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Ecco perchè dico SI a PECHINO 2008

Quello del boicottaggio dei Giochi Olimpici è argomento dibattuto ancor prima dei recenti avvenimenti in Tibet. Io non ho ancora trattato l’argomento ma ho già anticipato in alcuni commenti su altri blog il mio punto di vista. Vi confesso che non ne avrei parlato nemmeno oggi se non avessi ricevuto una mail privata a riguardo che si concludeva con la frase “…se ragioni così sei un altruista di facciata”.  Purtroppo il mittente non ha risposto alla mia richiesta di poter pubblicare la sua mail, senza intenzione di fare polemica ma con il solo intento di prendere spunto per parlarne più a fondo ma ne parlo ugualmente anche perché ho scoperto che il mittente altro non è che un ragazzino e forse nella sua carriera scolastica non ha ancora avuto tempo e modo di studiare certi accadimenti storici. Doverosa, prima di tutto, la definizione di boicottaggio: «è un’azione individuale o collettiva coordinata avente lo scopo di ostacolare e modificare l’attività di una persona, o quella di un gruppo di persone…». Se non lo sapeste i partners e gli sponsor delle manifestazioni sportive cacciano i soldini ben prima dell’evento (a copertura parziale o totale dei costi dello stesso) e non è lo share a “ostacolare” costoro, ma torniamo al punto.

L’anno era il 1968 e nel mondo c’era voglia di cambiamento. Culla di questo fermento erano inevitabilmente scuole ed università, unici luoghi di aggregazione insieme alle fabbriche ed alle piazze ma, comprensibilmente, meno oppresse almeno nella fase iniziale del movimento.
Centro nevralgico di questo movimento era l’America, fresca di coinvolgimento nella guerra del Vietnam e con i mai risolti problemi razziali. Era un periodo difficile dove gli ideali di giustizia ed eguaglianza ricevettero in pochi mesi due colpi durissimi a chi credeva ancora di poterli veder trionfare: ad aprile infatti venne assassinato Martin Luter King (attivista per i diritti civili) e pochi mesi dopo Robert Kennedy (oppositore della guerra in Vietnam).

Le Olimpiadi quell’anno si tenevano a Città del Messico e pochi giorni prima della cerimonia d’apertura gli studenti locali pensarono bene di inscenare una manifestazione in piazza Tlatelolco davanti a giornalisti ed atleti appena giunti. Il risultato fu tragico, infatti decine di studenti furono uccisi e la manifestazione soppressa con inaudita violenza. Ma i tempi non erano quelli moderni, alzare la testa poteva costar caro così tutti, indistintamente, pensarono bene di non pronunciare la parola ‘boicottaggio’ e fu in questo clima che iniziarono i Giochi Olimpici. Tutto filò via liscio fino al 16 ottobre, giorno della finale dei 200 metri maschili vinta dall’americano Tommie Smith, davanti all’australiano Peter Norman e l’altro americano John Carlos.
Il destino volle che entrambi facessero parte del Olympic Project for Human Rights (Progetto Olimpico per i Diritti Umani) un movimento che fin dal 1967 era impegnato in un acceso dibattito interno circa l’opportunità di far presenziare atleti di colore ai Giochi. Quello che più avanti divenne il grande Kareem Abdul-Jabbar (stella Nba) allora poco più che giovanotto, rinunciò alla convocazione nella nazionale olimpica; Mohamed Alì venne squalificato e perse la sua corona mondiale di campione dei massimi per aver rifiutato l’arruolamento nell’esercito americano dichiarando “Io non ho nulla contro i Vietcong”. Insomma, non tirava un bel clima per coloro che avevano qualcosa da ridire.

