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Articoli marcati con tag ‘gaetano saya’

Gaetano Saya e la sua inquietante somiglianza

Non si ferma, anzi, in questi giorni in cui le notizie “vere” (ovvero come farci pagare) i media si guardano bene dal darle, prosegue la polemica sulle “esternazioni” di Gaetano Saya, Presidente del Partito Nazionalista Italiano e rifondatore del Movimento Sociale Italiano, personaggio alquanto equivoco e di dubbia anche solo parziale capacità d’intendere e di volere.

Per i più pigri di voi, quelli che presi dalla  sindrome di repulsione dall’attualità che ha colpito molti di noi non hanno voglia di una rapida ricerca su guugl, ve ne riporto qui di seguitoun paio tanto per… darvi un’idea dell’essere-non-essere in questione:

«Cacciamo gli immigrati e confischiamo i loro beni» e su questo pare abbia ricevuto anche l’appoggio (a prescindere) di Borghezio ed altri personaggi “a tema”…

«Può essere cittadino dello Stato solo chi sia connazionale. Può essere connazionale solo chi sia di sangue italiano» (tratto dal Programma per la liberazione dell’Italia) esternazione che ha provocato l’invidia dei parenti di Mussolini ed Hitler che pensavano di avere il primato del “parente più coglione e xenofobo” (che poi sono sinonimi) e lo vedono messo in seria discussione discussione

In merito ad un fascicolo ed all’istruttoria aperta sul suo conto dall’UNAR per le sue dichiarazioni nelle quali incita all’odio razziale e contro gli omosessuali, ha seranamente risposto  «Mi ci pulisco il sedere» il che lo inserisce di diritto tra i grandi statisti italiani che possono ambire ad un ministero (magari quello ‘delle Riforme per il Federalismo’). Di contro c’è sempre la speranza che il fascicolo aperto dall’Unar sia stampato su carta abrasiva e che gli sia recapitato al più presto.

Insomma, non so cosa ne pensiate voi al di là dell’idea politica ma trovo quest’essere sempliecemente ripugnante, schifoso, vomitevole e, guarda caso, m’è venuta in mente questa somiglianza:

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Le rivoluzioni partono dalle piazze ed anche l’Italia si adegua

Le grandi rivoluzioni ed i grandi cambiamenti da sempre sono partiti dalle piazze.

Storicamente una delle più famose è sicuramente Piazza Tienamen in Cina,  recentemente tornata d’attualità o forse, più semplicemente non ha mai smesso di esserlo;  in quest’ultimo anno abbiamo potuto assistere in Giordania alle proteste di piazza Ras Al-Ain,  si è proseguito poi in Tunisia nella piazza della Casbah,  in Egitto con le manifestazioni e gli scontri in piazza Tahrir, poi in Grecia con le proteste di piazza Syntagma, per finire (per ora temo) con le notizie che in queste ore ci arrivano dalla Piazza Verde ribattezzata Piazza dei martiri, di Tripoli in Libia insomma… un po’ ovunque è sono la piazza ed il popolo a dettare le richieste ed i cambiamenti.

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