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FOIBE, il giorno della memoria

Oggi giornata della momoria delle vittime della pulizia etnica del popolo giuliano-dalmata. Questa fu scatenata da un moto di odio e furia sanguinaria e un disegno annessionistico slavo che prevalse innanzitutto nel trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel Giorno del ricordo delle vittime delle foibe, le cavitè carsiche nelle quali, tra il 1943 e il 1945, vennero fatti sparire migliaia di oppositori al regime di Tito. Non dobbiamo tacere – ha aggiunto il presidente, che al Quirinale ha incontrato gli eredi delle vittime -, assumendoci la responsabilità di aver negato o teso ad ignorare la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica il dramma del popolo giuliano-dalmata. Una tragedia, ha spiegato, rimossa per calcoli dilomatici e convenienze internazionali. Oggi che in Italia abbiamo posto fine ad un non giustificabile silenzio, e che siamo impegnati in Europa a riconoscere nella Slovenia un’amichevole partner e nella Croazia un nuovo candidato all’ingresso nell’Unione – ha sottolineato il capo dello Stato -, dobbiamo tuttavia ripetere con forza che dovunque, in seno al popolo italiano come nei rapporti tra i popoli, parte della riconciliazione, che fermamente vogliano, la verità . Quello del Giorno del Ricordo è precisamente un solenne impegno di ristabilimento della verità. Non credo ci sia altro da aggiugere.

Per chi volesse saperne di più: LeFoibe.it e Centro Studi della Resistenza

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11 Commenti a “FOIBE, il giorno della memoria”

  • eddy:

    eccomi qua! devo dire che è stata una scelta forzata, non avendo la machina. però come gi? scritto è stato divertente e devo dire che non faceva neanche tanto freddo, come oggi che è una bella giornata! per quel che riguarda il tuo intervento, beh anch’io non aggiungo altro. au revoir…….

  • layla:

    Ehil? dopo tanto tempo…non è che io sia scappata alle barbados con una serie di esseri dalle sessualit? variabili ( hihihihi ma prima o poi lo faccio !!!) E’ solo che mi sono dedicata alla real life ( malattia in primis) e moglie (in secundis ahahaha)Qui va tutto abbastanza bene, le analisi confermano che siamo alla fine della chemio e con la moglie si cerca di andare avanti …bene o male !! ogni tanto passo a dare una sbirciatina e il tuo blog è sempre nei miei preferiti…ti lascio un bacino tenero tenero
    ciao ciao layla

  • Chit:

    @eddy: un saluto e buona domenica anche a te ;)

    @layla: piacere rileggerti e leggere queste notizie. In bocca al lupo cara e quando vuoi sai che la porta qui è sempre aperta ;) :P

  • riguardo all’argomento ti consiglio l’articolo di Lameduck a questo indirizzo:
    http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2007/02/si-ammazza-troppo-poco-laltra-faccia.html
    dice quello che nessuno dice…
    Un abbraccio
    Stefy

  • Troppo semplice… caro mio!
    Hai visto le polemiche e l’incidente diplomatico che forse si è evitato per un pelo?

    Un sorriso…

    Paola

  • Chit:

    @pibua: bel post, concordo. Non vorrei solo avessi equivocato: non intendevo dire “noi giusti, loro sbagliati” (questo era il pensiero nazista e lo lascio volentieri a loro) penso solo che, come diceva Vasco in una sua canzone “abbiamo perso un’altra occasione buona ….” :(

    @gattanera: vero Paola, ma a volte quelli che gli altri chiamano “incidenti diplomatici” penso siano invece doverosi atti storici :oops: … perlomeno provarci :S

  • No chit, non voleva essere una critica al tuo articolo…volevo solo “promuovere” quello di lameduck che mi è piaciuto molto.
    Ciao ;-)

  • Chit:

    @pibua: figurati Stefy, ci mancherebbe altro ce uno se la prende per una cosa così :oops: Infatti mi sono subito fiondato da Lameduck e ho trovato il suo post splendido e molto curato e circostanziato ;)

  • tyler-TRIESTE:

    Mi sembra giusto e doveroso rispettare il ”giorno della memoria”,purche’ non venga strumentalizzato.
    ….pulizia etnica??….ma per cortesia…non fateci sentire queste menzogne….!!!Si parla molto di foibe,di morti ,di guerre che furono ed e’ giusto non dimenticare la storia.
    Quello che mi fa piu’ inc**** e’ che non si dice mai tutto fino in fondo.
    Perche’ non si parla in tv di come l’Italia a suo tempo dichiaro’ guerra all’impero austroungarico e una volta vinta la guerra ( col sangue),si prese l’Istria e la Dalmazia?
    Perche’ non si parla di come l’Italia ”italianizzò” all’epoca queste terre?
    Perche’ non si parla di come il fascismo trattava e torturavala popolazione di quelle terre?
    Lo sapevate che a Trieste abbiamo l’unico campo di sterminio in Italia e che ancora oggi qualcuno nega l’esistenza??
    Lo sapevate che le foibe c’erano prima,durante e dopo la guerra??c’erano anche sotto il fascismo!!!!
    La guerra e’ la peggiore delle ”bestie”!!NON ESISTE UNA GUERRA GIUSTA!!
    Ora mi chiedo io,ma com’e’ possibile dopo 60 anni tirar fuori ancora queste polemiche??Se alcuni ITALIANI sentono ancor oggi rabbia e odio verso i popoli slavi,per cio’ che accadde e per come il governo italiano dell’epoca oscuro’ questo pezzo di storia italiana,devono prendersela ”solo” con i nostri politici che non hanno fatto un c*** all’epoca.SOLO LORO!!!
    Oramai indietro non si puo’ tornare.
    Guardiamo avanti.I nostri figli non devono rivivere cio’ che hanno vissuto i nostri padri.Insegnamo loro la convivenza tra i popoli ed il rispetto per tutti i morti delle guerre!!!!

  • Chit:

    @tyler-TRIESTE: ciao e grazie dell’intervento. Guardiamo avanti ma senza far finta di nulla. Il passato va ricordato sopratutto per non ricommettere gli stessi errori.

  • ” … va ricordato l’imperdonabile orrore contro l’umanità costituito dalle foibe (…) e va ricordata (…) la “congiura del silenzio”, “la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell’oblio”. Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell’aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali”.
    Con queste parole il 10 febbraio 2007 il Presidente Napolitano, celebrò la giornata delle Foibe. Ma cosa furono le foibe? Furono un atto criminale, di questo non v’è dubbio, ma visto che la storia è storia, questa va raccontata, affinché la gente la conosca cosa successe in quel periodo.
    Dopo il 1920 l’Italia, con il trattato di Rapallo, annesse Gorizia, Trieste, Istria e Zara (successivamente anche Fiume, dopo il noto volo sulla città di D’Annunzio). Durante il ventennio il regime fascista cerco di cancellare, con i metodi tipici che ben conosciamo, tutte le istituzioni croate e slovene, estromettendo dai pubblici impieghi le persone di quelle nazionalità. Circa 100 mila sloveni e croati furono costretti ad abbandonare quelle terre e si consolidò in loro un forte sentimento anti-italiano. Nel ’41, dopo l’occupazione dei territori Jugoslavi da parte dell’Italia, il regime fascista deportò molte persone appartenenti alle minoranze slave, nei campi di Arbe, Gonars e Renicci.
    Dopo l’armistizio del ’43, cominciò la vendetta Jugoslava nei confronti degli Italiani, il regime di Tito attuò le sue violenze nelle zone di Trieste, Gorizia e Capodistria. Secondo la commissione bilaterale italo-slovena “tali avvenimenti si verificarono in un clima di resa dei conti per la violenza fascista e appaiono essere il frutto di un progetto politico preordinato in cui confluivano diverse spinte: l’eliminazione di soggetti legati al fascismo e l’epurazione preventiva di oppositori reali”.
    Secondo lo storico triestino Spazzali “le foibe furono il prodotto di odii diversi: etnico, nazionale e ideologico. Furono la risoluzione brutale di un tentativo rivoluzionario di annessione territoriale. Chi non ci stava, veniva eliminato”.
    Le Foibe furono sicuramente un gravissimo crimine, ma credo sia altrettanto importante fare un’analisi storica di quel periodo. Personalmente condanno quell’atto di violenza inaudita, nella quale perirono un numero ancora non ben precisato di persone. E’ importante comunque conoscere la storia e capire come si arrivò a quel momento d’odio, che non deve comunque essere da scusante per i crimini commessi da una parte (prima) e dall’altra (poi).

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