smith-norman-carlos.jpgPoco prima della premiazione i due atleti americani vennero visti da Norman confabulare. Stavano decidendo le modalità del gesto da mettere in atto ma la moglie di Smith aveva comperato un solo paio di guanti ed i due erano in difficoltà. Fu proprio Peter Norman ad intromettersi e consigliare ai due di metterne uno a testa.
Al momento della premiazione entrambi decisero di salire sul podio scalzi (per ricordare la povertà), ascoltando l’inno con il capo chinato (in ricordo delle vittime delle lotte per l’uguaglianza e la libertà) e il pugno chiuso in un guanto nero (Smith con il pugno destro per rappresentare la forza dell’America Nera, Carlos il sinistro la sua unità). A dare ancora più spessore alla protesta fu anche la scelta di Norman che per solidarietà si fece appuntare sul petto il simbolo del loro movimento. Nei giorni successivi vennero poi imitati da molti altri atleti tra cui il grande Bob Beamon che partecipò alla premiazione con dei calzini neri tirati su.
Il gesto fu condannato dal Presidente del Cio che voleva tener fuori la politica dai Giochi (un po’ come oggi) e da molti loro connazionali che ritenevano mettesse in cattiva luce l’America tutta (un po’ come oggi) ed entrambi furono immediatamente espulsi dai Giochi. Al rientro in America Smith smise di gareggiare e venne anche espulso dall’esercito americano per “manifesta attività e propaganda antiamericana” mentre Carlos finì a fare lo sguattero in alcuni locali. Solo il tempo li ripagò di quello che rimane uno dei segnali più forti e netti di protesta pacifica inscenata durante un avvenimento mondiale.

Proprio rileggendo le cronache del tempo ho trovato incredibili analogie con gli accadimenti di oggi e ferma restando la libertà di opinione, di pensiero e d’azione di ognuno ribadisco il mio NO AL BOICOTTAGGIO, NO ad altre iniziative come il TurnOff Pechino 2008 che propone di tenere spenti i televisori.
No Signori, perdonatemi, ma siccome la storia è nostro patrimonio e va ricordata e rispettata, siccome la storia insegna che atti come questi sono possibili, io invece i Giochi me li guarderò tutti e fino in fondo. Vuoi perché appassionato di sport, vuoi perché spero proprio di vedere altri Smith, Norman e Carlos che sappiano emozionarci e dimostrarci come si può averla vinta anche senza girare le spalle.




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38 Commenti a “Ecco perchè dico SI a PECHINO 2008”

  • tempi diversi
    gli atleti vanno lì x fama e denaro
    pochi x spirito sportivo
    non ci sarà + un altro smith o norman
    e dato che pechino è stata scelta x opportunità politica, in findo, neanche il CIO potrebbe fiatare + di tanto se gli atleti decidessero il boicottaggio
    ma tanto, sono questioni di lana caprina, i soldi fanno gola pure a tutti…
    tranne a gebreselassie…

  • Questa foto e la sua storia (che avevo postato sul mio blog l’anno scorso) ogni qualvolta la vedo mi fa venire la pelle d’oca…
    Questi sono gesti che restano impressi nella memoria per sempre… FANTASTICO!

  • sempre più convinta che nessuno più di te si merita il primo posto di “blog fonte di spunti”.. davvero un gran bel post, ti appoggio in pieno!

  • commentavo proprio poco fa su un’altro blog, boicottare sarebbe anche ipocrita, sopratutto per i rappresentati di stato, le autorità, dal momento che fino a ieri facevano accordi con quella stessa cina, e che del tibet se ne sono fregati fino a che, come al solito, i media non ne hanno parlato, e allora tutti sul carrozzone, poi il popolo cinese non è che viva bene, e delle olimpiadi ha forse bisogno anche lui, boicottare non sarebbe giusto nei confronti di milioni di cinesi innocenti. Anche boicottare la cerimonia di apertura mi sembra una scemata, piuttosto una cerimonia dove i colori di cina e tibet viaggino assieme a simboleggiare l’unità tra due popoli che non hanno ancora trovato equilibrio, olimpiade rappresenta anche unità, pace, che si porti appunto un gesto come quello del 68,poi, mi piacerebbe che anche vicende come quella curda, del darfour e altre venissero portate alla luce, che non si parli solo del dramma mediatico del momento, se ne approfitti per una generale alzata di voce in cui si dica BASTA!!!

  • flo:

    Rispetto la tua opinione Chit perchè penso tu sia una persona in gamba, anche se io la penso diversamente in questo caso, boicotterò eccome le Olimpiadi, non guarderò la tv, non comprerò merce cinese, sarò una goccia nell’oceano perchè la maggior parte della gente non lo farà, ma ciascuno agisce secondo la propria coscienza e io non me la sento proprio di festeggiare e giocare sui cadaveri dei poveri tibetani, un popolo pacifico e non violento che sta pagando un prezzo altissimo e che è degno di tutto il mio rispetto.
    Ciao!

