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Articoli marcati con tag ‘appelli’

#freeRossellaUrru – Perchè ci sono anch’io

Rossella Urru,
Maria, Sandra Mariani,
Giovanni Lo Porto,
Franco Lamolinara,
Valerio Longo,

Letterio La Maestra,
Agostino Musumeci,
Valentino Longo,
Daniele Grasso,
Carmelo Sortino:

quest’inziativa e questo post sono dedicati a tutt* Voi!

Ci siamo, arrivato il gran giorno un buon e bravo blogger avrebbe dovuto farsi trovare pronto con un post che celebrasse a dovere l’evento ma… Vi ho mai detto che queste sono le pagine di un “buon e bravo blogger”?  Non credo, se l’ho detto o scritto mi dissocio e se ancora non bastasse… avete frainteso. Quindi non ve ne avrete a male se vado per la mia strada e quello che seguirà è un post scritto di getto. Per questo evito accuratamente ogni riferimento biografico a Rossella Urru ed alla sua vicenda; quelli sono sicuro li potrete trovare accuratamente dettagliati e verificati in altri blog che magari hanno avuto più tempo del sottoscritto per prepararsi.

Quello che mi premeva provare a spiegare è il perché ci si possa ritrovare ad aderire ad un’iniziativa del genere quando non si ha il piacere di conoscere (né direttamente né indirettamente) le persone interessate, non si ha “tornaconto” in tema di notorietà 2.0 (che è un’must’ di molti blogger e a volte è stata la principale finalità di alcune iniziative simili) e il pensiero che si tratti di un’azione più di emulazione che di reale interesse alla vicenda è giustificabile dall’esterno.

Io partecipo solo ed esclusivamente per un motivo e cioè quello del diritto di essere informato che poi, di riflesso, obbliga chi di dovere ad agire in modo da avere qualcosa di cui informare il prossimo. Perché se questo ‘qualcuno’ è una persona che conosco e di cui ho fiducia posso anche farne meno e fidarmi, ma se questo soggetto altro non è che un’Istituzione allora… permettetemi di sollevare qualche dubbio e comunque rivendicare il diritto a sapere, a conoscere.

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29/02/2012 un bloggin day per Rossella Urru #freeRossellaUrru

Abbiamo dimostrato altre volte come “l’unione fa la forza” non è solo un modo di dire,
per questo invito tutti coloro che hanno un blog a partecipare
il giorno 29/02/2012 al bloggin day per Rossella Urru

Per aderire all’iniziativa seguire le istruzioni sul sito di Sabrina.

Per chi volesse sostenere l’iniziativa su twitter
ricordiamo che l’hashtag da utilizzare è #freeRossellaUrru

Il governo del fare ne ha fatta un’altra!

Oggi vi chiedo un piccolo aiutino amici blogger e non solo!?

In data 30 marzo 2010 il nostro governo del fare ha fatto! In silenzio, non ha pubblicizzato troppo la cosa ma ha fatto un’altra porcata bella e buona. Con decreto interministeriale del 30 marzo 2010 pubblicato a tempo di record sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2010 n. 75 ha pensato bene di sopprimere le tariffe agevolate postali per tutte le organizzazioni del settore non profit.

Risultato?

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Firmiamo e impariamo

Ricevo stamane l’invito a firmare (fatto!) e diffondere l’appello promosso dalla ACP (Associazione Culturale Pediatri) per tentare di fermare la proposta della Lega Nord di abolire le cure primarie ed essenziali agli immigrati, compresi i bambini, sprovvisti di permesso di soggiorno. Non aggiungo altro e chi fosse interessato clicchi qui per saperne di più e firmare l’appello.

Una piccola nota. Questo ed altri appelli girano con “associata” questa poesia attribuita a Bertold Brecht:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)

Ebbene, invito tutti a non citare ‘ad minkiam’ testi altrui e leggersi questo breve passaggio di un nostro amico blogger tanto per non fare come… Mastella con Neruda, no!?

[tags]appelli,sociale,emarginazione,ingiustizia, brecht[/tags]

Non c’è niente da ridere, comunque!

Il copyright di aver parlato pubblicamente di un gesto personale ed intimo come il “pianto” spetta a Domenico Modugno; correva l’anno 1975 e portò al successo la canzone ‘Piange il telefono‘.

Più avanti venne il periodo delle ‘madonnine piangenti’; Civitavecchia, Forlì, Medjugorje, etc.  Poi è arrivata l’era delle lacrime in tv; Raffaella Carrà e Maria DeFilippi ne hanno fatto un ‘must’ nelle loro trasmissioni ma un po’ tutti non disdegnano un po’ di sane lacrime, fa audience! Ieri per un momento ho pensato avessero cominciato anche i monumenti come la Fontana di Trevi


(clicca sull’immagine per ingrandire)

invece s’è trattata della ‘bravata’ (peraltro abbastanza idiota!) di un fantomatico gruppo ‘FTM Azione Futurista’ in segno di protesta nei confronti degli organizzatori della festa del cinema.

