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Articoli marcati con tag ‘associazione trans genere’

Proprietà commutativa e informazione

Ve la ricordate vero? Quella secondo la quale “cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia“.

Vista la rilevanza data a questa notizia devo dedurre che la seguente proprietà nel mondo dell’informazione non è applicata. E dispiace!

p.s. in tema di ingiustizie mi segnalano ora quest’iniziativa alla quale ho aderito e che Vi segnalo.

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Perchè…

Può succedere che nell’arco della propria esistenza, se si è curiosi, ci si ritrovi in situazioni particolari di fronte alle quali ti senti di dover fare qualcosa, o almeno provarci. Un giorno uno pensa di aprire un blog, crede quello potrà essere un luogo dove dire la sua su questo o quel argomento. Ma i blog sono anche luoghi d’incontro e di aggregazione giusto? Posti dov’è possibile entrare in contatto con persone e situazioni tra le più disparate che ognuno di noi metabolizza e poi vive a modo suo.

C’è un problema ad esempio in Darfur o in Birmania? Sono italiano che cosa posso farci? Un post, magari un’offerta la prossima raccolta fondi stile 30 ore per la vita che colpiscono così tanto la sensibilità collettiva. E ci può stare se il problema è “lontano” geograficamente, non perché non interessi ma perché, obiettivamente, è difficile far qualcosa da più da qui.

Ma quando il problema è sotto casa nostra? Quando ti accorgi che a vivere una situazione di disagio sono persone tali e quali a te, che oggi magari non conosci, ma tra le quali domani potresti ritrovare un tuo parente, un tuo amico o chissà chi? Eh già, lì diventa un problema perché non ci sono offerte che possano metterti in pace con il tuo carattere e la tua coscienza. Lì sei ad un bivio; fare o non fare?!?
Si perché, ammettiamolo, tra di noi ci si scrive, ci si legge, si dibatte, si cerca di… ma poi nessuno di noi è Beppe Grillo, nessuno di noi da quel che mi è dato a sapere campa di blog e quindi spesso ci si sente intrappolati in un voglio ma non posso che alla lunga può rischiare di consumarti. Ma la vita ‘stile-Jalisse’ (quelli dei “fiumi di parole” per intenderci) non fa per me anche se, come dice il proverbio, tra il dire ed il fare c’è di mezzo…

Ognuno di noi credo nel mezzo abbia trovato qualcosa. Nel mio caso, nel mezzo di questo percorso, il destino mi ha dato l’opportunità di entrare in contatto con delle persone, che mi hanno permesso di conoscere più a fondo un mondo ed una realtà di cui ignoravo l’esatta portata e che non ho faticato a prendere a cuore. Come un po’ tutte le situazioni, e sono tante!, in cui ti accorgi che quel che ti vogliono far credere o sapere non è proprio la verità.

E non è difficile che tra persone con ideali comuni nasca spontanea l’idea di fare qualcosa insieme (si perché loro in realtà sono anni che silenziosamente già fanno!) e quindi che il Chit di turno si ritrovi invitato ad un loro corso di formazione e capita anche che ci si ritrovi a pensare insieme su come esser utili. Ci si incontri, ci si scriva, ci si confronti, si analizzino i problemi e le sfere d’intervento possibili e sia subito chiaro un ostacolo che è quello dell’informazione.

[continua…]

p.s. disabilito i commenti in questo post perchè mi piacerebbe li lasciaste di là…

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I LOVE TRANS: io c’ero e ci sarò, voi ci sarete?

Ed eccomi di ritorno dal corso di Viareggio organizzato dall’Associazione Trans Genere che ringrazio fin da subito per l’opportunità concessami. No, non tanto quella di parlare, spero di non aver detto troppe belinate!, quanto soprattutto di poter ascoltare e conoscere.