  • basta strumentalizzare tutto, a mio avviso le olimpiadi non si devono boicottare, gli atleti non sono più quelli di una volta ma qualosa di buono ancora c’è in questa manifestazione 😐
    flo permettimi una cosa, purtroppo non comprare roba cinese oggi è diventato quasi imposiibile 🙄

  • Chit:

    @Artemisia65: se la pensassi così sarei già alla canna del gas! Invece, perdonami, ma non sono così pessimista…
    @curly: concordo!
    @zombolina: mille grazie 😳
    @paz83: purtroppo una volta si sapeva poco e non si poteva agire, oggi manca la “lucidità” e la serenità di analizzare certi accadimenti
    @flo: spero, per coerenza, faccia gli stessi ragionamenti ogni volta che hai freddo (e non accendi il gas per non dare risorse ai russi che stanno massacrando i ceceni), ogni volta che acquisti un capo o un articolo ‘made in Usa’ (visto quel che combinano con le loro ‘bombe intelligenti’ in giro per il mondo) e così via.
    Altrimenti, permettimi di dirtelo, vedo poca consequenzialità tra pensieri e azioni…
    @occhidigiada: siamo diventati il popolo del NO a prescindere, senza neanche perder tempo a ragionarci un po’ su… 🙄

  • sai che mi ero dimenticato i nomi dei temerari che avevano tentato di sovvertire le regole e l’hanno pagata cara…

    come te non credo che il boicottare sia una soluzione efficace in termini di politica mondiale… però avrebbe senso in ambito sportivo: il timore è che gli atleti cinesi si siano certamente allenati con metodi al limite della legalità con ricorso forse al doping non… ti ricordi gli atleti dell’URSS anni 80… vincevano tutto!

  • Giò:

    Quell’immagine mi procura sempre una forte emozione. La decisione del boicottaggio non è semplice; io non sono contro l’iniziativa a prescindere, ma credo che lo stesso Dalai Lama tema ritorsioni anche peggiori sul Tibet. Aspetto di capire meglio.
    Tanti auguri Chit…e a presto.

    Giò

  • I giochi Olimpici dovrebbero essere il simbolo dell’unione tra i popoli. Si spera in qualche dimostrazione di questo proprio durante lo svolgimento di questa manifestazione. Io non mi sono posta il problema boicottare o no, perché penso che la macchina ormai lanciata non possa essere fermata e forse neppure si debba fare. Chissà che non si possa vedere qualcosa che aiuti ad unire e non a dividere, una volta tanto.

  • Mi spiace ma io dico NO. Non mi interessano e poi trovo terribile che si faccia festa mentre con l’altra mano si preme e si opprime il Tibet… Chit, ti aspetto da me, mi devi aiutare!

  • Ne abbiamo già parlato 🙂 io, e con grande dispiacere, non vedrò i Giochi e alcuni amici che vi partecipano.. ma il tuo post l’ho trovato molto interessante e per mi ha fatto riflettere e chiedermi se potessi cambiare idea… non la cambierò perchè credo che oggi sia molto diverso, perchè gli atleti sono meno “impegnati” ma soprattutto perchè ritengo che qualcuno debba dire in qualche modo “adesso basta” e i nostri governi non lo fanno perchè la Cina vale troppi soldi.. lasciami allora farlo almeno nella mia piccola e insignificante (a livello mondiale) casa 🙂
    Un carissimo abbraccio, Lisa
    E’ sempre bellissimo venire a leggerti!

  • flo:

    Mi spiace Chit che la mia opinione ti abbia provocato questa reazione… come ho già detto, io rispetto la tua ma non si può sempre essere d’accordo!
    Nella vita seguo la mia coscienza, tanto mi basta…
    Ciao!

  • Chit:

    @Richard Gekko: il doping credo sia argomento ben più complesso e, purtroppo, non patrimonio unicamente cinese…
    @Artemisia65: se vuoi fare cambio … 😀
    @Giò: giusto capire e farsi le proprie ideee.
    @Alianora: più o meno la mia stessa conclusione vedo.
    @FabioLetterario: no perchè non t’interessano o per no per il Tibet?!
    @Lisa72: si, infatti…
    @flo: mi sono solo limitato a far notare quella che mi,a me medesimo, sembra un’incongruenza, tutto qua. Perdonami non vedo “quale reazione terribile” abbia avuto, ma se ti ha infastidito ti chiedo comunque scusa anche se, rileggendo, mi sfugge la “reazione”.

