Articoli marcati con tag ‘emanuele filiberto’
Gioventù bruciata e i suoi incendiari
Ora, lungi da me spendere e spandere giustificazioni e scuse a certi atteggiamenti di una certa parte di gioventù, quella che (forse perché più pirla! ndr) fa più notizia. Se ci pensate i giovani sono adatti per tutte le notizie; quando si parla di scuola, di futuro, di stragi della strada (lì giovani, alcool e droghe calzano sempre a pennello e se anche non calzassero…. i media sono bravissimi a farli calzare ugualmente!) insomma diciamo che sono da sempre e per definizione sotto la lente di osservazione di genitori e media. In fondo rappresentano il futuro quindi consigliato e doveroso monitorarli per sapere dove potenzialmente si dirigono idee e gusti.
Su di loro, a seconda della “campana” che suona, se ne sentono un po’ di tutti i tipi e tutti i colori. Secondo l’ottavo nano Brunettolo sono semplicemente dei “fannulloni“, per l’uomo senza macchia (e non parlo di quello in ammollo della pubblicità di anni fa) Giovanardi sono indistintamente e potenzialmente “tossici e indisciplinati alla guida” insomma… ognuno vede in loro un po’ quel che vuole (e che gli fa comodo per la sua causa). Però sapete cosa vi dico? Esser giovani al giorno d’oggi non dev’essere poi mica tanto facile. Se ci pensate bene quando si è giovani oltre a far casino uno ha un solo dovere, crescere e formarsi; questo lo può fare da se (ma deve avere grandi palle!), con il supporto della famiglia (ma quanti genitori ne hanno ancora voglia?) oppure attraverso l’esperienza, i punti di riferimento, i cosiddetti modelli. Premesso questo vado a memoria e riporto qui di seguito nomi e frasi celebri di due aspiranti tali:
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Sanremo: riflessioni sulle ‘Regali concessioni’
Non esiste Festival di Sanremo senza una polemica prima e (spesso) tante dopo. Quest’anno, in piena crisi, oltre che economica anche ‘creativa’ s’è pensato di riesumare un’intervista di dicembre di un cantante per sollevare un putiferio preventivo. Sinceramente non è che la cosa mi abbia colpito molto; non sono un affezionato del Festival, non mi piace Morgan nè la sua musica ma, vi confesso, mi piace ancor meno il bigottismo ed il perbenismo di facciata sempre più dilagante in questo mondo dove l’apparire ha superato di gran lunga l’importanza dell’essere.
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