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Postcards from Sanremo, Italy

Coraggio italiani, anche questa è fatta!

Ieri sera infatti s’è conclusa una delle due maratone televisive annue  insieme a Miss Italia (elezioni a parte), che da tempo immemore hanno la capacità di attrarre l’attenzione degli italiani perché considerati come una “vetrina del nostro Paese” ovvero il Festival di Sanremo!?!?

Premetto che quest’anno complice un infortunio che mi tiene ormai da una settimana bloccato a casa (niente di grave e spero a breve di trovare la ‘chiave’ per raccontarvelo ndr) lo ammetto, l’ho seguito  un po’ di più tant’è che quest’anno ne scrivo pure. Chiariamoci, non che l’abbia fatto con totale abnegazione ed impegno, vuoi perché trovo documentari come quello sulla presenza dei macachi a Gibilterra più interessanti e movimentati di una conduzione di Gianni Morandi e vuoi perché tanto, si sa, l’onda lunga di Sanremo prosegue anche dopo la sua conclusione.

Sono contento di aver potuto godere della lezione di educazione civica ed educazione in generale, tenuta dal grande Roberto Benigni, che  abbia vinto Vecchioni non con la solita canzonetta fatta di ritornelli e rime,  che a qualcuno in Rai sia venuto in mente di chiamare Luca & Paolo a portare un po’ di “alimentazione forzata” ad un malato (il Festival) in agonia da tempo, che tra i concorrenti ci fosse non senza polemiche Davide Van de Sfross e la sua canzone cantata in comasco e neanche tanto male (tante le polemiche a riguardo, probabilmente non ci si ricorda più di un gruppo chiamato Tazenda). Insomma, questi giornalisti per una settimana hanno potuto ascoltare dei giovani cantanti e dei big ever-green  affermati come Al Bano, che fa parte di quegli artisti che si può dire che piacciono o meno ma sicuramente non che non siano degni di tale titolo e… poi vabbè, poi c’è l’altra parte della medaglia, quella in cui noi italiani riusciamo a dare spesso il meglio cioè il peggio. Ma non dobbiamo prendercela o arrabbiarci perché l’immagine che ne è uscita è molto, molto fedele all’andamento delle cose nel nostro Paese. Vi cito solo due piccoli esempi.

Come molti di voi sapranno quella che una volta era l’ammiraglia Rai  ha seguito un po’  l’andamento delle altre ammiraglie di Stato (Ferrovie, Alitalia e Tirrenia) cioè se n’è andata progressivamente ma costantemente a puttane! Di lei oggi rimane poco, per la precisione una tassa di proprietà e un gruppo di società dai nomi Rai-qualcosa (Rai Multimedia, Rai Cinema, Rai Trade, Rai premium, Rai Gulp, etc. ) secondo la logica bipartisan del più poltrone-più voti. E tanto d’amore e d’accordo fra di loro non devono andare costoro, soprattutto non dev’esserci una grande comunicazione ed organizzazione se nella conferenza stampa di ieri prima dell’ultima serata un funzionario ha pensato bene di dare i risultati, peraltro per sua ammissione “parziali” del televoto. Il video di quanto accaduto oggi è ‘stranamente’ scomparso dalla maggior parte dei media perché in Italia in un po’ tutti i settori è abitudine “compattarsi” quando c’è da pararsi il culo!, Per chi non avesse assistito alla scena l’unico link che vi posso lasciare è il seguente dopodiché… a voi il giudizio.

Ed infine una piccola menzione per coloro che sono o dovrebbero essere il futuro del nostro Paese: i giovani. In gara tra loro c’era anche Micaela Foti, 17enne il cui curriculum parla di studi classici e musicali e, ad oggi, della non frequentazione di Arcore quindi persona sicuramente degna di attenzione per la sua (normale) originalità. Ebbene, venerdì sera la giovane artista è stata fatta esibire in fretta e furia prima di mezzanotte salvo poi, alla fine (ore 00.45) non chiamarla sul palco per la premiazione anche se seconda arrivata per “questioni di regolamento”. Evidentemente  dopo mezzanotte per le minori è lecito mignotteggiare  a Villa San Martino piuttosto che cantare sul palco dell’Ariston. Dispiace per l’artista ma, soprattutto, vien da chiedersi che senso abbia dare tanta importanza a questa categoria se poi non le si da la giusta visibilità. Mistero della fede…

Concludendo possiamo dire che se il Festival di Sanremo è, come si dice,  uno spaccato fedele del nostro Paese, l’immagine che abbiamo consegnato ai tanti media anche stranieri presenti (s’è parlato di record quest’anno) è quello di un popolo sicuramente talentuoso ma anche desolatamente disorganizzato e terribilmente bigotto!