  • Ciao Chit,
    rispetto il tuo commento sul mio blog,
    e spero vivamente che ognuno esprima le sue idee invece di dare ragione a chi gli fa piu’ comodo.
    Io come ho postato dico NO alle olimpiadi, ma volevo precisare che lo dico solo per le stesse olimpiadi che per quanto ne so’ sono sempre state sinonimo di competizione, lealta’, sacrificio e tutto quello che lo sport dovrebbe trasmettere.
    In questo momento cinesi americani e tutto il resto del mondo non ne hanno colpa, e molti atleti stanno puntando tutto su questa edizione, mesi di sacrifici per dare il propio contributo alla loro nazione.(o almeno mi aspetto che ci sia questo oltre agli interessi, a volte giustificati e qui dovrei aprire un altra parentesi ma avrete gia’ capito)
    Ma da spettatore cosa devo pensare?
    Il tuo post mi ha fatto ragionare e mi ha riportato a quei momenti, ma purtroppo non e’ sempre cosi’ persone come Smith, Norman e Carlos non sempre sono presenti anche se gli stessi atleti dovrebbero prendere da loro, e non per questo dire no significa voltare le spalle al mondo intero.
    Ciao Chit e complimenti per il post, nonostante abbia idee diverse.

  • flo:

    Chit, come spesso accade essendo la comunicazione nel web limitata dalla mancanza di gestualità, tono e affini, risulta difficile comprendersi a volte. Ti rispondo qui (e ti ho risposto anche di là!): per essere totalmente coerente col mio pensiero mi dovrei ritirare in un posto sperduto e vivere senza dipendere dal sistema. Non è detto che questo non sia il mio futuro, per il momento intanto esprimo le mie idee come posso 🙂

  • Ed:

    Bello, Chit. Sono d’accordo con te.
    Al limite una piccolissima cosa si potrebbe fare: boicottare gli sponsor ché magari in quel mesetto ci perderanno qualcosa.

  • rimango favorevole a boicottare questi giochi. Anzi non avrei permesso neppure la candidatura visto che comunque si tratta di un paese con il più alto numero di esecuzioni capitali, dove i diritti civili non sanno neppure cosa siano. E’ solo una questione politico-economica legata poi ad un discorso anche di sponsors.
    Ok, non boicottiamoli, ma allora almeno facciamo qualcosa per iniziare a far cambiare qualcosa.

  • anche io la penso come te, tenere lontano, non vedere non serve a nulla! anzi si perde un’occasione.
    bellissimo post, molto incoraggiante. grazie!
    @Artemisia65, li ho incontrati tutti io i giovani di talento con uno spirito indomito, un impegno costante e un coraggio da leone? non credo. c’è un sacco di gente di valore in giro. giuro! 🙂

  • Bell’escursus storico, comunque in qualità di destinatario della lettera hi diritto i mostrarla a chi vuoi, senza chiedere autorizzazione a nessuno.
    Se valutiamo poi che le olimpiadi veramente boicottate cono state quelle di Mosca dove tutto l’occidente protestava per l’nvazione dell’ Afghanistan….
    Non credo che il boicottaggio olimpico a questo punto possa servire, l’ideale sarebb non comprare più nulla che venga dai paesi che non riconoscono i diritti umani, anche se questi prodotti sono di aziende Italiane, Europee, Americane o Australiane, non comprare più nulla e farlo sapere, magari smettere i omprare anche le “robbe” degli sponsor olimpici, l’unico tasto che possiamo toccare è purtroppo il denaro

  • Lo sport, quello vero dovrebbe essere fonte di aggregazione e di lealtà, andare oltre le questioni politiche e la guerra (mi viene in mente il bellissimo Fuga per la Vittoria), la cosa da chiedersi se mai, come è emerso anche da questi nostri commenti, è se esista ancora il puro e onesto spirito sportivo.

