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Articoli marcati con tag ‘attualità ’

Fratelli d’Italia un caz

Sarò breve anche perchè la mia opinione la sintetizza appieno il titolo ma come spesso accade noi italiani ci occupiamo molto di alcuni particolari mentre ce ne sfuggono altri.

Come sapete l’altro ieri sono stati finalmente liberati Rossella Urru e gli altri due cooperanti spagnoli rapiti nove mesi orsono. Dico finalmente perchè credo nessuno meriti di vedere la propria libertà limitata o annullata, soprattutto quando questo avviene in un contesto di aiuti e solidarietà. E sfido a sostenere qualcosa di diverso.

Tanto vorrei dire a riguardo ma credo dopo l’impegno nelle varie iniziative ed i post dei mesi scorsi sarebbe solo un inutile ripetersi.

Tuttavia, fermo restando lo status di libertà di pensiero e d’espressione, a tutti coloro che pensassero ancora di vivere in un Paese si diviso (da sempre ndr) su molti temi ma sempre pronto a stringersi e compattarsi nelle difficoltà, ebbene li invito a leggere i commenti, che poi sono lo specchio dei pensieri dei lettori, che sono apparsi in calce all’articolo sul suo rilascio.

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Aldrovandi: quando la legge vince sulla giustizia

Ci sono fatti di fronte alle quali è impossibile riuscire a mantenere il distacco e continuare a far finta di niente, soprattutto quando quei fatti li hai studiati e seguiti. E quello di Federico Aldrovandi fu il primo che seguii nella mia attività di blogger, per questo non posso e non riesco a tacere il mio pensiero su quanto accaduto in queste ultime ore.

Giovedì 21/6/2012 la Cassazione ha emesso il verdetto definitivo sull’omicidio di Federico Aldrovandi ed ha condannato a 3 anni e 6 mesi i quattro poliziotti rinviati a giudizio per i fatti accaduti (per la cronaca i militari rinviati a giudizio e condannati sono Enzo Pontani, Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri) a Ferrara il 25/09/2005, fatti emersi solo grazie alla tenacia ed all’ostinazione di Patrizia Moretti, mamma di Federico, che dalle pagine del suo blog non ha mai smesso di chiedere giustizia e verità.

Tutto finito? Macchè!!  La sensazione in Italia è che quando le sentenze devono andare ‘controcorrente’ (di solito le forze dell’ordine sono gli accusatori e non gli accusati ndr) ci sia sempre così tanta difficoltà ad arrivare alla fine dell’iter processuale prima e ad accettare la sentenza poi. Sempre che questo poi accada perchè non é scontato a quanto pare.

Abbiamo così dovuto assistere prima al libero delirio di alcuni condannati sulle pagine di Facebook di una fantomatica associazione denominata ‘Prima Difesa’ (alla quale risulta tra gli altri al momento iscritta, ma per fortuna “dissociata“, la portabandiera italiana alle prossime Olimpiadi Valentina Vezzali)

       

[clicca sulle immagine per ingrandirle]

alla totale latitanza dei vertici militari e dell’arma (in caso contrario credo i 4 sarebbero altrove e non a ‘navigare’ su fb) ed infine, e questo fa più male, alle parole del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri che [parole sue] “non è un politico” masembra che il politichese lo abbia imparato comunque molto bene ed in fretta visto che ha pensato “bene” di dichiarare:

se ci sono stati, come sembrerebbe, degli abusi gravi, e’ giusto che vengano colpiti

Bè, per Sua informazione spett.le ministro, il tempo per il condizionale ‘SE‘ è scaduto! Sette anni, migliaia di ore d’udienza, centinaia di testimonianze, di prove, di confronti sembrano più che sufficienti per ometterlo, non trova?!?
Per fortuna oggi il ministro s’è ripreso e pare abbia preso provvedimenti, grazie.

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Crederci a prescindere

Oggi finalmente era di nuovo il giorno, il giorno dopo qualche tempo di riaffacciarmi su queste pagine e condividere i miei pensieri.

Il primo era per Vik ma non è un pensiero di circostanza. Oggi, complice il calendario, è solo un po’ più forte di tutti gli altri giorni, di ogni volta per esempio che decido di leggere cosa capita a Gaza e non ci sei più tu a raccontarmelo o di quando guardo la tua mail che da quel maledetto giorno di un anno fa è appesa in ufficio accanto al monitor.

Non so se avrei scritto qualcosa su di lui perchè su e di persone come Vik parla chiaro la storia e quello che hanno fatto e ci hanno lasciato in eredità. Ma l’oggi viene dopo il ieri e quello appena passato è un giorno che lascia inevitabilmente dentro una profonda tristezza per quanto accaduto a Piermario Morosini.

Io non voglio far parte di quell’Italia e di coloro che senza sapere parlano, scrivono, eruttano dotte analisi e magici consigli. Certo, ho un pensiero ben preciso tra l’altro vissuto nel mio piccolo sulla mia pellaccia, ma non me la sento di parlarne qui ed in quest’occasione.

