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Articoli marcati con tag ‘giuseppe uva’

Magherini e quelle strane morti per droga in Italia.

Mi ero ripromeso di non parlarne più di certi accadimenti di cronaca e DISinformazione, però non voglio e non posso dimenticare che questo blog nel 2006 è nato ANCHE come spazio dove parlare di quello di cui altri non parlavano o ne parlavano in maniera a mio avviso non obbiettiva e non voglio venire meno a questa linea.

Vero, i tempi sono cambiati, l’informazione ora si diffonde con modalità e tempi molto più rapidi di quelli di un blog ma… niente da fare, è più forte di me. Se leggo spacciata per informazione quella che ritengo una bufala mi avvaglo della facoltà di scriverlo.

Fu così nel 2007 quando giovane ed inesperto blogger, mi interessai al caso di Federico Aldrovandi contattando Patrizia (sua mamma) e provando a diffondere particolari e incongruenze che leggevo relativamente a quella vicenda e per questo mi sembra logico e doveroso fare lo stesso anche per il caso di Riccardo Magherini.

A differenza di sette anni orsono come dicevo prima probabilmente una minima parte di coloro che leggeranno questo post non sapranno nulla della storia di Riccardo. Giusto per rinfrescare la memoria Riccardo è morto il 3 marzo di quest’anno a Firenze in circostanze molto simili a quelle già sentite in prima istanza per il caso Aldrovandi.

In una delle prime telefonate al 118 il maresciallo dei carabinieri giunti sul posto riferisce di Riccardo che

«Sta facendo un putiferio. Digli che si deve avvicinare anche un’ambulanza…»

Cosa sia successo dopo poi è tutto ancora in fase di ricostruzione e non posso e non VOGLIO essere io a parlarne. Io non c’ero sul luogo e non ho elementi precisi che magari possono avere gli investigatori, pertanto mi rimetto alle risultanze delle indagini.

Quello che però NON ACCETTO è di essere preso per il sedere e leggere titoli ed articoli di questo tipo:

magherini Leggi il resto di questo articolo »

Aldrovandi: quando la legge vince sulla giustizia

Ci sono fatti di fronte alle quali è impossibile riuscire a mantenere il distacco e continuare a far finta di niente, soprattutto quando quei fatti li hai studiati e seguiti. E quello di Federico Aldrovandi fu il primo che seguii nella mia attività di blogger, per questo non posso e non riesco a tacere il mio pensiero su quanto accaduto in queste ultime ore.

Giovedì 21/6/2012 la Cassazione ha emesso il verdetto definitivo sull’omicidio di Federico Aldrovandi ed ha condannato a 3 anni e 6 mesi i quattro poliziotti rinviati a giudizio per i fatti accaduti (per la cronaca i militari rinviati a giudizio e condannati sono Enzo Pontani, Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri) a Ferrara il 25/09/2005, fatti emersi solo grazie alla tenacia ed all’ostinazione di Patrizia Moretti, mamma di Federico, che dalle pagine del suo blog non ha mai smesso di chiedere giustizia e verità.

Tutto finito? Macchè!!  La sensazione in Italia è che quando le sentenze devono andare ‘controcorrente’ (di solito le forze dell’ordine sono gli accusatori e non gli accusati ndr) ci sia sempre così tanta difficoltà ad arrivare alla fine dell’iter processuale prima e ad accettare la sentenza poi. Sempre che questo poi accada perchè non é scontato a quanto pare.

Abbiamo così dovuto assistere prima al libero delirio di alcuni condannati sulle pagine di Facebook di una fantomatica associazione denominata ‘Prima Difesa’ (alla quale risulta tra gli altri al momento iscritta, ma per fortuna “dissociata“, la portabandiera italiana alle prossime Olimpiadi Valentina Vezzali)

       

[clicca sulle immagine per ingrandirle]

alla totale latitanza dei vertici militari e dell’arma (in caso contrario credo i 4 sarebbero altrove e non a ‘navigare’ su fb) ed infine, e questo fa più male, alle parole del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri che [parole sue] “non è un politico” masembra che il politichese lo abbia imparato comunque molto bene ed in fretta visto che ha pensato “bene” di dichiarare:

se ci sono stati, come sembrerebbe, degli abusi gravi, e’ giusto che vengano colpiti

Bè, per Sua informazione spett.le ministro, il tempo per il condizionale ‘SE‘ è scaduto! Sette anni, migliaia di ore d’udienza, centinaia di testimonianze, di prove, di confronti sembrano più che sufficienti per ometterlo, non trova?!?
Per fortuna oggi il ministro s’è ripreso e pare abbia preso provvedimenti, grazie.

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