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Discriminiamoli ancora un po’, è per il loro bene…

Abbiamo perso un’altra occasione buona ieri sera…

Così inizia il testo di una famosa canzone di Vasco Rossi e più o meno così ho pensato ieri dopo aver saputo che la Camera ha bocciato con 293 sì, 250 no e 21 astenuti il ddl contro l’omofobia che mirava ad introdurre l’aggravante di omofobia da aggiungere nel codice penale.

Si potrebbe discutere e molto sull’opportunità di un disegno di legge di questo tipo, a mio avviso né più né meno di tanti altri filati via lisci come quello (sacrosanto vista la buzzurraggine di molti, lo dico da fumatore) del divieto di fumo nei locali pubblici o tanti altri esempi in cui, con un minimo di buonsenso e sensibilità, non ci sarebbe stato bisogno di decreti, votazioni, leggi e quant’altro.

Ciò premesso, la cosa che più di tutte mi ha infastidito è la coglionaggine o la sindrome da poca memoria di molti parlamentari al momento in cui è stato chiesto loro un commento sulla votazione. A chi fossero sfuggite ne riporto qualcuna:

“Noi non abbiamo nessun atteggiamento omofobo e la nostra posizione di fondo è quella di considerare i gay come dei cittadini uguali agli altri e proprio per questo contestiamo ogni trattamento giuridico specifico… “ [Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl]

“La norma non è di per sé da rigettare e pone un problema serio che è quello della discriminazione, ma così come è scritta è in contrasto con un principio cardine, quello della parità…” [Gaetano Pecorella, Pdl]

Per la cronaca entrambi i personaggi citati sono attivi e fattivi sostenitori delle norme ad uso e consumo del loro “capo” evidentemente da loro considerato più diverso o meno uguale degli altri e questo più di ogni altra cosa forse fornisce l’esatta misura della loro coerenza.

Capitolo chiuso quindi? Pietra tombale posta sulla questione?

Sembra di no infatti Anna Paola Concia s’è affrettata a precisare che ” la battaglia continua, ripresenteremo un testo, magari proporremo una legge di iniziativa popolare” anche se il rischio che senza cambiare i fattori il risultato sia lo stesso è molto grande.

E quindi che si fa?

Si potrebbe andare a vedere quelle poche leggi, leggiucole, decreti e decretini che invece proseguono i loro iter e magari cercare di prendere spunto.  Si scoprirebbe ad esempio che da qualche tempo persone come Perla Madonna, Benedetta Topa, Tranquilla Dalle Palle, Ave Maria, Maddio Santo, Pasta Agnese, Culetto o Chiappa Rosa, Luce Scala, Guido Collauto, Gustavo La Pasta, Arcangelo Della Morte, Noia Addolorata, Pesce Marino, Quinto Nano, Zoccola Sapiente, Angelo Alato, Pe Dante, Poli Ester, Sabato Malinconico (ex capo dipartimento presso Ministero dell’Interno), Rosa Confetto e tanti altri (che vi risparmio) avranno in futuro vita più semplice nell’iter di cambio di nomi e cognomi che [cito testualmente]

creano disagio

Mi viene da pensare che i giorni di terapia intensiva, i punti di sutura, le innumerevoli (e le tante altre manco denunciate ndr) aggressioni legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere non siano ancora considerate “fonte di disagio” sufficiente e di qui la mia proposta: che ognuno di noi s’impegni ad insultare, importunare o (meglio ancora) menare una persona omosessuale o transessuale, insomma: creiamogli disagio!!

E se non lo capiscono (ora), se protestano, se fanno manifestazioni, si uniscono in rete, dibattono, non ci badate troppo… è per il loro bene futuro!

 



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