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L’importanza di esser qualcuno, nell’ndrangheta come nel calcio

Seppur fatti i dovuti distinguo di ambienti, personaggi, situazioni sociali e quant’altro volete metterci, non vedo molta differenza tra notizie come questa oppure come questa.

Sembrano lo specchio di un mondo dove basta essere qualcuno per poter poi fare più o meno impunemente ciò che piace, in sfregio al prossimo, alle regole, alle leggi ed alle autorità.

E un mondo lontano dai valori con cui forse molti di noi sono cresciuti, valori basati, appunto, sull’accettazione di regole secondo le quali una cosa è “bene” ed un’altra è “male”. Regole forse sbagliate discutibili, sicuramente modificabili, ma mai e poi  mai da esser consapevolmente ignorati. Così la vedo personalmente, ma così constato, giorno dopo giorno, non esser più.

Ed allora mi tornano in mente delle parole di Pirandello:

… Non aver più coscienza d’essere, come una pietra, come una pianta; non ricordarsi più neanche del proprio nome; vivere per vivere, senza saper di vivere, come le bestie, come le piante; senza più affetti, né desiderii, né memorie, né pensieri, senza più nulla che désse senso e valore alla propria vita...

E mi chiedo: è forse questo l’unico rimedio contro tutto questo degrado generalizzato di valori?

Sinceramente non lo voglio pensare e men che meno mettere in pratica. Preferisco continuare a lottare finché avrò fiato e speranza che c’è ancora la possibilità di essere grandi persone anche da perfetti signor nessuno.



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19 Commenti a “L’importanza di esser qualcuno, nell’ndrangheta come nel calcio”

  • Nel calcio come nell’ndrangheta, l’importanza di esser qualcuno!…

    Sembrano lo specchio di un mondo dove basta essere qualcuno per poter poi fare più o meno impunemente ciò che piace, in sfregio al prossimo, alle regole, alle leggi ed alle autorità. Quindi mi e vi chiedo…

  • […] This post was mentioned on Twitter by Claudio Chittaro. Claudio Chittaro said: L’importanza di esser qualcuno, nell’ndrangheta come nel calcio http://goo.gl/fb/bjJLD […]

  • Una volta dicevano “Lei non sa chi sono io!”, adesso si risparmiano la fatica: hanno i dicitori spontanei per conto terzi.

  • Con Pirandello, in pratica è la perdita della coscienza, di quel “cogito ergo sum”. Per riacchiapparla ce ne vuole. Ce ne vorrà.

  • Chit:

    @Dalle8alle5: segno indubbio dei tempi che cambiano 😉
    @alberto: è vero che la storia insegna che esistono i “cicli” e non vorrei sembrarti troppo pessimista ma comincia a vacillare dentro di me la certezza che ciò, presto o tardi, possa avvenire… 🙄

  • io ormai ho la sensazione che dovunque ti giri non trovi nulla di buono. Eppure da qualche parte ci dovrà ben essere. Come fa la gente e non rendersi conto della situazione? sembra che tutti siano anestetizzati. Eppure la tv e tutte quelle storie li mi paiono fin troppo un alibi per la scarsa voglia di fare qualcosa della gente.

  • assolutamente vero Chit lottiamo da signor nessuno!!!

  • Adoro Pirandello e la sua capacità di tracciare i profili umani. In realtà nelle due storie che racconti non è il qualcuno che conta, è l’annichilire tutti gli altri, tutto il resto. Orribili

  • Bel post! Concordo con tutto quello che hai scritto soprattutto il finale. Un caro saluto

  • Chit:

    @paz83: la gente credo abbia pensieri apparentemente più seri, sicuramente primari rispetto al vivere comune dimenticandosi che forse il TUTTO passa anche attraverso questo
    @Ernest: aggiungo… orgoglionamente!! 😉
    @Trippi: siamo in due a cui piace Pirandello, gli accadimenti, come precisato, sono solo uno spunto
    @Romano: grazie della gradita conferma di non essere il solo a vederla così!

