Articoli marcati con tag ‘crisi economica’
E chi lo dice che la scuola non è una buona palestra di vita?
Spesso si parla e sparla, a seconda dei relatori, dei contesti e della convenienza del momento (comunque mai o difficilmente di quella del popolo ndr) della scuola, di come con i tagli progressivi, costanti ed implacabili di questi ultimi decenni, siano venuti meno il suo valore formativo ed il suo ruolo educativo. Fino ad arrivare ad un punto in cui, potendo, si potrebbe pensare di citare un’intera classe politica in causa per “dismissione di ex funzione pubblica“.
Tanti sostengono che la scuola negli anni sia finita (o l’abbiamo relegata, punti di vista) sempre più distante dalla realtà. Eppure, leggendo oggi le terribili notizie che provengono dal fronte mercato del lavoro (disoccupazione mai così alta tra i giovani) e guardando qualche immagine presente sui quotidiani io… non l’ho mai trovata così vicina e propedeutica alla triste realtà futura di molti.
Non fosse altro per le modalità in cui entrambe queste realtà ti portano a conoscenza del futuro…
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Il futuro dell’Italia
A volte una semplice vignetta descrive più e meglio di mille parole i propri pensieri…
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Cantiamo che (forse) ci passa
Tanto per rassicurare lettrici e lettori che si sono chi pubblicamente, chi in via privata interessati alle ragioni della mia assenza, oggi “rubo” un po’ di tempo alla solita routine di lavori d’ufficio, a quelli casalinghi (perché non ci crederete ma sono ancora con la casa sottosopra per la ristrutturazione) ed alle “sfighe varie di giornata”, come cantava Vasco tanto per… dare un senso a questo blog che forse tutto sommato un senso non ce l’ha!
E’ un periodo di ricostruzione, sia a casa mia, sia nel Paese; io, spero non ve ne abbiate a male, ma da qualche settimana ho deciso di concentrarmi sui lavori domestici dopo gli errori commessi. Quali errori mi chiedete?
Il primo di assegnare le opere di muratura e impiantistica alla stessa ditta che ha lavorato alla ristrutturazione della cappella Sistina. A dire il vero non sono sicuro siano esattamente loro ma… i tempi alla fin fine risulteranno più o meno quelli. Il secondo quello di affidare l’appalto della successiva posa, levigatura e verniciatura dei palchetti a personaggi simpatici e di compagnia fin che si vuole ma professionalmente alquanto simili a questi due anche se nel mio caso, vi assicuro… non c’è stato e non c’è proprio da ridere!?!
Così, preoccupato e occupato da altri eventi, mi rendo conto che ho colpevolmente-ma-volutamente-e-consciamente saltato la celebrazione del 12/11/2011, da molti ribattezzato il nuovo giorno di liberazione nazionale.
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Qualche considerazione sulla manifestazione di Roma
Mi sa che è meglio che cominci a farmi seriamente gli affaracci miei o, in alternativa, essere più chiaro!
Nell’ultimo post, scritto nei giorni precedenti la manifestazione di sabato scorso a Roma, avevo “chiesto” un qualcosa che caratterizzasse la nostra protesta, riferendomi più che altro al termine usato (indignados ndr). Ed invece, porca paletta, eccome se siamo riusciti a caratterizzare la manifestazione, eccome se ci siamo ‘distinti’, unici tra le manifestazioni in 952 città di 82 Paesi… porco i’mondo che tengo sotto i piedi!
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Io sono italiano e non sono Indignado, sono incazzato!!!
Permettetemi una piccola riflessione sul fenomeno degli indignados nostrani: non so se perchè noi italiani siamo più pazienti, più pigri, stiamo meno male di altri ma abbiamo aspettato tanto a dare qualche cenno di reazione a questa situazione che, non so voi, ma io mi aspettavo un po’ più di originalità in fatto di iniziative e proteste. Da tempo tanti chiedevano e attendevano un segnale, una mobilitazione, una reazione di e del popolo che facesse intendere e capire che per loro forse anche no, ma per noi il vaso è colmo, stracolmo e da tempo.
L’abbiamo attesa per tanto tempo questa reazione, abbiamo visto quelle della Grecia, della Spagna, degli states (“ma loro stanno peggio di noi” s’è affrettato a precisare qualcuno, sarà?!?!) per poi, mesi e mesi dopo, ritrovarsi a fare il copia-e-incolla di iniziative altrui mandando affanculo anche l’italica creatività e sprecando un’altra opportunità per affermare il made-in-Italy nel mondo.
No, il tempo credo sia scaduto ed io NON VOGLIO e NON MI SENTO PARTE degli indignados.
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Sfogliando i giornali online
Obama parlando alla comunità gay dichiara che “Ogni americano ha gli stessi diritti” , poi però poche righe più sotto leggo anche “New York, centinaia di arresti tra i dimostranti anti-Wall Street“: e mi chiedo se i fermati erano tutti stranieri o se forse nella “sua” America esistono diritti e… rovesci.
