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Articoli marcati con tag ‘afghanistan’

Profughi afgani come Mike Rowe?

Che l’Italia, nonostante cosa dicano i destristi o i cinquestallati, non brilli di sensibilità verso il prossimo soprattutto quando straniero è cosa risaputa e ormai non mi stupisce più di tanto.

Che a non brillare di questo tipo di sensibilità siano anche gli abitanti di Trieste, confesso… mi fa più male che in altri casi.

Perchè?

Semplice, perchè Trieste ed i triestini sono una di quelle zone e realtà che storicamente hanno vissuto e pagato sulla propria pelle cosa volesse dire ritrovarsi “ospiti” di un paese o di uno stato straniero anche se non lo si voleva o desiderava.

Per questo NON capisco assolutamente tono e tipologia di alcuni commenti a questo articolo sul “giornale” ‘Il Piccolo’ in riferimento ad un gruppo di profughi afgani che stazionano sulle rive del fiume Isonzo.

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Marchionne e il (suo) concetto di opportunità

E’ di ieri un’intervista radiofonica, di cui purtroppo non ho trovato traccia in rete, di Marchionne in merito alle notizie per cui Fiat nel solo mese di febbraio ha subito un calo del 16,5% delle vendite in Europa. Ha definito fisiologico questo calo fornendo però subito, da buon e navigato top-manager, una ricetta per per uscire dalla crisi economica.

… sacrificio, flessibilità e attenzione a tutte le nuove e possibili opportunità.

Evito e tralascio ogni commento in merito che sarebbe comunque poco elegante. Ricordo solo a Marchionne & Co. che se queste regole valessero universalmente forse, in questi ultimi anni, con qualche sacrificio, maggiore flessibilità e un po’ più attenzione alle nuove opportunità potevano abbassare un po’ i costi dei loro “prodotti” visto che aumentano già, e di parecchio, gli oneri accessori (leggi; carburanti, assicurazione e manutenzione).

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LIBERI i volontari di Emergency

LIBERI !!!

In mezzo a tanto letame ogni tanto l’informazione regala anche qualche buona notizia. Caso vuole tutto ciò avvenga dopo una manifestazione, quella di ieri, che (parole del ministro LaRussa) “richiava di mettere a rischio la loro libertà“. Resta da capire il perchè siano stati “arrestati”.

Speriamo solo non trovino troppi check point americani prima di arrivare in aeroporto…

Frattini e le sue verità sul caso Emergency

Aprile 2010 ...

– clicca sull’immagine per vedere la vignetta del brother –

(cliccare qui per vedere la raccolta completa)

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El G8 ga solo rotto! (cosa non lo digo)

logog8_triesteCapisco che la morte di Michael Jackson abbia distratto un po’ i media ma come tutti sapete(?) a Trieste nei giorni scorsi si è tenuto un importantissimo(??) vertice al quale hanno partecipato i “grandi” del mondo (balla, non s’è visto nissciuno!) sul tema dalla sicurezza alla lotta al terrorismo, dalla proliferazione nucleare al fenomeno sempre più preoccupante della pirateria. Ma soprattutto si è parlato di Afghanistan ed Iran, anche alla luce degli ultimi accadimenti e non solo per quel che concerne il nucleare. Risultato finale del vertice? Una nota congiunta dei partecipanti di monito all’Iran e la promessa di ritrovarsi a settembre per un aggiornamento della situazione e per decidere le soluzioni da adottare. In sintesi, in dialetto triestino, mi verrebbe da scrivere che ‘no i ga combinado un’ostia!!‘ (e non c’era motivo di credere diversamente). Mi chiedo, non potevano decidere di trovarsi direttamente a settembre a stretto giro di passaparola tramite telefonate?

E per i cittadini triestini cos’ha significato questa  “grande vetrina che aiuterà a rilanciare l’immagine del nostro turismo e della nostra città“? Bè, credo in sintesi di poter dire che ha solo rotto altamente le palle! Si perchè le imponenti misure di sicurezza hanno creato non poco fastidio non solo ai residenti ma anche a chi, e sono tra quelli, ha la (s)fortuna di lavorare nella zona del vertice. Dopo vent’anni dalla caduta del muro ho rivisto crearsi “muri” e barriere, indispensabili per arginare i  pericolosi no-global (evidenziati in rosso nella foto) accorsi, seppur armati di palloncini e bandiere.

