Evidentemente la politica del solo ottimismo non basta perché non c’è situazione di empasse che non venga affrontata dai nostri governanti con degli incentivi.
In principio (poi periodicamente riproposti) ci furono quelli per l’acquisto ed il cambio della vettura con l’alto e nobile fine di modernizzare il parco macchine circolante e diminuire le emissioni nocive nell’aria. Le notizie recenti di cronaca dimostrano che forse i conti (esclusi quelli di “mamma Fiat”) non erano corretti.
Quindi lo scorso anno con il decreto “anti-crisi” (anche se ne veniva negata l’esistenza ma non sottilizziamo) ecco il cambio di rotta: via ai nuovi ma questa volta per le biciclette e a “incentivo di 500 euro per la rottamazione di motocicli o ciclomotori Euro 0 o Euro 1 per acquistarne un motociclo nuovo Euro 3, fino a 400 di cilindrata“.
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Attualità | Chit |
1 febbraio 2010 11:44 |
Commenti (22)
Quello dell’ambiente è un problema che troppo spesso viene affrontato dai media quando la natura si ribella e lo dimostra con qualche calamità come tsunami, uragani, valanghe o terremoti. Ormai i media e chi avrebbe, tra gli altri, il compito di educare e sensibilizzare su questi temi preferisce cavalcare le notizie (spesso drammatiche) di questi eventi piuttosto che fare in modo che tutto ciò non accada.
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Tranquilli, nonostante il silenzio di questi giorni vi confermo che anche quest’anno ho superato brillantemente queste giornate che, almeno per me, hanno ormai perso totalmente la valenza originaria e sono diventate una specie di “30 ore per la vita” (la mia! ndr). Per fortuna ormai i nipoti sono cresciuti e non servono più pantomime in maschera rossa e barba bianca, i genitori ahimè lontani (purtroppo), così tutto s’è limitato ad un pranzo il 25 con il brother e nulla più.
E forse ho sbagliato scelta anche quest’anno. Avrei potuto mettermi all’ingrasso, mangiare come un maialino, ma chi mi conosce sa che sono persona che si prende facilmente più per il sedere che per la gola. Ma cos’è che fa continuamente cambiare gli equilibri del mondo? Bè, per esempio notizie come questa, che infondono ottimismo in coloro che hanno esagerato con la tavola ma, sopratutto, che portano a nuovi equilibri economici. Basta sceicchi, sultani, terre ricche da bombardare per difenderle o farle proprie (confesso che non ho mai capito bene se c’è differenza). Basta con tutto questo! La notizia di cui sopra suona un po’ come un ground zero che porta ad identificare una nuova classe sociale di potenziali miliardari. Qui di seguito qualche esponente di questa nuova classe di ricchi verso la quale già non mancano minacce:
Me ne sono sicuramente dimenticato qualcuno, a voi il compito di ricordarmeli. Nel frattempo, se avete creduto a chi vi dice di spendere che la crisi è solo una “sensazione” bè… potete credere anche a questa news no?!
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Chit, ma che stai a dì??
Come possono delle bontà così così fragranti ed innocue distruggere il mondo? penserà qualcuno di voi.
Circa la potenziale pericolosità delle “figure apparentemente innocenti” mi basterebbe ricordarvi la scena finale di Ghostbuster, quella in cui il mondo viene messo in pericolo da un enorme pupazzo dei fiocchi d’avena.
Solo che questo che vi racconto non è un film e non c’è proprio nulla da ridere!
Qualche giorno fa infatti ho scoperto, non senza stupore, da un rapporto di Greenpeace che la deforestazione in Amazzonia è gestita da un software online dove le compagnie sono obbligate a comunicare i quantitativi tagliati, esauriti i quali, non viene più concessa loro nessuna autorizzazione. Ebbene, pare che questo ’sistema’ sia stato più volte forzato con l’appoggio di alcuni pirati informatici. Risultato: le compagnie del legname e del carbone hanno tagliato illegalmente 1,7 milioni di metri cubi di legno, quanto basta a riempire 780 piscine olimpiche. Lascio a voi ogni conclusione in merito.
