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Articoli marcati con tag ‘droghe’

Capita a Vigevano…

[clicca per ingrandire][ notizia tratta da: Corriere.it ]

…Dal pizzaiolo è arrivata allora un’altra giustificazione: avrebbe detto che la marijuana serviva per un gruppo di colleghi che ne fanno uso come palliativo al “calore e alla spossatezza dovuti alla lunga esposizione vicino ai forni a legna presenti nelle pizzerie”, soprattutto d’estate…

Non l’ho provata ma dopo aver letto la giustificazione del pizzaiolo mi viene il fondato sospetto che la marijuana fosse veramente di ottima qualità, di sicuro Vigevano da oggi, oltre che una delle capitali della calzatura, grazie al pizzaiolo può aspirare anche al titolo di capitale della ‘sola‘ …

Gioventù bruciata e i suoi incendiari

Ora, lungi da me spendere e spandere giustificazioni e scuse a certi atteggiamenti di una certa parte di gioventù, quella che (forse perché più pirla! ndr) fa più notizia. Se ci pensate i giovani sono adatti per tutte le notizie; quando si parla di scuola, di futuro, di stragi della strada (lì giovani, alcool e droghe calzano sempre a pennello e se anche non calzassero…. i media sono bravissimi a farli calzare ugualmente!) insomma diciamo che sono da sempre e per definizione sotto la lente di osservazione di genitori e media. In fondo rappresentano il futuro quindi consigliato e doveroso monitorarli per sapere dove potenzialmente si dirigono idee e gusti.

Su di loro, a seconda della “campana” che suona, se ne sentono un po’ di tutti i tipi e tutti i colori. Secondo l’ottavo nano Brunettolo sono semplicemente dei “fannulloni“, per l’uomo senza macchia (e non parlo di quello in ammollo della pubblicità di anni fa) Giovanardi sono indistintamente e potenzialmente “tossici e indisciplinati alla guida” insomma… ognuno vede in loro un po’ quel che vuole (e che gli fa comodo per la sua causa). Però sapete cosa vi dico? Esser giovani al giorno d’oggi non dev’essere poi mica tanto facile. Se ci pensate bene quando si è giovani oltre a far casino uno ha un solo dovere, crescere e formarsi; questo lo può fare da se (ma deve avere grandi palle!), con il supporto della famiglia (ma quanti genitori ne hanno ancora voglia?) oppure attraverso l’esperienza, i punti di riferimento, i cosiddetti modelli. Premesso questo vado a memoria e riporto qui di seguito nomi e frasi celebri di due aspiranti tali:

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A Trieste la lotta alla droga si combatte su questi parametri

So che l’argomento è complesso e, sinceramente, stamane non ho tempo e voglia di parlarne, anche perchè in questi anni su queste pagine ho espresso ripetutamente il mio pensiero a riguardo e ad oggi non l’ho cambiato. Stamane leggo e riporto:

«Verificate le persone magre e con tatuaggi, anche senza o con pochi denti e con scarsa igiene orale per vedere se hanno precedenti penali …. Chiedere alle persone di ripetere tre parole “casa, pane, gatto”, dopo 3-5 minuti chiedere al conducente quali parole ha dovuto ripetere prima …. chiedere quanto fa 99 meno 3 e, ottenuta la risposta, chiedere qual’è il risultato se sottraiamo ancora 3 ….  ».

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Sanremo: riflessioni sulle ‘Regali concessioni’

Non esiste Festival di Sanremo senza una polemica prima e (spesso) tante dopo. Quest’anno, in piena crisi, oltre che economica anche ‘creativa’ s’è pensato di riesumare un’intervista di dicembre di un cantante per sollevare un putiferio preventivo. Sinceramente non è che la cosa mi abbia colpito molto; non sono un affezionato del Festival, non mi piace Morgan nè la sua musica ma, vi confesso, mi piace ancor meno il bigottismo ed il perbenismo di facciata sempre più dilagante in questo mondo dove l’apparire ha superato di gran lunga l’importanza dell’essere.

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Stop al colpo di sonno!

