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Articoli marcati con tag ‘cina’

Anni che passano… in vignetta (di ACh)

Ritorna il brother con le sue vignette e ci offre un piccolo spunto di riflessione sui tempi che cambiano e viene da pensare che non sia proprio tutto progresso. Voi cosa ne pensate?

ottobre 2012 - anche noi come i cinesi nel '66 vediamo le stelle   ottobre 2012 - a Padova come a Genova per il  G8, ma non ci sono BlackBlock, c'è solo un bambino    ottobre 2012 - protagonisti ed indici di popolarità
– clicca sulle immagini per visualizzare le vignette del brother –

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Apple: la mela killer e la nostra indifferenza

Questo post nasce come approfondimento di una riflessione tweettata qualche giorno fa e che vi ripropongo:

Chiaramente chiedo scusa ma non é  ‘Pavorano‘ bensì ‘Lavorano‘ ma aldilà degli errori grammaticali dovuto agli squilibri del T9 il dubbio é rimasto e mi ha portato a fare alcune considerazioni riguardo alla sincerità nella partecipazione a certe iniziative di boicottaggio o denuncia e prese di posizione. Dubbi recenti peraltro già espressi anche qui.

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Le rivoluzioni partono dalle piazze ed anche l’Italia si adegua

Le grandi rivoluzioni ed i grandi cambiamenti da sempre sono partiti dalle piazze.

Storicamente una delle più famose è sicuramente Piazza Tienamen in Cina,  recentemente tornata d’attualità o forse, più semplicemente non ha mai smesso di esserlo;  in quest’ultimo anno abbiamo potuto assistere in Giordania alle proteste di piazza Ras Al-Ain,  si è proseguito poi in Tunisia nella piazza della Casbah,  in Egitto con le manifestazioni e gli scontri in piazza Tahrir, poi in Grecia con le proteste di piazza Syntagma, per finire (per ora temo) con le notizie che in queste ore ci arrivano dalla Piazza Verde ribattezzata Piazza dei martiri, di Tripoli in Libia insomma… un po’ ovunque è sono la piazza ed il popolo a dettare le richieste ed i cambiamenti.

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La grande Cina sconfitta da un uccellino?

Che la Cina non “brilli”, o almeno lo faccia in modo alquanto singolare, di sensibilità verso i diritti delle persone è cosa risaputa ed arcinota. Personalmente non lo ritengo l’unico Paese in cui avviene, sicuramente per ragioni economico-politiche è uno di quelli maggiormente sotto osservazione da parte delle varie organizzazioni.

Qualcuno tempo fa è stato proposto di “boicottarla” non comprando più i suoi prodotti, salvo poi prendere coscienza del fatto che non si sarebbe più vestito, lavato, avrebbe girato scalzo, insomma… meglio non mettersi contro chi ha la gran parte di produzione mondiale di beni.

Si è cercato di innescare ad ogni evento che avveniva in quel Paese (olimpiadi, proteste e relativa repressione in Tibet, etc) la contro-protesta contro i governanti di quel Paese ma niente. Nessuno in questi anni è riuscito neanche solo a scalfire la potenza economica e politica della Cina.

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Nuovi accordi economici Italia-Cina

Luglio 2009 - Firmati nuovi accordi economici Italia-Cina...
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[tags]le vignette di ACh,italia,cina,economia,crisi economica[/tags]

Per vincere una medaglia alle Olimpiadi…

… ci vuole anche ‘culo‘.

Contrattempi olimpici #1

Che questa velista tedesca abbia pensato questo?

[tags]olimpiadi, pechino 2008, cina, vela, sport[/tags]

Dedicato ai denigratori di Pechino 2008

C’era da immaginarselo, iniziano le olimpiadi e ritornano di moda le condanne del mondo dei blogger. La mia è una posizione impopolare ma siccome son ol’avvocato delle cause perse ma coerenti continuo a tenerla. A fare le spese della blogosfera oggi sono gli atleti tanto per non fare dei torti a nessuno. Della mia posizione sulle Olimpiandi si sa da tempi non sospetti e niente di quel che ho letto inquesti mesi me l’ha fatta cambiare di un solo millimetro. Per carità, rispetto le opinioni altrui ma mi aspetto che venga fatto altrettanto. Anche perchè, bene o male, io cerco di informarmi il più possibile sugli argomenti che tratto e non mi basta una dichiarazione persa qua o la per generare il mio sermone da dare in pasto alla truppa. Quindi, quando dico di aspettare prima di prendere certe posizioni contro, in questo caso gli atleti, cari i miei amici blogger lo dico per il vostro bene. Per favore INFORMATEVI!

Mentre voi sparate a zero, sappiatelo!, esiste un documento unitario di protesta firmato e sottoscritto da sempre più atleti che mi sembra sia di gran lunga la risposta più seria dopo la marea di castronerie scritte a proposito di Cina, giochi olimpici e democrazia. LEGGETEVELO e fatevi un esamino di coscienza, consideratevi semplici ‘umani’ che possono sbagliare nel ‘giudicare’ il prossimo e, magari, chiedete scusa.

