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Articoli marcati con tag ‘giustizia’

Riforma giustizia e taglio dei costi; insieme si può!

Non passa giorno che l’attualità non ci regali questa o quella polemica sui grandi temi come la giustizia ed il contenimento della spesa pubblica. Se ne sentono di cotte e di crude ed un po’ tutti gli interpellati dicono la loro senza però mai indicare una possibile soluzione pratica.

Ebbene vi confesso, per la loro innata creatività e capacità di vedere con ironia la realtà questa notizia me l’aspettavo più da Napoli ma lì, anche se nessuno ne parla più, pare siano di nuovo nella (passatemi il termine) “cacca”.  Leggi il resto di questo articolo »

Mastella & letteratura

Ottobre 2009 - Mastella & letteratura
– clicca sull’immagine per vedere la vignetta del brother –

(cliccare qui per vedere la raccolta completa)

[tags]le vignette di ACh,italia,politica interna,clemente mastella,giustizia,letteratura[/tags]

Per il bene del turismo questo ed altro

Se da un lato ‘Papi’ non vuol sentire parlare di crisi economica è innegabile che un po’ di preoccupazione negli addetti al settore c’è.  Siamo quasi all’inizio della stagione estiva e già ci sono compagnie aeree che aboliscono la ‘First Class’ e grida d’allarme dal settore delle crociere.

Ora, visto quanto combinato con la vicenda l’Alitalia-Cai sembra che almeno per quanto riguarda il settore aereo il governo stavolta si sia chiamato fuori. Per quel che riguarda il marittimo invece no,  forti anche di detti popolari che ci definiscono “popolo di marinai e profeti” lì ha deciso d’intervenire. Qui si è deciso di fare tesoro dell’esperienza di Papi degli anni passati quindi dopo il Karaoke, Stranamore,  Amici ed ultimamente il Consiglio dei Ministri ecco la nuova proposta: portare in tour le carceri ed i carcerati!

La proposta sembra aver generato nuovo entusiasmo nel settore tant’è che le prenotazioni sono aumentate e in questi ultimi giorni  hanno assicurato la loro presenza a bordo anche il boss Gambinodue detenuti “boomerang” provenienti niente popo’ di meno che da Guantanamo, alla faccia del Paese razzista!

Perchè, confermatemelo per favore; è per risolvere il problema del turismo che si pensa a  queste cazzate vero? Mica per risolvere il sovraffollamento delle carceri, dai?? E poi vogliamo fargliela fare una bella figura al nuovo ministro


Inizia il GF e io nomino il Papa!

Si parla sempre più frequentemente o meglio, qualcuno parla sempre più frequentemente della necessità di riforma della giustizia. Personalmente potrei anche essere d’accordo sul principio, magari un po’ meno che a metterla in piedi sia un pregiudicato anche se “a norma di legge”.  Se poi costui è anche (casualmente) padrone di televisioni e stamane mi dichiara di volere un “Grande Fratello per i processi”  un po’, vi confesso, comincio a preoccuparmi.

Riforma della giustizia sia anche perchè con i ‘numeri’ che hanno difficile pensare diversamente, ma che sia a 360°, che si riformi e controlli TUTTI i giudici , tanto più che stamattina ho “scoperto” che anche costui è un giudice. Anzi, quasi quasi propongo di cominciare proprio da lui la riforma; pensa che bello, telefonare tutti assieme alla Marcuzzi stasera e NOMINARLO, che ne dite?

Comunque siamo fortunati chiari concittadini. A rifletterci bene, meno male che stasera inizia quella pantomina del GF e non un’altra trasmissione tipo Amici altrimenti chissà che riforma sarebbe venuta fuori…

[tags]italia,berlusconi,vaticano,ratzinger,giustizia,leggi,riforma,grande fratello[/tags]

Stato libero di Sardegna

Oggi voglio parlare di quella magnifica isola che pensavo facesse parte del nostro stato e che si chiama Sardegna. Dico ‘faceva’ perchè ormai è chiaro che fa stato a se, con tanto di usi, costumi e leggi ad hoc.

Partiamo dagli usi che, in base a qul che si legge, sono quelli di comportarsi in modo tanto più sfrontato tanto più elevato è il reddito. Ne sono autorevoli esponenti l’ottavo nano con la sua villa ed il cuneese d’esportazione più famoso nel mondo (ma non altrettanto ben voluto) del sig. Ferrero con i suoi amici. Per entrambi nessuna condanna ma pieno ed incondizionato appoggio delle autorità, e te pareva!

Riguardo ai costumi, considerando che quelli da bagno sono pochissimo utilizzati (altrimenti che cazzo fotografano i paparazzi?!) dobbiamo accontentarci di altro tipo. Quest’anno particolarmente di moda, sempre per merito di quello “basso” dei due, bretelle ed immancabile tacco da 12.