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Fermo: venduta e stuprata per debiti di gioco ma lo Stato pensa a curare il giocatore!

Da qualche giorno in Italia si parla molto di gioco d’azzardo, non fosse altro perchè più i nostri governanti si impegnano a distruggere il (rimanente del) mercato del lavoro, più le persone sono costrette ad ingeniarsi per sopravvivere. E come si sa, ahinoi non tutte sono bravo a farlo…
Così capita (e questo è già un segnale inequivacabile del pericolo imminente) che c’è chi proponga di rendere più “trasparenti”, qualcun’altro addirittura (e vai a dargli torto) di eliminare del tutto, gli spot che imperversano su tv e radio nazionali e che promettono facilissime vincite miliardarie e cambi di vita grazie a vincite mirabolanti.

La malattia, perchè di questo si tratta, si chiama ludopatia, significa «dipendenza dal gioco d’azzardo» e si calcola che i cosidetti giocatori patologici in Italia siano ad oggi circa un milione. Cifra destinata sicuramente a crescere di pari passo con la perdita della speranza di guadagnarsi da vivere con un lavoro onesto!

Egoisticamente verrebbe da pensare come in molti altri casi “bè, cavoli loro, noi cosa possiamo farci in fondo?” come oggi m’è successo di sentire parlandone casualmente proprio con una persona.

Pecorella esci dal gregge per favore

L’argomento che toccherò oggi probabilmente non mi porterà solidarietà, notorietà o altro ma avvalendomi del fatto di non puntare a cariche politiche e quindi di non avere bisogno del consenso largo ed incondizionato, mi permetto di dire la mia su un fatto accaduto qualche giorno fa in Val di Susa.

Premetto che non voglio entrare (essendo impossibile vista la complessità del discorso) in elucubrazioni circa il fare o non fare la Tav. Quello è compito di altri e non Vi nascondo mi piacerebbe tanto lo facessero, magari in un confronto pubblico anche se credo faccia più comodo la DISINformazione piuttosto che l’INformazione. Comunque, come detto e scritto in passato e lo ribadisco anche stavolta, anche il sottoscritto è contrario all’opera, per tutta una serie di motivi che per non dilungarmi vi risparmio. Vi basti sapere che conosco molto bene la zona e sapere che a 45 anni l’elenco degli sprechi nella mia memoria merita di fermarsi qui.

Detto questo, siccome però sono anche contrario al detto machiavellico che “il fine giustifica i mezzi” desidero esprimere anch’io il mio parere su un episodio che avrei voluto volentieri lasciare nel dimenticatoio non fosse stato ‘cavalcato’ dalla puntata di ieri di Servizio Pubblico.

Sto parlando del  video in cui si documenta come un manifestante provoca un carabiniere in servizio a Bussoleno dandogli della “pecorella”.

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Dico si al braccialetti elettronici a patto che…

Ci siamo, l’emergenza carceri s’avvicina e, sappiatelo, non c’è nulla di cui stare allegri perchè ormai dovremmo sapere bene come come nel nostro Paese vengono gestite le emergenze, giusto? E siccome la parola d’ordine adesso è RISPARMIO certe emergenze si preferisce non considerarle e… farle maturare ancora un po’.

Cosa me lo fa pensare. No, non i 186 morti dello scorso anno (Fonte Associazione Antigone) o i 10 di questi primi 47 giorni dell’anno 2012, ma il recente tam-tam mediatico con cui, tra una farfallina (volante o tatuata) e un reddito online (ma davvero pensate dichiarino tutto qui in Italia?), s’è cominciato a mettere sul tavolo della discussione il tema e riconoscere quello della situazione delle carceri italiane un vero problema. Giocata nel 2006  la carta dell’indulto, gli ultimi governi più di una volta hanno parlato a più riprese di ampliamento delle carceri, revisione delle pene, etc. senza però mai riuscire a dare l’impressione di trovare o voler trovare il bandolo della matassa.

Eppure qualcosa a breve bisognerà cominciare a pensare perchè dopo le quote latte, le frequenze televisive e i rifiuti in Campania pare ci stia arrivando dalla Comunità Europea anche questa nuova infrazione. Tanto per non farci mancare nulla in tutti i campi…

braccialetto elettronicoSoluzioni? Incredibile a dirsi ma qualcuna, take-away e pronta all’uso c’è, tanto che recentemente ne ha riparlato anche il ministro Severino salvo poi mandare in cavalleria il discorso una volta che le sono stati ricordati i costi della precedente esperienza, ve la ricordate vero? Ma si dai, quel progetto pilota del 2001 voluto dai ministri Bianco e Fassino che aveva portato all’acquisto di ben 400 braccialetti, di cui ne sono stati utilizzati solo (per fortuna) una decina per un costo di gestione complessivo annuo di (sedetevi)… 11.000.000€  drenati con generosità tipicamente italiana verso  Telecom.