Pensavo Trieste avesse un Sindaco paladino dei suoi cittadini, un sindaco capace di indignarsi per delle bandiere rosse e qualche ora di intralcio al traffico nella preparazione all’arrivo del giro d’Italia ma al tempo stesso capace di genuflettersi al potere dei grandi. Come ormai la politica ci ha insegnato una cosa è la teoria, un altra la realtà. Il vertice infatti doveva anche fungere da “volano” per la ripresa economica della città. Io non so se questo avverrà  o meno, quello che posso constatare è che Trieste è una cittadina con quasi tutti i negozi in centro e per tre giorni il panorama delle vetrine era il seguente:


volano per economia?
volano per economia? volano per economia?

Come disse Lorenzo De Medici “del doman non v’è certezza chi vuol esser lieto sia.”

[tags]italia,trieste,politica estera,g8,economia,iran,afghanistan,nuclere,personale,dipiazza[/tags]

Afghanistan o Italia: chi è più talebano?

Chi mi conosce sa della mia avversione verso le guerre. Tanti i motivi, tutti se vogliamo opinabili e discutibili ma così è sempre stato. Nel caso dell’Afghanistan si è partiti, oltre che per moda, con il miraggio di BinLaden  e per rendere libera e moderna una nazione. Ora, ai guerrafondai sempre pronti a partire ed esportare con le armi i valori occidentali, chiedo se sia il caso di aggiungere altri morti (finora tredici) e spendere altri soldi (solo nel 2007 e metà del 2008 abbiamo speso 591 milioni di euro) per arrivare a risultati come questi?

Mi stupiscono molto questi risultati, ma poi leggo alcune dichiarazioni del miniministro Brunetta rivolte alle donne della P.A. del tipo «Se vincete tanti concorsi come mai siete così poche ai vertici della carriera?» o ancora «Far finta di essere malate per accudire i figli o i mariti vuol dire buttare via la propria professionalità: bisogna rompere queste compensazioni perverse» e capisco che la differenza tra noi e gli afgani forse sta solo nel burqa.

Perchè Sig. miniministro, credo che se veramente vuole fare qualcosa di risolutivo sia giunto il momento di tirare fuori dai suoi tornelli (che non dimentichiamolo al momento, aldilà delle parole, sono la sua più “grande rivoluzione”) nomi e cognomi, indipendentemente dal sesso. Perchè  abbiamo tutti gli occhi e vedo spesso anche tanti ometti ai bar in orario di lavoro.  Basta con attacchi sensazionalistici a 360° e provocazioni. Lei dice che cerca «di rompere un equilibrio perverso». Personalmente così facendo credo rompa tutt’altro, almeno a me!!

Spero che le donne, molte donne, tante le cui madri o sorelle hanno lottato per certi diritti  si ricordino  la prossima volta che dovranno mettere una X su una scheda elettorale di quest’atteggiamento sessista e siano loro a rompere “qualcosa” a Lei!

E mi chiedo, facendo le dovute proporzioni, chi è più talebano tra loro e uno come Brunetta?

[tags]afghanistan,missioni di pace,democrazia,brunetta,talebani[/tags]

Afghanistan, ecco perchè tanto odio contro di noi

Us_in_afghanistanQuello della missione in Afghanistan è da sempre, e spesso a sproposito, argomento dibattuto, Mai nessuno però ha provato a capire quali potrebbero essere le VERE cause (oltre all’ovvia alleanza con i mercenari stars-and-stripes) di tanto astio e odio nei confronti dei nostri soldati che (in linea teorica) sarebberò lì per una missione umanitaria.

Un recente rapporto dei Servizi Segreti al ns. Parlamento ha messo in evidenza come “Rimane elevata la probabilità di attacchi contro militari e civili italiani all’estero, specialmente in aree di grande crisi (ad esempio Afghanistan e Libano), ma anche in altri territori ove insistono nostri interessi“. Paradossalmente tale attività risulta addirittura in aumento negli ultimi tempi, ma come è possibile visto che siamo lì (in linea teorica) a portare Peace & Love?

