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Articoli marcati con tag ‘darfur’

Non c’è niente da ridere, comunque!

Il copyright di aver parlato pubblicamente di un gesto personale ed intimo come il “pianto” spetta a Domenico Modugno; correva l’anno 1975 e portò al successo la canzone ‘Piange il telefono‘.

Più avanti venne il periodo delle ‘madonnine piangenti’; Civitavecchia, Forlì, Medjugorje, etc.  Poi è arrivata l’era delle lacrime in tv; Raffaella Carrà e Maria DeFilippi ne hanno fatto un ‘must’ nelle loro trasmissioni ma un po’ tutti non disdegnano un po’ di sane lacrime, fa audience! Ieri per un momento ho pensato avessero cominciato anche i monumenti come la Fontana di Trevi


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invece s’è trattata della ‘bravata’ (peraltro abbastanza idiota!) di un fantomatico gruppo ‘FTM Azione Futurista’ in segno di protesta nei confronti degli organizzatori della festa del cinema.

Qualche “esperto” dice che la gente vuole veder piangere gli altri perchè non sà più piangere in prima persona. Sarà?!?  Però credo che se ognuno di noi guardasse un po’ più se stessi ed un po’ meno gli altri forse, di motivi per piangere, ne troverebbe molti. No perchè volevo solo segnalare a tutti questi fabbricatori di lacrime, vere o presunte, che NON è il caso d’inventarseli i motivi; se non vi vengono in mente da soli pensate per un momento al Darfur, al  Myanmar, all’Iraq, ai vari conflitti bellici nel mondo, alla crisi economica insomma… credo che possiamo tranquillamente fare a meno di aiuti, grazie!

 

Darfur-Day 2007: per non dimenticare

Oggi Roma è teatro di una manifestazione (ma dai?) per una volta però per una buona causa. C’è il ‘Darfur-Day‘ (potete saperne di più nei blog di Tisbe e Giuseppe T.) ma c’è soprattutto la volontà di NON far spegnere completamente i riflettori su una vicenda che purtroppo di ‘luce’ ne ha già poca.

Sono convinto che non servano sempre le parole per riflettere, a volte possono bastare anche solo semplici vignette ed è così che voglio provare a rubare la vostra attenzione:


   
(clicca sull’immagine per ingrandire)
Subito dopo aver finito di sorridere, almeno noi, NON DIMENTICHIAMOLI!!

 

Il Sudan minaccia gli States: niente più Coca Cola!

L’ambasciatore sudanese negli Usa John Ukec Lueth Ukec, stufo delle continue ingerenze del govergno americano sulla questione del genocidio nel Darfur, ha minacciato di bloccare la fornitura di un ingrediente indispensabile per la produzione di Coca Cola. Questo ingrediente è la gomma arabica. Davanti ad una platea di giornalisti l’ambasciatore ha dichiarato:

Voglio sappiate tutti che la gomma arabica, che è in tutte le bibite gassate del mondo, viene per l’80% dal mio Paese“.

Come dire, continuate ad intromettervi nelle nostre faccende interne e noi toglieremo al pianeta il piacere delle bevande gassate. Ha poi innalzato una bottiglia della popolare bibita americana e ha aggiunto: “Posso fermare tutto e tutti noi perderemmo questo beveraggio”.

Quest’uomo, da oggi è il mio nuovo idolo in fatto di politica estera, guardatevelo!

A questo punto ragazzi, senza star lì a pensare a linee di comportamento in politica estera, manifestazioni, contromanifestazioni ed altre diavolerie mettiamoci seriamente a pensare su cosa possiamo anche noi usare per ricattare gli States. Io ci ho pensato ma temo che l’unica cosa di cui gli americani non possano fare a meno degli italiani è del beotismo e servilismo al loro life style di gran parte dei nostri connazionali. Ma se qualcuno ha delle idee comunque il post è aperto…

Fonte: WashingtonPost.com

Un click per il Darfur

Questo mio post, però, è dedicato alla “pubblicizzazione” di un progetto, a cui aderisco, per la difesa ai diritti umani in Darfur. Pochi credo, e spero, non sanno che in Darfur è da lungo tempo in atto una guerra tra diverse etnie: i Janiaweed (non ufficialmente) supportati dal governo sudanese, Fur, Zaghawa e Masalit. Questo conflitto sta prendendo sempre maggiormente la piega di un genocidio, nel quale i diritti umani sono “necessariamente” messi da parte. Il progetto “Italian Blogs for Darfur” dispone di un blog, un sito e una newsletter (google group a cui ci si deve iscrivere). Dunque se ci credete ancora, se sognate un mondo migliore in cui regni la pace, bisogna iniziare da queste piccole cose, anche se piccole non sono.

Firmate l’appello affinchè i media ne parlino sempre di più e non lascino cadere questo conflitto nel dimenticatoio.

 

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