Ne approfitto anche per dare qualche delucidazione a coloro che pubblicamente ed in privato mi hanno chiesto “lumi” circa questo mio nuovo ‘impegno’. Chi mi legge e segue da tempo sa della mia sensibilità riguardo a certe tematiche riguardanti il sociale. Grazie a questo sono entrato in contatto con molti di voi e proprio grazie a questo sono entrato in contatto con l’Associazione da cui è nata l’idea di invitarmi a parlare per illustrare le potenzialità che blog e blogsfera possono avere in tema di “comunicazione”. Si conoscono infatti molto bene le mirabolanti avventure di questo o quel vip, ma poco e male si sa di quel che non si vuole far sapere. L’importanza di informare correttamente, me ne rendo conto ogni giorno di più, sta diventando sempre più importante di fronte a mezzi di comunicazione sempre più piatti ed inaffidabili, capaci ormai di un informazione copia-e-incolla con scarsa finalità informativa.

Non mi ritengo un “sapientino” o un “tuttologo”, prova ne sia che non sono mai stato ospite a Porta a Porta o altre pantomime dell’informazione su quello ‘stile’. Mi ritengo tuttavia una persona curiosa, che pensa ancora che la conoscenza ed il sapere possano essere una valida alternativa al rincoglionimento celebrale che pare sia diventato l’unico vero obiettivo dei nostri governanti. Per questo affronto le varie tematiche sempre in punta dei piedi, conscio del “sapere” riguardo a quel tema, ma certo che esiste sicuramente chi ne sa quanto se non (spesso) più di me. Ed è con questo spirito che ieri sono andato a questo corso e di questo vi parlerò nelle righe che seguono.

Quando si parla di transessualità o di tematiche collegate il tema è più che mai delicato. Come detto prima pensavo di saperne “abbastanza”, ma la realtà è che questa spesso è una sensazione. Se non ci si ‘confronta’ può diventare addirittura anche convinzione, ma lo è solo fino a quando non si ha la fortuna di conoscere persone che ne sanno di più e si propongono di aiutarti a conoscere ed a capire il perché di certe “battaglie”. Quella legata ai pregiudizi, di qualsiasi tipo, mi trova come molti di noi sempre molto attento e pronto. Per questo penso e spero questa due giorni sia solo l’inizio di un percorso. Ho trovato persone molto obbiettive, tutt’altro che illuse che sia un percorso che possa portare vantaggi pratici a “noi” perché trattasi di battaglia lunga e faticosa. Ma ho trovato tutti, me compreso per quel che può valere, sicuri che questa battaglia vada comunque combattuta se non altro per coloro che devono ancora nascere! Sembra poco ragazzi, ma in un mondo sempre più egoista scoprire che c’è ancora chi ha voglia di fare per chi ancora deve arrivare più che per se stesso è motivo di grande gioia.
Oltre che di ammirazione, si!

Non è mia abitudine fare classifiche o distinzioni quindi le righe che seguiranno sono un brevissimo excursus di una giornata che posso solo augurarmi ognuno di voi abbia un giorno la fortuna di vivere. E lo dico perché ormai conosco bene tipologia e lettori di questo blog e so che appagherebbe il desiderio di sapere e conoscere di molti di voi in tema.

Parto con due frasi che da sole più di mille mie parole possono darvi l’idea dell’argomento:

…si vive nella condizione di dover dimostrare la propria innocenza
(Nicole De Leo, MIT)
c’è più tolleranza che volontà di comprensione
(Bert D’Aragon, pres. Arcigay)

Mi conoscete, mi piace dare ‘spunti’ quindi il post lo potrei chiudere qui e potrei lasciare a voi le conclusioni. Ma vi voglio raccontare anche del mio incontro con i due psicologi del consultorio Chiara e Massimo. A loro va il mio pubblico plauso per il lavoro di volontariato (leggasi GRATUITA’!) che prestano presso il consultorio e per avermi permesso di avere un’altra conferma dell’esistenza di un’Italia che non si perde in chiacchiere ma silenziosamente FA! Splendido il loro intervento (da quel poco che ho potuto conoscerli, splendidi anche loro!) di cui la sola prima slide penso dica già molto. E’ un racconto di un loro colloquio con un ragazzo:

Carlo, 16 anni.
Sono qui perché mi sta crescendo la barba e non mi piace. La mia voce sta cambiando, è sempre più maschile, e non mi piace. Non capisco cosa mi sta succedendo. Non mi sento in questo cambiamento fisico. Il mio corpo si sta ingrossando e non mi piace. Le mie amiche si truccano e io non posso. Le mie amiche hanno un corpo longilineo, hanno il seno e io sono completamente piatto. Mio fratello continua a dirmi ‘andiamo, si va a beccare’, ma come faccio a dirgli che a me le donne non piacciono? Mio fratello va in palestra per ingrossare i muscoli e mi dice ‘andiamo che ti fa bene’, ma come faccio a dirgli che tutto questo non mi appartiene, che quando lui la sera esce io di nascosto prendo i trucchi di mamma e i suoi vestiti e mi trasformo? Provo un forte senso di vergogna, e ogni volta provo a dirglielo ma poi mi tiro indietro, ho paura che non mi voglia più bene. Allora dottoressa non sono normale?
Sono malato
?”

Rabbrividisco al pensiero di far parte di una società che possa portare una persona a porsi una domanda del genere!

Ricorderò bene l’intervento di Alessandro, che ha parlato del suo percorso facendomi riscoprire l’importanza della spontaneità grazie alla quale è riuscito ad emozionarmi. Il suo intervento lo ricorderò a lungo, così come qualche breve frase scambiata all’addiaccio (giusta punizione per noi fumatori!). Faccio il mio pubblico plauso anche a Federica per un intervento di rara, rarissima, chiarezza ed incisività sulle legislatura italiana in tema. Brava Jasmine, ad illustrare il problema della trasgenitorialità e una menzione anche a Letizia, giornalista e blogger che ha condiviso con me la parte riguardante la comunicazione. E brava anche Katia Bellillo relatrice di un intervento sulle pari opportunità.
Apro una parentesi; durante il suo breve lavoro al ministero delle pari opportunità in questo blog non ne avevo mai parlato e questo può voler dire due cose; o non ha fatto nulla oppure ha lavorato bene. Dopo averla conosciuta personalmente e posso dirvi senza ombra di dubbio che la motivazione non può che essere la seconda. Ho infatti conosciuto una persona molto sensibile, attenta e SINCERAMENTE interessata a queste tematiche. Vado a pelle e di solito non sbaglio.
La sera c’è stata poi la cena nel corso della quale ho avuto modo di conoscere meglio anche gli altri volontari e collaboratori del consultorio e tutte le persone che lavorano attorno a questa realtà. Ho toccato con mano l’esistenza di quell’Italia operosa di cui nessuno parla ma che esiste e che FA e questo mi ha dato molta forza perché so non essere una realtà unica.

Ah si, al corso c’ero anch’io vero. In teoria il mio ruolo era parlare di “comunicazione” ed io, inevitabilmente, ho parlato dei blog, della possibilità oggi come oggi di riuscire solo attraverso a questo strumento a dare un’informazione diretta. Ho parlato molto di quella costante che ritrovo in un po’ tutti i nostri blog e cioè l’attenzione e la sensibilità per le problematiche sociali. Si, mi sono “sbilanciato”; ho detto a tutti che la blogosfera è pronta per certe tematiche. Poi mi sono detto: l’ho combinata grossa forse ragazzi!
Inevitabilmente, mi sono anche venuti dei dubbi ma sono convinto che qualcuno che leggerà questo post mi dirà come altre volte “conta su di me” perché oltre a loro anche attraverso questo blog ho conosciuto persone che quando è stata ora la sua parte l’hanno sempre fatta eccome e so che lo faranno ancora.

Perché non sono il solo a pensare che ciò che dicono media è la LORO VERITA’, ma non LA VERITA’ vero?

A chi fosse sfuggito segnalo anche la video-inchiesta di Saverio Tommasi dal titolo “Guarire si deve: chiesa e omosessualità“, che documenta un seminario a Bergamo promosso da una comunità cattolica con la partecipazione di preti esorcisti. Il video è stato oscurato su Youtube dopo 12 mila click, è comunque possibile vederlo a quest’indirizzo. Ognuno tragga le sue conclusioni e se ha voglia di pensare a qualcosa di utile da fare si faccia avanti che ogni idea ed ogni aiuto sono ben accetti.

