Le chiamerò morti grigie
Siamo ormai un mondo che da e vive di numeri. Non c’è notizia o quasi che non riporti dati di qualsivoglia sondaggio o statistica quasi a rafforzare la credibilità della notizia stessa. Ma come ben sapete i dati vanno comunque sempre letti ed interpretati con attenzione. E proprio da questa considerazione parte la mia domanda.
Infatti vi chiedo, visto che esistono le morti inserite nella cosiddetta categoria di ‘cronaca nera,’ esistono quelle cosiddette ‘bianche’ in quale categoria mettereste quelle, e sono sempre di più, che nascono da uno stato di frustrazione e d’inutilità derivate dalla mancanza del lavoro? (esempio 1 ed esempio 2)
Perchè in un mondo in cui, nonostante ottimismo e (presunte e millantate) riprese, c’è sempre meno occupazione c’è anche la matematica possibilità che le morti bianche diminuiscano ma questo non significa che il problema è stato risolto.

Io ho deciso di chiamarle morti grigie, per non sbagliarmi e soprattutto, per non dimenticarle perchè come cantava il grande De Andrè nella canzone del Maggio mi piace ricordare a questi Sigg. sondaggisti e statistici che:
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anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti
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Technorati Tags: italia, attualità, morti bianche, lavoro, sicurezza sul lavoro, morire di lavoro, disoccupazione, De Andrè, faber
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Le chiamerò morti grigie…
Non arrivano direttamente dal mondo del lavoro ma sono comunque ad esso collegate quindi le chiamerò così!…
Le chiamerò morti grigie…
Siamo ormai un mondo che da e vive di numeri. Non c’è notizia o quasi che non riporti dati di qualsivoglia sondaggio o statistica quasi a rafforzare la credibilità della notizia stessa. Ma come ben sapete i dati vanno comunque sempre letti ed interpret…
Amarissima vignetta!
Morti grigie..
Come la vita da disoccupato, mi sembra azzeccatissimo come nome.
E’ la triste realtà.
Morti grigie, definizione di grande impatto emotivo ed anche corretta oltre che molto amara.
Nulla da aggiungere, hai ragione su tutta la linea.
D’accordo con te. Vignetta tristissima…
Direi che morti grigie ci sta. E come dici tu è molto probabile che il loro trend aumenterà (anche se poi in realtà ci sono sempre state, solo che non se ne parla mai)
@Tisbe: ma trovo che “renda” molto bene l’idea (purtroppo)
@duhangst: credo anch’io…
@romano: tristemente vero!
@Rockpoeta: grazie Daniele
@Pino Amoruso: ma anche molto efficace…
@paz83: esatto!
Ci dovremmo chiedere come mai i telegiornali dedichino più spazio alla morte di Michael Jackson, per mesi e mesi, che al dramma degli omicidi, perché di questo si tratta, sul lavoro.
Per tutti loro non ci sarà nessun funerale di stato, solo una lapide anonima, ammesso che la famiglia se la possa permettere.
è una triste realtà, oggi si muore per portare a casa un tozzo di pane!
Siamo tutti molto occupati a cercare di sfangarla con il minor danno possibile, e la disoccupazione finchè non ci colpisce personalmente rimane spesso un numero o una percentuale dentro cui gioiamo di non esservi ricompresi. Fai bene tu a rimarcare questi fatti, che meritano sicuramente una riflessione, quando la tendenza generale è di tirar via e dimenticare in fretta.
Se ricordo e riscrivo qui sulle tue pagine, nero su bianco, quel vecchio motto che diceva “lavorare meno, lavorare tutti” cosa pensi? Che sono un sognatore? Uno fuori dal tempo e dal mondo? Eppure a me sembrava e lo considero tutt’oggi un pensiero molto ragionevole, nella sua semplicità. Estremamente equilibrato, mi piacerebbe definirlo. Purtroppo però vedo che l’orientamento è in tutt’altra direzione. Ciao Chit, stame ben.
e tutti quelli che se ne fanno una malattia?
Tanto reale quanto amara
Morti grigie, laddove la morte coincide con la vita, grigia.
@Matteo: sempre che possano permettersela…

@@enio: purtroppo si.
@reditugo: ricordo benissimo il motto e se ricordi dopo qualche “incomprensione” mi pare ci siamo capiti. Questo blog oltre che per il cazzeggio l’ho definito quello delle notizie di cui non sempre gli altri parlano. Ecco continuerà ad esserlo e questo del lavoro che se ne dica è un problema terribilmente attuale e desolatamente dimenticato. Stai tranquillo che non dimentico nè abbasso la guardia, è anche vero che nella blogosfera conto come il due di picche con briscola a bastoni ma… ci si prova!
Un saluto a te amico mio e rinnovo la disponibilità a fare un post a quattro mani con la tua esperienza
@mauro: … si aggiungono alla conta!
@enrico: sicuramente efficace
@alberto: esatto, una vita in monocromia…
Brutto essere disoccupati, peggio esserlo se devi prenderti cura di qualcuno. E il fatto che ci sia sempre qualcuno pronto a dire che se davvero si ha bisogno, qualcosa si trova, aiuta ancora meno. Spero davvero di non trovarmi presto in una situazione del genere, anche se le premesse ci sono tutte…