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Lega & tricolore: trovata una soluzione! (forse)
Di ritorno da una gita in Veneto mi è improvvisamente più chiaro il perché ai legaioli non va proprio giù il tricolore e si parli di vivi, si parli di morti, continuano a rompere le palle con la bandiera della serenissima o il sole delle Alpi.

Camminando per Vicenza ho infatti potuto constatare con grandissimo stupore, da un lato la grandissima presenza (manco a Torino ne ho viste tante) di tricolori a balconi e finestre e dall’altro il fatto che se da un lato vanno riconosciuti ai vicentini impegno e partecipazione, dall’altro occorre prendere atto del fatto che… vabbè, giudicate voi:
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Buon compleanno Tricolore
La bandiera italiana oggi compie 210 anni. Infatti venne adottata per la prima volta il 7 gennaio 1797, dai deputati delle popolazioni di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara, seduti nel Parlamento della Repubblica Cispadana, (nulla a che fare con Bossi & Co. ndr) voluta da Napoleone nell’ottobre 1796, che comprendeva appunto i ducati di Modena e Reggio e le ex legazioni pontificie di Ferrara e Bologna. L’assise decretò in quella occasione di ‘rendere universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori: verde, bianco e rosso’, allora a bande orizzontali.
Ma la bandiera in sè, in quell’epoca, più che rappresentare un segno dinastico o militare era il simbolo di ideali di libertà e indipendenza che si andavano formando non solo in Italia, ma anche in altre nazioni. Ideali soffocati dal Congresso di Vienna e dalla Restaurazione. Nel corso degli anni successivi al Tricolore furono associati (nella maggior parte dei casi all’interno della fascia bianca) altri stemmi compreso quello della corona reale. La bandiera quale oggi la conosciamo e che campeggia sui Palazzi istituzionali è quella voluta dall’Assemblea costituente che si riunì dopo la nascita della Repubblica, il 2 giugno del 1946. Il 24 marzo 1947 una successiva assemblea sancì che “La bandiera della Repubblica è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso a bande verticali e di uguali dimensioni”. All’approvazione, raccontano le cronache dell’epoca, sia i rappresentanti della Costituente che il pubblico presente si alzarono in piedi per una lunga e calorosa ovazione.
Noi italiani spesso ci ricordiamo di lei solo in occasione dei mondiali o di eventi di portata nazionale e non lo ritengo giusto. Per quello oggi il tricolore sventola fuori dalla mia finestra. E dalla Vostra invece ?

































