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Il mio Campovolo 2.0

Che Ligabue sia uno dei miei cantanti preferiti ormai chi segue questo blog lo avrà capito da tempo. Anche per questo e per i resoconti di tre concerti in questi cinque anni di blog, avevo deciso di non ammorbarvi oltre. Invece, complice qualche commento al post precedente ed un paio di richieste di “condivisione” degli scatti dell’evento, eccomi qui a raccontare quello che più che un semplice concerto è stata una vera e propria festa a base di musica e allegria. Ma credo sia giusto forse anche spiegare come e da quando nasce la mia conoscenza con questo artista.

Stento quasi a crederci anche io ma sono passati 21 anni ormai da quando, sul retro di una cassetta per autoradio (così si ascoltava la musica in auto a fine anni ’80) nella quale avevo chiesto di registrarmi alcuni brani inediti di Bruce Springsteen, un mio amico mi registrò il primo album di questo cantante allora sconosciuto.

Ascoltalo Chit perché è ancora un po’ acerbo ma secondo me si farà

fu la premonizione di Tony (il mio amico con il quale condividevo la passione per la musica, soprattutto quella del Boss Springsteen) e solo io so quanto mi piacerebbe rintracciarlo ora per dirgli che aveva avuto ragione. Ebbene, il caso volle che di quell’autoradio si ruppero quasi completamente i tasti ‘eject’ e ‘reverse’ cosicché mi ritrovai per lungo tempo ad ascoltare gioco forza le canzoni di quel rocker in erba.

Mi piacevano, erano orecchiabili, parlavano di emozioni e sentimenti a 360° ma non erano banalotte (alla “sole-cuore-amore” per intenderci) e poi parole e musica si abbinavano a meraviglia con quella che era la mia vita in quel periodo. Passò qualche mese ed eccolo in concerto a Torino per la promozione dell’album. Lì lo aspettavo! Avendo uno zio musicista (di cui un giorno magari vi parlerò) so bene come in studio tutto diventi più facile mentre live ci sei solo tu artista, la tua band e il pubblico. Cadono filtri e barriere e ciò che sei, se non una l’altra canzone ma prima o poi viene fuori senza alibi.
Invece quel ragazzotto emiliano e la sua band ci sapevano fare. Certo, mezzi ed esperienza non erano quelli di adesso, ma avevano voglia non solo di suonare ma di provare a trasmettere qualcosa e questo, più che una melodia o un ritornello, è la vera forza di un cantante. A quell’album ne seguirono altri, altri concerti nel quale quando possibile presenziavo seguendo questa parabola lenta ma costante che portava questo artista ad esprimere sempre meglio ed in maniera sempre più forte le sue emozioni, che poi, essendo quelle di un uomo potevano essere anche le mie e quelle di molti di noi. Pian piano i palazzetti risultarono stretti per il suo pubblico, così cominciò la stagione dei concerti negli stadi (San Siro, Udine, Torino quelli che seguii) e pian piano il suo pubblico aumentò.
Si sa, il rischio quando si vola alti è quello di farsi ancora più male se si dovesse cadere, ma il Liga non m’ha mai dato l’impressione dello “sborrone” bensì quella di una persona umile, che non disdegna di mettersi alla prova in altri settori (Radiofreccia e Da Zero a dieci i suoi due film più celebri) sempre però con molta umiltà, senza aver la pretesa d’insegnare o inventare nulla ma solo, molto più semplicemente, di emozionare.

A questo ha sempre affiancato il suo impegno civile fatto di poche parole e piccoli e semplici gesti, come quello durante la turnè dello scorso anno di ricordare l’importanza del referendum (poi vinto il 12-13 giugno di quest’anno) per il quale si stavano raccogliendo allora le firme o far scorrere sul grande schermo sulle note delle sue canzoni gli articoli della Costituzione italiana. Di lui un grandissimo cantautore italiano disse:

Mai visto un musicista comunicare col pubblico come sa fare Luciano
(Fabrizio De Andrè)

E sapere che questo suo “dono” (perché tale credo sia) non venga utilizzato solo per meri fini personali è ciò che più e prima di tutto mi fa rispettare questo ragazzotto ormai diventato uomo.

Insomma posso dire tranquillamente che questo artista l’ho un po’ seguito in tutto il suo percorso e anche per questo mi dava enorme fastidio aver perso due appuntamenti speciali: il concerto con l’orchestra fatto all’Arena di Verona (2009) e, più di tutti, il grande happening di Campovolo (2005). Per l’Arena sto aspettando un’altra chance, intanto ho posto rimedio all’assenza del 2005 partecipando a Campovolo 2.0 sabato scorso insieme ad altre 113mila persone insieme alle quali ancora una volta mi ritrovo a dire:

“Grazie Liga”!

