Articoli marcati con tag ‘disoccupazione’
E chi lo dice che la scuola non è una buona palestra di vita?
Spesso si parla e sparla, a seconda dei relatori, dei contesti e della convenienza del momento (comunque mai o difficilmente di quella del popolo ndr) della scuola, di come con i tagli progressivi, costanti ed implacabili di questi ultimi decenni, siano venuti meno il suo valore formativo ed il suo ruolo educativo. Fino ad arrivare ad un punto in cui, potendo, si potrebbe pensare di citare un’intera classe politica in causa per “dismissione di ex funzione pubblica“.
Tanti sostengono che la scuola negli anni sia finita (o l’abbiamo relegata, punti di vista) sempre più distante dalla realtà. Eppure, leggendo oggi le terribili notizie che provengono dal fronte mercato del lavoro (disoccupazione mai così alta tra i giovani) e guardando qualche immagine presente sui quotidiani io… non l’ho mai trovata così vicina e propedeutica alla triste realtà futura di molti.
Non fosse altro per le modalità in cui entrambe queste realtà ti portano a conoscenza del futuro…
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Periodi storici a confronto
L’arte è uno strumento efficace per farci riflettere attentamente sul passato e sul presente e per proiettarci verso il futuro.
Proviamoci allora, mettendo a confronto queste due immagini:
Quarto Stato
(Pellizza da Volpedo, 1901)
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Meno male che Marchionne non dirige anche la Juve
- clicca sull’immagine per vedere la vignetta del brother -
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Le chiamerò morti grigie
Siamo ormai un mondo che da e vive di numeri. Non c’è notizia o quasi che non riporti dati di qualsivoglia sondaggio o statistica quasi a rafforzare la credibilità della notizia stessa. Ma come ben sapete i dati vanno comunque sempre letti ed interpretati con attenzione. E proprio da questa considerazione parte la mia domanda.
Infatti vi chiedo, visto che esistono le morti inserite nella cosiddetta categoria di ‘cronaca nera,’ esistono quelle cosiddette ‘bianche’ in quale categoria mettereste quelle, e sono sempre di più, che nascono da uno stato di frustrazione e d’inutilità derivate dalla mancanza del lavoro? (esempio 1 ed esempio 2)
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Amaramente ciao
Forse non dovrei neanche provarci perchè come cantava Guccini “è inutile cercare parole che non trovo per dirti cose vecchie con il vestito nuovo“. E noi in questi ultimi tempi parole ce ne siamo dette, tante, mai banali o vuote. L’ultimo tuo sms diceva “incrocia le dita!”. L’ho fatto amico mio, non osavo quasi scriverti per chiederti com’era andato il colloquio.
Ora so non esser andato come doveva, ora so l’ennesimo “NO” aver colpito in profondità ed irrimediabilmente la fiducia in te stesso e in questo mondo, proprio quella fiducia nel “giusto” di cui parlavamo spesso, perchè non possono essere stati sbagliati tutti gli insegnamenti che abbiamo ricevuto vero?
Mi mancheranno le nostre chiacchierate, ma soprattutto mi mancherai tu e mi mancherà la certezza che non potevo evitare nulla di quanto successo. Ora mi maledico per aver sempre rimandato il famoso weekend da fare insieme e per non averti potuto dire di persona quel “grazie” per l’aiuto che mi hai dato quando poco tempo fa ne avevo bisogno.
E mica è facile farne a meno ora sai?!? La tua capacità di ascoltare, di far parlare, di leggere dentro le pause senza bisogno di farle seguire da parole inutili quando parole adatte non esistevano.
Ciao amico mio, vittima un po’ di tutti!


