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17 Commenti a “Postcards from Sanremo, Italy”

  • Non ne ho visto neanche 5 minuti,non ho sentito nemmeno una canzone…prima o poi scoprirò che una canzone che a me piace è arrivata ultima al festival di Sanremo…come al solito (non per niente hanno subito questa sorte cantanti tipo Zucchero e Vasco Rossi)
    Per il resto come non darti ragione? 🙄

  • Farfallaleggera:

    Ciao Chit, interessantissimo post, ed io, come te, ho visto il Festival. Confesso che mi è piaciuta la canzone di Vecchioni e quella che ha cantato Morandi.
    Vorrei porti un quesito a te e ai tuoi amici che ti commentano.
    Nella serata dei 150 anni dell’unita d’italia, Luca e Paolo hanno letto la lettera di Gramsci “gli indifferenti”…ora chiedo a voi: che centrava Gramsci con Sanremo e soprattutto con i 150 anni, essendo lui vissuto nel periodo fascista?
    🙁 🙁 🙁
    Ciao caro a presto. Annamaria

  • Non ho visto il festival, non mi interessa più da un pò di anni. L’unico momento che ho dedicato alla trasmissione è stato quando mia figlia mi ha avvisato che Begnigni stava per entrare in scena. Quello è stato un grande momento, quell’uomo è un grande. E’ riuscito a commuovermi

  • Il festival di Sanremo non lo reggo proprio.

  • Chit:

    @pibua: vuoi dirmi che sono fortunato? A me quella che piaceva ha vinto!?! ;
    @Farfallaleggera: il brano da loro recitato se non erro si intitola ‘Odio gli indifferenti’ e credo vada preso come spunto di riflessione per le sue parole piuttosto che soffermarsi al periodo storico
    @angelo azzurro: Benigni è una garanzia per le emozioni!?!
    @Dalle8alle5: neanche Mr. B e tanto altro eppure se ne parla però, no? … 😉

  • Non aggiungo altro, mi hai tolto le parole di bocca… aggiungerei anche che le canzoni mi sono sembrate tutte non un granchè…

  • Tina:

    Mi sto facendo una cultura su sanscemo leggendovi 😀
    L’ultima volta che ne ho visto un pezzettino risale al 1992, Bertoli cantava ITALIA D’ORO (profetica),come lui ha finito di cantare ho girato canale, tra post e commenti sto apprendendo chi ha partecipato e in veste di cosa…Benigni…non mi ha mai convinto, ho visto di meglio 😈
    Buona giornata Chit 🙂

  • Non saprei dirti nemmeno chi l’ha presentato… ignoro l’evento e anche le pre e post pubblicità! La verità? Mi angoscia… e nn so perchè! Ciao Chit!

  • sono in linea con il tuo punto di vista…aggiungerei che quest’anno secondo me è venuta anche meno un certo tipo di professionalità: i presentatori per me non sono stati per nulla all’altezza…tutto arraffazzonato…e molto poco professionale…per una manifestazione che si vanta di essere il fiore all’occhiello della tv nazionale…si reggeva tutto su pezzetti di scoth (non so se si scrive così, ma si capisce)…dai…ma come si fa a fare una intervista come quella di Morandi a Robert de Niro…patetica…per i soldi che hanno preso tutti un minimo di professionalità era richiesta secondo me…e a parte Benigni…il resto lo poteva fare anche un gruppo di parrocchia…(senza nulla togliere a chi si impegna in attività in parrocchia…)

  • Benigni grandioso ha tenuto incollati tutti al televisore sulla storia, e poi che goduria vedere la faccia degli zerbini in prima fila…
    un saluto

  • Vecchioni, avesse vinto o no (o se non avesse nemmeno partecipato) mi piace comunque.
    Per il resto ormai non sopporto più nessuno di questi show televisivi nazional-popolari…

  • Non l’ho visto, ma i giudizi sono sostanzialmente positivi, a parte qualche “sbavatura” che qualcuno si è preso la briga di raccontare (come te).
    La scelta di non far salire sul palco a ora tarda la minorenne è veramente ridicola. 😯

