avrei sopportato violenze per anni…e forse sarei finita in carcere per legittima difesa.

    • john doe scrive il 13 giugno 2007 alle 12:08

      è tipico. In uno stupro si guarda se lei aveva la minigonna. in un omicidio satanista, il problema è il satanismo, che per noi i satanisti sono solo degli scemi vestiti di nero. tra la droga, il traffico di droga, il crimine organizzato che ci sta dietro, il problema è la droga, intesa come sostanza. se un brigatista in carcere di supersicurezza fa arrivare una minaccia ad un prete, il problema è la minaccia, mica che un carcere da dove non dovrebbe uscire neanche una scorreggia assume il ruolo di quartier generale. che poi ’sti preti facessero solo il loro magari nessuno li minaccerebbe.

    • Chit scrive il 13 giugno 2007 alle 12:53

      @Ado: come sempre chiara e concisa, concordo ;)

      @Ed: credo che sepmplicemente non ci siano parole! :roll:

      @gianfranca1801: credo non sia facile uscire dallo stato di sudditanza quando lo si vive sulla propria pelle :?

      @john doe: trovare la scusa per ogni azione è prerogativa di molti ahinoi… :oops:

    • Andrea Opletal scrive il 13 giugno 2007 alle 12:54

      ma non è obbligatorio avere foto della propria città …
      … dai che qualcosa trovi!

    • Chris 77 scrive il 15 giugno 2007 alle 21:12

      Fin dove il marito è carnefice?
      E fin dove la moglie è stata vittima?
      E’ difficile giudicare rapporti così patologicamente naufragati nella violenza. E piaccia o no, se quella povera creatura fosse stata davvero il frutto di una relazione extra coniugale, allora questo non potrà che essere portato ad attenuante per il grave reato. Inoltre fino a sentenza definitiva rimane la presunzione d’innocenza.
      In queste vicende bisognerebbe cercare di capire, senza scivolare nel sentenzialismo sommario.
      Storie come questa possono svelare a noi tutti i tratti grigi della personalità di ciascuno di noi.
      E capirli permette di non riprodurre situazioni tragiche come quelle di questa sfortunata famiglia.
      Un saluto a tutti

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