Campovolo 2.0 @ Reggio Emilia, 16/07/2011
[ clicca sull’immagine per accedere al racconto fotografico]

Un grazie a coloro che hanno condiviso quest’esperienza, mia moglie, “sister” Paola, mia nipote Agnese, Arianna e Seba



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25 Commenti a “Il mio Campovolo 2.0”

  • Tina:

    Ho scoperto il Liga attraverso il mio cantautore preferito Pierangelo Bertoli che per dare una spinta al Liga incise più di una sua canzone.

    In “Canzone di autore” mi pare ce ne siano due, non è una mia passione, ma gli riconosco grande capacità di comunicazione e come dici, mai testi banali.

    Buona serata Claudio 😆

  • Io purtroppo non apprezzo molto il Liga. Soprattutto negli ultimi tempi, faccio proprio fatica a farmelo piacere (unica eccezione uno degli ultimi singoli usciti, che ho amato). Ero però un grande fan del suo doppio live Su è giù da un palco.

    • Chit:

      Perchè “purtroppo”??? 😀
      … per fortuna, non fosse altro per il fatto che già eravamo stretti sul prato se c’erano altre persone non so come finiva 😉

  • Il mio collega ha partecipato ad un concerto del Liga decenni fa. Saranno stati in 300. Si vanta di questo antico avvenimento ancora oggi.

    Un abbraccio e buon giovedì

  • Dece essere stata una figata…
    Che dire su Liga, ogni volta che ascolto una sua canzone rivedo un fatto della mia vita, magari piccolo, magari passato velocemente ma lo rivedo.
    un saluto

  • ciao Claudio anche mia nipote c’era ed è rimasta entusiasta! ciao un abbraccio Paola

  • Baol:

    Sono un ex iscritto del fan club del Liga e quindi posso capire le sensazioni ed il piacere. Ancora adesso quando riascolto le canzoni dei primi cd mi vengono in mente un sacco di ricordo; è stato il mio primo concerto, con gli amici; doveva essere in un palazzetto dello sport e, per sfortuna del posto, siamo finiti in un teatrotenda, con tanto di sedie…che hanno fatto una brutta fine. Ho smesso di seguirlo assiduamente da Miss Mondo, non so, non mi “suonava” più ma, probabilmente non era lui ad essere cambiato ma io. Lo ascolto ancora con piacere e sono sicuro che il concerto sia stato meraviglioso!!

    Ciao chit 😉

  • IO adoro letteralmente alcune sue canzoni come
    ho perso le parole
    il giorno di dolore che uno ha
    leggero
    non smetterei mai di ascoltarle.

  • …Ciao CHITTTT!!!!
    a me piace …il giusto…non sono una fan accanita di Liga, ma la mia migliore amica lo è…non si perde un concerto, almeno un paio l’anno li va a vedere…aveva ovviamente anche i biglietti di questo Campovolo, ma è tornata in ritardo da un viaggio e l’ha saltato…con immenso dolore…:-(

    • Chit:

      Posso capirla molto molto bene, a me anni fa successe la stessa cosa con il concerto di Jackson Browne… 🙄
      Sono sicuro che tra qualche tempo arriverà un’altra occasione 😉

  • Condivido molto di quello che ha detto “Baol”. Fino a “Buon Compleanno, Elvis” (di sicuro il suo disco migliore) mi piaceva tanto. Dopo è divenuto ripetitivo e, francamente, degli ultimi tre album si salvano 6 canzoni in tutto. Però so cosa voglia dire la passione, Chit. E mi piace quello che hai scritto.

    • Chit:

      Quand’è sul palco riesce ad emozionarmi e siccome non è da tutti glielo riconosco e, quando posso, glielo dimostro nella speranza che questa sua capacità non venga mai meno 😉
      Un abbraccio

  • leggo che anche tu dormi poco, siamo una nutrita folla a quanto pare 😕

    Il Liga non mi piaceva qualche anno fa, ma ascoltando bene i suoi testi l’ho rivalutato

    • Chit:

      Siamo una bella tribù si, magari poco “invidiata” ma sicuramente numerosa 😉
      Riguardo al Liga credo sia impossibile se lo si ascolta non trovare qualche spunto in cui riconoscersi…

  • In questo momento “Il peso della valigia” è una delle mie preferite.
    La ascolto e la riascolto.
    Musica e poesia.

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