Da tempo non passa weekend che l’attualità non ci “omaggi” della notizia dell’immancabile strage sulle strade. Tante le cause e lungi da me qui farne classifiche o elenchi. Tuttavia se è vero che su alcune (immaturità dei guidatori, utilizzo di alcool e droghe, maleducazione, etc.) possiamo fare ben poco, su altre si può pensare di provare a fare qualcosa anzi… qualcuno l’ha già fatto!  Ad esempio per cercare di contrastare gli effetti del cosiddetto colpo di sonno.

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BastaUnAttimo anche a Giovanardi per dire cazzate!

Tanto per mettere un po’ di chiarezza, visto che sempre più spesso sento toni trionfalistici in tema di ‘sicurezza’ ma poi le cifre che leggo  dicono tutt’altro.  Riepiloghiamo:

Ottobre ’08 – Giovanardi: «Sicurezza stradale, mortalità in calo. La nostra politica funziona»

Luglio ’09 – Osservatorio Asaps, l’associazione amici polizia stradale: «Nei primi sei mesi del 2009 siamo al più 57%»

Il nome della nuova campagna nazionale per la sicurezza stradale  il cui sito (PENOSO! guardate le lettere accentate) è stato fatto, tra gli altri, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Senato della Repubblica, del Ministero delle Comunicazioni, del Ministero delle Infrastrutture, di quello della Solidarietà Sociale, dei Trasporti e delle Politiche Giovanili e delle Attività Sportive (capito ora perchè il sito fa pena?!) s’intitola “BastaUnAttimo“.

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Droga, Lega e censura

L’episodio risale al 2 aprile, la notizia è (molto silenziosamente ndr) è trapelata il giorno 7, per il nome della persona interessata la ricerca è stata lunga e laboriosa. Infatti se un immigrato, magari clandestino, è sbattuto con molta facilità in prima pagina con nome e cognome per “altri” le cose vanno in modo diverso.

Mi riferisco all’episodio che ha visto coinvolta una cittadina italiana e suo marito all’aeroporto di Agno, dove i due sono stati fermati dalla polizia di frontiera svizzera in possesso di 8 kg. di cocaina.

Dove sta l’originalità della notizia? Sta nel fatto che nessuno o quasi dei giornali italiani ne ha parlato (ho trovato solo il Corriere) e questo mi ha incuriosito. Di solito quando si occulta così una notizia c’è un motivo e scavando scavando si scopre che lo stesso è che forse la sig.ra in oggetto ha o aveva una posizione un po’ “scomoda”. La signora infatti pare (anche se nessuno o quasi fino a ieri ne ha pubblicato il nome) sia Simona Patrignani, 38enne, lavorava alla Camera dei Deputati come segretaria del Gruppo Parlamentare della Lega. Lavorava si, perchè così come succede che quelli che muoiono cadendo dai ponteggi sono spesso  al “primo giorno di lavoro”, lei invece da un mesetto era in maternità. Secondo la legge del suo ex capo e di Fini comunque rischia dai 6 ai 20 anni di reclusione e una sanzione massima di 260mila euro.

A meno che non salti fuori che con la vendita delle 200mila dosi che si potevano ricavare la Lega pensava di rimborsare noi cittadini dell’esborso per il mancato accorpamento del referendum e che il tutto altro non sia altro che un’opera di beneficenza. Ma se così fosse perchè lasciare tutto così misericordiosamente segreto? Mah…

Come sono cambiati i tempi in cui Claudio Martelli venva fermato a Malindi con qualche grammo di marjiuana. Evidentemente l’informazione, come la legge, ormai non è più uguale per tutti, men che meno nei confronti di chi governa e l’ha dimostrato di recente con la posizione sul referendum.

[tags]italia,politica interna,lega nord,simona patrignani,droga,cocaina,agno[/tags]

Droga, alcool, microbi e poi cosa?

Periodicamente, quasi a fomentare un clima già teso di suo, i media ci offrono il loro menu di “orrori”. Ultimamente va forte l’argomento “stupri”, di cui mi riservo di parlare ‘seriamente’ non appena raccolta qualche informazione che mi manca. Intanto però se ne può parlare da un altro punto di vista, magari analizzando l’enfasi con cui queste notizie vengono date.

