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Mario Capecchi premio Nobel per la medicina

capecchi.jpgL’italiano Mario Capecchi è tra i vincitori del Nobel per la medicina. Nato a Verona nel 1937, ha compiuto settant’anni appena due giorni fa. Insieme al collega statunitense Oliver Smithies e al britannico Martin J. Evans è stato premiato per le ricerche sulle cellule embrionali. I tre sono stati scelti per una serie di “scoperte pionieristiche riguardanti il sistema embrionale delle cellule staminali e la ricombinazione del Dna nei mammiferi“. Questo ha portato a una tecnologia che ha permesso di avere a disposizione topi geneticamente modificati, oggi utilizzati nei laboratori di tutto il mondo.

Mario Capecchi era considerato dalla comunità scientifica internazionale un candidato naturale all’assegnazione del Nobel. Emigrato con la famiglia da Verona negli Stati Uniti quando aveva appena 7 anni, ha ottenuto i più importanti riconoscimenti scientifici. Capecchi è diventato famoso per il suo lavoro pionieristico sullo sviluppo del ‘gene targeting’ nelle cellule staminali di embrioni murini (ES cells). Questa tecnologia è utilizzata oggi dai ricercatori di tutto il mondo per ‘costruire’ topi con mutazioni inserite in un qualsiasi gene. La potenza di questa tecnologia è tale che il ricercatore può scegliere sia quale gene mutare che come farlo. In pratica il ricercatore può scegliere come e quali sequenze di Dna del genoma di topo vuole cambiare e ciò permette di valutare in dettaglio la funzione di ogni gene durante lo sviluppo embrionale o nelle fasi successive. Poichè tutti i fenomeni biologici sono mediati da geni, il ‘gene targeting’ sta avendo una ricaduta importante su praticamente tutti gli aspetti della biologia dei mammiferi, inclusi gli studi sul cancro, sull’embriogenesi, sull’immunologia, sulla neurobiologia e in pratica su tutte le malattie umane. Questa tecnologia ha molte applicazioni per la medicina clinica. Infatti attraverso di essa si può costruire qualsiasi modello di malattia genetica umana in animali da laboratorio, studiarne l’evoluzione e verificare l’efficacia di potenziali terapie contro la stessa. In un prossimo futuro, poichè si può scegliere quale gene modificare e come, nuovi approcci alla terapia genica basati sul ‘gene targeting’ potranno essere usati per correggere un gene endogeno difettoso nel tessuto umano appropriato. Queste nuove strategie di terapia genica mirate saranno perciò dirette alla causa prima della malattia piuttosto che ai sintomi.

Vi confesso che sono molto contento che ancora una volta un italiano possa fregiarsi di questo premio e, soprattutto, in una disciplina così importante come la medicina. Meno, molto meno contento, che questa persona stia mettendo a frutto il suo ingenio ed il suo intelletto al di fuori del nostro Paese. Ma si sa, tra fondi per la ricerca mancanti e certi veti della Chiesa forse…. meglio emigrare!

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17 Commenti a “Mario Capecchi premio Nobel per la medicina”

  • Provo la tua stessa frustrazione. E’ nato nella mia città, Verona, e rende grande l’america! Chiaro che nel suo caso non si tratta di cervelli in fuga visto chè si è trasferito là con i genitori all’età di 7 anni… però scommetto che non si è fatto nulla per fare in modo che ritorni!

  • La fuga dei cervelli è una delle vergogne più grandi dell’Italia. Conosco ragazzi che fanno i ricercatori qui per 800 euro al mese… poi penso a quanto guadagna un calciatore e mi viene da vomitare. Lo so che sono ambiti diversi,ma ti fa capire come sono sballati i valori nella vita 😈

  • Può ancora considerarsi una gloria italiana uno che vive negli USA da quando aveva sette anni? Ha studiato lì, si è formato culturalmente lì, non so. Però sono contenta lo stesso.

  • Gioia e tristezza allo stesso tempo per questo premio. I motivi li hai già detti tu.

  • Oby:

    La vergogna per l’Italia, piú ancora che l’osservare la fuga di cervelli, é che nonostante tutto si parli piú di scandali di vallette che di QUESTI che sono VERI scandali.

  • Ado:

    l’ho sempre detto che le “menti” non vengono riconosciute in Italia. Io, ad esempio, diventerò famosa all’estero 😀

  • Loredana:

    Io lavoro per l’università, quindi se commento, scrivo un romanzo.
    Perciò ti auguro solo buona settimana
    L

  • questa notizia l’ho sentita oggi per televisione. Uno che vive da sempre in America e’ Americano, quindi l’Italia non ha da vantarsi un medico tale. Non screditando l’insegnamento italiano, ma se vai in America sfondi di piu’, perche’ qui a sfondare ci pensano le vallette.. 😉

  • Sono anni ormai che si parla di come bloccare la fuga dei cervelli…ma i fatti stanno a zero.
    La verità è che qui in Italia la ricerca è bloccata…allora chi vuole svolgere il suo lavoro, senza limiti assurdi, va fuori.

  • è cresciuto in America ma penso che se fosse cresciuto qui sarebbe comunque stata la stessa cosa,purtroppo!!
    complimenti ad un nobel che di italiano ha poco e niente 🙄

  • Anche se fosse cresciuto in Italia, probabilmente sarebbe andato all’estero lo stesso.
    In Italia rispetto alla ricerca scientifica abbiamo, oltre ai tanti veti vaticani, obiettivi evidentemente più importanti

  • Chit:

    @Richard Gekko: no, facciamo tornare solo i poco-di-buono 😕

    @milla: ed anche di brutto mi pare!

    @Alianora: non lo so, però dall’intervista che ho sentito poco fa lo vorrei tanto che fosse italiano 100%!

    @Signor Ponza: purtroppo jè accussì! 🙁

    @Oby: invece ci si preoccupa del “tesoro” di Corona ❗

    @Ado: posso consigliartelo io il paese? 😉

    @Loredana: immagino, mi fido della parola…

    @giovanna: lasciamo stare cosa sfondano ma…sfondano! 🙄

    @Davide: l’unico cervello in fuga davvero è quello di Buttiglione 😉

    @polloncina: concordo, però è stato bello leggere che gli piacerebbe molto concludere le sue ricerche qui da noi… auguri! 😕

    @Franca: brava, colpito nel segno!

  • E’ una bella soddisfazione per noi italiani! Bravo Capecchi!
    Ciuz ..baci ^_^

  • Quando capiremo che la ricerca è la base dello sviluppo di un paese?
    Che bella notizia, che bello scoprirlo qui da te 🙂

  • stanno tutti all’estero eh…….

  • sono un dottorando e anch’io vorrei festeggiare i miei primi 70 anni con un nobel… ah no, lavoro in italia, sarà probabile come vedere un elefante vestito da ape maia… però se fate i bravi vi mando una cartolina da fuori…

  • daniela:

    Ciò che colpisce di più del Nobel a Mario Capecchi è la sua storia della sua infanzia, che è veramente eccezionale, incredibile.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Capecchi
    invece di mugugnare, deprimersi o di parlare di fuga dei cervelli, bisognerebbe prendere esempio dalla sua determinazione, coraggio e forza di volontà.

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