Link all’articolo si ViareggiOk

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Esprime la sua anche il brother come nel suo stile:

religione e… coerenza

(clicca per vedere la vignetta)

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Assenza giustificata, sto lavorando per noi

Speravo di riuscire a liberarmi invece impegni, lavorativi e non, mi lasciano giusto il tempo di questo post veloce e di partire. Quel che riguarda “i fastidi” della sfera professionale ve lo risparmio, d’altra parte lì non ci son sconti per nessuno. Per quel che riguarda invece il tempo libero, ve ne parlo brevemente perchè in un certo senso, riguarda tutti noi.

Come potete vedere nella locandina qui sotto venerdì 5 dicembre 2008 sono stato invitato a Viareggio a parlare ad un corso di Identità di Genere per la parte che riguarda i nuovi strumenti di comunicazione e dei blog in particolare.


(clicca sulla locandina per ingrandirla)

Quest’esperienza si riallaccia ad un discorso fatto in un mio post recente circa la possibilità di “poter fare qualcosa per qualcuno” ma è un discorso lungo e complesso che spero di portare avanti e quindi di riprenderlo con più calma.

Spero di uscirne vivo e, soprattutto, di far fare una bella figura alla blogosfera (anche se qualcuno potrebbe obiettare che forse era meglio mandare qualche altro esponente…) dopodichè, al mio ritorno, vi racconterò nel dettaglio gli accadimenti. Per ora un saluto e buon weekend lungo a tutti.

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Il 20 novembre io mi unisco a loro e Voi?

Questo blog è di base contrario alle “giornate per” perchè credo che determinati argomenti e certe situazioni vadano ricordati e rispettati sempre ma così non è. Ed allora facciamo così, della “giornata per” più che del bannerino o di questo o quel link, proviamo a prenderne l’essenza, cioè l’argomento e se ci interessa proviamo a capirci di più.

Chi mi segue da tempo sa che per abitudine cerco di parlare sempre di argomenti che in un qualche modo sento “miei” o che sanno in qualche modo farmi pensare. Le ingiustizie sono la mia passione, quelle associate all’ignoranza ed alla cattiveria che volete fare, mi “affascinano”. Nel mondo purtroppo non mancano ma quante volte si ha la possibilità di capirne l’esatta portata? Poche credo ed impossibile farlo se non per conoscenza in qualche modo “diretta” del tema. Ebbene così come la conoscenza di Katia a suo tempo mi aveva sensibilizzato sul caso di Carlo Parlanti e  CI (siamo stati 60 blog!) aveva fatti muovere  anche stavolta è stata la conoscenza di una persona a darmi l’esatta portata dell’argomento di cui vi parlo oggi. E, mi conoscete, quando mi rendo conto di non conoscere abbastanza un argomento e trovo chi ha molte (no, tutte non le ha, perchè è un essere umano) risposte bè mi ci appassiono. Ma veniamo al tema.

Il 20 novembre è la ‘Giornata della memoria transgender’ per ricordare le vittime transessuali e transgender che sono state assassinate nel mondo per odio o pregiudizio transfobico. Le vittime sono sempre troppe a prescindere e le classifiche in tema non mi piacciono e non hanno senso, ma se mi permette un’opinione credo che morire per pregiudizi legati alla propria identità di genere ed al proprio orientamento sessuale sia uno dei modi che non possono non far scattare, almeno per il momento della lettura di un post, qualcosa dentro di chi sostiene di essere sensibile. Conosco ormai i lettori di questo blog e sono certo che per molti di loro sarà così, quindi cedo con molto piacere questo piccolo spazio del blog al comunicato stampa (che Vi chiedo di leggere) ed alla locandina dell’evento convinto che saprete cogliere il senso:


(clicca l’immagine per ingrandirla)

Come dice una canzone a me cara questo è

…Un giorno come tanti ma non certo per qualcuno / qualcuno che da giorni mesi anni sta lottando / contro chi di questo stato na gabbia sta facendo / reprimendo ascolta dico reprimendo / chi da solo denuncia e combatte sti fetiente /e sa bene che significa emarginazione…

E proprio a questo qualcuno a me sicuramente caro va il mio pensiero oltre che il mio piccolo sostegno.
Comunque riprenderemo il discorso su questo argomento in futuro perchè non penso d’essere l’unica persona che si è scoperta ignorante in materia. Ma si sa, spesso con un po’ di sensibilità e di buona volontà, l’ignoranza si può sconfiggere!

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