Solitamente dipende da: provenienza etnica dello stupratore, numero degli stessi (ammettiamolo, le violenze del “branco” vendono meglio), a volte dall’età. Nella notizia raramente si parla delle vittime, talvolta ci si infila in mezzo pure un po’ di “sballo” , dalla quale si parte per questo o quel proclama politico. Questo il “format” tipo del mondo dell’informazione.

In tema stupri ultimamente l’aggravante è spesso l’alcool che scavalca in classifica la droga. Alcool che poi rientra anche nei tg della domenica con le immancabili stragi del sabato sera. E allora mi chiedo: l’alcool mi sembra pericoloso quanto certe droghe leggere, mi sembra evidente. Ed allora perchè nessuno alza un dito per “regolamentarlo” mentre per uno spinello si rischia il carcere? Direi che, per coerenza, sarebbero battaglie proibizionistiche da mandare avanti di pari passo e con pari determinazione no?

Ma la coerenza al comando del paese è poca e poi, poi è impossibile! Perchè se si ragiona così non si finirebbe più di fare battaglie proibizionistiche visto che ogni giorno si scopre un nuovo pericolo.

Riepilogando: l’alcool è legale , una pianta (la marijuana) fuorilegge, con i microbi si sta studiando e alla fine, nessuno parli mai di educazione.

[tags]italia,attualità,politica interna ,alcool,droghe,stupri,informazione,media,microbi,curiosità[/tags]

Succede nell’Italia del 2009…

Premessa: stamane il Chit s’è alzato con un po’ di mal di gola, con la sinusite cronica che reclama attenzioni e dopo aver dormito poco. Decido di non recarmi al lavoro con la macchina ma prendo la corriera. Arrivato alla stazione delle autocorriere vengo “annusato” da un cane e portato da due ragazzi in uno stanzino freddo e sporco, mi chiedono di svuotare tutto il contenuto delle tasche, mi viene richiesta la provenienza e la giustificazione di OGNI oggetto in possesso.  Li assecondo ricordandomi una recente modifica di legge in tema e che  i miei genitori mi hanno insegnato che “certe persone”, soprattutto quelle in divisa, vanno assecondate. Ciò nonostante, pur capendo appieno e giustificando l’azione di prevenzione, non riesco a fare meno di chiedere “il perchè” di un simile atteggiamento. Questo è più o meno il dialogo che segue:

[ Personaggi: PU= Pubblico Ufficiale / Collega PU= collega pubblico ufficiale / Chit= io ]

PU: Perchè Lei trema! – intima la voce di uno degli ufficiale.
Chit: Eh cazzo, sono in camicia in uno stanzino di un’autostazione alle 8 del mattino con 38 di febbre.
PU: Bè, noi non siamo dei termometri.
Chit: Si però ho lavorato e lavoro con Vostri colleghi e Vi vantate di essere più svegli dei Carabinieri, così non lo dimostrate!?
Come volevasi dimostrare infatti pochi secondi dopo il suo collega chiede:
Collega PU:  E come mai tutti questi pacchetti (4 ndr) di fazzolettini di carta?
Chit: Sempre per il raffreddore come detto prima e per la certezza dell’impunibilità del reato di spaccio di Kleenex.
Ocio che qui viene il “forte”:
PU: Ma lei dove sta andando?
Chit: Al lavoro
PU: Ma è dipendente?
Chit: Si.
PU e collega quasi in coro: E perchè se sta male non sta a casa se è dipendente?
Chit: Perchè ho sempre detestato chi la ragiona così, mi stanno sulle palle, non li sopporto e se l’Italia è a puttane è anche merito loro! Comunque se Vi interessa sto andando perchè è giovedì, ho un lavoro da terminare e, soprattutto, ho un’etica professionale, conoscete voi il significato di “etica professionale”?
Intanto mi viene concesso di cominciare a rivestirmi e rimettere le cose a posto. Arriva un quarto collega che rovistando tra i miei averi trova un biglietto da visita dell’Associazione Trans Genere e lì arriva la chicca:
Collega PU: Ma lei frequenta questi ambienti?
Respiro a fondo, la mia pazienza in questo periodo non è molta e mi rendo conto di rischiare a parlare ma, mi conoscete, zitto non so stare quindi comincio io l’interrogatorio:
Chit: Ognuno frequenta gli ambienti in cui si trova meglio non credete? Voi girate con i gli animali ad annusare qua e là, io trovo più piacevole stare con delle persone vere! Piuttosto, Voi che avete più esperienza di me, le (eventuali) prostitute lasciano biglietti da visita con recapiti abitativi e telefonici?
Prendo il loro silenzio come momento di debolezza e incalzo:
Chit: Vedete, questa è si un’associazione, ma non di quelle che Voi dovreste combattere, cioè quelle a delinquere. Ma mi rendo conto e non posso darVi torto, la fortuna di vivere in un certo ambiente è che si può “non pensare”. Quello è compito a cui sono proposti i Vostri superiori e voi potete lasciare cellule celebrali e neuroni a riposo. Si perchè (finendo di rivestirmi)… non mi direte che la marea di cazzate che ho visto e sentito stamane sono farina del Vostro sacco vero?