La Simo-nazionale dichiara tronfia: “Ora sono pronta per uno show politico” e per una volta non riesco a dissentire con lei: vista l’attuale qualità della politica italiana non esiste conduttrice più adatta ed all’atezza di lei per il ruolo.
Rifiuti, sindaco di Napoli: ”E’ falsa la notizia di nuove discariche in città”; tranquilli, è sempre solo la stessa che si sta ingrandendo e pian piano sta occupando tutta la città!?
“Processo Ruby 2, la Minetti a sorpresa in aula” – secondo me la sorpresa non è tanto nel vederla in aula quanto più nel vederla vestita…
Metà zar, metà rockstar: Russia delusa da Putin; secondo me è pure mezzo (voglio esser magnanimo ndr) mafioso quindi… i conti non tornano!
[notizia di servizio] Il Chit è quasi giunto a metà dei lavori a casa; la notizia non è stata riportata su nessun quotidiano, ve la do in esclusiva io e credo che tra le tante sia quella che vi crea meno curiosità ma, probabilmente, è anche l’unica che fuoriesce dal solito panorama di un’attualità e di un’informazione sempre più tristemente un po’ figlia del copia-incolla ed un altro po’ figlia di…
Vabbè… buona settimana a tutt*!
Una motivazione per scioperare che mette tutti d’accordo
E’ un gran parlare, come spesso accade in Italia, sull’opportunità o meno di protestare attraverso lo strumento dello sciopero nei confronti del governo e della manovra che sta varando per cercare di combattere una crisi che non c’era.
Personalmente ritengo che più e prima della forma di ogni protesta occorra andare a vedere le motivazioni dello stesso, motivazioni che leggendo i giornali sembrano più che valide visto che a prendersela nello sgniao saranno i soliti noti (ovvero noi ceto che ha scoperto di essere sotto la media, perchè almeno io 90.000 di reddito non li porto a casa ndr). E’ altresì vero che questo esecutivo ci ha abituato a presentare bozze di leggi e decreti salvo poi, in base alle reazioni ed agli umori dell’elettorato, cambiarne contenuti prima della discussione (quando hanno avuto la cortesia di permetterla) in Parlamento.
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Le rivoluzioni partono dalle piazze ed anche l’Italia si adegua
Le grandi rivoluzioni ed i grandi cambiamenti da sempre sono partiti dalle piazze.
Storicamente una delle più famose è sicuramente Piazza Tienamen in Cina, recentemente tornata d’attualità o forse, più semplicemente non ha mai smesso di esserlo; in quest’ultimo anno abbiamo potuto assistere in Giordania alle proteste di piazza Ras Al-Ain, si è proseguito poi in Tunisia nella piazza della Casbah, in Egitto con le manifestazioni e gli scontri in piazza Tahrir, poi in Grecia con le proteste di piazza Sintagma, per finire (per ora temo) con le notizie che in queste ore ci arrivano dalla Piazza Verde ribattezzata Piazza dei martiri, di Tripoli in Libia insomma… un po’ ovunque è sono la piazza ed il popolo a dettare le richieste ed i cambiamenti.
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Manovre economiche e parenti stretti
Niente da fare, non ne usciamo!!
L’opposizione, o meglio quell’accozzaglia di gente che dovrebbe essere non in linea con il governo, continua a non parlare chiaramente agli italiani che distratti dai pensieri estivi, rischiano come sempre di non capire o, nel migliore dei casi, di farlo quando sarà troppo tardi.
Stamattina infatti leggo su quasi tutti i principali quotidiani questa dichiarazione:
Non so come la pensiate voi ma forse era più corretto e diretto dire semplicemente che la manovra, così com’è stata ventilata, è figlia di puttana!
Agosto mio non ti riconosco!
Difficile tornare a scrivere con qualcosa di originale dopo qualche tempo di ‘osservazione’ perché il menu delle news, piaccia o non piaccia, ultimamente è monotematico e finisce per rimescolare sempre la stessa solfa poi, sull’argomento ‘economia & finanza’ nonostante il titolo di studio di ragioniere imponga un minimo di know-how, non mi sento così ferrato. E non vorrei fare come quelli che senza aver mai messo piede su una barca, ai tempi di Luna Rossa parlavano di bompressi, vele e tangoni come fossero il loro pane quotidiano solo perchè ne sentivano parlare da altri.
Lascio volentieri parlare gli esperti di indici, percentuali, rimbalzi, crolli, tassi, macro e micro economie e provo a concentrarmi sull’estate, su questa stagione (almeno nelle intenzioni) per molti magica, per altri meno ma sicuramente l’unica che per quasi tutti è sinonimo di vacanza. Poi che uno riesca a godersela o meno è un altro paio di maniche che però… non voglio srotolare ora.
Pensavo alle estati del passato ed anche se è sempre molto difficile fare dei raffronti perché la percezione della realtà spesso cambia con l’età, se ci si sforza qualche raffronto è pur sempre possibile.
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