Qualche “esperto” dice che la gente vuole veder piangere gli altri perchè non sà più piangere in prima persona. Sarà?!?  Però credo che se ognuno di noi guardasse un po’ più se stessi ed un po’ meno gli altri forse, di motivi per piangere, ne troverebbe molti. No perchè volevo solo segnalare a tutti questi fabbricatori di lacrime, vere o presunte, che NON è il caso d’inventarseli i motivi; se non vi vengono in mente da soli pensate per un momento al Darfur, al  Myanmar, all’Iraq, ai vari conflitti bellici nel mondo, alla crisi economica insomma… credo che possiamo tranquillamente fare a meno di aiuti, grazie!

 

BLOGGERS FOR BURMA: UNITI Per La BIRMANIA

Chi sono i Bloggers for Burma? Sono 16 bloggers che vogliono far sentire la loro voce a sostegno di chi lotta pacificamente per la libertà. O, forse, solo 16 pazzi utopici che credono ancora che i diritti umani e la democrazia siano e debbano essere dei valori cardine del mondo di oggi e di quello di domani.

blogger_for_burma
Queste le nostre parole:

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Darfur-Day 2007: per non dimenticare

Oggi Roma è teatro di una manifestazione (ma dai?) per una volta però per una buona causa. C’è il ‘Darfur-Day‘ (potete saperne di più nei blog di Tisbe e Giuseppe T.) ma c’è soprattutto la volontà di NON far spegnere completamente i riflettori su una vicenda che purtroppo di ‘luce’ ne ha già poca.

Sono convinto che non servano sempre le parole per riflettere, a volte possono bastare anche solo semplici vignette ed è così che voglio provare a rubare la vostra attenzione:


   
(clicca sull’immagine per ingrandire)
Subito dopo aver finito di sorridere, almeno noi, NON DIMENTICHIAMOLI!!

 

Carlo Parlanti e la (in)giustizia americana: FIRMIAMO l’APPELLO

Non so quanti di voi siano a conoscenza di Carlo Parlanti e della sua triste vicenda. Vista la mia innata capacità di mettermi sempre nei panni altrui, dopo una breve corrispondenza con la sua compagna Katia ho deciso di dare risalto nel mio piccolo a questa storia per certi versi allucinante e spero che molti altri blogger facciano altrettanto.

Nel 2001 il Parlanti negli Stati Uniti incontra Rebecca White con la quale intreccia una sporadica relazione. Nel Novembre dello stesso anno la White, che nel frattempo è rimasta disoccupata ed ha incontrato difficoltà economiche, si trasferisce con il Parlanti al Westlake Village (vicino a Malibu, sud Carlifornia.). Dopo alcuni mesi, pero’, il rapporto si incrina ed il 16 luglio 2002 lo stesso viene concluso definitivamente con la richiesta ufficiale alla White di trovarsi un’altra sistemazione. Nell’agosto del 2002, il Parlanti decide di concludere la sua avventura americana e ritornare in Italia alla ricerca di nuove e migliori opportunità di lavoro.
Di nuovo in Italia il Parlanti riprende la sua vita di sempre inconsapevole che il giorno 18 luglio 2002 la White ha sporto denuncia contro di lui affermando di essere stata picchiata, legata e stuprata. Il mandato di arresto spiccato dalle autorità statunitensi nei confronti del Parlanti non viene mai inviato o recepito in Italia, tanto che il nostro connazionale continua a vivere e lavorare in Italia e spostarsi per lavoro sia in Europa che in Canada rimanendo all’oscuro di quanto accaduto negli Stati Uniti.
Nel luglio del 2004 il Parlanti si trova in transito all’aeroporto di Duesseldorf quando viene arrestato dalla polizia tedesca e trasferito nel carcere cittadino. Qui rimane detenuto nel carcere tedesco per quasi un anno senza che gli venga data alcuna comunicazione in lingua Italiana. Mentre gli Stati Uniti richiedono l’estradizione del Parlanti, il Ministero di Giustizia Italiano tenta di far rientrare il connazionale in Italia ma senza successo, poiché la procura di Milano si rifiuta inizialmente ad aprire un fascicolo a carico del Parlanti senza evidenze a sostegno. Non essendoci nemmeno la denuncia firmata dalla presunta parte lesa, e nonostante venga poi ricevuta, a seguito di una rogatoria internazionale, il magistrato che trattava il fascicolo non riscontra requisiti per richiedere una custodia cautelare,sebbene un cittadino italiano può essere procedibile in Italia per sequestro di persona e violenza sessuale,anche quando il fatto di violenza viene commesso all’estero.
Nell’Aprile 2005 il legale Italiano del Parlanti presenta ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione dei trattati internazionali in materia di estradizione, ma il ricorso viene giudicato inammissibile. Il 3 giugno 2005 la Germania accoglie la richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti ed il Parlanti viene trasferito a Ventura, in California. Estradato in America il Parlanti e’ sottoposto a procedimento penale. Durante la prima udienza il procuratore distrettuale – l’accusa – introduce il caso dichiarando che l’imputato ha precedenti penali in Italia per stupro e rapina a mano armata. In realta’ non vi e’ alcun precedente penale (cliccando potete viusalizzare la fedina penale di Carlo). Durante il procedimento la White cade in innumerevoli contraddizioni ma nonostante questo il 20 Dicembre scorso la giuria popolare ha emesso un verdetto di colpevolezza in ordine a tutti i capi di accusa. La sentenza con la determinazione della pena è stata emessa il 7 aprile 2006: La sentenza pronunciata in 9 anni di reclusione da scontare nel penitenziario Californiano.