  • Una piccola precisazione: i Tazenda avevano cantato in dialetto solo una parte della canzone, mentre ‘sto qui, per la prima volta nella storia di Sanremo, l’ha cantata interamente in vernacolo. Personalmente, ho notato l’imbranataggine di Morandi, la staticità della Canalis che è talmente legnosa da far dimenticare anche la sua bellezza e il fatto che Luca e Paolo non hanno (potuto) dare il meglio di sé. Le canzoni, tranne qualche raro caso, erano di livello tipicamente sanremese. Io, per sopportare il polpettone, mentre vedevo le immagini (quando non ero al lavoro) seguivo la cronaca alla radio fatta dalla Gialappa’s. E sono persino riuscita a divertirmi.

  • Chit:

    @Robba12: la gran parte sono state canzonette da festival appunto, alcuni futuri tormentoni probabilmente…
    @Tina: neanch’io sono un afecionado e dubito lo diventerò, ma giocoforza quest’anno me lo sono “puppato” anch’io e questo a grandi linee ne ho tratto. Su Benigni che dire, credo abbia comunque saputo trasmettere emozioni e credo che più che dai “sogni” sia meglio per intanto ripartire da queste. Forse, dopo l’emozione, ci sarà spazio anche per l’indignazione! 😉
    @Bruja: proprio così…
    @Ernest: come scritto qui sopra credo abbia saputo emozionare e io sono sempre riconoscente a chi ci riesce 🙂
    @Giulio GMDB©: ho ancora tutti i suoi album e gran parte di quelli dei cantautori del tempo su cassette o vinile, pensa un po’ da quando lo seguo… 😀
    @turistadimestiere: più che ridicola demenziale direi 😉 Grazie della visita 🙂
    @alianorah: come no ‘scende la luna dal monte’, remeber te pare (l’anagrafe accomuna no? 😉 eppure… il virus van de Sfross mi sa che mi ha preso 😉

  • ACh - the brother:

    Da molti anni non guardo il festival di Sanremo. Non per snobbismo, nè perchè io sia contro a priori, ma perchè il panorama musicale proposto è lontano dai miei gusti e soprattutto (questo sì che mi vede contrario) perchè mal digerisco ore di televisione che con la musica e col canto hanno poco a che fare. Molto probabilmente non lo avrei guardato nenache quest’anno se non fosse stata la curiosità di sentire di cosa avrebbe parlato Benigni.
    Ed è grazie a lui che quella stessa sera ho potuto ascoltare Paolo e Luca leggere/recitare quel passo di Gramsci sugli “indifferenti”. Quel testo (non lo conoscevo, faccio ammenda) mi ha colpito profondamente. Quelle parole le ho sentite mie, perchè da tempo non sopporto chi si lamenta senza schierarsi, perchè da anni sostengo quando sia necessario partecipare, parteggiare, prendere una posizione. La densità di “indifferenti” nel nostro paese è altissima ed è anche attraverso il loro non scegliere che la politica è diventata il nulla che è oggi. Mi sono venuti in testa Gaber (la libertà non è star sopra un albero diceva in una sua cazone) e De Andrè (anche se voi vi credete assolti/siete per sempre coinvolti) e mi sono venuti i brividi a pensare al particolarismo miope ed egoistico in nome del quale molti vivono nel loro nido estraniandosi e, di fatto, delegando. Salvo poi indignarsi e lamentarsi.
    Non so quanti fossero gli indifferenti che quella sera guardavano il festival, nè se abbiano capito il profondo senso delle parole di Gramsci lette da Paolo e Luca.
    Certo è che il messaggio era forte e chiaro.
    Mi accontenterei che fosse è servito ad aprire la mente anche solo ad uno di loro.
    In ogni caso un grazie sincero ai due grilli parlanti di Sanremo 2011.

  • ACh - the brother:

    @ farfallaleggera: vorrei solo far presente che 2011-150 fa 1861. Mi pare che il periodo del fascismo (se non sbaglio inizia nel 1922) ci stia tranquillamente dentro nell’arco temporale dei 150 anni …

  • Mi piace come hai saputo sintetizzare in una frase (l’ultima del tuo post) tutta l’essenza del Festival. Concordo pienamente!!
    Spero che l’infortunio non sia nulla di grave… 😕

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