A quel punto si sono passati un rapido sguardo, mi hanno fatto firmare il verbale sul quale ho preteso i nomi di tutti, cane compreso, che tra l’altro era il più simpatico di tutti. Mi hanno fatto notare che la carta d’identità era scaduta e li ho ringraziati per l’avviso e… gliel’ho detto: se me lo chiedevano subito glielo spiegavo che l’altra sera ero vicino a chi fumava una canna! Ma io li capisco, la colpa è dei media che ogni tanto pubblicano certe notizie ma… chi glielo spiega che quella con cui sono arrivato io era una semplice e proletaria corriera e non un Boeing 747 in arrivo da Jamaica o Amsterdam???

[tags]italia,personale,chit,droghe,leggi[/tags]

Stato libero di Sardegna

Oggi voglio parlare di quella magnifica isola che pensavo facesse parte del nostro stato e che si chiama Sardegna. Dico ‘faceva’ perchè ormai è chiaro che fa stato a se, con tanto di usi, costumi e leggi ad hoc.

Partiamo dagli usi che, in base a qul che si legge, sono quelli di comportarsi in modo tanto più sfrontato tanto più elevato è il reddito. Ne sono autorevoli esponenti l’ottavo nano con la sua villa ed il cuneese d’esportazione più famoso nel mondo (ma non altrettanto ben voluto) del sig. Ferrero con i suoi amici. Per entrambi nessuna condanna ma pieno ed incondizionato appoggio delle autorità, e te pareva!

Riguardo ai costumi, considerando che quelli da bagno sono pochissimo utilizzati (altrimenti che cazzo fotografano i paparazzi?!) dobbiamo accontentarci di altro tipo. Quest’anno particolarmente di moda, sempre per merito di quello “basso” dei due, bretelle ed immancabile tacco da 12.

Ma la cosa devo dire che più mi stupisce del nuovo stato sardo sono le pene per quelli che sono considerati ‘reati’ nel resto del territorio nazionale. Prendiamone uno ad esempio, molto gettonato in questo periodo non potendo toccare il settore agricolo e quindi degli alcolici, quello dello spaccio di droga. Ebbene, io non so se sia una questione di autonomia della rEgione o di assenza della rAgione (del giudice) ma se è vero che nella vita ci sono cose che non hanno prezzo, spacciare coca ed ecstasy ad un vip in Sardegna costa solo 6.000 €uro e 3 anni di “lontananza forzata” dall’isola.

A Perugia per esempio, il sospetto reato di spaccio di droghe leggere, si paga con la vita. Per informazioni chiedere ai familiari di Aldo Bianzino.

Una volta quest’isola, complice l’Asinara, era sinonimo di punizioni e rigorose regole da rispettare, ora è diventata una specie di zona franca in mano a questo o quel vip di passaggio. Non me ne vogliano gli amici sardi che sicuramente sono meno contenti di me di queste cose ma più che un pezzo d’Italia mi sembra veramente diventata l’Isola dei Famosi, con regole e leggi applicate in base a null’altro che l’audience!

 

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logo del premio
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Con molto orgoglio…