Tra i firmatari della prima ora c’è anche l’azzurra Antonietta De Martino, saltatrice in alto, che con questo gesto per me salta direttamente sul podio. Grazie per aver scelto il fare al parlare tanto, troppo e a spoposito di cose che non si conoscono. Grazie ancora Antonietta!

N.b. il documento non risolve il problema cinese, per carità, ma fornisce a molti di Voi forse la possibilità di vedere meno “nero” e di aiutare fattivamente la causa anziche trincerarvi dietro al muro della protesta ad oltranza!

[tags]olimpiadi, pechino 2008, cina, turnoff pechino 2008, de martino, sport for peace[/tags]

Bangladesh meglio di Italia e Cina

Geograficamente il Bangladesh si trova quasi agli antipodi dell’Italia, da ieri anche politicamente. Eh si, perchè nonostante rientri nella categoria dei Paesi del Terzo Mondo, quindi sottosviluppati per antonomasia, ci hanno dato una bella lezione di civiltà.

Infatti mentre qui in Italia si lavora in una direzione lì, per fortuna, si va in direzione opposta. Vero che lì il problema è sicuramente più diffuso, che una “regolamentazione” diventa quasi necessaria, certo è che le linee politiche paiono decisamente e nettamente diverse. Leggi il resto di questo articolo »

Misuriamo la coerenza della blogosfera!

A breve inizieranno le olimpiadi di Pechino 2008 e da tempo soffia forte l’invito a boicottare l’evento. Ne parlai tempo fa in un post non senza suscitare qualche polemica, soprattutto in merito ad alcune iniziative come il Power Off Pechino 2008. Ebbene, facciamo finta che quel discorso non sia mai stato fatto. Facciamo finta che sia giusto (in parte lo è ma a mio avviso dipende sempre “come” lo si fa) boicottare la Cina per le tante inadempienze in tema di rispetto di cittadini e lavoratori. Facciamo finta che tutto questo sia giusto e condiviso pienamente.

Allora, davanti ad una notizia come questa  come dovrebbe comportarsi la blogosfera?  Logica e coerenza, imporrebbero di boicottare il nostro governo “complice” degli interessi della Cina, in poche parole dovremmo auto-boicottarci giusto?!?

Per coloro che facessero del boicottaggio una regola comportamentale, ricordo anche qualora gli fosse sfuggito, che nel 2014 a Sochi o Soci (in Russia) si terranno le Olimpiadi invernali. Lo ricordo perchè non ho ancora visto post, bannerini e quant’altro, quasi che Putin in Cecenia non stia perpretando massacri ma stia facendo opere umanitarie.

Vediamo un po’ fino a che punto arriva la coerenza nel mondo dei blog, sono proprio curioso…

CdS (comunicazione di servizio): in questi giorni l’adsl di casa latita quindi vi chiedo scusa per l’assenza e cercherò di passare dai vostri blog non appena mi sarà possibile. E meno male che non avevo necessità di prenotare esami clinici…

[tags]olimpiadi, pechino 2008, cina, italia, turnoff pechino 2008[/tags]

Ecco perchè dico SI a PECHINO 2008

Quello del boicottaggio dei Giochi Olimpici è argomento dibattuto ancor prima dei recenti avvenimenti in Tibet. Io non ho ancora trattato l’argomento ma ho già anticipato in alcuni commenti su altri blog il mio punto di vista. Vi confesso che non ne avrei parlato nemmeno oggi se non avessi ricevuto una mail privata a riguardo che si concludeva con la frase “…se ragioni così sei un altruista di facciata”.  Purtroppo il mittente non ha risposto alla mia richiesta di poter pubblicare la sua mail, senza intenzione di fare polemica ma con il solo intento di prendere spunto per parlarne più a fondo ma ne parlo ugualmente anche perché ho scoperto che il mittente altro non è che un ragazzino e forse nella sua carriera scolastica non ha ancora avuto tempo e modo di studiare certi accadimenti storici. Doverosa, prima di tutto, la definizione di boicottaggio: «è un’azione individuale o collettiva coordinata avente lo scopo di ostacolare e modificare l’attività di una persona, o quella di un gruppo di persone…». Se non lo sapeste i partners e gli sponsor delle manifestazioni sportive cacciano i soldini ben prima dell’evento (a copertura parziale o totale dei costi dello stesso) e non è lo share a “ostacolare” costoro, ma torniamo al punto.

L’anno era il 1968 e nel mondo c’era voglia di cambiamento. Culla di questo fermento erano inevitabilmente scuole ed università, unici luoghi di aggregazione insieme alle fabbriche ed alle piazze ma, comprensibilmente, meno oppresse almeno nella fase iniziale del movimento.
Centro nevralgico di questo movimento era l’America, fresca di coinvolgimento nella guerra del Vietnam e con i mai risolti problemi razziali. Era un periodo difficile dove gli ideali di giustizia ed eguaglianza ricevettero in pochi mesi due colpi durissimi a chi credeva ancora di poterli veder trionfare: ad aprile infatti venne assassinato Martin Luter King (attivista per i diritti civili) e pochi mesi dopo Robert Kennedy (oppositore della guerra in Vietnam).

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Con molto orgoglio…