Jan Palach 1969-2009
… per non dimenticare …
(clicca per vedere la vignetta)
Il 19 gennaio 1969 moriva a Praga Jan Palach. Era uno studente universitario di ventuno anni.
Si era dato fuoco tre giorni prima in piazza San Venceslao per protestare contro l’occupazione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia avvenuta nell’agosto dell’anno prima e (come si legge tra gli appunti ritrovati su un suo quaderno) per “scuotere la coscienza del popolo … sull’orlo della disperazione e della rassegnazione”.
Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l’odio fra denti;
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti …
(Francesco Guccini – “Primavera di Praga”)
Al suo funerale parteciparono centinaia di migliaia di persone.
Dimmi chi era che il corpo portava
la città intera che lo accompagnava
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga
Altri dopo di lui si tolsero la vita nello stesso modo. Di loro non si ebbe però notizia. La censura fece in modo che non ci fossero altri martiri da dover giustificare.
Tutto questo accadeva quaranta anni fa.
Anche se da allora molta storia è passata, di quanti altri Jan Palach non sapremo mai nulla?
Testo e vignetta a cura del brother.
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Grazie del ricordo. Ti linko in un mio post.
Di tanti temo e comunque, a prescindere, SEMPRE TROPPI!
Io oso perché
tu osi perché
lui osa perché
noi osiamo perché
voi osate perché
loro non osano.
(Jan Palach)
Mi piace ricordarlo con questa sua poesia, ripresa da Luis Sepùlveda ne ‘Le Rose di Atacama’, entrambi capaci di lottare contro le dittature, per difendere i propri ideali.
Una rosa per Jan
Mia madre mi ha parlato di lui quando ero piccola per farmi capire l’importanza degli ideali.
Sono contenta che tu ne abbia parlato!
Grazie per averlo ricordato, mi dispiace solamente vedere tutti questi finti uomini di sinistra che di rosso hanno più niente, che hanno rinnegato la parte più pura e bella del comunismo, stare nei posti di potere e sposare le idee neoliberiste. Loro che all’epoca dell’invasione di Praga non avevano aperto bocca e quindi complici…perchè(parafrasando Guccini) l’ignoranza fa paura,e il silenzio è uguale a morte…
Sarò sincero perchè le cose vanno dette come stanno. Ero via per lavoro e come ho precisato alla fine del post, questa ricorrenza mi sarebbe probabilmente sfuggita. Ringrazio il brother che invece è più attento del sottoscritto.
Testo (che peraltro appoggio e sottoscrivo) e vignetta sono farina del suo sacco quindi ringrazio e “giro” a lui i complimenti
Mi era sfuggito completamente.
Credo che poi dopo Jan anche altri ragazzi fecero un gesto simile.
Hai ragione, sempre troppi…
Non so… non mi piace come gesto per protestare… non mi piace. da morti non si risolve nulla… è da vivi che si dovrebbe protestare. e cercare (ANCHE SE DIFFICILE) di cambiare il mondo. Non mi trovi d’accordo sull’idea di “martire”…
Come si fa a ricordare un martire della libertà quando è cominciato Grande Fratello?
Io me ne stavo dimenticando..Grazie per questo post. Nottina a te
è comunque un momento da ricordare e su cui riflettere tanto, sperando che insegni qualcosa
Ciao Chit!
Guero
Doveroso ricordarlo. Persone come lui sono i veri eroi dei nostri tempi.
@ curly:
non era mia intenzione entrare nel merito del significato della parola “martire”. Anche se avevo solo dodici anni, ricordo che tale venne considerato J.P. da molti che stavano da questa parte del Muro ed è verosimile che analogamente sarebbe stato per gli altri che lo imitarono (se si fosse saputo).
Superficialità? Emotività? Propaganda occidentale? Fai tu. Ricordiamoci che erano altri tempi.
Sul fatto che sia più proficuo lottare che suicidarsi, posso anche convenire, credo tuttavia che un gesto come quello di J.P. possa servire per stimolare una reazione da parte di chi ti è vicino e richiamare l’attenzione del resto del mondo.
Chit, hai citato una canzone che ho adorato tanto da ragazzo, e che mi ha fatto scoprire i Nomadi (anche se la canzone è di Guccini, la voce di Augusto Daolio rimane per me un punto di riferimento).
E quando la ascoltavo, non sapevo nulla dell’episodio. Adesso posso dire di saperne un pò di più.
Io la penso come Curly, per me la libertà non ha bisogno di martiri
Una ricorrenza che nessuno ricordava e forse molti neanche conoscevano.
Sono le ricorrenze che piacciono a te, quelle dimenticate che gli altri non considerano, che non ricordano o che non hanno mai saputo che esistevano.
Bravo Chit.
Daniele
eroi e martiri, anche se la storia cammina, da sola va più lenta
@Rockpoeta: stavolta il merito è del brother, io, confesso, l’avevo mancata.
@mauro: indubbiamente…