L’ENI può rimettersi la cravatta
Quello energetico è un problema serio. La gran parte delle persone ragiona pensando “io il mio lo faccio per risparmiare” ma, non basta. Tutti gli sprechi (e ce ne sono molti) ricadono poi inevitabilmente sulle bollette di tutti. E chi fa qualcosa per limitare gli sprechi? Pochi o nessuno. L’Eni per esempio da due anni ha lanciato l’iniziativa ‘Eni si toglie la cravatta’ (già commentata dal sottoscritto) con la quale “autorizza” i dipendenti nel periodo estivo ad andare in ufficio senza la stessa. Si, lo vedo il vostro sorriso stampato sul volto e so che non è molto ma è pur sempre qualcosa no? Ed allora ho deciso di aiutarli ed aiutarvi a sorridere un po’ di più! Oggi infatti ho scritto loro una mail informandoli di una nuova e rivoluzionaria trovata.
Nell’Iowa State University infatti hanno messo a punto questi due prototipi di giacca e cravatta a pannelli solari (sul design non mi pronuncio) che, in teoria, offrono all’indossatore piena autonomia e addirittura tanto di custodia nella cravatta per ricaricare il cellulare.

A voi considerazioni e conclusioni, io mi limito ad informarvi e non mettendo (finchè posso) giacca e cravatta non posso essere molto d’aiuto. Magari se un domani faranno anche la polo… chissà. Intanto spero che l’Eni non mi prenda troppo sul serio altrimenti vista l’aria che tira sui posti di lavoro ultimamente non vorrei diventasse la nuova divisa aziendale obbligatoria. Chiaramente, le due iniziative vanno in conflitto in quanto la cravatta o s’indossa o non s’indossa.
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Daniele Verzetti, Rockpoeta. scrive il 20 agosto 2008 alle 23:22
Divertente il gingillo
Non penso però che lo utiliezzeranno…sai loro sono solo per il petrolio o al massimo il carbone come l’ENEL.
Energia solare…. no, troppo antiquata
Alex scrive il 21 agosto 2008 alle 00:22
si dice che toccarsi il nodo della cravatta e far scivolare le dita lungo tutta la sua lunghezza sia un messaggio rivolto ad un pubblico femminile: “guarda come ce l’ho grosso!”
io non ho mai portato la cravatta, ma la giacca a pannelli solari potrebbe renderlo “inesauribile”!
Alex
Alianorah scrive il 21 agosto 2008 alle 01:37
Ma ti hanno risposto?
Oscar Ferrari scrive il 21 agosto 2008 alle 04:19
male non sarebbero anche delle pale eoliche da applicate alle orecchie…
ammiragliok scrive il 21 agosto 2008 alle 08:41
dall’ottobre scorso anche io ho smesso, dopo anni, anni ed anni, di indossare la cravatta (e la camicia)quotidianamente, ma non ho fatto alcun comunicato stampa…
… avrò sbagliato?
comunque adesso ho una scusa da dire a chi mi chiede:” come mai non porta più la cravatta signor ammiragliok?”
Anna33444 scrive il 21 agosto 2008 alle 09:16
Sciocchezze, tutto questo sono sciocchezze. Credo che adesso ci diranno d’usare il ventaglio invece dell’aria condizionata.
Chit scrive il 21 agosto 2008 alle 09:25
@Rockpoeta: complesso girare con pezzi di carbone addosso credo



@Alex: dici che è una questione di “cravatta” quindi?!
@Alianorah: credo stiano ancora ridendo!?
@Oscar Ferrari: come sempre mi inchino davanti alle tue proposte.
@ammiragliok: segnatela!
@Anna33444: non l’hanno già detto??
isline scrive il 21 agosto 2008 alle 10:31
Io la mattina passo dalla sede dell’enel e vedo tanti pinguini tutti uguali che vanno a lavoro…che tristess..
Comunque hanno tanto parlato di caricabatterie solari e a manovella, ma io nn ne ho mai visto uno dal vivo in un negozio!
Signor Ponza scrive il 21 agosto 2008 alle 11:31
Deve essere di una comodità…
Gisella scrive il 21 agosto 2008 alle 14:37
..se mai ti dovessero rispondere , sarei proprio curiosa di sapere……
Franca scrive il 21 agosto 2008 alle 16:31
Io sono per il massimo risparmio possibile (i miei figli dicono che il massimo stress glielo arreco chiedendo loro di spegnere le lampade che non servono…) però questa cosa mi sembra un po’ troppo scomoda…
Chit scrive il 21 agosto 2008 alle 20:04
@isline: eccone uno!?


@Signor Ponza: estrema, sicuramente!
@Gisella: voglio credere di no ma… spero di si!
@Franca: decisamente scomoda e riguardo ai consumi qua la mano, siamo in due a “battere” e devo dire che mia moglie dopo 12 anni comincia a spegnerne qualcuna. Ma io sono sempre in agguato
mauro scrive il 21 agosto 2008 alle 21:13
spero che non tutti quelli che lavorano all’ENI indossino giacca e cravatta, magari solo gli alti dirigenti,
e comunque meno male che non lavoro all’ENI, il mio abbigliamento informale sarebbe stato non gradito!
romano scrive il 22 agosto 2008 alle 02:58
Davvero gli hai inviata questa mail?? Se ti rispondono facci sapere.
Comunque più che sull’uomo dovrebbero progettare per gli edifici, macchine per sfruttare l’energia solare. Ma figurati se lo fanno.
Giangidoe scrive il 22 agosto 2008 alle 09:10
Dipende anche dalla sede. Per riprendere il discorso di isline, lavorare presso la sede centrale di ENEL a Roma -essendo quella principale, dirigenziale e più “esposta”- significa che praticamente TUTTI gli impiegati e a TUTTI i livelli devono indossare giacca e cravatta (e le donne, abiti supereleganti talvolta esageratamente da sfilata).
Certo, non c’è un regolamento scritto, ma è una convenzione talmente consolidata che se uno cominciasse ad uscire dal coro avrebbe sicuramente qualche problema.
paz83 scrive il 22 agosto 2008 alle 12:57
voglio dire, il paradosso subentra quando poi pensi che il prodotto deve essere fabbricato, dove? E per fabbricarlo ci boglio industrie..inquineranno? certo che si. Al confronto finale risulta meno inquinante la classica cravatta, e la soluzione di non metterla, rispetto a tutto il processo industriale che porterebbe alla creazione dei suddetti indumenti. Per cosa poi? per ricaricare il cellulare? Basterebbe spegnerlo sul posto di lavoro se non necessario, in modo da conservare carica evitando uno spreco..ad esempio. Ma poi serve ben altro..lo so bene. La mia è solo una breve analisi sul fatto in se!
Chit scrive il 22 agosto 2008 alle 16:51
@mauro: a chi lo dici…

@Romano. ti pare che posso aiutarli e non lo faccio?! Vi farò sapere senz’altro
@Giangidoe: con i tempi che corrono sicuramente
@paz83: tu cerci il pelo nel peluche però!?