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E chi lo dice che la scuola non è una buona palestra di vita?

Spesso si parla e sparla, a seconda dei relatori, dei contesti e della convenienza del momento (comunque mai o difficilmente di quella del popolo ndr) della scuola, di come con i tagli progressivi, costanti ed implacabili di questi ultimi decenni, siano venuti meno il suo valore formativo ed il suo ruolo educativo. Fino ad arrivare ad un punto in cui, potendo, si potrebbe pensare di citare un’intera classe politica in causa per “dismissione di ex funzione pubblica“.

Tanti sostengono che la scuola negli anni sia finita (o l’abbiamo relegata, punti di vista) sempre più distante dalla realtà. Eppure, leggendo oggi le terribili notizie che provengono dal fronte mercato del lavoro (disoccupazione mai così alta tra i giovani) e guardando qualche immagine presente sui quotidiani io… non l’ho mai trovata così vicina e propedeutica alla triste realtà futura di molti.

Non fosse altro per le modalità in cui entrambe queste realtà ti portano a conoscenza del futuro…

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Mario Monti firma la moda uomo 2012 a Milano

Iniziate ieri a Milano le sfilate moda uomo autunno-inverno 2012-2013.

Ora, lungi da me presentarmi o spacciarmi come ‘esperto’ dell’argomento perchè,lo confesso subito,  non ci capisco molto di tendenze di moda. Vero è che ad oggi è e rimane una delle poche voci in attivo del made-in-italy, universalmente premiata per qualità e buon gusto.

Così ho letto qualche articolo, visto qualche scatto delle prime sfilate e sono giunto alla conclusione che le possibilià quest’anno sono due; o gli stilisti non si sono impegnati molto o anche la moda è perfettamente in linea con la (triste) realtà.

Oddio i partners e gli sponsor (Monti & Co.) che “spingono” fortemente in questa direzione non mancano assolutamente, comunque sia i risultati sono questi:

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A Sandra non hanno stuprato il corpo ma la mente!

Tanto per sgombrare il campo da dubbi, alzi la mano chi di voi, chi più chi meno, non ha mai mentito da bambino per coprire qualche marachella?

Io, forse non l’avete visto, ma ne ho alzate due di mani (forse perchè le marachelle sono state numerose e le bugie di conseguenza) ma ho scoperto di non essere l’unico e, soprattutto, di non esser neanche quello che l’ha fatta o detta più grossa per pararsi il sederino.

Oggi parliamo di Sandra, una ragazza fino a qualche tempo fa sconosciuta ai più, da qualche giorno (sei per l’esattezza) un po’ meno sconosciuta a chi ha prestato attenzione agli ultimi accadimenti di cronaca.

Sandra è una ragazza di sedici anni, che ha studiato fino a pochi mesi fa (forse avesse continuato a farlo non era un male ndr), che adesso sogna un posto da barista e vive nella periferia di una grande metropoli ed è religiosa infatti [cito le sue risposte ad un’intervista pubblicata oggi su Repubblica]:

«…Si, come i miei. Andiamo in chiesa, siamo credenti, mi piace che in casa ci siano queste immagini (indica un quadro in cucina con il volto di Gesù)… Cerco di comportarmi onestamente, soprattutto per rispetto ai miei…»

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Leggi, fumo e leggi da mandare in fumo!

Si sa, noi italiani siamo un popolo che siamo molto bravi ad indignarci e scandalizzarci per certe notizie salvo poi accantonarle (nel migliore dei casi) o dimenticarsene proprio del tutto con il tempo o non appena il circo mediatico dell’informazione ce ne offre un’altra più fresca, più attuale.

Capita così che il primo maggio del 2008, mentre qualche idiota a Torino bruciava una bandiera israeliana, nella Verona del neo eletto sindaco Tosi (forse più impegnato a partecipare a cortei con gli “amici” naziskin che amministrare la città), Nicola Tommasoli, ragazzo di 28 anni, veniva massacrato di botte da 5 neofascisti per essersi rifiutato di offrire loro una sigaretta. I presunti responsabili, tutti rigorosamente come da copione di ‘buona famiglia’, vennero identificati, catturati e nonostante qualche politico si affrettò da buon ex (forse neanche troppo) camerata a fare queste dichiarazioni la giustizia fece il suo corso per i cinque arrivando nel settembre 2009 in primo grado a condanne per un totale di 50 anni. Peccato che in certi casi esistano anche gli altri gradi per cui a dicembre del 2010la corte d’Assise d’appello ribaltò il verdetto di primo grado arrivando a riconoscere tre assoluzioni e due condanne per un totale di 22 anni.

Un caso direte voi, uno dei tanti, solo che in tema di giustizia le sentenze (casuali o meno) diventano precedente e c’è il rischio che qualcun’altro possa trattare vicende analoghe nello stesso modo.

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Con molto orgoglio…