  • mi ricordo, anni fa, ebbi una discussione con il direttore didattico della scuola elementare di mia figlia. Il tizio, vistosi alle corde, tira fuori il famosolei non sa chi sono io”..serafca rispondo :”So perfettamente chi è lei. Lei è la persona pagata anche con le mie tasse, quindi sta rispondendo al suo datore di lavoro, abbassi la cresta x favore”. Gli è preso un colpo ma ha capito. Forse, forse eh, se tutti prendessimo coscienza del fatto che politica e politicanti sono alle nostre dipendenza, chissà, magari qualcosa cambierebbe…forse

  • Viviamo in un mondo dove non esiste piu’ la gavetta: tutti vogliono arrivare subito senza saper fare nulla.
    il problema, a parer mio, non e’ nei personaggi ma nel chi li esalta rendendoli tali.
    Se cambiassimo atteggiamento nei loro confronti forse non si atteggerebbero a “DIO in terra!!”
    Saluti

  • Chit:

    @Artemisia65: toglierei il “forse”, purtroppo gran parte della gente credo non abbia semplicemente voglia di prendere coscienza e, di conseguenza, assumersi responsabilità
    @nadiaflavio: tutto giusto, senza dimenticarsi che a renderli tali siamo (forse inconsapevolmente) anche noi 😉

  • Tina:

    Adoro Pirandello, la situazione che hai magistralmente illustrata, gente che mostra una nullità soggettiva e si sente qualcosa nel nome del “famoso”, la si può comodamente illustrare con il titolo della più famosa opera Pirandelliana: Sei personaggi in cerca d’autore, così è se vi pare.
    Buona giornata Chit

  • Pirandello docet. Hai ragione. Sempre di più si sta diffondendo un degrado dei valori causato secondo me da un’ ignoranza diffusa della gente.

  • Io penso che comunque se restiamo anche nel nostro piccolo persone con dei valori forti e incrollabili (perché non basta che siano forti, devono anche resistere a molti scossoni) allora le persone che ci sono accanto, ogni giorno, ci possono additare come esempio., prendere come esempio…poi, da quando ho dei figli a questa cosa ci credo ancora di più, anche se molto mondo rema contro!

  • Aly:

    Perfetta analisi la tua…purtroppo… Ormai certi valori “basilari” stanno via via scomparendo, e se magari ti permetti di portarli avanti passi per l’idealista di turno che non sa stare al mondo. Mi vengono in mente le parole d’uno scrittore, tale Diego Cugia, che in un libro scrisse “A noi, certi confessori ci hanno bacato dentro, ma almeno sapevamo che uccidere è peccato. Vedendo i piccoli Rommel in azione mi sono chiesto se non erano meglio i nostri orribili sensi di colpa. Mi sono chiesto: se questo insolente benessere economico dal quale siamo miracolati mentre i tre quarti del mondo crepano con la nostra benedizione, dovesse venire cancellato, chi glielo spiega ai minidittattori che la pappa è finita? Useranno le pistole…Perché loro non sono, hanno”

  • hai perfettamente ragione!
    “VIVERE PER VIVERE”………. Avvilente se fosse solo così…. anche per me non sarà mai così…
    un abbraccio ho visto che sei a Genova Paola

  • Chit:

    @Tina: anch’io adoro Pirandello e trovo potrebbero essere decine i riferimenti ai suoi scritti, per forza di cose ne ho scelto uno dei tanti…
    @Laura: ignoranza pericolosamente contagiosa … 🙄
    @la meringa: io parlo per me e posso assicurarti che puoi contarci che rimanga così come dici, vero è che l’andazzo generale fa stare poco allegri…
    @Aly: grazie e molto belle le parole di Cugia che hai citato.
    @paola: si, sono rientrato l’altro ieri e oggi pian piano mi riaffaccio sul blog 😉

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