Ma la cosa devo dire che più mi stupisce del nuovo stato sardo sono le pene per quelli che sono considerati ‘reati’ nel resto del territorio nazionale. Prendiamone uno ad esempio, molto gettonato in questo periodo non potendo toccare il settore agricolo e quindi degli alcolici, quello dello spaccio di droga. Ebbene, io non so se sia una questione di autonomia della rEgione o di assenza della rAgione (del giudice) ma se è vero che nella vita ci sono cose che non hanno prezzo, spacciare coca ed ecstasy ad un vip in Sardegna costa solo 6.000 €uro e 3 anni di “lontananza forzata” dall’isola.

A Perugia per esempio, il sospetto reato di spaccio di droghe leggere, si paga con la vita. Per informazioni chiedere ai familiari di Aldo Bianzino.

Una volta quest’isola, complice l’Asinara, era sinonimo di punizioni e rigorose regole da rispettare, ora è diventata una specie di zona franca in mano a questo o quel vip di passaggio. Non me ne vogliano gli amici sardi che sicuramente sono meno contenti di me di queste cose ma più che un pezzo d’Italia mi sembra veramente diventata l’Isola dei Famosi, con regole e leggi applicate in base a null’altro che l’audience!

 

Le cazzate della Cassazione

cassazioneFine anno, tempo di bilanci e riassunti e tra questi non poteva mancare quello relativo alla Corte di Cassazione, da sempre organo abbastanza discusso per le sue sentenze. Riguardano un po’ tutti i settori e provo a riepilogare brevemente quelle più caratteristiche:

In tema di buona educazione si scopre che il vaffanculo non è più reato e qualche mese dopo Grillo decide di avvalersi pubblicamente di questo “diritto”. Guai invece dare del ruffiano o dare del leccaculo a qualcuno, quello si che è reato! Esistono poi i casi dubbi come il poter dire a qualcuno “furbetto rosso” senza essere condannati ma, attenzione, lo si può fare solo se l’altro si chiama Consorte.
Siccome siamo un Paese sicuro è stato sancito che portare con se dello spray antiaggressione è reato. Non si capisce tuttavia come mai non ne sia bloccata la vendita, forse usarlo tra “amici” è lecito. Le magnifiche menti decidono anche che coltivare alcune piante di marijuana non è più reato, salvo dimenticarsi di completare il “lavoro” e depenalizzarne l’uso, ma questa è un’altra storia.
In tema di lavoro si scopre anche che dare dell’incapace al proprio capo è diffamazione, ma lo è anche per il capo parlar male del proprio dipendente insomma… meglio non parlare sul posto di lavoro. Datori e lavoratori pari sono, sembrerebbe, invece no. Infatti il datore di lavoro può anche controllare le email dei dipendenti senza incappare nella violazione della privacy, lui, il dipendente ehm… non proprio. E se pensate di spaventarlo dicendo “me ne vado” occhio che perdete il posto!
Ma è in tema di famiglia infine che la cassazione dà il meglio. Posti alcuni punti fermi insindacabili quali il fatto che, in caso di separazione, la casa va al coniuge affidatario dei figli; l’altro, visto che ha già perso moglie e figli può perdere anche la casa. Questo mi sembra un buon motivo per non separarsi visto che poi, ultima chicca dell’anno, per chi vive in coppia è arrivata anche la sentenza che stabilisce il diritto all’amplesso all’interno della coppia purchè la stessa non sia già ‘scoppiata’. Insomma, da oggi si “tromba” secondo la legge.

Adesso scusate ma ho “un sacco di diritti” da fare valere, buona domenica.

 

I discorsi passano, i cadaveri rimangono

Come preannunciato al termine del post di ieri questa settimana sarò lontano da casa e con problemi di connessione. Approfitto di una possibilità solo per ribadire, anche a mente fredda, quello che è stato il mio pensiero fin da subito non appena appresa la notizia dell’uccisione di Gabriele e cioè che stavolta il calcio e lo sport non c’entrano una beata fava!
E’ stato ucciso un ragazzo che era seduto in una macchina ferma in un autogrill a 400 km dallo stadio;

“come” lo spiegheranno le indagini,

il “perché” non esiste quindi inutile ricercarlo.

