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Mastella e la buona politica
Inserito il 4 ottobre 2007 alle 10:22Due notizie apparse oggi sui media relative al Sig. Ministro Clemente Mastella, mi hanno colpito;
- la richiesta alla polizia postale di oscurare il sito mastellatiodio.blogspot.com adducendo come motivo che “c’è un blog che ritiene che io sia il male di questo Paese che si chiama ‘Mastella ti odio’, mi chiedo: questa è buona politica?» (Repubblica.it);
- la sua dichiarazione che ”noi politici siamo pagati meno del dovuto” (LaStampa.it) che dimostra a mio avviso la completa incapacità d’intendere e di volere di colui che la pronuncia.
La seconda notizia bè, si commenta da sola! Riguardo alla prima invece mi permetto di evidenziare al Sig. Ministro che a mio avviso neanche la Sua metodica e reiterata censura di tutto ciò che riguarda la richiesta di informazioni sul caso di CARLO PARLANTI è a mio avviso “buona politica“. Così come non è ‘buona politica’ usare (seppur “legalmente”) aerei pubblici per i fatti propri, così come non lo è “ricattare il Governo” con il pugno di voti in suo possesso, così come non lo è e non lo può essere il censurare le voci che non assecondano bovinamente e ciecamente il Suo delirio d’onnipotenza.
Sa qual’è secondo me la ‘buona politica’? La buona politica è quella che difronte ad una mail di un cittadino (come le tante inoltrate a Lei, alla Sua segreteria, al suo Giornale ed al suo blog) invia una risposta, si informa, promette interessamento, lo mette in pratica e poi risponde e dimostra che esiste ancora chi ha voglia d’impegnarsi per il prossimo.
Questa è l’ultima mail inviatami dal Sig. Matteo Rebesani che ringrazio pubblicamente per l’interessamento, riguardo al caso di Carlo Parlanti; la pubblico con il doppio scopo di aggiornarVi sulla situazione di Carlo e per dimostrare al Sig. Ministro quella che secondo me è la ‘buona politica’:
(clicca sull’immagine per ingrandire)
Come vedete amici blogger seppur ci sia, o almeno cominci ad esserci, un po’ d’interessamento per la vicenda la strada da fare è ancora molto lunga ed in salita. Però essere considerati fa sentire meno soli, dà un po’ più di coraggio per proseguire questa battaglia e soprattutto permette di sperare e questo è molto importante perchè quando si smette di sperare si comincia un po’ a morire! Io questa battaglia l’ho fatta “mia” e chi mi conosce lo sa bene quanto tempo e risorse stia dedicando ad essa e il fatto che non sarà sicuramente il menefreghismo di molti a farmi mollare tutti. Certo, scoraggia e molto questo andazzo, ma poi si trovano persone così, si riesce a dormire qualche ora, e torna la voglia di combattere e di fare il lavoro che “altri” (Sig. Ministro) dovrebbero fare.
Ed ora, se vuole, faccia pure chiudere anche questo blog perchè anche lui appartiene alla schiera di quelli che dicono “Sig. Ministro, secondo me LA SUA NON E’ BUONA POLITICA, non quella di un blog che altro non fa che evidenziare il SUO NON FARE!“.
Se a qualcuno di Voi, dopo la lettura di queste righe, venisse voglia di unirsi a noi nella battaglia e nelle iniziative comuni per Carlo mi contatti all’indirizzo chit_67@hotmail.com: visto che il lavoro non lo fa chi dovrebbe farlo, FACCIAMOCELO DA SOLI!
Technorati Tags: italia, usa, carlo parlanti, ingiustizia, diritti dell’uomo












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