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Articoli marcati con tag ‘atletica’

GAY: stati d’animo a confronto

Sabato 25 giugno, mentre lo stato di New York ha approvato con un voto trasversale, una legge  che permette il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Un traguardo storico, capitato e festeggiato quasi in concomitanza un po’ ovunque (dimenticandosi forse che fuori dagli States su certi temi la disponibilità al dialogo ed al confronto costruttivo è estremamente ridotta) nelle strade di tutto il mondo in occasione dei tanti gay pride in programma nei vari continenti.

Possiamo dire che l’intera comunità gay è in festa forse anzi, togliamo pure il forse, con un’unica eccezione che però, come si suol dire… non fa altro che confermare la regola.

Auguri chiaramente a tutt*, chi per un motivo chi per un altro…

Ecco perchè dico SI a PECHINO 2008

Quello del boicottaggio dei Giochi Olimpici è argomento dibattuto ancor prima dei recenti avvenimenti in Tibet. Io non ho ancora trattato l’argomento ma ho già anticipato in alcuni commenti su altri blog il mio punto di vista. Vi confesso che non ne avrei parlato nemmeno oggi se non avessi ricevuto una mail privata a riguardo che si concludeva con la frase “…se ragioni così sei un altruista di facciata”.  Purtroppo il mittente non ha risposto alla mia richiesta di poter pubblicare la sua mail, senza intenzione di fare polemica ma con il solo intento di prendere spunto per parlarne più a fondo ma ne parlo ugualmente anche perché ho scoperto che il mittente altro non è che un ragazzino e forse nella sua carriera scolastica non ha ancora avuto tempo e modo di studiare certi accadimenti storici. Doverosa, prima di tutto, la definizione di boicottaggio: «è un’azione individuale o collettiva coordinata avente lo scopo di ostacolare e modificare l’attività di una persona, o quella di un gruppo di persone…». Se non lo sapeste i partners e gli sponsor delle manifestazioni sportive cacciano i soldini ben prima dell’evento (a copertura parziale o totale dei costi dello stesso) e non è lo share a “ostacolare” costoro, ma torniamo al punto.

L’anno era il 1968 e nel mondo c’era voglia di cambiamento. Culla di questo fermento erano inevitabilmente scuole ed università, unici luoghi di aggregazione insieme alle fabbriche ed alle piazze ma, comprensibilmente, meno oppresse almeno nella fase iniziale del movimento.
Centro nevralgico di questo movimento era l’America, fresca di coinvolgimento nella guerra del Vietnam e con i mai risolti problemi razziali. Era un periodo difficile dove gli ideali di giustizia ed eguaglianza ricevettero in pochi mesi due colpi durissimi a chi credeva ancora di poterli veder trionfare: ad aprile infatti venne assassinato Martin Luter King (attivista per i diritti civili) e pochi mesi dopo Robert Kennedy (oppositore della guerra in Vietnam).

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Uno strano doping!

In questi ultimi anni sempre più spesso la parola doping s’è affacciata nelle competizioni sportive. Primeggiare ormai per molti sembra essere diventato l’unico scopo di vita per raggiungere il quale si è pronti a tutto, in barba ai dettami del buon De Couberten. Si pensi ad atleti del calibro di Ben Johnson o Marion Jones, atleti che per ottenere i risultati (poi invalidati) negli anni si sono sottoposti a trasfusioni ematiche, assunzione di ormoni, ossigenazione del sangue e ad altre pratiche illecite che sicuramente troppo bene al loro organismo non devono aver fatto. Che sciocchi!?!

pistorius1.jpgSenza ricorrere a medicinali o quant’altro, bastava che si amputassero ‘semplicemente‘ entrambe gli arti inferiori. Infatti secondo le menti eccelse a capo della Iaaf  (Associazione Internazionale delle Federazioni d’Atletica) questo tipo di protesi garantisce ben più del 30% di benefici durante la prestazione. Adesso chi glielo va a dire che con “così poco” avrebbero rischiato meno di salute, avrebbero vinto molto di più e non sarebbero mai stati ‘scoperti’? Eh già perchè vuoi mettere quali e quanti vantaggi si possono avere? Niente acido lattico durante le prestazioni sportive(semmai con un po’ CrC passava tutto), niente strappi muscolari, niente fratture agli arti.

Evito ogni ulteriore considerazione tecnica o etica sulla vicenda; un amputato ed un tetraplegico in famiglia mi impedirebbero di essere obiettivo nel mio giudizio finale. Una cosa però mi preme far presente a lor Signori e cioè il testo dell’art. 5 dei principi olimpici che recita testualmente: “Ogni forma di discriminazione nei confronti di una nazione o persona per quanto concerne la razza, la religione, la politica, il sesso ed altre circostanze è incompatibile con l’appartenenza al movimento olimpico.”

Ebbene, se queste parole hanno valore credo che ci siano tutti i presupposti perchè possiate rassegnare le vostre dimissioni perchè per colpa vostra lo sport ha perso una grande, grandissima occasione, forse unica ed irripetibile per dimostrare cosa significano termini come integrazione e fratellanza. Invece prendo atto ancora una volta che il “diverso” spaventa!!

 

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