La storia della rissa, del calcio violento, dei problemi della società, etc. etc. stavolta NON C’ENTRANO a meno che non le si vogliano far entrare lo stesso. Per questo nel mio post di ieri ho parlato, seppur a malincuore, di calcio e per questo sono incazzato nero con giornalisti, media e tutti coloro che continuano a parlare di “tifoso ucciso”.
E’ come se qualcuno finisse per parlare dell’abbigliamento della donna uccisa a Roma cercando una qualsivoglia causa o interpretazione ad un atto vile e vigliacco; questi sono particolari che non cambiano gli accadimenti ma, al contrario, rischiano di sviare dalla cruda realtà e mi fa arrabbiare che ci sia così tanta gente che accetta tutto questo così “passivamente”.
Perché se si aspetta di collegare ogni omicidio a questo o quel problema, si corre il rischio di dimenticarsi di altre morti meno “famose” che comunque chiedono giustizia, come quella recente di Aldo Bianzino.

In un paese civile le morti, “certe morti” vanno sempre e comunque spiegate, in modo rapido e possibilmente credibile. Altrimenti c’è il rischio che quelli di Gabriele e Aldo diventino solo due croci in più in qualche cimitero e un valido motivo per qualche trasmissione e questo, con tutto rispetto per coloro che la pensano diversamente, a me non interessa.

Non è più il momento di indignarsi e poi dimenticare ma di chiedere e sentire VERITA’ anzi, due cadaveri mi sembrano un “valido” motivo per pretenderle.

[tags]italia, gabriele sandri, aldo bianzino, giustizia[/tags]

G8 Genova: lo Stato condannato a pagare!

Ve la ricordate questa copertina di ‘Diario‘ all’indomani del G8 di Genova nel luglio 2001?

Questa foto ritraeva una persona a sua volta ferita (8 punti di sutura alla testa) intenta a soccorrere con dell’acqua un’altra manifestante conciata decisamente peggio. La signora in oggetto era Marina Pellis Spaccini, triestina, 50enne medico pediatra per alcuni anni volontaria in Africa. Ebbene, molti di voi forse non lo sanno ma, in sordina così come buoncostume italiano (e non solo) impongono per le notizie “scomode”, il 23 maggio lo Stato italiano è stato condannato dal giudice di Genova Angela Latella a risarcire la suddetta della somma di 5.000 € per il pestaggio subito da parte della polizia il 20/07/2001 in via Assarotti. La Spaccini era seduta con altri manifestanti, con le mani alzate dipinte di bianco, gridando “non violenza“, quando fu assalita e massacrata dalla Polizia. Questa si è difesa sostenendo che (così recita il verbale) “non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di Marina e i Black Block… distinguere tra buoni e cattivi“.
A quanto pare invece il giudice ha dato ragione alla Spaccini che all’indomani degli avvenimenti aveva dichiarato«

Avevamo le braccia alzate e tenevo in mano la bandiera della pace. Facevano una manifestazione pacifica nella zona autorizzata dalla questura. Sono arrivati come furie e mi hanno picchiato con i manganelli. Me la sono cavata con una ferita in testa. Ma altri che eravo vicini a me hanno subito lesioni ben più gravi. Solo una poliziotta del gruppo che ci stava picchiando a un certo punto si è fermata. Ma gli altri erano scatenati…».

Nel frattempo i temuti “black-block” lasciavano la via senza essere fermati.

Credo che sia un piccolo ma significativo passo in avanti nell’appuramento della verità in quella che rimane una delle pagine più tristi della nostra storia. Non mi si fraintenda, NON tutti i manifestanti erano pacifici anzi, è stato ampiamente dimostrato il contrario ma questo fatto non giustifica alcuni comportamenti delle forze dell’ordine e, soprattutto, queste vittime. Anche perchè quello di manifestare è un diritto sancito dall’art. 21 della Costituzione, quello di randellare nel mucchio è spesso decisione arbitrale di pochi e deboli “uomini”.

Leggi l’articolo de “Il Piccolo”

Non sempre è reato picchiare la moglie

Non sempre è reato picchiare la moglie se la lite tra i coniugi nasce da una discussione per questioni religiose.

Con una sentenza la Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro l’assoluzione di un uomo che aveva avuto ripetuti diverbi con la moglie, testimone di Geova, in merito all’educazione dei figli. In particolare secondo la Corte i provati episodi di percosse da parte dell’uomo non erano riconducibili a un’unica intenzione criminosa di ledere sistematicamente l’integrità fisica e morale della congiunta al fine di avvilirla e di sopraffarla, ma erano espressioni reattive a una situazione di reciproche malversazioni e di disagio familiare, il che escludeva la sussistenza del dolo di maltrattamenti.

Link alla notizia

Mai avrei pensato di dover postare una notizia del genere, semmai l’avrei “immaginata” nella categoria ‘Notizie buffe, strane ma vere’ e invece… bè, da grande, colorato, bizzarro Paese quale siamo, abbiamo partorito anche questa chicca giuridica. Non male in un periodo in cui si cerca o almeno si dovrebbe farlo, di sradicare la violenza, il bullismo, etc.

Una sentenza di questo tipo mi sembra veramente in linea con il sentimento comune, complimenti!

 

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