Aggiungo solo una precisazione a quanto riportato da Greenpeace e cioè il fatto che, con tutta probabilità, costoro non sono hacker bensì cracker cioè “colui che si ingegna per eludere blocchi imposti da qualsiasi software in genere“.
Ed a noi non resta che sperare che si avveri quel che cantava il grande Fabrizio DeAndrè e cioè che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori” perchè qui, passatemi l’espressione, ma di merda ne vedo parecchia!
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Quello energetico è un problema serio. La gran parte delle persone ragiona pensando “io il mio lo faccio per risparmiare” ma, non basta. Tutti gli sprechi (e ce ne sono molti) ricadono poi inevitabilmente sulle bollette di tutti. E chi fa qualcosa per limitare gli sprechi? Pochi o nessuno. L’Eni per esempio da due anni ha lanciato l’iniziativa ‘Eni si toglie la cravatta’ (già commentata dal sottoscritto) con la quale “autorizza” i dipendenti nel periodo estivo ad andare in ufficio senza la stessa. Si, lo vedo il vostro sorriso stampato sul volto e so che non è molto ma è pur sempre qualcosa no? Ed allora ho deciso di aiutarli ed aiutarvi a sorridere un po’ di più! Oggi infatti ho scritto loro una mail informandoli di una nuova e rivoluzionaria trovata.
Nell’Iowa State University infatti hanno messo a punto questi due prototipi di giacca e cravatta a pannelli solari (sul design non mi pronuncio) che, in teoria, offrono all’indossatore piena autonomia e addirittura tanto di custodia nella cravatta per ricaricare il cellulare.

A voi considerazioni e conclusioni, io mi limito ad informarvi e non mettendo (finchè posso) giacca e cravatta non posso essere molto d’aiuto. Magari se un domani faranno anche la polo… chissà. Intanto spero che l’Eni non mi prenda troppo sul serio altrimenti vista l’aria che tira sui posti di lavoro ultimamente non vorrei diventasse la nuova divisa aziendale obbligatoria. Chiaramente, le due iniziative vanno in conflitto in quanto la cravatta o s’indossa o non s’indossa.
Link notizia
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E’ periodo di vacanze e, come ormai triste tradizione, quest’anno si respira aria di crisi economica. Quindi, molte famiglie saranno giocoforza obbligate a rinunciare alle ferie fuori città. Altri invece faranno mutui e chiederanno prestiti alle finanziarie pur di aver qualcosa di cui vantarsi a settembre con colleghi e amici ma dei coglioni preferisco non parlare.
Quello che desidero fare invece è dare un consiglio agli amici, in particolar modo a quelli napoletani, su come “muoversi”. Si sa, Napoli è famosa per personaggi come Totò e Peppino, per la pizza, lo è stata in passato in ambito marinaro grazie alla flotta Lauro e lo è stato (suo malgrado) di recente grazie alla vicenda dei rifiuti.

Allora sono sicuro che gli amici partenopei mi ringrazieranno per l’idea che sto per dargli. Veramente non l’ho avuta io, l’hanno avuta Dr. Marcus Eriksen, Joel Paschal, Anna Cummins che hanno pensato di costruire una zattera riciclando un vecchio aeroplano Cesna e circa 15 mila bottiglie in Pet, unite insieme da corde realizzate con vecchie buste di plastica e con questa (udite-udite) fare rotta niente popò di meno che verso le Hawaii! Duplice risultato: sgomberare le strade e farsi le vacanze. Hanno anche un blog dov’è possibile seguire quasi in tempo reale la loro avventura se non ci credete.
Come dite? Ah, a Napoli manca la materia prima perchè l’emergenza rifiuti è terminata? (così almeno hanno detto Berlusconi ed il Tg4). Bè, perdonatemi ma da quel che ho letto qui e qui mi risulta tutt’altro ma… forse mi sbaglio…
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Il perchè arrivateci da soli, vi do un aiutino: stavolta non centra la politica ma è solo una questione geografica!