  • Chit:

    @fjster: ognuno DEVE fare ciò che sente, l’importante è che abbia un motivo che non sia solo farlo “tanto per”…
    @flo: e rispetto la tua idea!
    @Ed: “certi sponsor”, senza mettere bannerini o manifesti, sono anni che personalmente li boicotto nel mio piccolo 😉
    @enrico: mi sembra che si stia già provando a far qualcosa nelle nostre possibilità, no?!
    @remyna: grazie
    @Ammiragliok: potrebbe essere una soluzione, sicuramente
    @nadiaflavio: esiste, esiste molto di più di quello che taluni vogliono far credere solo che, come sempre, tra il bello ed il brutto si “esalta” il secondo, fa più audience ❗

  • Ritengo sarà impossibile non venir sfiorati dalle olimpiadi quest’estate a meno di improbabili eremitaggi artici. Il boicottaggio a mio avviso può essere un arma o uno spauracchio inserito però in una manovra globale di demolizione dei regimi, e non tanto per il popolo tibetano quanto per lo sdoganamento dei diritti civili in quelle zone dove diritto civile fa rima con percosse. Noi stiamo discutendo del metodo. Ma è alla sostanza che dobbiamo convergere. E dev’essere una sostanza di libertà. Forse avverranno gesti eclatanti di riflessione da questi giochi o forse no. Nel secondo caso si perderebbe l’occasione di esprimere non tanto solidarietà ma quanto intelligenza illuminata dal buon senso. nel primo caso invece il governo cinese a suo dire potrebbe benissimo asserire che l’atleta italiano che protesta civilmente alle olimpiadi è complice dei “ribelli attentatori all’unità della Cina” e pertanto essere considerato un nemico. Io boicotterei (e ne son certo nessuno lo farà). E non per spirito di cagnara universale, solo per un valore di giustizia, come se avessero organizzato un evento sportivo in Iraq mentre massacravano i Curdi o in Russia mentre radevano al suolo la Cecenia o negli Stati Uniti mentre sganciavano bombe a grappolo su teste inerti (ah già, ma questo è successo quindi ho poche speranze per la Cina). Andare alle olimpiadi sorridenti e speranzosi di vincere una medaglia a mio avviso è come dire: “non è successo nulla”.
    Il blog è veramente ottimo.
    Prosit!

  • Il boicottaggio delle Olimpiadi (sul quale, peraltro, anche il Dalai Lama non è d’accordo) non serve a niente se non c’è boicottaggio economico.
    E di boicottaggio economico nessuno vuol sentir parlare.
    Basta ricordare che Total e Chevron hanno tranquillamente continuato a fare i loro interessi in Birmania nonostante le sanzioni.
    Se si vuole essere credibili bisogna anche essere coerenti…

    Inoltre, se qualche sbarbatello vuol dare lezioni, sarebbe opportuno che si studiasse un po’ la storia per sapere cos’era il Tibet.
    Lungi da me voler difendere la Cina, trascrivo un pezzetto di un articolo di Sara Flounders, pubblicato qualche anno fa sulla rivista statunitense Workers World, in cui si faceva una disamina della situazione:
    “(…) Il Tibet pre-rivoluzionario era totalmente sottosviluppato… senza sistema viario… una teocrazia feudale basata sull’agricoltura, con il 90% della popolazione in servitù o schiavitù… non vi erano scuole, eccetto i monasteri riservati a pochi… l’educazione delle donne era sconosciuta. Non vi era alcuna forma di assistenza sanitaria e ospedali. (…) Un centinaio di famiglie nobili e gli abati dei monasteri (di famiglie nobili anch’essi) possedevano tutto. Il Dalai Lama viveva nel palazzo di 1.000 stanze di Potala… per il contadino la vita era breve e misera. Il Tibet aveva il più alto tasso di tubercolosi e mortalità infantile nel mondo…”
    Tra l’altro, in quanti sanno che il Dalai Lama non è tibetano?

  • Chit:

    @Maurizio: quello che no nvuoi è esattamente ciò che noi italiani abbiamo fatto in occasione di Mosca 1980. Con un esercizio di alto equilibrismo political-diplomatico abbiamo tenuto a casa gli atleti “militari” e mandato solo i civili, splendido!?! ❓
    @Franca: purtroppo non ho una conoscenza così profonda della loro storia che mi sono già ripromesso di approfondire. Va da se che io ho provato a esprimere il perchè dico si, ma sinceramente non ho capito molto delle vere motivazioni del no. Si tratta di un NO incondizionato, stop. Ne prendo atto e resto della mia idea che se ostracismo si vuol fare non è restandosene a casa per le olimpiadi

  • Molto poetico il tuo post ma credo che un segnale di isolamento mediatico e culturale oltre che economico(attraverso anche vere sanzioni economiche ecc…) andrebbe dato.

