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DeforestazioneZero la nuova campagna di Greenpeace
Tutti noi a volte abbiamo comportamenti ai quali non badiamo molto e ci sfugge forse cosa comportino. Questo video non ha la presunzione di farli evitare ma credo vi possa far riflettere, almeno lo spero.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Agqcxe2SjEM[/youtube]
[ Video promo del progetto deforestazionezero promosso da greenpeace ]
Sul link dell’iniziativa potete trovare delle guide illuminanti su come far se non del bene almeno ‘meno male’ al nostro già maltrattato pianeta.
Greenpeace invita così a Save our forests
Tuteliamo i tonni, rompiamo le scatole ai produttori!
Visto che flora e fauna marina, ultimamente più che mai, sono minacciate dall’operato e dalla noncuranza con cui l’uomo insegue il mero profitto in barba alle elementari regole di rispetto dell’ambiente oggi ho deciso di fare un po’ di pubblicità progresso. Per chi ancora non la conoscesse, vi presento l’iniziativa di Greenpeace dal titolo

Si può leggere nel report dal titolo ‘Tonno in trappola’ ed è bene sapere che:
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I cracker distruggono il mondo

Chit, ma che stai a dì??
Come possono delle bontà così così fragranti ed innocue distruggere il mondo? penserà qualcuno di voi.
Circa la potenziale pericolosità delle “figure apparentemente innocenti” mi basterebbe ricordarvi la scena finale di Ghostbuster, quella in cui il mondo viene messo in pericolo da un enorme pupazzo dei fiocchi d’avena.
Solo che questo che vi racconto non è un film e non c’è proprio nulla da ridere!
Qualche giorno fa infatti ho scoperto, non senza stupore, da un rapporto di Greenpeace che la deforestazione in Amazzonia è gestita da un software online dove le compagnie sono obbligate a comunicare i quantitativi tagliati, esauriti i quali, non viene più concessa loro nessuna autorizzazione. Ebbene, pare che questo ‘sistema’ sia stato più volte forzato con l’appoggio di alcuni pirati informatici. Risultato: le compagnie del legname e del carbone hanno tagliato illegalmente 1,7 milioni di metri cubi di legno, quanto basta a riempire 780 piscine olimpiche. Lascio a voi ogni conclusione in merito.
Aggiungo solo una precisazione a quanto riportato da Greenpeace e cioè il fatto che, con tutta probabilità, costoro non sono hacker bensì cracker cioè “colui che si ingegna per eludere blocchi imposti da qualsiasi software in genere“.
Ed a noi non resta che sperare che si avveri quel che cantava il grande Fabrizio DeAndrè e cioè che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori” perchè qui, passatemi l’espressione, ma di merda ne vedo parecchia!
Technorati Tags: ambiente, clima, amazzonia, greenpeace, informatica, hacker, cracker
































