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Articoli marcati con tag ‘energia’

Giappone 1945-2011

Si è visto e parlato molto degli accadimenti giapponesi di queste ultime settimane, anche se spesso diventa estremamente difficile fare il punto di situazioni  in perenne evoluzione. Ed in attesa che passi la fase-alfa e la situazione si stabilizzi, ricevo e pubblico questa vignetta del brother che evidenzia come nonostante siano passati 66 anni, il punto di ri-partenza per quel popolo sia drammaticamente simile.
 

Nucleare e orsi spara-cazzate!

Ho letto ieri con sgomento e un filo di compassione, l’intervista del pregiatissimo Prof. Umberto Veronesi in tema di nucleare rilasciata a La Stampa. Certo, in qualità di Presidente per l’agenzia della sicurezza sul nucleare non poteva non dichiararsi contrario, pena la perdita della poltrona di fresca nomina e di questi tempi si sà meglio non sputare nel piatto in cui si mangia. Di questi tempi proprio no, nemmeno se esso è radioattivo amici miei!

Un piccolo sunto dei passaggi salienti è già stato fatto dal sito Agoravox, che sul tema propone anche un piccolo quiz sugli sponsor della Fondazione Veronesi che, confesso, non avevo mai visto e, apro parentesi, permettetemi di dire… me’cojoni!!!

Chiusa parentesi, volevo comunque tranquillizzare chi non avesse letto l’intervista che relativamente al vero problema, quello dello smaltimento delle scorie radioattive, non c’è problema, infatti [cito]: 

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Caro Barack, dopo Mad Max toccherà a Rambo?

La storia insegna che, piaccia o non piaccia, gli Stati Uniti fanno spesso tendenza. Lo fanno in tema di moda, di scelte politiche, insomma finiscono per essere spesso i precursori di quello che poi succederà o potrebbe succedere nel resto del pianeta. Poco più di un anno fa proprio negli States, s’insediava Barack Obama, l’uomo nel quale un po’ tutti (un po’ per disperazione un po’ per mancanza d’alternative) vedevano come ‘il nuovo‘, come colui che incarnava una nuova politica che si discostasse da quelle del recente passato soprattutto per quel che riguardava lo sviluppo di nuove tecnologie e nuove fonti di energia.

A dare il giudizio finale sul suo operato sarà il tempo, io per ora mi limito a prendere atto che dopo aver fatto di questo un suo cavallo di battaglia (e non era un pony! ndr) nella campagna elettorale ultimamente il buon Barack deve aver un po’ perso la bussola se non più tardi di un mese fa ha candidamente dichiarato adi esser pronto al ritorno al nucleare, pur senza abbandonare le buone intenzioni espresse in campagna elettorale s’intende. Una svista, un ‘incidente diplomatico’ o cos’altro?

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Cosa non si fa per un po’ di nucleare

Che i media non siano affidabili non lo scopriamo oggi, vero è che anche se non sono un avvocato credo che in certe occasioni di configuri il reato di ‘procurato allarme’ o quello di ‘reitarata presa per il culo’ che non so se esiste ma altrimenti andrebbe introdotto nell’ordinamento giuridico.

Ne ho avuto riprova stamattina, quando su La Stampa ho letto che in Italia saremmo “Sotto la minaccia di diecimila Vajont“. A dichiararlo Lucio Ubertini l’ex presidente del Gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche che parla del rischio di sismicità di molte zone in cui sono situati gli invasi.

Premesso che a volersi preoccupare in Italia oggigiorno le minacce si sprecano, sono comunque per scrupolo andato a vedermi la mappa di rischio idrogeologico ed effettivamente sembrerebbe dargli ragione ma qualcosa continua a non quadrarmi lo stesso. Nel caso del Vajont, ormai mi sembra appurato, la colpa è stata di un po’ tutti gli attori di quella vicenda, fuorchè della sismicità, e gradirei si smettesse di tirarla in ballo se non altro per rispetto alle vittime. Quello che mi stupisce di più  dell’affermazione del sig. Ubertini è che se da un lato potrebbe (condizionale d’obbligo) anche esser vero ciò che scrive, dall’altro mi risulta difficilmente risolvibile il problema perchè non mi sembra sia realizzabile una diga in pianura padana o a livello del mare. Eppure sono sicuro che gran parte degli italiani leggerà questa notizia, subito dopo le dichiarazioni di Scajola e… fanculo a tutte le energie pulite!

Comunque, vi confesso che non avrei mai pensato qualche tempo fa che sarebbe stato più facile vedere un presidente americano di colore piuttosto che un mondo un po’ più verde.

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L’ENI può rimettersi la cravatta

Quello energetico è un problema serio. La gran parte delle persone ragiona pensando “io il mio lo faccio per risparmiare” ma, non basta. Tutti gli sprechi (e ce ne sono molti) ricadono poi inevitabilmente sulle bollette di tutti. E chi fa qualcosa per limitare gli sprechi? Pochi o nessuno. L’Eni per esempio da due anni ha lanciato l’iniziativa ‘Eni si toglie la cravatta’ (già commentata dal sottoscritto) con la quale “autorizza” i dipendenti nel periodo estivo ad andare in ufficio senza la stessa. Si, lo vedo il vostro sorriso stampato sul volto e so che non è molto ma è pur sempre qualcosa no? Ed allora ho deciso di aiutarli ed aiutarvi a sorridere un po’ di più! Oggi infatti ho scritto loro una mail informandoli di una nuova e rivoluzionaria trovata.

Nell’Iowa State University infatti hanno messo a punto questi due prototipi di giacca e cravatta a pannelli solari (sul design non mi pronuncio) che, in teoria, offrono all’indossatore piena autonomia e addirittura tanto di custodia nella cravatta per ricaricare il cellulare.

A voi considerazioni e conclusioni, io mi limito ad informarvi e non mettendo (finchè posso) giacca e cravatta non posso essere molto d’aiuto. Magari se un domani faranno anche la polo… chissà. Intanto spero che l’Eni non mi prenda troppo sul serio altrimenti vista l’aria che tira sui posti di lavoro ultimamente non vorrei diventasse la nuova divisa aziendale obbligatoria. Chiaramente, le due iniziative vanno in conflitto in quanto la cravatta o s’indossa o non s’indossa.

Link notizia

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ENI e risparmio energetico

La giornata qui a Trieste è calda in tutti i sensi, sia professionalmente sia a livello di temperature esterne. Ma vorrei tranquillizzarvi, l’Eni sta lavorando per noi e la ricerca di soluzioni al problema. Leggo infatti or ora questa notizia:

ENI, AL LAVORO SENZA CRAVATTA PER RISPARMIARE ENERGIA – Negli uffici dell’Eni, quest’estate, dipendenti al lavoro senza giacca e cravatta. Sul proprio sito Web l’azienda informa che è partita l’iniziativa “Eni si toglie la cravatta“, che propone di adottare uno stile di abbigliamento più sportivo per contribuire a rallentare l’aria condizionata, permettendo di alzare la temperatura di 1 grado. …

Per un attimo ho pensato ad uno scherzo, dopodichè ho verificato ed è tutto incredibilmente e terribilmente vero! Ora, considerando la grossa mole di finanziamenti che prende per lo studio di energie alternative e di modalità di risparmio energetico che ne dite, un bel MAVAFF in coro ci stà??

 

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