Articoli marcati con tag ‘federico aldrovandi’
Sovraffolamento carceri verso la soluzione
L’ultimo grido d’allarme (non di coloro che stavano per morire) ma dei nostri politicanti risale e non più di quindici giorni fa e l’aveva lanciato proprio il ministro Angelino Alfano lamentando il sovraffollamento delle carceri in Italia.
Confesso, non sono al corrente delle cifre esatte ma non fatico a crederlo. E prendo atto che, in attesa che venga risolta la grana relativa ai detenuti stranieri presenti nelle nostre carceri e venga meno l’immobilismo dell’esecutivo eurepeo , “qualcosa” per ovviare al problema del sovraffollamento nel nostro Paese sta già succedendo proprio sotto i nostri occhi.
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Forze dell’ordine ed impunità
Ormai è cosa risaputa, nonostante le promesse pre-elettorali le forze dell’ordine restano tra le categorie più danneggiate dalla (di)gestione finanziaria di questo governo. Prima si sono visti tagliare i fondi, poi si sono visti affiancare per “manifesta incapacità” dalle ronde insomma, non un bel periodo per loro. Quasi un anno fa di questi tempi erano in piazza a rivendicare tutto questo e se ne occuparono anche tv e giornali.
In questi giorni invece i media sono impegnati a rimbalzare le parole di questo o quel capo di Stato all’assemblea dell’Onu. Parole in genere condite di buonismo, incoraggianti, concilianti (nostri partner esclusi chiaramente), di speranza per un futuro ed un mondo migliore.
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Ora si può dire, Genova 2001 fu solo l’inizio!
Esattamente otto anni fa in queste ore Genova diventava lo scenario di una delle pagine più buie del dopoguerra. In occasione del G8 infatti ci fu un’escalation di violenza assurda che culminò con l’uccisione di Carlo Giuliani e la mattanza (non riesco a definirla diversamente) della scuola Diaz.
Il colpo che colpì Carlo Giuliani fu sparato, così dissero le indagini-farsa, dall’agente per legittima difesa e la sua traiettoria “accidentalmente deviata da un oggetto“. Che poi si corre anche il rischio di crederci a determinate versioni se poi le stesse non le si vedesse vergognosamente riciclate (vedi caso Sandri) al bisogno. Tante volte si è detto che quei giorni sono stati la fine di tante cose, non ultimo della sinistra che negli anni successivi ha perso più o meno tutte le battaglie, sia elettorali sia legate alla giustizia ed alla promessa di fare si che quegli episodi non accadessero mai più.
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Basta menzogne su Federico Aldrovandi!
Premetto che mai come questa volta sono stato a lungo fermo sul pulsante ‘Pubblica’, non tanto per il tema del post quanto per il contenuto poi ho preso la decisione e quindi ecco il post.
In questi giorni è in fase di conclusione a Ferrara il processo per la morte di Federico Aldrovandi, vicenda della quale mi occupai e vi parlai tempo fa. Ho sempre pensato, e continuo a farlo, che una notizia debba essere data e non necessariamente spettacolarizzata ed infatti nel post precedente mi rifiutai di inserire quest’immagine “in chiaro” ma misi il link.
Stamattina però ho letto una dichiarazione che pur “capendola” (viene dai legali della difesa ndr) mi ha fatto molto, incazzare e mi riesce difficile farla passare sotto silenzio. Siccome credo che ognuno sappia giudicare da se prima vi riporto la dichiarazione dei difensori degli imputati: «I difensori dei poliziotti: “Federico ucciso dalle droghe“».
Questa qui è la foto di Federico così come i suoi cari l’hanno visto uscire di casa e com’è stato ritrovato all’obitorio:

A voi la conclusione se il discorso delle droghe possa essere anche solo minimamente credibile…
Lo faccio di rado ma vi chiedo di seguire il più possibile questa vicenda un po’ per sostegno ai suoi cari già così duramente colpiti ed un po’ perchè, non dimentichiamolo mai, Federico potrebbe essere ognuno di noi!!
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Aspettando la verità su Federico Aldrovandi
Stamattina voglio parlarvi di un fatto avvenuto nel lontano settembre 2005 a Ferrara che ha portato alla morte di un ragazzo di soli 18 anni in circostanze alquanto oscure. Il suo nome era Federico Aldrovandi e questi, brevemente, i passi salienti della sua vicenda.
All’alba del 25 settembre 2005 Federico, 18 anni, torna a casa dopo aver trascorso una serata in compagnia d’amici. Così ricostruiva i fatti una nota della questura: «Alle 6.25 personale di Polizia interveniva su segnalazione di alcuni cittadini che avevano riferito del comportamento strano di un giovane. Poco dopo, il giovane è stato colto da malore». Caso chiuso. Morto per cause naturali, durante il trasporto in ospedale. Overdose, si dirà poi.
Tre mesi dopo Patrizia, la mamma di Federico, apre un blog per chiedere nuove indagini. Emergono testimonianze che parlano di un controllo piuttosto energico da parte degli agenti intervenuti. Secondo i consulenti della famiglia ci sarebbe stata una violenta colluttazione tra quattro agenti e Aldrovandi, sottoposto ad una immobilizzazione forzata con schiacciamento della cassa toracica. Il 9 gennaio 2007 c’è la richiesta di rinvio a giudizio per quattro poliziotti. Il 20 giugno prossimo si terrà l’udienza preliminare durante la quale si deciderà se mandare a processo i quattro agenti accusati di omicidio colposo.
Ma, e questa è la novità più eclatante e per molti versi inquietante, dalla questura arrivano nuovi reperti, sconosciuti agli atti dell’inchiesta. Dagli «originali » delle telefonate ai tamponi imbevuti del sangue del ragazzo. E con essi affiorano dubbi e sospetti, ai quali d corpo il legale della famiglia del giovane: «È la prova di come in questa inchiesta il materiale di indagine sia stato accuratamente selezionato, dato o non dato a seconda della convenienza. Per fortuna qualcosa è cambiato»
Perchè ho deciso di trattare oggi quest’argomento? Perchè, chi mi conosce e mi legge lo sa, sono una persona che non sopporta ingiustizie, abusi e disinformazione. Se poi, come sembra in questo caso, mi ritrovo questi tre fattori”casualmente” tutti insieme bè, non posso non fermarmi a riflettere. Ciò che mi ha ulteriormente convinto a trattare l’argomento è una foto del cadavere di Federico pubblicata nel 2006 da ‘Liberazione’ che lascia decisamente poco spazio all’immaginazione circa l’accaduto. A volte in questo blog ho trattato argomenti e postato immagini e video “forti”; questa volta ometto volontariamente la pubblicazione di questo documento che tuttavia ognuno di noi può tranquillamente cercare (e trovare facilmente) su google. In questi ultimi due giorni ho letto molto riguardo a questa vicenda e mi son chiesto se non fosse il caso di dare anch’io nel mio piccolo il mio contributo a mantenere viva l’attenzione su una vicenda triste che, questo è il fatto sconvolgente, domani potrebbe toccare ad ognuno di noi. E se quel qualcuno, vicino a se, non avesse l’amore e la pazienza della mamma di Federico chiss come finirebbe quella vicenda…
Temo che il rischio più grave in questi casi sia che la notizia cada nell’oblio o nell’indifferenza, pertanto ringrazio fin da ora chiunque abbia voglia e contribuisca a non far spegnere i riflettori su questa vicenda, grazie.
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