TROVATO!!!

Sti’ poveri talebani hanno sopportato di tutto in questi anni, compreso il bombardamento fisico (“intelligente” e non ndr) ma quando è cominciato un altro tipo di bombardamento, quello mediatico, bè, lì gli son girati gli zebedei!  Che in Italia si sia messi maluccio è risaputo e passi, ma che non si trovi niente di meglio che mandare a sti poracci un format televisivo a metà tra Sanremo e X-Factor  beh?!…

Penso si sarebbero incazzati di più solo se gli portavamo “P come Protestantesimo”.

 

Rapiti e ostaggi di serie ‘A’ e serie ‘B’

E’ di pochi giorni fa la notizia della liberazione, seppur con molti punti “oscuri” come sempre in questi casi, di Daniele Mastrogiacomo. Era stato rapito il 6 marzo insieme al suo autista (ucciso dai talebani) ed il suo interprete (al momento “disperso”). La sua prigionia è durata circa 14 giorni durante i quali tutti, giornali, telegiornali, siti web, blog e quant’altro poteva fare “rumore” si sono mobilitati per la sua liberazione. E fin qui c’è da esserne fieri, tutti!
Poi però mi sono trovato a leggere un editoriale che mi ha obbligato a fermarmi a riflettere. Parlava degli altri italiani rapiti, seppur a migliaia di chilometri dall’Afghanistan, il 7 dicembre 2006 e rilasciati il 15 marzo, quasi in concomitanza con Daniele Mastrogiacomo. Durata della prigionia esattamente 98 giorni durante i quali, e mi ci metto anche io in prima fila, il loro “dramma” è passato tranquillamente e beatamente in secondo piano.
Come mai tutto questo? Sono andato a vedere ed ho ricostruito un po’, giorno per giorno, le prime pagine dei vari giornali e quotidiani. A fine anno ha tenuto banco la condanna e l’esecuzione di Saddam Houssein, poi la Finanziaria e la crisi di Governo, poi Vicenza e la base Nato insomma, diciamocelo, per gli ostaggi non c’era nè spazio nè tempo. E poi chi erano costoro? Semplici ingenieri che, seppur ben retribuiti, erano comunque lì, come si dice in gergo, per “guadagnarsi la pagnotta”.
Nel secondo caso invece c’è stata una vera e propria mobilitazione mediatica con tanto di appelli, controappelli, manifestazioni patrocinate da Autorità locali e nazionali insomma, quasi una questione di Stato. Sarà che l’unico grande ed importante argomento d’attualità nel Paese in questi giorni sono Fabrizio Corona e “vallettopoli” ma… non ci voglio pensare. Allora la domanda nella mia testolina sorge spontanea; ma cos’è che dà valore ed importanza alla vita di una persona? Perchè due situazioni “simili” sono state affrontate inspiegabilmente in modo cosi differente??

Che forse, magari inconsciamente, esista una classifica d’importanza ‘professionale’ alla Farnesina e nell’opinione pubblica in genere? O forse semplicemente siamo così media-dipendenti che tutto ciò di cui loro non parlano lo reputiamo “problema risolto”?

Un ultima cosa che può dare agli “internauti” il peso e la misura di quanto sopra scritto e può aiutare a riflettere.
Sono andato su google ed ho effettuato queste semplici ricerche:
– Daniele Mastrogiacomo: 1.830.000 risultati;
– Francesco Arena Cosma Russo; 272.000 risultati;
– Chit blog; 1.310.000 risultati.

Se qualcuno ha qualche idea in merito e desiderla condividerla con il sottoscritto gliene sarei veramente grato.

Per quel che può servire chiedo SCUSA a titolo personale Francesco Arena e Cosma Russo per non averli assolutamente e minimamente “filati” durante questi 98 giorni. SCUSATE ancora.

LIBERO Gabriele Torsello!

Finalmente LIBERO!

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Fonti notizia:
LaRepubblica e Peacereporter

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Con molto orgoglio…