    Penso che in Cina la situazione sia molto peggiore di quella del 1968. Qui se un atleta facesse una cosa analoga (per es con la bandiera del Tibet) sarebbe forse prelevato a fine premiazione. Inoltre ci saranno secondo me perquisizioni minuziosissime (vuoi che non se lo aspettino qualche gesto dimostrativo?) e poi ancora penso che gli atleti in gara se ne freghino quasi tutti del Tibet.

    I tempi sono cambiati, ed è per questo che credo che il boicottaggio andrebbe preso in considerazione.

    Certo sarebbe bellissimo che un solo atleta facesse un gesto importante.

    Ma per quanto abbia un animo spesso da romantico sognatore, non riesco proprio a crederlo possibile.

    Poi i miracoli possono forse sempre accadere….

    Colgo l’occasione per fare a te ed a tua moglie auguri di cuore di una Buona Pasqua serena e gioiosa

    Ciao Chit
    Daniele

  • PS: aggiungo che il Tibet prima forse non era proprio il massimo della vita, ma non credo che questo giustifichi la Cina per essere stata la prima ad “esportare” il progresso (la democrazia no di certo 😈 )

  • Chit:

    @Rockpoeta: assolutamente la Cina non è tra i paesi degni di nota e loda per la considerazione che hanno dei diritti umani. Però, siccome quando prendo posizione ricerco convinzione e coerenza, stavolta della seconda non ne vedo molta. Il “boicottare” per arrecargli danno, mi sembra dimostrato che è un alibi che non regge e al contrario mi sembra la scusa più popolare e take away di tutte le possibili giustificazioni. Nel 1968 avevo un anno e non mi sento di dire quale e come fosse esattamente il clima; chi all’epoca c’era ed aveva capacità d’intendere e di volere però mi riferisce di un clima ancora più repressivo di quello attuale quindi sarò idealista, sarò illuso ma non voglio essere pedina di azioni che non condivido, almeno nelle motivazioni con le quali viene proposta.

  • Grazie per la tua risposta. Io per ora penso che avallare la loro politica andando alle OIimpiadi sia sbagliato. Certo non è solo boicottando i giochi che si risolve tutto questo lo so anch’io. Vediamo come si svilupperà la situazione intanto.

    Ancora auguri Chit!
    Daniele

  • Ho imparato qualcosa di nuovo… Grazie!
    Io sono e resto per il dialogo!!!

  • Chit:

    @Rockpoeta: la mia Daniele è un’opinione alla pari della tua, l’importante è essere concordi sul fatto che qualcosa prima o poi bisognerà fare magari di meno “scontato”, che ne dici? 😉
    @angelo dei boschi: è un frammento importante di storia e mi fa piacere ti abbia colpito. Anch’io ritengo il dialogo importante, vero è che ci va impegno da entrambe le parti affinchè ci sia…

  • Chit credo che sia un’ottima riflessione la tua. E che quella sia una delle più belle immagini di “resistenza” che esistano.
    Esistono tante storie che, senza copertura mediatica, non interessano nessuno. Cipro e la Cecenia fra gli altri.
    Se si farà qualcosa per il Tibet ben venga, ma quanta ipocrisia!

  • Chit:

    @guccia: grazie e concordo con te, quanta ipocrisia!?

  • accipicchia, ne ho imparata ‘naltra da te.
    se prima avevo dubbi, ora sono anch’io contro il boicottaggio: queste azioni “polemiche” (non mi sovviene il termine corretto) mi danno più soddisfazione.
    eh sì.

  • […] di Pechino 2008 e da tempo soffia forte l’invito a boicottare l’evento. Ne parlai tempo fa in un post non senza suscitare qualche polemica, soprattutto in merito ad alcune iniziative come il Power […]

  • […] sono gli atleti tanto per non fare dei torti a nessuno. Della mia posizione sulle Olimpiandi si sa da tempi non sospetti e niente di quel che ho letto inquesti mesi me l’ha fatta cambiare di un solo millimetro. Per […]

  • […] lo sapete, sono contro i boicottaggi olimpici perché la storia, da Mosca 1980 in poi, dimostra ed insegna che non sono serviti ad una beneamata […]

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