Questi sono solo alcuni passi della storia di Carlo e di quanto riportato, con dovizia di particolari e di documentazione (tutta scaricabile), sul suo sito e mi scuso fin da ora per eventuali omissioni o “tagli” inopportuni nel riassunto.
Penso che ogni parola in merito alla vicenda sia superflua e vuota di ogni significato difronte al dolore di Carlo e dei suoi cari. Ognuno si metta una mano sul cuore e decida come meglio crede senza mai dimenticare che domani, al posto di Carlo, potrebbe esserci lui.
Qui sotto metto il link al sito che segue la vicenda di Carlo e l’email della sua compagna Katia; se siete di corsa e non avete tanto tempo leggete anche solo le ultime righe della mail e… il resto al vostro buon cuore.
A chiunque passi di qua chiedo di dare il più possibile risalto alla vicenda e di FIRMARE LA PETIZIONE (n.b. dopo la firma premere APPROVE’); io sono il numero 1021, adesso tocca a voi!

1127287469.png

Il sito di Carlo: www.carloparlanti.it
L’email di Katia: scarica


Aggiornamento di lunedì 25 giugno 2007: ringrazio Max per l’ulteriore documentazione da lui ricercata e prelevata dal suo sito che posto qui di seguito anche per fornire agli “scettici” ed a coloro che sia qui che in privato mi hanno espresso le loro perplessità. Buona lettura e grazie Max

gentevd5.jpg

carlo.jpg

 

No alla pena di morte

E’ di ieri la notizia che il Parlamento Europeo ha votato ed approvato una nuova risoluzione a sostegno di una moratoria universale sulla pena di morte. Il testo è stato approvato pressochè all’unanimità eccezion fatta per i rappresentanti dell’estrema destra e gli auroscettici. Questa votazione è stata definita come “un passo strategico verso l’abolizione della pena capitale in tutti i Paesi”. Non so se sarà così poi nella realtà ma provarci non costa nulla ed è per questo che vi segnalo quest’iniziativa.

Sul sito http://www.dissenzoo.com/nopena.asp troverete le informazioni ed i links per aderire anche voi.

Io ho già firmato e tu?

Aiutiamo AZZURRA

Sta girando in questi giorni in rete un appello per AZZURRA, un bambina colpita da una grave malattia e bisognosa di cure molto costose e non disponibili in Italia.

La madre, che gestisce un blog, si sta battendo per raggiungere la cifra necessaria per riaccendere questa speranza. Non credo tanto (anzi per nulla) all’utilità di mail e fax quanto più, semmai, a quella di un versamento in denaro. Gli appelli imploranti e strappalascrime li lascio volentieri ad altri, mi limito a fornirVi l’indirizzo del blog dove ognuno, se vuole, può informarsi ed agire.

http://insieme_per_azzurra.blog.tiscali.it/

Per questo motivo in questo post vengono disabilitati i commenti; la beneficienza si fa e non si commenta.


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nei prossimi anni non ho intenzione di partecipare al concorso quindi il secondo posto è libero


Premio D eci e Lode
da Giorgia, Sara, Simona, Kit Jr. e Chiara

Thinking Blogger Awards
da Pibua, Giuseppe T. e UMI

foca.jpg
da Sciura Pina e Paola

Premio Symbelmine
da Silvia

logo del premio
da Ed, Giangidoe, Pibua, IvanSantoro, Guccia, Weblogin e Anna

logo del premio
da La Tela di Aracne, Nido di Scricciolo, Synnovea e Serendipity

logo del premio
da Occhidigiada

logo del premio
da Elle, NadiaFlavio, SERENdipity, Dolcelei, Sciura Pina e Oscar

Con molto orgoglio…