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Olanda: dall’eutanasia all’omicidio di Stato il passo è breve!

L’Olanda ha sempre rappresentato per me uno di quegli Stati a cui guardare non dico con ammirazione, forse è esagerato, ma sicuramente con rispetto e come punto di riferimento per ciò che riguarda il rispetto dei diritti e delle libertà della persona.

Tra le tante dal 2002 (d’accordo o meno che uno possa essere ricordo essere un ‘diritto’ e non un ‘dovere’ ndr) c’è quella della possibilità del ricorso all’eutanasia assistita. Non a  caso l’Olanda fu uno dei Paesi che si resero disponibili ad accogliere Eluana Englaro negli ultimi giorni della sua esistenza. Ultimamente addirittura, sotto una forte pressione dell’opinione pubblica, s’è pensato addirittura di estendere questa facoltà di scelta non solo ai malati terminali ma anche alle persone che hanno superato i 70 anni e che non intendano più continuare a vivere.

E, ribadisco, trattasi di facoltà al pensiero della quale qualche tempo fa sarei sobbalzato sulla sedia ma che da qualche tempo, forse perchè tocca da molto vicino, vedo in maniera differente.

Questa era l’immagine che avevo dell’Olanda, ovvero quella di un Paese attento e sensibile alla condizione di vita dei suoi cittadini e per questo motivo sono rimasto allibito e senza parole quando ho che il Cvz (un’authority per la supervisione della spesa sociale) che sta valutando di modificare la legge che assicura automaticamente ogni cittadino per la copertura delle spese mediche girando il conto al sistema sanitario nazionale.

Infatti in base ad uno studio il Cvz ha dimostrato che la spesa per la cura di alcuni farmaci usati per la cura di alcune malattie rare (due per la precisione; il morbo di Pompe e il morbo di Fabry) risulta elevata ed insostenibile, chiedendone pertanto l’esclusione dalla lista dei medicinali sotto copertura di spesa per il cittadino.

Ho scoperto questa vicenda seguendo un intervista di Marianne Vos, oro nella cronometro femminile di Londra 2012, che ha appunto dedicato la sua vittoria a Milou e Jonas, due fratellini colpiti dal morbo di Pompe e che si vedrebbero condannati a morte poco l’eventuale firma di questa modifica di legge.
A questo indirizzo potete vedere il video (fino a gennaio 2013 dopodichè il video é stato rimosso dalla rete ndr) a cui faceva riferimento la Vos nell’intervista che ho sentito e che sta facendo il giro dei vari social network e delle tv olandesi per sensibilizzare sulla vicenda.

Ah, dimenticavo, la parte fondamentale (per taluni), le cifre. Questa scelta pare porterebbe ad un risparmio di 700-800mila euro a fronte però della condanna a morte di 515 pazienti (400 afflitti dal morbo di Fabry e 115 da quello di Pompe) e qui… ognuno tiri le sue di conclusioni.

Insomma visto lo spirito di emulazione della governance dei vari paesi sicuramente si tratta di un qualcosa su cui vigilare attentamente in periodo di spending-review, perchè se è vero che c’è un proverbio che recita “mal comune mezzo gaudio” credo che in questo caso andrebbe cambiato in

mal comune, gran brutto segno!

Tra una distrazione e l’altra vigiliamo ragazzi, vigiliamo!



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14 Commenti a “Olanda: dall’eutanasia all’omicidio di Stato il passo è breve!”

  • Artemisia65:

    stiamo diventando tutti spartani…….

  • La cosa allucinante è che probabilmente avranno valutato il costo del medicinale senza valutare quante persone ne avevano bisogno. La stessa cosa stavano tentando di farla con il nostro contratto nazionale: volevano tagliare il comporto malattia riducendolo di parechi mesi. Ma che risparmio avrebbero ottenuto? Minimo perchè, fortunatamente, sono pochi i colleghi con malattie tanto gravi da richiedere assenze dal lavoro di svariati mesi. In compenso quei pochi disgraziati avrebbero pure avuto l’ulteriore penalizzazione di veder ridotta la loro tutela occupazionale…

  • Io spero che sia un equivoco, o siamo alla follia pura. Senza parole.

  • Purtroppo non si tratta di follia, almeno sapresti che e’ qualcosa che va fuori dagli schemi, ma del rapporto sempre esistito uomo-potere di pochi-denaro che schiaccia come un macigno il diritto alla vita di molti.
    Indignarci e’ quello che possiamo fare..combattere il sistema quello che dovremmo fare!!!
    Ciao friend

  • Avevo letto anch’io qualcosa in proposito e certamente fa effetto affrontare questi argomenti.

    Un abbraccio

  • terribile! il diritto (!!) di stato versus il diritto alla vita! a questo punto meglio l’Italia, dove, a diritto o al rovescio, mio marito può essere curato con una terapia che costa circa 20 mila euro per quattro infusioni l’anno. le persone come numeri, che pazzia!

  • Tina:

    Avevo letto la notizia e la memoria è corsa a Sparta e alle pagine di Ray Bradbury in Fahrenheit 451.
    Mi chiedo che fine ha fatto la leggendaria umanità…forse l’abbiamo solo idealizzata.

    Buona serata Claudio.

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