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Pensate parli di nuovo di politica? Naaa, anche se visti gli spunti ne avrei una voglia… però restiamo comunque ‘in tema’, infatti parlo di rifiuti, magari non della società come i politici ma di quelli materiali. Alzi la mano chi ha letto questa bella notizia?
Provate un momento a pensare di applicare questo tipo di distribuzione anche ad altri prodotti quali oli, latte, etc. Pensate a quanti ne consumate nel vostro nucleo familiare, a quanti contenitori (quasi sempre di plastica) buttate via periodicamente e poi pensate se questi rifiuti improvvisamente non esistessero più. Voi andate al vostro supermercato, comprate il quantitativo che volete voi (altro risparmio) del prodotto che vi interessa, lo imbottigliate, lo pagate e quando è finito riportate il “vuoto” al supermercato che provvederà a sterilizzarlo mentre voi potrete ripetere l’acquisto utilizzando un altro contenitore.
Non so come la pensiate voi, ma io questa iniziativa la reputo a dir poco sensazionale! Questa iniziativa mi risultava essere già in fase di sperimentazione (anche se c’è poco da ’sperimentare’ ndr) in alcuni supermercati della Liguria e nelle Marche ed invece oggi scopro che è operativa da tempo anche in Piemonte e non solo; se siete interessati a promuovere l’iniziativa nel vostro territorio esiste un sito in cui è possibile saperne di più.
Io ho già provveduto a stamparmi un po’ di documentazione che porterò al mio supermercato e mi auguro anche ognuno di voi faccia altrettanto. E’ un classico esempio di come VOLENDO si può fare qualcosa per l’ambiente e poco m’importa se queste notizie le dovrebbero dare i Pecorari-Scani, le associazioni ambientaliste o i media; non lo fanno loro? FACCIAMOLO DA SOLI!!
Se ci credete diffondete il più possibile l’iniziativa che tra l’altro, oltre all’ambiente, sposa alla perfezione un’altra emergenza molto forte, quella del risparmio (e forse anche per questo non ce ne parla nessuno)! E scusate se è poco…
Link all’iniziativa (con elenco dei punti vendita in Piemonte)
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Da una notizia apparsa su LiveScience, autorevole rivista, pare che gli storni che mangiano vermi contaminati dagli estrogeni cantano meglio e attirano più femmine di quelli non contaminati. Non so se sia vero ma prendo atto!
Qualche giorno fa però ricordo di aver letto un’altra notizia piuttosto allarmante in cui invece s’incolpava, tra gli altri fattori, anche l’inquinamento ambientale dell’aumento del tasso di infertilità maschile.
Traggo la conclusione che l’inquinamento faccia bene solo a certi “uccelli” ed agli altri non gli si può neanche dire “canta che ti passa“!
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E’ di oggi la notizia che il comune di Assisi ha commissionato dei cassonetti artistici decorati da pittori italiani. Il primo è stato fatto da tale Massimiliano Bardi e posizionato nel centro storico di Assisi. Dall’amministrazione l’invito a tutti gli artisti che hanno voglia di farsi conoscere ma soprattutto piacere di abbellire la città. (Fonte Ansa)
Pronta la replica da Napoli: «bè, da mò che noi li decoriamo!». Qui di seguito una piccola galleria d’immagini tratte dall’ultima biennale della munnezza tenutasi nel capoluogo campano e provincia.


(clicca sull’immagine per ingrandirla)
Per completezza d’informazione sull’argomento, perchè credo sia sempre bene far parlare coloro che queste vicende le vivono direttamente, vi consiglio la lettura di questo post estremamente indicativo di come le colpe non siano solo di camorra, governo o chi altri ma anche, E TANTO, della maleducazione e del menefreghismo proprio di tanti di coloro che oggi magari protestano!
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